RSI (azienda)

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Radiotelevisione svizzera
Logo
ComanoTSI01.jpg
La sede di RSI a Comano (Lugano)
StatoSvizzera Svizzera
Forma societariaazienda pubblica
Fondazione1931 a Berna
Sede principale
GruppoSRG SSR
Persone chiaveMario Timbal
SettoreMedia
ProdottiTelevisioni
Radio
Internet
Fatturato1,612 miliardi di CHF[1][2] (2010)
Dipendenti1176 (2011)
Slogan«RSI, La tua storia.»
Sito webwww.rsi.ch

La RSI, sigla di Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, è un'azienda svizzera di servizio pubblico che produce e distribuisce programmi radiofonici e televisivi sull'intero territorio della Confederazione svizzera. Ha la sede amministrativa in Via Canevascini a Lugano ed è costituita come filiale della SRG SSR.

Fino al 1º marzo 2009 assumeva la denominazione di RTSI ed era suddivisa in TSI (Televisione svizzera di lingua italiana) e RSI (Radio svizzera di lingua italiana). Quest'ultima trasmette dal 1932.

Nell'era delle radio a onde medie l'emittente era spesso chiamata "Radio Monteceneri" o "Radio Monte Ceneri", dal nome della località dove sorgeva il trasmettitore, e sui quadranti degli apparecchi radio era individuata solo come "Monteceneri" o "Monte Ceneri".

La sede operativa e il centro di produzione della televisione sono situati a Comano, 5 km a nord di Lugano). La sede operativa della radio si trova a Lugano nel quartiere di Besso, nello stesso stabile della sede amministrativa.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

La società trasmette con 2 reti:

  • RSI LA1, di carattere generalista (ha una quota di mercato del 23,7%; secondo i dati di Publicadata del 2006).
  • RSI LA2, con una programmazione incentrata soprattutto su sport, musica e bambini (con una quota di mercato del 9,4%).

Strutture tecniche di produzione e trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

Studi RSI Radio a Besso (Lugano), complesso sud

Il centro di produzione della RSI è composto da una regia di continuità, uno studio di ripresa grande, uno studio minore e tre studi piccoli destinati alla realizzazione dei prodotti di informazione (TG, programmi di approfondimento e di sport).

Lo studio grande (Studio 1) è stato (2009) oggetto di un rifacimento tecnico durato circa un anno che lo ha reso idoneo alla realizzazione di produzioni in alta risoluzione HDTV.

Lo studio minore (Studio 2) è stato ristrutturato nel corso dell'estate 2006 ed equipaggiato con dispositivi tecnici atti a realizzare prodotti in alta risoluzione.

Nel 2008 è stato messo in esercizio un nuovo innovativo studio, ricavato dalla vecchia sala di proiezioni; da questo studio, chiamato Studio X, negli anni 2008 e 2009 è stata messa in onda la trasmissione Latele.

Nel 2010, presa la decisione di chiudere questa trasmissione, per ragioni economiche, lo Studio X è ora destinato alla realizzazione della produzione di intrattenimento per i bambini Peo.

Le unità mobili della RSI sono attualmente 4:

  • La UM2 in servizio dal 1997 dotata di 8 telecamere in definizione standard (un progetto di sostituzione è già iniziato).
  • La UM3 entrata in servizio dal mese maggio 2007 dotata di 8 telecamere alta risoluzione.
  • La UM1 in servizio da marzo 2010 dotata di 8, ma espandibile a 12 telecamere HD.
  • La piccola unità mobile Super Slow, anch'essa aggiornata nel 2010 alla tecnica HD.
Studi RSI Radio, complesso sud

Le unità mobili hanno nel corso degli anni effettuato parecchie migrazioni: negli anni sessanta nella vecchia rimessa dei tram a Paradiso, in seguito a Massagno, per poi essere ospitate nell'ala ovest del palazzo a Comano, appositamente costruita negli anni settanta. In seguito vennero trasferite a Bioggio per un decennio. A ottobre 2007 sono state riportate al loro posto d'origine a Comano e sono state ritrasferite nella primavera 2012 a Lamone.

Dal 1º gennaio 2010 la RSI ha in esercizio 13 equipaggiamenti per le riprese di documentari e reportages (ENG), 12 (HDTV) del tipo XDCAM e una del tipo HDCAM. Con queste attrezzature vengono realizzati prodotti e servizi sia in risoluzione normale che in alta risoluzione.

