GEDI Gruppo Editoriale

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GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: GEDI
ISINIT0001398541
Fondazione1955 a Roma
Sede principaleRoma
GruppoF.lli De Benedetti S.p.A.[1]
Persone chiave
SettoreEditoria
ProdottiMezzi di comunicazione di massa
Fatturato648,7 milioni [2]. (2018)
Utile netto-32,2 milioni [2] (2018)
Dipendenti1940[2] (2017)
Sito webwww.gedispa.it

GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. è un'impresa italiana multimediale attiva nel settore della stampa, comunicazione digitale, radiofonica e televisiva[3].

E' editore del quotidiano la Repubblica (con i suoi nove supplementi) e, attraverso la controllata «Gedi News Network» (GNN)[4], edita La Stampa, Il Secolo XIX e diversi quotidiani locali (fino al 2017 appartenuti alla Finegil)[4]. Pubblica anche numerosi periodici, tra cui il settimanale L'Espresso, e numerosi giornali online e siti di informazione, tra cui HuffPost Italia.

Il gruppo editoriale è proprietario di tre radio nazionali, Radio Deejay, Radio Capital e m2o e delle emittenti televisive m2o TV, Radio Capital TiVù e Deejay TV. Opera anche nel segmento dei nuovi media con la società GEDI Digital e dispone di una concessionaria di pubblicità che è la A. Manzoni & C. Inoltre è presente nel settore della formazione e dei servizi professionali con la società Somedia.

Il gruppo è quotato negli indici FTSE Italia STARFTSE Italia Small Cap della Borsa di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La società nasce nel 1955 con il nome Società Editrice L'Espresso, con Adriano Olivetti principale azionista. Ai primi di ottobre prendono il via le pubblicazioni sotto la direzione di Arrigo Benedetti.

Nel 1956 Carlo Caracciolo diventa l'azionista di maggioranza della società e nella compagine azionaria entrano anche Arrigo Benedetti e Eugenio Scalfari.

Il logo dell'ex Gruppo Editoriale L'Espresso

Gruppo editoriale L'Espresso[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 la Repubblica organizza a Bologna la Repubblica delle idee, 3 giorni di incontri e dibattiti gratuiti che fanno registrare il tutto esaurito. Il 25 settembre 2012 nasce, in seguito ad un accordo tra il Gruppo L'Espresso e AOL Inc., L'Huffington Post Italia, versione italiana del celebre giornale online americano The Huffington Post.[5]

Il 23 marzo 2013 nasce M2o TV, versione televisiva del canale radiofonico dedicato alla musica dance, mentre l'11 maggio nasce, sul digitale terrestre alla LCN 50 al posto di Repubblica TV, il nuovo canale semigeneralista La EFFE, grazie ad una collaborazione con il gruppo Feltrinelli.[6]

Dal 13 dicembre 2013 ha effetto la fusione per incorporazione dell'Editoriale La Nuova Sardegna S.p.A. in Finegil Editoriale S.p.A (atto iscritto il 19 dicembre), tramite la quale la Finegil ha rilevato ogni rapporto giuridico riferito precedentemente alla società editrice del quotidiano isolano, che diviene una "divisione" della società incorporante.

Il 22 gennaio 2015 il Gruppo Espresso firma un accordo con Discovery Italia per la cessione a quest'ultima società di Deejay TV[7].

Nasce il gruppo editoriale Gedi[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 marzo 2016 il Gruppo L'Espresso annuncia l'incorporazione di Italiana Editrice (società che pubblica i quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX); la fusione darà vita alla più grande realtà editoriale italiana nel settore dei quotidiani[8][9]. Il gruppo editoriale dà contestualmente il via alla vendita dei quotidiani locali Il Centro, La Città, L'Alto Adige e Trentino.[10][11]

Il 28 novembre 2016, in seguito ad un accordo tra il Gruppo L'Espresso e Business Insider Inc. nasce, Business Insider Italia, versione italiana del sito americano Business Insider.[12]

Il 9 marzo 2017 l'Autorità italiana antitrust autorizza la fusione, disponendo altresì che il Gruppo L'Espresso ceda ad un soggetto terzo e indipendente la raccolta pubblicitaria locale delle pagine su Torino e Genova nelle rispettive edizioni del quotidiano la Repubblica[13].

