Guerin Sportivo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Guerin Sportivo
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàmensile
Generesportivo
FondatoreGiulio C. Corradini
Ermete Della Guardia
Mario Nicola
Nino Salvaneschi
Alfredo Cocchi
Giuseppe Ambrosini
Fondazione1912
Inserti e allegatiGS Extra
GS Storie
SedeP. Indipendenza 11/b
00185 Roma
EditoreConti Editore S.p.A. (Gruppo Amodei)
DirettoreIvan Zazzaroni
ISSN1122-1712 (WC · ACNP)
Sito webwww.guerinsportivo.it
 

Il Guerin Sportivo, noto anche solo come Guerin, con la sigla GS o con il vezzeggiativo di Guerino, è un periodico italiano di attualità, cultura e politica sportiva che esce a cadenza mensile. In edicola dal 1912, è la pubblicazione sportiva più longeva del mondo.[1] Dal 2018 è diretto da Ivan Zazzaroni.

Gran parte della rivista è dedicata al calcio, Nonostante ciò, il Guerin Sportivo ha storicamente dato voce e spazio ad altre discipline, come pallacanestro (con Aldo Giordani a dirigerne una rubrica separata), pallavolo (all'epoca con Simonetta Martellini, figlia di Nando), rugby e automobilismo, ma anche musica e spettacolo (con Marino Bartoletti a curare la sezione Play Sport & Musica negli anni 1980); tra le altre firme illustri ospitate quelle di Gianni Brera, Antonio Ghirelli e anche quella di Mario Melloni, in seguito divenuto satirista politico comunista con lo pseudonimo di Fortebraccio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Giulio Corradino Corradini, ideatore e tra i fondatori del giornale.

Il giornale nacque il 4 gennaio 1912 a Torino, in via XX Settembre, fondato da Giulio Corradino Corradini, Ermete Della Guardia,[2] Mario Nicola,[3] Nino Salvaneschi, Giuseppe Ambrosini e Alfredo Cocchi.[1] L'idea della rivista venne sul finire della precedente estate a Corradini, al tempo redattore per il quotidiano torinese La Stampa Sportiva, il quale in occasione di una trasferta a Parigi venne a contatto con due tra le maggiori testate sportive d'oltralpe del tempo, Auto e L'Écho des sports, in cui ravvisò grandi differenze con l'Italia dove «mancava [...] un giornale sportivo con caricature anziché fotografie, con idee anziché aggettivi, con secche verità anziché iperboli e pietosi eufemismi. Un giornale leggibile da tutti, e da capo a fondo; senza pretese ma battagliero e divertente, con articoli polemici e brillanti».[4]

Dopo aver velocemente trovato appoggio al suo progetto in amici e collaboratori, nel dicembre 1911 Corradini portò a compimento il primo numero del suo giornale, mandato in stampa all'inizio dell'anno seguente.[4] Per il nome della nuova pubblicazione ci si ispirò all'opera del trovatore toscano Andrea da Barberino, Il Guerrin Meschino[1] (che già aveva dato il nome a un'omonima rivista satirica del 1882[4]): tale scelta influenzò anche lo storico e caratteristico logo della testata, opera del caricaturista Eugenio Colmo,[4] raffigurante un cavaliere medievale pronto a scagliare una penna stilografica a mo' di lancia.[1]

Dagli esordi agli anni 1980[modifica | modifica wikitesto]

Gianni Brera, entrato diciottenne al Guerin Sportivo, succederà a Slawitz alla direzione della rivista, mantenendola dal 1967 al 1973.

In origine il Guerin Sportivo aveva una foliazione di sole 4-6 pagine,[4] usciva il giovedì, costava un soldo e 5 centesimi ed era stampato su carta verde (da cui l'oggi desueto soprannome di Verdolino).[1] Le pubblicazioni furono interrotte dal 27 maggio 1915 (all'indomani dell'entrata in guerra dell'Italia nel Primo conflitto mondiale. Il Guerin ricomparve il 4 maggio 1919.[4] Con la ripresa delle pubblicazioni, l'editoriale di Corradini iniziava così: «Amici, eccomi qua! Ritorno a voi per tener fede a una promessa...»".[5] Da Genova inviava notizie sulla locale squadra di calcio un giovane, Mario Melloni, che diventerà noto nel secondo dopoguerra come "Fortebraccio": anche allora si firmava con uno pseudonimo, "Bacicin Parodi".[6]

