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Battaglia di Loano

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Battaglia di Loano
parte della guerra della prima coalizione
Joseph Bellangé, La battaglia di Loano
Data23 - 24 novembre 1795
LuogoAlture di Loano e paesi limitrofi
EsitoVittoria francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
25 000 uomini18 000 uomini
Perdite
3 5007 000
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La battaglia di Loano si combatté il 23 e 24 novembre 1795 nell'ambito delle guerre della prima coalizione. L'esercito francese, comandato da Andrea Massena, sconfisse l'alleanza di Austria e Regno di Sardegna guidata da Oliver Remigius von Wallis.

Nel settembre 1795 il generale di divisione Barthélemy Schérer sostituì François Christophe Kellermann al comando dell'esercito francese in Italia. Di fronte ai francesi c'erano 30 000 austriaci e 12 000 piemontesi al comando del feldzeugmeister Nikolaus Joseph de Vins e del generale Benedetto di Savoia, duca del Chiablese.

Il centro dell'esercito francese, sotto il comando di Andrea Massena, era formato da due vecchie divisioni dell'armata d'Italia. Una terza armata, che formava l'ala sinistra, era sotto il comando del generale Jean Sérurier. L'ala destra era guidata dal generale Pierre Augereau, recentemente arrivato insieme a Schérer dall'esercito dei Pirenei. Un'altra divisione, proveniente dal Colle di Tenda, copriva Saorge. Questo esercito di 40 000 uomini mancava di provviste, armi e munizioni da quando la marina inglese aveva tagliato la linea dei rifornimenti di Genova.

Le truppe austro-piemontesi erano forti di 53 000 uomini e le loro linee difensive coprivano gran parte della riviera ligure di ponente, spingendosi fino a Cuneo, Ceva e Mondovì, formando un campo difficilmente espugnabile, composto da basi legate fra loro da camminamenti e difeso da centinaia di pezzi d'artiglieria.

Una delle difficoltà più gravi dei soldati francesi fu la mancanza di scarpe in mezzo a balze rocciose e strade in pietra. Fortunatamente, un brigantino francese riuscì ad arrivare prima della battaglia, portando 100 000 razioni di biscotti e 24 000 paia di scarpe, risollevando così il morale delle truppe.

Il 17 novembre il generale di divisione Étienne Charlet attaccò gli austro-piemontesi a Campo di Pietri, distruggendo le loro trincee e catturando tre cannoni e 500 prigionieri. Tuttavia, a causa del maltempo, Andrea Massena fu costretto ad abbandonare l'azione che aveva programmato, un assalto sulla destra.

Uso di un cannone: l'introduzione di questo tipo di arma è stato quello che ha provocato il maggior numero di morti di soldati e cavalli, oltre a mutilazioni e a danni ingenti alle cose (simulazione della 51 ème Demi Brigade[1], 9 novembre 2025 a Loano)

Ignaro dell'attacco imminente, De Vins, spossato da una malattia, abbandonò il comando austriaco il 22 novembre. Al suo posto subentrò Oliver Remigius von Wallis. Va ricordato un fatto storico precedente che ha visto i francesi nel marzo 1795 da queste parti: la battaglia di Capo Noli tra le navi da guerra francesi sotto gli ordini dell’ammiraglio Pierre Martin (1752-1820) contro le navi da guerra britanniche e napoletane comandate dal contrammiraglio barone William Hotham (1736-1813). Questo fu importante perché poi si svolse, otto mesi dopo, la battaglia (terrestre) a Loano.

I francesi effettuarono tre attacchi, uno fasullo e due reali. Schérer mandò Pierre Augereau a Borghetto Santo Spirito per colpire il fianco sinistro del nemico. Il 22 novembre Massena scese da Zuccarello con due divisioni per attaccare al centro.[2]

Massena conquistò tutte le posizioni nemiche fino a Bardineto, dove gli austriaci opposero una strenua resistenza. Massena, indignato per il rallentamento della sua avanzata, ordinò allora di attaccare in maniera più decisa. Il generale Étienne Charlet, accorso in suo aiuto, venne colpito a morte. Questo fatto suscitò l'ira dei soldati francesi, che serrarono i ranghi e si precipitarono contro il nemico, sbaragliandolo.

Ricostruzione della 51 ème Demi Brigade del 9 novembre 2025, spiaggia di Loano

Nel frattempo, partendo da Borghetto Santo Spirito, Augereau mosse verso Loano e attaccò con successo l'ala sinistra austro-piemontese, comandata da Eugène-Guillaume Argenteau. La roccaforte austro-piemontese, posta a metà strada fra Boissano e Loano e difesa da 1 200 uomini al comando del generale Mathias Rukavina von Boynograd, oppose tenace resistenza.

Ricostruzione di un accampamento francese com'era nel 1795, area Monte Carmelo, Loano (nov.2025)

Secondo il diario di un borghettino:[3]

«Donque è avvenuta la battaglia delli sanculotti francesi, il giorno 23 novembre al mattino, il Lunedì. [...] è durata tutto il giorno fino alle ore 24 di notte; sempre foco vivo, focili e cannonate che sembrava un giudizio universale e sembrava un terremoto.»
La battaglia fra francesi e Austro-Piemontesi alleati con il Regno di Sardegna avvenuta il 23 e 24 novembre 1795: ricostruzione[4] sulla spiaggia loanese da parte della "51 ème Demi Brigade" del 9 nov. 2025

Circondata la roccaforte, Augereau invitò Rukavina a deporre le armi. Quest'ultimo accettò, a patto che i france accogliessero alcune condizioni poste dagli austriaci. Augereau respinse l'offerta con disprezzo, ordinò alla brigata agli ordini di Claude-Victor Perrin di prepararsi a sparare e diede a Rukavina dieci minuti di tempo per arrendersi e uscire. Rukavina, deciso a morire con onore, cadde sotto il fuoco della 117ª e 118ª brigata di fanteria francese.