L'8 maggio 2017 l'Assemblea degli azionisti ha approvato la modifica della ragione sociale da "Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A" a "GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.".[14]

Il 26 aprile 2018 Monica Mondardini lascia la carica di amministratore delegato (ma resta nel consiglio Gedi come vicepresidente) e al suo posto viene nominata Laura Cioli, ex amministratore delegato di RCS.[15]. Alla presidenza Marco De Benedetti

In seguito ad un accordo tra il Gruppo GEDI Editoriale e Ziff Davis viene lanciata il 23 settembre 2019 Mashable Italia, versione italiana del sito americano Mashable.[16]

La cessione ad Exor (2019)[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 2019 una cordata formata da l'imprenditore Flavio Cattaneo (già noto come ad di Telecom dal 2005 al 2014), il fondo Peninsula e una terza persona che non rivela la propria identità, mostra interesse nel rilevare il gruppo Gedi, valutato circa 190 milioni di euro. L'offerta non viene comunque formalizzata.[17] Poco tempo dopo mostra interesse anche Vivendi, ma senza seguito.[17] A metà ottobre 2019 fa rumore l'inaspettata offerta avanzata da Carlo De Benedetti, ex presidente del gruppo editoriale (fino a giugno 2017): attraverso la sua finanziaria Romed, l'Ingegnere propone di rilevare il 29,9% di Gedi per circa quaranta milioni, a 25 centesimi per azione, valutando l'azienda 129 milioni.[17] In una lettera, Carlo De Benedetti sostiene che "l'iniziativa è volta a rilanciare il gruppo".[18] La proposta, non concordata, viene rifiutata con uno strascico di polemiche tra il padre, che lascia la presidenza onoraria, e i figli Rodolfo e Marco.[18][19][20]

Nella giornata del 30 novembre 2019 le voci che circolano già da qualche giorno su una vendita del gruppo a John Elkann, trovano una prima conferma:[21] Exor NV, la finanziaria olandese che è la cassaforte della famiglia Agnelli e che in Gedi ha già una partecipazione di quasi il 6%, acquisirà per 102,4 milioni (28 centesimi per azione) il pacchetto di maggioranza del gruppo editoriale. La controparte è la Cir, holding dei De Benedetti che detiene il 43,7% del gruppo e che comunque manterrà una quota del 5% nella società. Il 2 dicembre 2019, al termine del consiglio di amministrazione della Cir, si ha la conferma ufficiale: Exor compra la quota Cir con un premio di oltre il 64% sulla chiusura di Borsa di venerdì del titolo Gedi e in seguito avvierà allo stesso prezzo anche un'Opa obbligatoria sull'intero capitale che ancora non possiede attraverso una nuova società "veicolo"; infine condurrà il titolo al delisting.[17][22] Si prevede che l'operazione, condizionata al via libera della Commissione europea e dell'Antitrust, sarà completata entro l'aprile del 2020.

Nel dicembre 2019 Maurizio Scanavino, uomo di fiducia di John Elkann, viene nominato direttore generale al posto di Laura Cioli che lascerà anche l'incarico di amministratore delegato una volta definita l'operazione con una buona uscita di 1 milione e 850 mila euro.[23]

Contenzioso tributario[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della fusione societaria tra L'Editoriale la Repubblica e la Cartiera di Ascoli, avvenuta nel 1991, nasce un contenzioso tributario con l'Agenzia delle entrate per evasione fiscale: il contenzioso si conclude con un patteggiamento nel mese di settembre 2017, quando il gruppo editoriale accetta di pagare una somma di 175,3 milioni di euro, a fronte di un debito più che doppio (388,6 milioni) che sarebbe scaturito da un'eventuale sentenza sfavorevole della Corte di cassazione[24].[2]