Il settore ENG dispone anche di una piccola unità mobile per il montaggio elettronico in SD e di una stazione mobile per i collegamenti in diretta via satellite.

Dal 24 luglio 2006 sono cessate le trasmissioni via etere con sistema tradizionale analogico.

Le trasmissioni vengono diffuse:

Dal 1º dicembre 2007 è stato progressivamente adottato il formato 16:9 anamorfico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni cinquanta l'azienda impianta il proprio studio televisivo in un ex deposito di tram del comune di Paradiso, alla periferia di Lugano. Particolarità di questo studio è che la struttura tecnica utilizzata era quella della regia mobile, montata su un vecchio autobus di linea opportunamente riallestito, parcheggiato nel piazzale adiacente. Telecamere, stativi, cavi, monitor ed impianto audio vengono smontati ogni qual volta la regia mobile è chiamata ad operare in esterno. Poi, al rientro, tutto veniva nuovamente reinstallato nello studio. Questa tecnica di produzione è definita in gergo Drive In.

Nella seconda metà degli anni sessanta lo studio di Paradiso viene equipaggiato completamente e parallelamente viene inaugurata una nuova struttura di produzione in bianco e nero a Lugano nel quartiere di Besso, in via Canevascini, adiacente agli studi della radio.

Il colore e l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al 1968 la TSI inizia la produzione propria di programmi televisivi in diretta a colori con la messa in esercizio di una nuova struttura di regia mobile con quattro telecamere.

Con questa unità la TSI è impegnata su diversi importanti fronti produttivi quali i mondiali di hockey a Ginevra, il Gala UNICEF a Losanna, la famosa Coppa Spengler, i mondiali di Bob a St. Moritz e i concerti pop a Montreux, per citare le manifestazioni più importanti.

Agli inizi anni settanta, mentre in Italia vige ancora il monopolio delle trasmissioni radiotelevisive per la Rai, per i cittadini del nord, in particolare quelli lombardi, la televisione svizzera rappresenta l'unica vera alternativa. Per alcuni anni la TSI arriva a coprire con il proprio segnale perfino lo stretto di Messina, seppur fuori banda, introducendo le trasmissioni a colori con largo anticipo rispetto alla Rai (che dovrà attendere il 1976). La visibilità del segnale della TSI nell'Italia settentrionale si interrompe negli anni ottanta per poi ritornare nel 1994[3]

Personaggi importanti della storia della televisione italiana come Corrado, Mina, Gianni Morandi, Milva, Raffaella Carrà, Enzo Jannacci, Enzo Tortora, Enrica Bonaccorti, il fondatore di Telebiella Peppo Sacchi, il cofondatore di Telecupole Raoul Molinari e il fondatore di Tele A Alfredo Abbaneo lavorano alla TSI. Successivamente anche Gerry Scotti e Enzo Iacchetti collaborano con dei programmi della TSI.

L'estate del 1975 è molto importante per la TSI perché viene messa in esercizio una nuova unità mobile per riprese dal vivo a colori e parallelamente vengono aperte alcune parti del nuovo centro di Comano, allora dotato di impianti tra i più moderni d'Europa[3].

L'anno successivo (1976) viene realizzata una diretta televisiva dalle viscere del massiccio del San Gottardo per la caduta dell'ultimo diaframma di roccia del cunicolo di sicurezza del traforo autostradale. La completa messa in esercizio della struttura tecnica di Comano segna un'ulteriore pietra miliare nella storia della RSI.

Passaggio al digitale terrestre[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Televisione digitale terrestre in Svizzera.

Il 24 luglio 2006 alle ore 12:45 la SRG SSR disattiva i propri ponti ripetitori analogici nel Cantone Ticino. Il Ticino diventa così il primo cantone svizzero a ricevere il segnale televisivo solo in digitale terrestre. Il segnale analogico, fino a quel giorno ripetuto anche nel nord Italia, viene così completamente disattivato. Tuttavia, grazie al digitale terrestre, alcune zone settentrionali possono, grazie allo spillover, ancora vedere i due canali, seppur si tratti di zone estremamente limitate e solo lungo il confine, in quanto le principali frequenze utilizzate sono occupate da decenni, in modo del tutto legittimo, da emittenti italiane.[4]

Dal 24 luglio 2006 alcune emittenti locali italiane si adoperano per includere nei loro bouquet digitali il canale LA1 in modo integrale per sopperire alla mancanza del segnale ufficiale elvetico. Tali emittenti vengono, però, diffidate dalla RSI con l'accusa di violare degli accordi di copyright internazionali.