Gli austro-piemontesi si ritirarono allora nei pressi del convento di Monte Carmelo, sulle alture di Loano, per affrontare i francesi, che credevano stanchi dopo dieci ore di combattimenti. Schérer li seguì pronto ad attaccarli, ma esitò. Rassicurato da un messaggio di Massena, proseguì la sua avanzata, ma dovette fermarsi a causa della grandine. Gli austriaci approfittarono del maltempo per fuggire, abbandonando cannoni e tende.

Jean Sérurier, che il 23 novembre aveva solo dovuto contenere l'ala destra austro-piemontese, effettuò un duro attacco che mandò l'esercito piemontese allo sbando, costringendolo a unirsi con ciò che restava delle truppe di Argenteau presso il campo trincerato di Ceva. Di 25 000 uomini impiegati, i francesi ne persero 3 500 fra morti, feriti e catturati. Gli austro-piemontesi contarono 3 000 fra morti e feriti, 4 000 uomini prigionieri e 48 cannoni catturati.[5]

La vittoria di Loano permise ai francesi[6] di impossessarsi di ingenti approvvigionamenti e fornì loro un importante punto d'appoggio nelle Alpi Liguri, che sarebbe stato successivamente sfruttato, nell'aprile 1796, dal generale Napoleone Bonaparte nella battaglia di Montenotte.

Il nome Loano compare, in alto, al primo posto sull'Arco di trionfo a Parigi[7]
Ricostruzione dettagliata della 51 ème Demi Brigade, accampamento notturno francese

Il ruolo delle "Vivandière"

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Un ruolo significativo fu svolto, nell'ombra, dalle donne che nelle guerre settecentesche e ottocentesche seguivano gli eserciti e quindi anche l'Armata d'Italia.[8] Erroneamente da alcuni indicate come "Marianne" (dal simbolo della Francia), il loro vero nome era semplicemente Vivandière. La loro missione era il distribuire viveri e bevande, lavare, rammendare, organizzare le scorte di cibo e cucinare. Napoleone Bonaparte non valutò positivamente questo fatto tanto che al generale Masséna confidò che era meglio "lasciarle a casa".

Costumi tipici delle donne ("vivandières") al seguito delle campagne napoleoniche (Loano, novembre 2025)

Un cannoniere, tale Bricard annotò nel suo diario, in seguito trovato, che "un soldato non ha bisogno di queste donne, poiché trova facili relazioni amorose per strada". L'otto marzo 1793 fu promulgato un editto che permetteva ai soldati in ferma di sposarsi, il risultato fu che l'autorizzazione consentì a molte donne di seguire gli uomini provocando ostacoli alla rapida avanzata delle truppe. Il fatto era che le donne non avevano sussidi economici e preferivano essere inglobate nella truppa. Il generale e matematico Lazare Carnot a Douai (1793) trovò 3.000 donne nelle caserme e 350 soldati. Fu per queste motivazioni che il 3 maggio 1793 fu emanato il decreto num. 804 che autorizzava l'allontanamento di tutte le donne "ritenute inutili" per l'esercito, da questo momento erano ammesse solo "4 lavandaie per battaglione e le vivandiere per il cibo".[9] Ci vorrà più tempo per capire l'importanza della assistenza infermieristica vera e propria che fu coraggiosamente iniziata e poi sviluppata da Florence Nightingale, inizialmente, durante il periodo della Repubblica Romana (1849) e subito dopo nella guerra di Crimea (1853-1856).

  1. ↑ "51 ème Demi Brigade de Battaille" Associazione Culturale, su 51eme.it.
  2. ↑ Chandler, pag. 38.
  3. ↑ 1795 Campaign in Italy (PDF), su aciesedizioni.it. URL consultato il 9 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2013).
  4. ↑ Redazione, Tutto pronto a Loano per la battaglia di Loano, rievocazione storica che celebra i 230 anni della battaglia, su ivg.it, 5 novembre 2025.
  5. ↑ Smith, pag. 108.
  6. ↑ Sergio Valzania, Napoleone: campagna d'Italia-Piemonte, 27 marzo 1796, marcia trionfale, su napoleonbonaparte.eu.
  7. ↑ Sara Sacco, C'è un po' di Loano sull'arco di trionfo a Parigi, su ivg.it, 29 novembre 2017.
  8. ↑ (FR) Robert, Les femmes dans les armées de Napoléon, su napoleon-histoire.com, 11 dicembre 2017.
  9. ↑ Delia Lenzi, Le Vivandiere: le eroine dimenticate degli eserciti ottocenteschi, su jourdelo.it.
  • Martin Boycott-Brown, The Road to Rivoli, Londra, Cassell & Co., 2001.
  • David Chandler, The Campaigns of Napoleon, New York, Macmillan, 1966.
  • Battle of Loano in Charles Mullié, Biographie des célébrités militaires des armées de terre et de mer de 1789 à 1850, 1852.
  • Digby Smith, The Napoleonic Wars Data Book, Londra, Greenhill, 1998.

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