Maurizio Molinari

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Maurizio Molinari (Roma, 28 ottobre 1964) è un giornalista e saggista italiano, dal 23 aprile 2020 direttore del quotidiano la Repubblica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma in una famiglia di origine ebraica[1], Molinari studia all'Harris Manchester College dell'Università di Oxford e all'Università Ebraica di Gerusalemme e si laurea in Scienze politiche nel 1989 e in Storia nel 1993 alla Sapienza - Università di Roma. È giornalista dal 1984 (prima collaborazione con La Voce Repubblicana), professionista dal 1989.[2]

Molinari vive a Torino, è sposato dal 1994 (quando lavorava a L'Indipendente) con Micol Braha, ebrea italo-libica, avvocato. La coppia ha quattro figli, tutti nati a New York.[3]

Giornalista a La Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997 lavora per La Stampa, di cui è per oltre un decennio (2001-2014) corrispondente da New York. Quindi, brevemente, da Bruxelles e da Gerusalemme, prima di rientrare a Torino come direttore nel 2016.[3]

Ha scritto anche su testate come L'Indipendente (di cui è stato capo della redazione romana), L'Opinione, Il Tempo, Il Foglio, Panorama; collabora con LA7 (dove è stato ospite fisso di Otto e mezzo, al tempo condotto da Giuliano Ferrara),[3] RaiNews24, Sky TG24 e Tg5.

Per Giorgio Dell'Arti, i punti di riferimento di Molinari sono l'ebraismo e il Partito Repubblicano Italiano, oltre alla visione "atlantista".[2]

Tra il 2000 e il 2015 Molinari è stato uno scrittore prolifico, con una media di un saggio pubblicato all'anno. In particolare il suo libro Il Califfato del terrore (Rizzoli, 2015) è stato presentato da Roberto Saviano come il libro che "tutti dovremmo leggere". Tuttavia, secondo la rivista online Il Lavoro Culturale, diverse parti di tale lavoro sarebbero state plagiate dal libro Rise of ISIS di Jay Sekulow (Howard Books, 2014).[4]

Direttore de La Stampa e de la Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 novembre 2015 viene nominato nuovo direttore de La Stampa di Torino al posto di Mario Calabresi. Molinari è affiancato da Massimo Russo (ex direttore di Wired Italia) come condirettore fino al luglio 2016. Molinari viene preferito infatti dal presidente di FCA John Elkann al vicedirettore della Stampa Massimo Gramellini.[5]

Assieme alla direzione de La Stampa, Molinari è anche direttore editoriale di Italiana Editrice (ITEDI), società editrice de La Stampa e de Il Secolo XIX. Itedi è una società controllata dal gruppo Fiat Chrysler Automobiles (77%) e da Carlo Perrone, editore del Secolo XIX (23%).[6]

Il 10 gennaio 2016 Molinari inaugura il mandato con un video[7] e un editoriale intitolato "Da dove viene il branco di Colonia"[8] sul tema Islam e violenza di genere.

Dal 27 dicembre 2017 è direttore editoriale di «Gedi News Network», la società che gestisce i quotidiani di proprietà del gruppo editoriale GEDI[9].

Il 23 aprile 2020 è nominato direttore del quotidiano la Repubblica al posto di Carlo Verdelli[10].

Ad agosto del 2020, in un editoriale su la Repubblica, Molinari si schiera con il fronte del "No" al referendum costituzionale relativo al taglio del numero dei parlamentari[11].

Nel luglio 2021 gli è stato attribuito il premio Spadolini Cultura Politica assegnato dalla Fondazione Giovanni Spadolini.[12]