Dal 6 maggio 2010 LA1 è ricevibile gratuitamente in tutto l'Alto Adige tramite la rete della Radiotelevisione Azienda Speciale.

Dal 29 febbraio 2012 tutti i canali della SRG SSR passano all'alta definizione.

Abbandono del digitale terrestre[modifica | modifica wikitesto]

Dal 3 giugno 2019 tutti i canali dell'azienda radiotelevisiva pubblica svizzera (SRG SSR) cessano di essere diffusi sul digitale terrestre, con l'eccezione dell'Alto Adige, ove i canali RSI LA1, SRF 1 e SRF zwei continuano ad essere trasmessi attraverso la RAS.

La decisione è adottata dal governo federale adducendo l'esigenza di ottimizzare le risorse del canone radiotelevisivo - che dal 2019 è ridotto da 451 a 365 franchi annui - e la particolare configurazione del mercato interno, dove la stragrande maggioranza della popolazione segue i canali televisivi via cavo, via satellite e in streaming, e solo il 2% degli utenti risulta disporre di un'antenna per la ricezione via etere in DVB-T.

Se dunque tale decisione ha un impatto minimo sui residenti nella Confederazione Elvetica, essa di fatto esclude dalla possibilità di ricevere il segnale i telespettatori delle regioni estere di confine.

Attualmente il meglio dei programmi di LA1 e LA2 in Italia sono visibili tramite i canali Telereporter e Svizzera Italiana SVI.

HD Suisse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: HD Suisse.

Nel 2007 la SRG SSR lancia HD Suisse, il primo canale svizzero nelle 3 lingue principali (italiano, tedesco e francese) interamente compatibile con gli standard in alta definizione. Il canale trasmette documentari, film e spettacoli con una qualità approssimativa di 720p a 50 fps e in codifica H.264 (MPEG4).[5][6] A seguito dell'arrivo delle versioni HD per tutti i canali la rete cessa le trasmissioni nel 2012.

Programmi trasmessi[modifica | modifica wikitesto]

Attualità[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Il filo della storia (LA2)
  • Storie (LA1)
  • Il giardino di Albert (LA1)
  • La2Doc (LA2)
  • Paganini (LA1)
  • Storie (LA1)
  • Superalbum (LA2)
  • Cult TV (LA1)

Programmi storici[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiati storici[modifica | modifica wikitesto]

Intrattenimento[modifica | modifica wikitesto]

Spettacoli[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • La domenica sportiva (LA2)
  • Sport Club (LA2)
  • Sport Sera (LA2)
  • Sport non stop (LA2)
Cronisti sportivi[modifica | modifica wikitesto]
  • Armando Ceroni
  • Alessandro Alex Tamburini
  • Stefano Ferrando
  • Loris Prandi
  • Aramis Dozio
  • Giordano De Lucia
  • Alessio Veronelli
  • Giampaolo Giannoni
  • Emanuela Gaggini
  • Luca Invernizzi
  • Severino Piacquadio
  • Giancarlo Dionisio
  • Antonio D'Autilia
Dirette sportive[modifica | modifica wikitesto]

Il canale indicato è quello preferito per la trasmissione dell'evento. In caso di contemporaneità tra dirette sportive o tra dirette e altri programmi (ad esempio telegiornali) una diretta potrebbe essere trasmessa dall'altro canale.

Per bambini/ragazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • S-Quot (LA1)
  • S-Rini (LA2)
  • Peo (LA1)
  • DIàDA (LA2)

Serie Web[modifica | modifica wikitesto]

  • Notte Noire (RSI.ch)
  • Fakebook (RSI.ch)
  • Arthur (RSI.ch)
  • La stirpe di Orazio (RSI.ch)

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Studi radiofonici della RSI, dettaglio del camino

La sede operativa e il centro di produzione della radio sono situati nelle vicinanze della sede amministrativa.

La RSI diffonde tre reti con caratteristiche diverse:

  • RSI Rete Uno, di carattere generalista (ha una quota di mercato 42,8% nel 2014[7]).
  • RSI Rete Due, di carattere culturale (con una quota di mercato del 4,5% nel 2014[7]).
  • RSI Rete Tre, di carattere giovanile (con una quota di mercato del 18,1% nel 2014[7]).

RSI Rete Uno è diffusa via etere su tutto il territorio elvetico. RSI Rete Due e RSI Rete Tre invece hanno copertura unicamente nella regione linguistica italofona (Cantone Ticino e parte del Cantone dei Grigioni).

