Marco De Benedetti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Marco De Benedetti (Torino, 9 settembre 1962) è un dirigente d'azienda italiano, attuale presidente di GEDI Gruppo Editoriale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marco De Benedetti, secondogenito di Carlo De Benedetti e Mita Crosetti, fratello di Rodolfo e di Edoardo, nacque a Torino nel settembre 1962. Per timore dei sequestri, dal 1975 visse con la madre e i fratelli a Ginevra. Fisicamente il ritratto del padre, avrebbe voluto fare l'ingegnere,[1] finì invece per laurearsi nel 1984 negli Stati Uniti in storia ed economia alla Wesleyan University, nel Connecticut. Tre anni più tardi conseguì il Master in Business Administration alla Wharton Business School di Philadelphia. L'apprendistato nel mondo della finanza avvenne a New York alla Wesserstein Perella, una rinomata "boutique" finanziaria nel settore delle acquisizioni. Quindi eccolo nel settore marketing della Procter&Gamble per poi approdare nel 1990 alla Olivetti, la società di Ivrea in cui il padre Carlo era azionista e presidente.

Entrò occupandosi di marketing e diventando il braccio destro di Elserino Piol, uno dei pionieri delle attività di telecomunicazioni in Italia. Nel 1992 gli fu affidata la responsabilità delle attività di tlc del gruppo, in particolare della società di telefonia fissa, Infostrada, con l'intenzione di fare la concorrenza alla Telecom. E quando nel 1994 la Olivetti ottenne la licenza di varare in Italia il secondo gestore di telefonia mobile destinato a fare concorrenza a Tim, partecipò alla nascita di Omnitel. Successivamente Marco De Benedetti si trovò al fianco di Roberto Colaninno allorché il manager mantovano approdò a Ivrea dopo il periodo di Francesco Caio e partì all'assalto di Telecom Italia. L'operazione ebbe successo e nel 1999 Marco De Benedetti fu posto alla guida di Tim. E vi rimase fino al 2005 anche dopo l'arrivo della Pirelli di Marco Tronchetti Provera.[2] Dal luglio all'ottobre 2005 fu Amministratore Delegato di Telecom Italia S.p.A.

Appassionato di macchine,[3] nel novembre 2005 ritornò nel mondo della finanza, diventando Managing Director e Co-Head dell'Europe Buyout Group di The Carlyle Group, società internazionale di asset management e tra i maggiori fondi di PE a livello globale. Solo nel 2013 rientrò nelle attività di famiglia quando il padre Carlo decise di aprire alla nuova generazione l'azionariato della holding di famiglia, donando ai tre figli le azioni di Cir e Cofide. Nel giugno 2017 l'ultimo passo di Carlo De Benedetti: lasciò a Marco la presidenza della Gedi, la società editoriale nata poco prima, in maggio, dalla fusione del gruppo L'Espresso (editore del quotidiano la Repubblica) con La Stampa e Il Secolo XIX di John Elkann e Carlo Perrone.

È Presidente del Consiglio degli Accomandatari della Carlo De Benedetti & Figli, siede inoltre nei Consigli di Amministrazione di COFIDE - Gruppo De Benedetti S.p.A, CIR S.p.A, Moncler S.p.A., NBTY Inc., CommScope Holding Company, Twin-Set Simona Barbieri S.p.A., Marelli Motori S.p.A. e Sematic S.p.A. (di queste ultime tre aziende è anche Presidente del Consiglio di Amministrazione).

Marco De Benedetti ha ricoperto fino a giugno 2017 la carica di membro del consiglio direttivo di Save the Children Italia Onlus.[4]

Il 5 ottobre 2015 viene prosciolto insieme al fratello Rodolfo in riguardo alle morti d'amianto della Olivetti mentre il padre viene rinviato a giudizio[5] e condannato nel luglio 2016.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 1997 ha sposato Paola Ferrari, giornalista televisiva e volto storico della Domenica Sportiva e di 90º Minuto su Rai2.[6] Due i figli: Alessandro (1998) e Virginia (1999) i quali vivono dal 2016 a Londra.[7] Nel 2008 la Ferrari, che si definisce politicamente di centrodestra,[8] si presentò alle elezioni con La Destra guidata dall'amica Daniela Santanché. Con la Santanché è stata anche socia nella Visibilia Editoriale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ma non superò gli esami di ammissione al Politecnico svizzero, testimonianza di Carlo De Benedetti in Alberto Mazzuca, I potenti del denaro, Milano, Editoriale Nuova, 1983, p. 71
  2. ^ La Repubblica, articolo di Giovanni Pons, 24 giugno 2017.
  3. ^ Monica Setta, Cuore di manager, Milano, Sperling & Kupfer Editori, 2002, p.40.
  4. ^ Il consiglio direttivo | Save the Children Italia, in Save the Children Italia, 27 aprile 2016. URL consultato il 03 maggio 2017.
  5. ^ Amianto alla Olivetti, rinviati a giudizio Carlo De Benedetti, Corrado Passera e Roberto Colaninno
  6. ^ Sul loro primo incontro: Cesare Lanza, Peccati, Milano, Rizzoli, p.179.
  7. ^ Intervista di Paola Ferrari sul settimanale Vera del giugno 2017.
  8. ^ Intervista di Paola Ferrari su Libero del 3 giugno 2017