Nel settembre 2021 ha vinto il premio Testimoni della Storia in occasione del festival di giornalismo Link a Trieste.[13]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 è stato al centro di polemiche sui media sollevate da una recensione di Nicola Perugini, antropologo dell'Università di Edimburgo, dove si documenta un presunto plagio all'interno del libro Il Califfato del terrore. Perché lo Stato Islamico minaccia l’Occidente, edito da Rizzoli, nel quale alcune parti risulterebbero pressoché identiche ai testi del best seller americano di Jay Sekulow edito dal New York Times The rise of Isis.[14][15]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Ebrei in Italia: un problema di identità (1870-1938), Firenze, La Giuntina, 1995, ISBN 978-88-85-94358-2.
  • La sinistra e gli ebrei italiani (1967-1993), Milano, Corbaccio, 1995.
  • L'interesse nazionale. Dieci storie dell'Italia nel mondo, Collana Saggi tascabili n.243, Roma-Bari, Laterza, 2000, ISBN 978-88-42-06063-5.
  • Fra Casa Bianca e Botteghe Oscure. Intervista con Lamberto Dini, Guarini, 2001.
  • Wall Street nel Terzo Millennio, Roma, Fondazione Liberal, 2003.
  • La Libertà e i suoi nemici. Intervista con Michael Walzer, Roma-Bari, Laterza, 2003.
  • No Global? Cosa dicono veramente i movimenti di protesta, Roma-Bari, Laterza, 2004.
  • George W. Bush e la missione americana, Collana I Robinson.Letture, Roma-Bari, Laterza, 2004, ISBN 978-88-42-07308-6.
  • L'Italia vista dalla CIA (1948-2004), Roma-Bari, Laterza, 2005.
  • Gli ebrei di New York, Collana I Robinson.Letture, Roma-Bari, Laterza, 2007, ISBN 978-88-42-08175-3.
  • Cowboy Democratici. Chi sono e in cosa credono i liberal che vogliono conquistare la Casa Bianca e cambiare il mondo, Collana Gli struzzi n.635, Torino, Einaudi, 2008, ISBN 978-88-06-18859-7.
  • Il paese di Obama. Come è cambiata l'America, Collana I Robinson.Letture, Roma-Bari, Laterza, 2009, ISBN 978-88-42-09104-2. [Vincitore del Premio Capalbio 2011]
  • Gli italiani di New York, Collana I Robinson.Letture, Roma-Bari, Laterza, 2011, ISBN 978-88-42-09659-7.
  • Governo ombra. I documenti segreti degli USA sull'Italia degli anni di piombo, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2012, ISBN 978-88-17-05614-4.
  • L'aquila e la farfalla. Perché il XXI secolo sarà ancora americano, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2013, ISBN 978-88-17-06754-6.
  • Il Califfato del terrore. Perché lo Stato islamico minaccia l'Occidente, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-17-08056-9.
  • Jihad. Guerra all'Occidente, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-17-08591-5.
  • M. Molinari-Amedeo Osti Guerrazzi, Duello nel Ghetto. La sfida di un ebreo contro le bande nazifasciste nella Roma occupata, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2017, ISBN 978-88-17-09228-9.
  • Il ritorno delle tribù. La sfida dei nuovi clan all'ordine mondiale, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2017, ISBN 978-88-17-09463-4.
  • Perché è successo qui. Viaggio all'origine del populismo italiano che scuote l'Europa, Collana I fari, Milano, La Nave di Teseo, 2018, ISBN 978-88-934-4676-1.
  • Assedio all'Occidente. Leader, strategie e pericoli della seconda guerra fredda, Collana I fari n.61, Milano, La nave di Teseo, 2019, ISBN 978-88-346-0120-4.
  • Atlante del mondo che cambia. Le mappe che spiegano le sfide del nostro tempo, Collana Saggi, Milano, Rizzoli, 2020, ISBN 978-88-171-4099-7.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Molinari: «Israele, il giornalismo, il Medioriente: vi racconto le mie tribù», su Sito ufficiale della Comunità Ebraica di Milano, 12 settembre 2020. URL consultato il 12 settembre 2020.
  2. ^ a b Cinquantamila Archiviato il 31 gennaio 2016 in Internet Archive., Maurizio Molinari
  3. ^ a b c Il Foglio Archiviato il 5 gennaio 2016 in Internet Archive., 27 novembre 2015
  4. ^ Leggendo "Il Califfato del terrore" di Maurizio Molinari, su il lavoro culturale, 22 giugno 2015. URL consultato il 12 agosto 2020.
  5. ^ L'Unità Archiviato il 30 novembre 2015 in Internet Archive., 26 novembre 2015
  6. ^ Il Post Archiviato il 30 dicembre 2015 in Internet Archive., 26 novembre 2015
  7. ^ Videoeditoriale Archiviato il 13 gennaio 2016 in Internet Archive. "Da dove viene il branco di Colonia"
  8. ^ Da dove viene il branco di Colonia, su lastampa.it. URL consultato il 13 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2016).
  9. ^ Maurizio Molinari, direttore editoriale di Gedi News Network, su primaonline.it. URL consultato il 2 gennaio 2017 (archiviato il 3 gennaio 2018).
  10. ^ Carlo Verdelli non è più il direttore di Repubblica, al suo posto Maurizio Molinari Archiviato il 23 aprile 2020 in Internet Archive. sul sito repubblica.it del 23 aprile 2020.
  11. ^ Perché votare No al referendum - di Maurizio Molinari
  12. ^ Premi: a Maurizio Molinari lo "Spadolini cultura politica" - La Repubblica
  13. ^ Premi: il 'Testimoni della Storia' a Molinari (Repubblica) - Ansa
  14. ^ Maurizio Molinari direttore Stampa copia incolla nel libro? - Blitz Quotidiano
  15. ^ Cose che ho notato leggendo “Il Califfato del terrore” di Maurizio Molinari - Il Lavoro Culturale, Nicola Perugini

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore de La Stampa Successore
Mario Calabresi 1º gennaio 2016 – 23 aprile 2020 Massimo Giannini
Predecessore Direttore de la Repubblica Successore
Carlo Verdelli dal 24 aprile 2020 in carica
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