Negli anni il periodico divenne una tra le più autorevoli testate dell'editoria sportiva nazionale,[4] con tirature di centomila copie alla settimana.[7] Negli anni 1920 e 1930 venne arricchito dai disegni satirici del vignettista Carlin — cui si deve peraltro l'invenzione di molti famosi stemmi del calcio italiano (tra cui la zebra per la Juventus, la lupa per la Roma e il diavolo per il Milan)[8][9] —: questo particolare aspetto finì per dare una precisa linea editoriale alla testata, fatta di curiosità e competenza, ma anche corsara, polemica nonché fortemente umoristica e ironica.[1] Un approccio che in seguito, negli anni 1960 e 1970, troverà la stima persino di papa Paolo VI, per il quale «il Guerin Sportivo è come Giovenale, che castigat ridendo mores».[1] Nel 1936 Emilio Colombo acquistò la testata e salì alla direzione. Negli anni della Seconda guerra mondiale il giornale fu ridotto al formato di un solo foglio.[7]

Sotto la sua prima direzione (1975-1982) Italo Cucci rinnovò il Guerin Sportivo virando dal giornale alla rivista; ne riprenderà la direzione in altri due periodi, a metà anni 1980 e sul finire degli anni 1990.

Dopo la fine della guerra il settimanale si trasferì a Milano. Nell'autunno 1953 il Guerino, 8 pagine in formato quotidiano, diventò di proprietà del conte Alberto Rognoni, dinamico, intelligente, spiritoso, scoppiettante, dalla parola sciolta. Tra i fondatori del Cesena, e presidente a soli vent'anni della società calcistica della sua città, nel 1946 Rognoni lavorava nell'ufficio inchieste della Lega Nazionale, e nel tempo avrà l'idea dei diritti televisivi come fonte di introiti per le casse delle società calcistiche.[10][11][12] Uno dei suoi primi atti da editore fu quello di prendere come collaboratore fisso Gianni Brera, che poi divenne direttore della rivista nel 1967. Il conte Rognoni, che nell'estate 1965 s'inventò a Cesenatico il Processo al calcio, lasciò insieme a Brera nel 1973.

Le sedi del Guerin Sportivo

L'anno dopo il Guerin Sportivo fu acquistato dall'allora presidente del Bologna, Luciano Conti, che ne dispose il trasferimento a San Lazzaro di Savena, alle porte del capoluogo felsineo,[13] sede della sua casa editrice, la Conti Editore. La nuova proprietà dispose il cambio della formula editoriale, ovvero la trasformazione da giornale a rivista in senso stretto. Il passaggio comportò un cambio di formato (da lenzuolo a rivista) e il passaggio dal bianco e nero al colore.[7] La mutata impostazione privilegiò le immagini fotografiche, aprendosi inoltre verso un campo all'epoca poco esplorato dalla stampa sportiva italiana, come il calcio internazionale.[1] Nel 1975 Italo Cucci salì alla direzione. Nell'anno del campionato del mondo 1982, le vendite del Guerin Sportivo guidato da Cucci superarono quota 300.000.[13]

Dagli anni 1990 in poi[modifica | modifica wikitesto]

Giunti alla metà degli anni 1990, gradualmente, si assistette alla scomparsa dalle pagine del Guerino di discipline come il ciclismo, l'atletica leggera, la pallacanestro, la pallavolo e altri sport considerati "minori", fin lì parte integrante della rivista ma ormai fagocitati nei loro spazi dagli eventi calcistici. Nel 1998 la Conti Editore viene rilevata da Francesco Amodei, editore romano, proprietario del quotidiano Corriere dello Sport-Stadio. Nel 2001 le vendite si attestano a quota 33.734 copie.[7]

Sotto la direzione di Matteo Marani, dal gennaio 2010 viene pubblicato mensilmente, dopo una lunga tradizione che lo ha visto come settimanale (in passato ha avuto anche cadenza quindicinale); questo passaggio — resosi necessario, all'inizio del III millennio, per la sopravvenuta concorrenza dei nuovi media nonché per lo sfaldamento del vecchio calendario calcistico — ha inoltre portato a un temporaneo cambiamento nel logo della testata, con l'introduzione della nuova sigla GS, per volontà dell'editore Amodei. Marani ha inoltre inaugurato il sito web della rivista, e lanciato le pubblicazioni di approfondimento GS Storie e GS Extra.

