Redazione

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La redazione è l'insieme dei giornalisti che lavorano per una testata giornalistica, un'emittente televisiva o radiofonica. È coordinata dal caporedattore che, d'intesa con il direttore responsabile, persegue la linea editoriale decisa dall'editore del giornale. Non fanno parte della redazione i cosiddetti collaboratori esterni e i corrispondenti.
Con lo stesso termine s'identifica, oltre al gruppo di persone, anche il luogo di lavoro[1].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Struttura redazionale

Direttore responsabile
Vicedirettore/i
Redattore capo centrale
Redattori capo
Capiservizio
Segretario di redazione
Redattori ordinari
Redattori di prima nomina
Praticanti

I grandi giornali hanno più redazioni, ciascuna specializzata in un diverso settore. I settori tradizionali sono: politica, interni, economia, esteri, cultura, spettacoli, sport, cronaca locale. Inoltre nelle grandi testate vi è la redazione centrale e le redazioni periferiche. Nei giornali medio-piccoli, che hanno un'unica redazione, i settori sono suddivisi in "servizi", coordinati dal caposervizio.

La redazione è composta da un gruppo di giornalisti che compongono le pagine e da un altro gruppo a cui sono affidati compiti di scrittura e riscrittura. In particolare, il lavoro del redattore ordinario consiste: a) nella stesura di articoli; b) nel monitoraggio delle agenzia stampa e nell'elaborazione di pezzi con materiale di agenzie; c) nella modifica o adattamento di pezzi altrui (quello che in gergo si chiama la “cucina”). Al vertice di ciascuna redazione vi è il “caposervizio”. I capiservizio rispondono al caporedattore che, assieme ai suoi collaboratori, forma l'ufficio centrale.

Gli argomenti trattati dalle redazioni tradizionali, sono impaginati sempre dopo il “fatto del giorno”, che può appartenere indifferentemente a uno dei temi. Per coordinare giornalisti appartenenti a redazioni diverse è decisivo il ruolo del caporedattore.

Di concerto con i capi delle redazioni, il caporedattore controlla le notizie che saranno pubblicate sul giornale. Scopo della “cabina di regia” è armonizzare il giornale nelle sue diverse componenti in modo che la presentazione degli argomenti segua una sequenza logica e che il prodotto, nel suo complesso, rispecchi la gerarchia di valori fatta propria dal giornale.

La giornata nella redazione di un quotidiano[modifica | modifica wikitesto]

Alle 11 (o al più tardi alle 12) il direttore responsabile convoca l'ufficio centrale guidato dal caporedattore, e i capi di tutti i servizi. Scopo della riunione è analizzare il giornale uscito in mattinata per confrontarlo con i giornali della concorrenza. Successivamente si individuano i temi del giorno, tracciando una prima scaletta delle notizie più importanti. Si realizza il timone, un abbozzo schematico in griglia delle pagine previste per il giornale[2]. Verrà tenuto costantemente aggiornato dai redattori, che inseriranno le notizie a mano a mano che arrivano durante la giornata, e verrà modificato fino alla chiusura dell'edizione.

Il secondo appuntamento fisso della redazione si tiene nel primo pomeriggio (generalmente poco dopo le 15). Il caporedattore riunisce i capiservizio e, con essi, decide come impaginare gli argomenti del giorno. Avviene una prima stesura del menabò. La decisione più importante da prendere è scegliere quali notizie collocare in primo piano (le prime pagine del giornale) e quali eventi collocare invece nelle sezioni interne. A conclusione dell'analisi, il caporedattore distribuisce il lavoro a ciascun caposervizio.

Successivamente ogni redazione lavora autonomamente, realizzando articoli, grafici, titoli e apponendo le necessarie fotografie. I tempi effettivi di fattura di un quotidiano sono circa sei ore, dalle 17 alle 23.

Mentre le redazioni sono al lavoro, il vertice (direttore, vicedirettore e ufficio centrale) si riunisce una seconda volta, alla fine del pomeriggio (tra le 18:30 e le 20). Scopo dell'incontro è definire la prima pagina: gerarchia delle notizie e titoli.

