Pasquale Paoli

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« Siamo Còrsi per nascita e sentimenti, ma prima di tutto ci sentiamo italiani per lingua, costumi e tradizioni... E tutti gli italiani sono fratelli e solidali davanti alla Storia e davanti a Dio... Come Còrsi non vogliamo essere né servi e né "ribelli" e come italiani abbiamo il diritto di essere trattati uguale agli altri italiani... O non saremo nulla... O vinceremo con l'onore o moriremo con le armi in mano... La nostra guerra di liberazione è santa e giusta, come santo e giusto è il nome di Dio, e qui, nei nostri monti, spunterà per l'Italia il sole della libertà. »
(Pasquale Paoli a Napoli nel 1750[1])
Pasquale Paoli
Paoli.png

Presidente della Corsica
Durata mandato 29 aprile 1755 - 9 maggio 1769
17 giugno 1794 - 19 ottobre 1796

Dati generali
Professione militare, politico

Filippo Antonio Pasquale de' Paoli (Stretta di Morosaglia, 6 aprile 1725Londra, 5 febbraio 1807) è stato un politico, militare e generale corso, considerato da esponenti del nazionalismo corso come Il Padre della Patria (in corso U Babbu di a Patria)[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Paoli all'Isola Rossa.

Paoli nacque a Stretta di Morosaglia, figlio minore di Giacinto Paoli, che aveva guidato i ribelli corsi nella lotta contro il dominio di Genova.[3] Pasquale seguì suo padre in esilio nel 1738, combattendo con onore nell'esercito del Regno di Napoli. A Napoli compì alcuni dei suoi studi e seguì le lezioni di Antonio Genovesi.[1] Al suo ritorno in Corsica, il 29 aprile 1755, divenne comandante in capo delle forze ribelli (Generale della Nazione Corsa).[3] Nello stesso anno, a novembre, fu proclamata l'indipendenza della Corsica, che si dotò di costituzione, amministrazione, sistema giudiziario ed esercito.[3] Dopo una serie di attacchi riusciti, cacciò i genovesi da tutta l'isola, escluse alcune città costiere.[3] Quindi si dedicò a riorganizzare il governo, introducendo varie riforme.[3] Fondò un'università a Corte, dove si insegnava in lingua italiana.[3] Nel 1767 strappò l'isola di Capraia dal controllo di Genova che, in crisi, fu costretta a cedere l'isola alla Francia, la quale invase in forze l'isola con il proposito di farne un possedimento personale di Luigi XV.[3]

Per due anni Paoli, le cui idee si guadagnarono l'approvazione di filosofi come Voltaire, Raynal e Mably, lottò contro i nuovi invasori, finché nel 1769 venne sconfitto dalle più numerose forze del conte de Vaux, e costretto a rifugiarsi in Gran Bretagna, dove il 15 giugno 1778 fu iniziato in Massoneria nella Loggia "Le Nove Muse N° 325" a Londra[4]. Nel 1789 si recò a Parigi con il permesso dell'Assemblea Costituente, e fu rimandato in Corsica con il grado di generale. Disgustato dagli eccessi della Rivoluzione francese e accusato di tradimento dalla Convenzione, convocò un'assemblea a Corte nel 1793, con lui stesso come presidente e si separò formalmente dalla Francia. Quindi offrì la sovranità dell'isola al governo britannico, ma, non ricevendo sostegno da questo e non ottenendo il titolo di vicerè, fu costretto ad andare nuovamente in esilio,[1] e la Corsica divenne un dipartimento francese.[3] Nel 1796 si ritirò a Londra, dove morì undici anni più tardi nel 1807. Venne sepolto nella St Pancras Old Church a Camden Town e nel 1889 i suoi resti mortali tornarono nel suo paese natale.

Paoli commemorato negli Stati Uniti

L'associazione americana Sons of Liberty fu ispirata da Paoli e per la sua lotta contro il dispotismo. Nel 1768, l'editore del New York Journal descrisse Paoli come "un grande uomo sulla Terra".

Molti toponimi statunitensi lo commemorano:

Testamento di Pasquale Paoli[modifica | modifica wikitesto]

« ... Lascio cinquante lire sterline annue per il mantenimento di un abile maestro, che nel paese di Morosaglia, luogo di mezzo della pieve del Rostino, insegni a ben leggere e scrivere l'italiano, secondo il più approvato stile normale, e l'aritmetica alli giovinetti di detta pieve, ed agli altri che vorranno profittare di tale stabilimento. ... Avendo desiderato che fosse dal governo riaperta una scuola pubblica in Corte, luogo di mezzo per la maggior parte della popolazione dell'isola, lascio ducento lire sterline annue per il salario di quattro professori, il primo perché insegni la teologia naturale e i principj di evidenza naturale della divinita della religione cristiana; il secondo la etica e ii dritto delle genti; il terzo i principj della filosofia naturale, ed il quarto, gli elementi della matematica. E desidero che agli alunni l'insegnamento dovrà farsi in italiano, lingua materna de' miei nazionali

... In caso poi che questa scuola in Corte non potesse aver luogo, fermo nel proposito di contribuire all'istruzione de' miei nazionali, lascio ducento cinquante lire sterline annue per il mantenimento di cinque alunni in alcuna delle migliori università del continente italiano. Due dovranno essere scelti nel dipartimento del Golo, due in quello del Liamone..., il quinto sarà della pieve di Rostino. »

(Testamento di Pasquale Paoli, 23 novembre 1804[5])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Pàoli, Pasquale nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 21 marzo 2017.
  2. ^ Gianmichele Lisai, Forse non tutti sanno che in Sardegna..., Newton Compton Editori, ISBN 978-88-541-9643-8. URL consultato il 22 marzo 2017.
  3. ^ a b c d e f g h Carlo Silvano, Breve storia di Nizza, Youcanprint, 15 luglio 2015, ISBN 9788891197573. URL consultato il 21 marzo 2017.
  4. ^ (FR) Frans-Maçons célèbres sul sito ufficiale del Supremo Consiglio del Rito scozzese antico ed accettato del Grande Oriente di Francia.
  5. ^ Testamento di Pasquale Paoli

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN73879942 · LCCN: (ENn79018818 · ISNI: (EN0000 0001 2139 4174 · GND: (DE118789554 · BNF: (FRcb120894669 (data) · CERL: cnp00400354