Il 19 giugno 2008 il Consiglio federale ha concesso alla SRG SSR idée suisse l'autorizzazione a spegnere il trasmettitore in onde medie del Monte Ceneri entro la fine dello stesso mese. Contemporaneamente le ha accordato la possibilità di diffondere il programma televisivo SRF info sul digitale terrestre (DVB-T). Con queste decisioni l'Esecutivo federale apporta le prime modifiche al testo della nuova concessione rilasciata alla SRG SSR il 28 novembre 2007.

Il trasmettitore in onde medie del Monte Ceneri trasmetteva da anni il programma radiofonico Rete Uno. Tuttavia, da diversi anni i tre programmi della Radio Svizzera di lingua italiana (Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) possono essere ricevuti in Ticino e nei Grigioni sia su onde ultra corte (OUC) sia mediante la tecnologia digitale DAB (Digital Audio Broadcasting). Il Consiglio federale ha accolto con favore la chiusura dell'impianto del Monte Ceneri, dal momento che rinunciando a una tecnologia ritenuta obsoleta come le onde medie non solo la ricezione nella Svizzera meridionale non sarà compromessa ma l'emittente pubblica potrà ridurre notevolmente le spese.[8]

Il Consiglio federale non ha nemmeno trascurato la possibilità, offerta da una migliore tecnologia, di diffondere un quinto programma sul digitale terrestre. Infatti, d'ora in avanti nella Svizzera tedesca oltre ai programmi SRF 1, SRF zwei, RTS Un e LA1 anche SRF info potrà essere captato attraverso una semplice antenna per interni o esterni. L'esperienza fatta nel Cantone dei Grigioni con la diffusione di cinque programmi sulla stessa rete fa ben sperare.

Nel corso del mese di dicembre 2005 la RSI entra nell'era della trasmissione digitale radiofonica inaugurando il sistema di trasmissione DAB, con una copertura sull'asse autostradale del San Gottardo.

La chiusura del trasmettitore di Monte Ceneri, avvenuta alla mezzanotte del 30 giugno 2008, è stata accolta però da numerose critiche, sia in Ticino che in Italia[9].

Le tre reti sono inoltre ascoltabili via Internet in streaming sul sito dell'emittente. Alcuni programmi sono distribuiti come podcast e su Play RSI.

Per trasmettere i propri programmi radiofonici via satellite la SSR si serve attualmente di due flussi di dati (transponder 17 e 123). Le nuove tecnologie permettono ora una maggiore efficienza nello sfruttamento della capacità satellitare esistente. Pertanto, dal 9 marzo, la SSR riconfigurerà il suo nuovo transponder e trasferirà le sue 26 reti radiofoniche sul transponder 123.

Il transponder 17 funzionerà in parallelo fino alla fine di giugno e sarà poi disattivato. La qualità dell'audio rimarrà invariata.[10]

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La cifra si riferisce al fatturato della società capogruppo SRG SSR.
  2. ^ Fonte: estratto del conto consultivo 2010 Archiviato il 31 gennaio 2012 in Internet Archive..
  3. ^ a b Citato in Le Garzantine, Televisione.
  4. ^ Tv Svizzera a rischio nel Nord Italia Archiviato il 20 gennaio 2008 in Internet Archive. - Millecanali - 1º febbraio 2006
  5. ^ HD suisse - Distribuzione e ricezione, su hdsuisse.rsi.ch, RSI, 4 marzo 2009. URL consultato il 5 novembre 2009 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2009).
  6. ^ Luca Palli, HD Suisse – alta definizione in Svizzera, su Video Monte Ceneri, 6 settembre 2007. URL consultato il 5 novembre 2009.
  7. ^ a b c quota di mercato dal sito RSI.CH Archiviato il 28 luglio 2010 in Internet Archive.
  8. ^ Articolo su Tv-Zone Archiviato il 25 febbraio 2014 in Internet Archive.
  9. ^ Si spegne Monteceneri, si accendono le polemiche, Portale Italradio, 1º luglio 2008
  10. ^ Informazioni su satelliti-ssr.ch

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Theo Mäusli (a cura di), Voce e Specchio. Storia della radiotelevisione svizzera di lingua italiana, Locarno, Armando Dadò Editore, 2009, ISBN 978-88-8281-260-7, OCLC 635694982.
  • Matilde Gaggini Fontana, Un'ora per voi. Storia di una tv senza frontiere (1964-1989), Bellinzona, Casagrande, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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