Entro le 23 ogni redazione ha finito le pagine e ha inviato il lavoro all'ufficio centrale per un ultimo controllo. Ottenuta l'approvazione, le redazioni trasmettono via computer le pagine in tipografia. Lo stesso fa l'ufficio centrale con la prima pagina con il nullaosta dato dal direttore. La tipografia, effettuato un rapido controllo di congruità tecnica, invia il giornale al centro stampa. Entro le 24 il giornale è pronto per andare in macchina.

Il redattore nel diritto italiano[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la figura del redattore è disciplinata dal contratto nazionale di lavoro giornalistico stipulato dal sindacato dei giornalisti (FNSI) e dalla Federazione italiana editori giornali (FIEG). Sono previste due tipologie contrattuali:

  • Redattore di prima nomina: è il giornalista professionista neo assunto che ha appena svolto il praticantato ed ha sostenuto l'esame di ammissione all'ordine professionale;
  • Redattore ordinario: qualifica che si ottiene dopo un congruo periodo di lavoro (di solito 30 mesi).

Fanno parte di una redazione anche i praticanti giornalisti, cioè coloro che stanno svolgendo il tirocinio per l'esame da professionista.

Secondo la legge italiana sul diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633), l'autore di un articolo ha diritto che il suo nome figuri nella riproduzione della propria opera; questo diritto tuttavia non riguarda i redattori[3]. Il contratto nazionale di lavoro giornalistico, infatti, non afferma espressamente il diritto del giornalista subordinato a firmare i propri articoli. Esso si limita a stabilire che gli articoli e i servizi firmati possono essere modificati o integrati solamente con il consenso dell'autore[4].

Comitato di redazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Comitato di redazione (Cdr) è un organismo sindacale di base cui, secondo il contratto nazionale di lavoro giornalistico, è demandata la tutela dei diritti morali e materiali derivanti ai redattori dal contratto medesimo e dalla legge.

Il Cdr viene istituito nelle aziende editrici che abbiano alle proprie dipendenze almeno dieci redattori. La scelta dei membri del Cdr avviene tra i redattori assunti (siano o meno iscritti al sindacato), tramite votazione cui sono chiamati i giornalisti nelle assemblee di redazione. L'attività dei Cdr si raccorda con quella del sindacato dei giornalisti.

Mansioni scomparse[modifica | modifica wikitesto]

Lo stenografo riceveva le telefonate da parte dei giornalisti e, dietro dettatura, stenografava il pezzo su carta, poi lo riscriveva in caratteri alfabetici con la macchina da scrivere. Con lo sviluppo della tecnologia, lo stenografo è stato sostituito dal dimafonista, che raccoglieva gli articoli che gli inviati e i corrispondenti avevano dettato al telefono, registrandoli nella segreteria telefonica del giornale. Usando un particolare registratore, leggibile a passo ridotto, trascriveva i pezzi su carta e quindi li batteva a macchina. Anche il dimafonista è ormai una figura ad esaurimento.

L'avvento dei modem e in generale di Internet, a partire dalla fine degli anni ottanta del XX secolo, ha permesso al giornalista di scrivere l'articolo sul proprio dispositivo, collegarsi alla rete e inviare direttamente il pezzo via email[5], o anche direttamente in pagina o sul sito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Glossario dell'editoria, su ilsecoloxix.it. URL consultato il 24 maggio 2017.
  2. ^ Domande e risposte, su treccani.it. URL consultato il 2/10/2015.
  3. ^ Marco Marsili, La rivoluzione dell'informazione digitale in rete, Bologna, 2009, pag. 319.
  4. ^ G. Benzoni, S. Scaglione, Fare giornalismo, Thema editore, Bologna, 1993. Pag. 259.
  5. ^ G. Benzoni, S. Scaglione, op. cit., pag. 245.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Barbano, Manuale di giornalismo, Roma-Bari, Laterza, 2012.
  • G. Benzoni e S. Scaglione, Fare giornalismo, Bologna, Thema editore, 1993.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]