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

Sino ai primi di dicembre del 2019 i principali azionisti erano:[19]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https:, [https:// https://www.gedispa.it/it/investitori/il-titolo-in-borsa/principali-azionisti.html https:// https://www.gedispa.it/it/investitori/il-titolo-in-borsa/principali-azionisti.html].
  2. ^ a b c d primaonline.it, https://www.primaonline.it/2019/03/01/285733/gedi-bene-i-ricavi-2018-53-col-digitale-che-vale-il-122-del-fatturato-sul-bilancio-pesano-55-milioni-di-euro-per-svalutazioni-e-ristrutturazioni/.
  3. ^ GEDI S.p.A.
  4. ^ a b Nasce Gedi News Network, società che controlla La Stampa, Il Secolo XIX e le testate che erano della Finegil, su primaonline.it. URL consultato il 1º gennaio 2018.
  5. ^ Come sarà lo Huffington Post italiano, su Il Post, 10 settembre 2012. URL consultato il 24 settembre 2019.
  6. ^ Editoria, il piano di Elkann per Gedi: Opa, delisting e niente spezzatino, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  7. ^ Digital-Sat, DeeJay TV passa dal Gruppo Espresso a Discovery Italia, su digital-sat.it, 22 gennaio 2015.
  8. ^ Fusione tra ItEdi e Gruppo Espresso. Le dichiarazioni di Mondardini, De Benedetti, Elkann e Perrone, su primaonline.it. URL consultato il 7 marzo 2016.
  9. ^ Siglata la lettera di intenti per la fusione ItEdi con il Gruppo Espresso., su primaonline.it. URL consultato il 7 marzo 2016.
  10. ^ Gruppo L'Espresso, avviata la vendita de "Il Centro" e "La città di Salerno", su Repubblica.it, 7 settembre 2016. URL consultato il 1º marzo 2019.
  11. ^ Accordo Gruppo Espresso con Athesia Druck per la vendita del 71% della Seta che controlla i quotidiani L'Alto Adige e Trentino. Il gruppo che fa capo a Michl Ebner starebbe trattando anche l'acquisto dell'Adige, su Prima Comunicazione, 12 ottobre 2016. URL consultato il 1º marzo 2019.
  12. ^ Business Insider arriva dal 28 novembre in Italia in partnership con la Divisione Digitale del Gruppo Espresso, su Prima Comunicazione, 17 novembre 2016. URL consultato il 24 settembre 2019.
  13. ^ Via libera condizionato dell’Antitrust al Gruppo Espresso per l'acquisizione di Itedi, su primaonline.it. URL consultato il 16 marzo 2017.
  14. ^ GEDI Gruppo Editoriale: GEDI Gruppo Editoriale S.p.A - Effettivo il cambio di denominazione sociale [collegamento interrotto], su www.gedispa.it. URL consultato il 17 maggio 2017.
  15. ^ GEDI Gruppo Editoriale: Consiglio di amministrazione, su www.gedispa.it. URL consultato il 27 aprile 2018.
  16. ^ Gedi: Mashable Italia online da settembre, su Prima Comunicazione, 27 giugno 2019. URL consultato il 24 settembre 2019.
  17. ^ a b c d Antonella Olivieri, Gedi-Exor e il tentativo (fallito) dell'Ingegnere. Così Repubblica cambia padrone, su ilsole24ore.com, 3 dicembre 2019. URL consultato il 6 dicembre 2019.
  18. ^ a b Carlo De Benedetti, offerta per l'acquisto del 29,9% di Gedi. Cir: "Irricevibile", su repubblica.it, 13 ottobre 2019. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  19. ^ a b emi, Gedi in volatilita' (+10,3%), la bagarre di famiglia infiamma i prezzi, Radiocor.
  20. ^ Carlo De Benedetti, l'Espresso e la lite con i figli: ragioni, accuse e rancori della saga familiare, su corriere.it, 14 ottobre 2019. URL consultato il 6 dicembre 2019.
  21. ^ a b Gedi, Cir: "In corso discussioni con Exor per cessione quota controllo", su Repubblica.it, 29 novembre 2019. URL consultato il 30 novembre 2019.
  22. ^ a b Gedi, la vendita a John Elkann? Buco da oltre 100 milioni in Cir, su Affaritaliani.it. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  23. ^ Gedi, Maurio Scanavino nuovo direttore generale di Gedi, Laura Gioli in uscita, su primaonline.it, 16 dicembre 2019. URL consultato il 26 dicembre 2019.
  24. ^ Il gruppo editoriale Espresso ha patteggiato il pagamento di 175,3 milioni di euro alla Commissione Tributaria Regionale di Roma, in Il Post, 30 settembre 2017. URL consultato il 30 settembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN124555918 · ISNI (EN0000 0000 8607 8204 · LCCN (ENn2007019662 · WorldCat Identities (ENn2007-019662