Giornalismo sportivo

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Il giornalismo sportivo è un tipo di giornalismo che riferisce di argomenti ed eventi sportivi. Le principali figure professionali sono il giornalista sportivo, il commentatore sportivo e l'inviato sportivo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della stampa sportiva in Italia risalgono alla seconda metà dell'Ottocento. Il primo periodico dedicato allo sport fu il Bollettino trimestrale del Club Alpino di Torino (1865)[senza fonte] . Dopo l'introduzione dell'educazione fisica nelle scuole, voluta dal ministro De Sanctis, la ginnastica divenne l'argomento più seguito. Videro la luce diverse testate che avevano lo scopo di illustrare al pubblico le decisioni del governo in materia di pratica sportiva. Nel 1881 fece il suo ingresso stabile nelle pagine dei giornali il termine "sport", che in poco tempo si affermò come parola di uso comune. Il 3 aprile 1896 nacque La Gazzetta dello Sport, primo giornale europeo a occuparsi di tutti gli sport. Nel 1902 anche il Meridione ebbe finalmente il suo giornale: si chiamò Tribuna sport e fu fondato da Adolfo Cotronei e Vittorio Argento. Dopo la Prima Guerra Mondiale lo sport si trasformò in un vero e proprio fenomeno di massa ed ebbe, specie nei Paesi guidati da totalitarismi, la funzione di distrarre l'opinione pubblica tenendola lontana dal dibattito politico.

In seguito alla caduta del Fascismo esistevano in Italia ben quattro quotidiani che davano notizie esclusivamente sportive: La Gazzetta dello Sport a Milano, Tuttosport a Torino, il Corriere dello Sport a Roma e Stadio a Bologna: nessun altro paese europeo poteva vantare una tale concentrazione di quotidiani dedicati al mondo dello sport. Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta anche il Corriere della Sera e Il Giorno decisero di aumentare lo spazio di informazione sportiva. Successivamente, con la nascita della televisione, l'informazione sportiva cambiò profondamente: con i Campionati mondiali di calcio del 1958 e le Olimpiadi di Roma del 1960 la tv cominciò a raccontare in diretta gli eventi, battendo sul tempo i giornali. Occorreva un nuovo modo di fare giornalismo sportivo, che unisse cronaca e critica, narrazione e analisi: nacque allora quello che oggi può essere considerato il carattere essenziale del giornalismo sportivo, la retorica dell'avvenimento. I fatti, in quest'ottica, rappresentano il presupposto per una rielaborazione che ha come obiettivo il far conoscere al pubblico cose già note come se fossero nuove. Il giornalista sportivo scrive per stimolare, attraverso la rievocazione dell'avvenimento, l'immaginario di chi immagina.

La figura del giornalista sportivo e lo stile[modifica | modifica wikitesto]

Il radiocronista Niccolò Carioso, in una foto del 1958.

A detta di Alberto Papuzzi, le qualità fondamentali del giornalista sportivo sono la conoscenza delle discipline agonistiche in sé e la capacità di raccontarle attraverso un linguaggio appropriato.[1] Un'ulteriore caratteristica riconducibile a tale categoria di giornalismo è il "contorno" dei fatti, allorché le cronache non si limitano alla sola descrizione degli eventi sportivi; le vicende personali e secondarie degli stessi protagonisti (tra cui gli atleti) possono divenire - a loro volta - notizie di cronaca.[2] La tecnica, nota come "understatement", ha spesso l'obiettivo di avvicinare - almeno dal punto di vista umano - lo sportivo al pubblico.[2]

Lo stile giornalistico si distingue - inoltre - per il frequente uso di metafore, con espressioni talvolta entrate nel linguaggio comune.[2] Un considerevole quantitativo di questi termini e neologismi è ascrivibile a Gianni Brera, che seppe coniarli efficacemente.[3]

Quotidiani sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Francia
San Marino
Spagna
Italia
Portogallo

TV sportive[modifica | modifica wikitesto]

Italia

Riviste sportive[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti d'America
Germania
Francia
Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grazia Calanna, Linguaggio dei quotidiani italiani, su lestroverso.it, 8 febbraio 2013.
  2. ^ a b c Claudio Ferretti e Augusto Frasca, Enciclopedia dello Sport, Garzanti Libri, 2008, p. 1690, ISBN 9788811505228.
  3. ^ I neologismi di Gianni Brera, su ilsole24ore.com, 18 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Papuzzi, Professione giornalista. Le tecniche, i media, le regole, quinta edizione, Donzelli editore, 2010
  • Filippo Grassia, Storia del giornalismo sportivo italiano

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]