Ussana

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Ussana
comune
(ITSC) Ussana
Ussana – Stemma Ussana – Bandiera
Ussana – Veduta
Chiesa di San Sebastiano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoEmidio Contini (lista civica) dal 31-5-2015 (2º mandato dal 26-10-2020)
Territorio
Coordinate39°23′37.52″N 9°04′28.95″E / 39.393755°N 9.074707°E39.393755; 9.074707 (Ussana)
Altitudine97 m s.l.m.
Superficie32,82 km²
Abitanti4 099[1] (30-6-2020)
Densità124,89 ab./km²
Comuni confinantiDonori, Monastir, Nuraminis, Samatzai, Serdiana
Altre informazioni
Cod. postale09020
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111093
Cod. catastaleL512
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitanti(IT) ussanesi
(SC) ussanesus
Patronosan Sebastiano martire
Giorno festivo20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ussana
Ussana
Ussana – Mappa
Posizione del comune di Ussana all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Ussana è un comune italiano di 4 099 abitanti della provincia del Sud Sardegna situato nel Campidano di Cagliari.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Ùssana è menzionato per la prima volta, nella forma latina “villa Ussane”, ossia “paese di Ussana”, in un documento di natura feudale risalente al 1326. Sempre nella forma Ussana è citato nel 1328 e nel 1331. Nei registri delle decime custoditi nell'Archivio Vaticano compare nelle forme Usana (1341), Ossane e Ussana (1346-1350).

La forma “Ossane” è dovuta alla latinizzazione di Ussane, per cui la O iniziale deve essere considerata come un errore di trascrizione. Negli atti del Parlamento di Pietro IV di Aragona (1355) è scritto nella forma Ussana mentre in quelli del Parlamento di Alfonso il Magnanimo (1421) Usena. Nei registri parrocchiali compilati a partire dal XVI secolo lo ritroviamo contemporaneamente nelle varianti Usana, Ussena e Ussana; in quest'ultima forma si attesta definitivamente dalla metà del Seicento in poi. Anche nelle rare pubblicazioni sarde del XVI-XVII secolo si ritrovano le stesse differenze: il Fara nella sua opera "Chorografia Sardiniae" (1580-1589) lo menziona con il nome di "oppidum Ussenæ", mentre Francesco Angelo de Vico nel "De la historia general de la isla y reyno de Sardeña" (1639) lo chiama Ussena.

Compare anche in alcune carte geografiche della Sardegna in due varianti, probabilmente il risultato di una errata interpretazione dei cartografi; nella carta del Coronelli (1650-1718) è scritto Orsana mentre in quella di G. B. Cavallini (1652) Orsola.

Riguardo al significato del toponimo Ùssana esistono varie ipotesi. Giulio Paulis (1987) ritiene che il toponimo non abbia una chiara origine e che sia da ascrivere al sostrato linguistico protosardo. Anche Massimo Pittau (1997) pensa che Ùssana sia un toponimo di origine sardiana o nuragica, e che trovi riscontro in altri toponimi sardi: Úsana (Orgosolo), Usanis (Osidda), Usinavà (Torpè), Usini. Lo stesso autore segnala una corrispondenza anche con l'antroponimo etruscoUsuna”.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo territorio sono stati individuati insediamenti risalenti al Neolitico antico. Millenni dopo i romani edificarono qui varie opere tra cui le terme.

Nel medioevo fece parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria di Parte Olla. Alla caduta del giudicato (1258) entrò a far parte dei domini della famiglia pisana dei Della Gherardesca, che possedette anche il castello di Baratuli, posto su una collina tra Ussana e Monastir. Nel 1324, passata al regno di Sardegna aragonese, divenne proprietà di vari feudatari fino al XIX secolo[3]. In particolare il paese venne concesso col titolo di baronia dal re d'Aragona Pietro IV il Cerimonioso a Raimondo di Montpadone; in epoca più tarda passò agli Amat di San Filippo, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale, per cui divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Ussana

L'attuale stemma del comune di Ussana è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 1º agosto 2019.[4]

Stemma

«Partito: nel primo, d'oro, alla vite al naturale, pampinosa di verde di quindici, fruttifera di porpora di tre, nodrita nella collina di verde; nel secondo, di rosso, alle due frecce d'argento, poste in decusse con le punte all'insù, accompagnate da due stelle di azzurro di otto raggi, una in capo, l'altra in punta. Ornamenti esteriori da Comune.»

Gonfalone

«Drappo partito di rosso e di giallo.»

La figura del ceppo di vite allude all'attività agricola, e, in particolare, alla lavorazione della vite e alla produzione del vino che ha un valore fondamentale nel tessuto economico e sociale del paese; le frecce alludono al patrono san Sebastiano martire.[5] Questo stemma sostituisce uno precedente, concesso nel 1996[6]: partito: nel primo, d'oro, alla torre di rosso mattonata di nero, chiusa e finestrata dello stesso, merlata alla guelfa di cinque, fondata sulla pianura di verde; nel secondo, di rosso, alle due frecce d'argento, poste in decusse, accompagnate da due stelle di otto raggi di azzurro, una in capo, l'altra in punta. La torre è stata eliminata poiché richiamava un castello esistente nelle vicinanze, ma in territorio esterno a quello comunale ed era rappresentazione delle numerose famiglie feudali pisane, catalano-aragonesi e sarde, che nei secoli avevano colonizzato e sfruttato il territorio ussanese (Della Gherardesca, Salavert, Estaper, Montpavon, Gomez, De Sena, Montbuy, Boter, Erill, Aymerich, Bonfil Montaner, Manca Guiso e Amat), nonché il toponimo di uno dei vicinati che compongono il centro storico: Su Bruncu de sa Turri, nome di luogo sicuramente derivato dalla presenza di un'antica torre. Il gonfalone era un drappo partito di rosso e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Saturnino

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Sebastiano
  • Chiesa di San Saturnino (XII secolo)

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Terme di San Lorenzo
  • Terme romane
  • Sarcofago romano (III secolo d. C.): Nella chiesetta romanica di San Saturnino si conserva il più importante reperto archeologico di età romana finora scoperto nel territorio di Ussana. Si tratta di un'arca funebre di marmo, con una ricca decorazione scultorea, nella parte frontale e nei due lati. Il manufatto, destinato in origine ad accogliere i resti mortali di una giovane patrizia, è stato rinvenuto in epoca incerta, presumibilmente nelle campagne del paese, in circostanze fortuite durante l'esecuzione di lavori agricoli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Ussana è il campidanese occidentale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
31 maggio 2015 26 ottobre 2020 Emidio Contini Lista civica "Ussana riparti" Sindaco
26 ottobre 2020 in carica Emidio Contini Lista civica "Continuiamo insieme" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

È presente una società di calcio a 5, la Futsal San Sebastiano.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1998 è attiva l'Associazione Dilettantistica Sportiva "volley ussana".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Ussana, cenni storici, su assoentilocali.it. URL consultato il 16 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  4. ^ Ussana (Cagliari) D.P.R. 01.08.2019 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato il 13 ottobre 2021.
  5. ^ Raffaele Serreli, Ussana, il nuovo stemma del Comune sarà presentato il 3 aprile, in L'Unione Sarda, 29 febbraio 2020.
  6. ^ Ussana, decreto 1996-09-04 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN248275220 · GND (DE4553754-9 · WorldCat Identities (ENviaf-248275220
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