Spedizione francese in Sardegna

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Spedizione francese in Sardegna
1793 view of Cagliari.jpg
Vista di Cagliari e Quartu durante l'assedio del 1793
Data gennaio-maggio 1793
Luogo Sardegna
Esito Vittoria sarda
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
4600 uomini
9 cannoni
7 compagnie di fanteria
600 fucilieri svizzeri
3 compagnie di dragoni
1 corpo franco
400 miliziani
Perdite
sconosciute sconosciute
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La spedizione francese in Sardegna fu una spedizione militare, con l'obiettivo di conquistare l'isola, che ebbe luogo tra il gennaio e il maggio del 1793.

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1791 la giovane Repubblica francese era in guerra con il re di Sardegna Vittorio Amedeo III. Nel 1792 la Convenzione nazionale decise quindi di attaccare contemporaneamente sia il Piemonte che la Sardegna.

In Sardegna l'operazione venne pianificata su due fronti: l'attacco principale avrebbe dovuto essere diretto contro la città fortificata di Cagliari mentre un altro attacco minore, guidato dal giovane ufficiale Napoleone Bonaparte, era previsto a nord, nelle isole dell'arcipelago della Maddalena

L'organizzazione della spedizione fu affidata a Pasquale Paoli.

Svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 di dicembre 1792 una flotta francese comandata dal contrammiraglio Louis-René-Madeleine de Latouche-Tréville fece la sua comparsa nelle acque di Cagliari senza arrecare però alcun danno.

I primi di gennaio del 1793 i francesi presero l'isola di San Pietro, ribattezzata isola della libertà, dove su iniziativa di Filippo Buonarroti, giunto dalla Corsica al seguito delle armate francesi, venne istituita una repubblica [1]. Successivamente, il 14 dello stesso mese venne occupata anche la vicina isola di Sant'Antioco[2].

Il 27 gennaio iniziò il bombardamento di Cagliari da parte della flotta dell'ammiraglio Laurent Truguet che non produsse tuttavia alcun risultato. Truguet, dopo essere riparato a Tolone per riparare i danni e imbarcare altre truppe, ritornò nel golfo di Cagliari alla metà di febbraio; il 14 le truppe comandate dal generale Casabianca, circa 4000 uomini, sbarcarono nel litorale di Quartu Sant'Elena[3] ma vennero respintie dalle milizie sarde dopo alcuni giorni di combattimento. I francesi decisero quindi di ritirarsi dal sud della Sardegna lasciando solo dei piccoli presidi di poche centinaia di uomini nelle isole dell'arcipelago del Sulcis[2].

La costa di Bonifacio da Punta Falcone

Sempre sul finire di febbraio, un altro corpo di spedizione francese composto da 600 uomini fra volontari còrsi (450) e granatieri (150) e guidato dal colonnello Pierre-Paul Colonna de Cesari Rocca[4] con al seguito il giovane tenente colonnello Napoleone Bonaparte (artiglieria) e il capitano Moydié (genio)[5], giunse da Bonifacio in Corsica sull'isolotto sardo di Santo Stefano, dove cominciò a cannoneggiare La Maddalena, la cui resistenza era guidata da Domenico Millelire. Tuttavia anche questo assalto dei francesi, che aveva come obbiettivo finale lo sbarco sulla costa gallurese per occupare poi il resto della Sardegna settentrionale, fallì grazie alla strenua resistenza dei difensori tra cui spiccó lo stesso Domenico Millelire, il quale con alcuni uomini, dopo aver imbarcato e trasportato nottetempo un cannone alle spalle dei francesi, sulla costa antistante la cala dell'isola di Santo Stefano in cui aveva trovato riparo la corvetta francese (La Fauvette) d'appoggio, riuscì a colpire l'albero maestro di quest'ultima, costringendo alla ritirata i francesi.[2].

Il 25 maggio anche la guarnigione francese di Carloforte fu costretta ad arrendersi dopo essere stata attaccata dalla flotta spagnola[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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