Matteo Marani, direttore del Guerin Sportivo dal 2009 al 2016; sotto la sua direzione è avvenuto il passaggio da settimanale a mensile.

Dal settembre 2010 al mensile è stata affiancata un'appendice web, inizialmente strutturata come un blog e poi trasformatasi nel novembre 2017 in un sito a tutti gli effetti.[14] A differenza della rivista cartacea, il sito incentrato più sulle opinioni che sulle notizie e, oltre al calcio, riserva ampio spazio a basket e Formula 1. Vi scrivono principalmente Stefano Olivari, Rudiger Franz Gaetano Herberhold, Giovanni Del Bianco e Fabio Ornano, affiancati occasionalmente anche dal blogger Cristian Vitali, il quale illustra principalmente i profili del premio goliardico Calciobidone, che ha raccolto l'eredità del Bidone d'oro.[15]

Dal marzo 2016, con l'inizio della direzione di Alessandro Vocalelli e lo spostamento della redazione a Roma, la rivista subisce un profondo restyling affidato a Pasquale Mallozzi, che, tra le altre cose, riporta in auge, per l'occasione ristilizzato, lo storico logo della testata nonché uno sguardo agli eventi sportivi extracalcistici.[16] La rivista conta oggi come firme autorevoli Roberto Beccantini, Italo Cucci, Marco Montanari, Massimo Perrone, Alberto Polverosi e "Tucidide", affiancati dagli approfondimenti storici di Carlo Felice Chiesa.

I premi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerin d'oro e Trofeo Bravo.
La premiazione dell'edizione 1982 di Guerin d'oro e Trofeo Bravo, con Franco Causio, il tecnico Enzo Bearzot e Gary Shaw.

Il Guerin Sportivo ha istituito anche due premi: il Guerin d'oro, che va al miglior giocatore della Serie A (eletto calcolando la media dei voti assegnati ai calciatori dai quotidiani La Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport e lo stesso Guerin) e il Trofeo Bravo, assegnato al miglior giovane d'Europa.

Dal 2012 partecipa inoltre alla realizzazione del premio goliardico Calciobidone,[17] organizzato dal sito Calciobidoni.it del blogger Cristian Vitali, che dal 2009 viene assegnato al peggiore straniero della Serie A.[15]

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Corradino Corradini (dal gennaio 1912 al novembre 1936). Fondò il Guerin Sportivo insieme a Mario Nicola, Giuseppe Ambrosini, Alfredo Cocchi, Ermete Della Guardia e Nino Salvaneschi. Con i suoi 24 anni di direzione, rimane il direttore più longevo della storia della testata;
  • Emilio Colombo (dal novembre 1936 al maggio 1947);
  • Bruno Slawitz (dal maggio 1947 al settembre 1967);
  • Gianni Brera (dal settembre 1967 al dicembre 1973);
  • Franco Vanni (dal dicembre 1973 al febbraio 1975);
  • Italo Cucci (dal febbraio 1975 al novembre 1982). Con lui il giornale toccò l'apice delle vendite (300.000 copie nel 1982, in concomitanza con il campionato mondiale di calcio) e passò dal formato lenzuolo a quello di rivista. Cucci portò una ventata d'aria fresca al Guerin, inaugurando rubriche storiche come Calciomondo, Il film del campionato, Il campione, I quaderni e Guerin Basket, dedicata al mondo della pallacanestro, curata da Aldo Giordani, che fu progenitrice di Superbasket. Anche i premi Guerin d'oro e Trofeo Bravo, organizzato in collaborazione con la trasmissione del TG2 Sport Eurogol, nacquero sotto la sua direzione;
  • Adalberto Bortolotti (dal novembre 1982 al maggio 1985);
  • Italo Cucci, 2ª volta (dal maggio 1985 al novembre 1986);
  • Adalberto Bortolotti, 2ª volta (dal novembre 1986 al settembre 1987);
  • Marino Bartoletti (dal settembre 1987 all'agosto 1990);
  • Paolo Facchinetti (dall'agosto 1990 al settembre 1991);
  • Filippo Grassia (dal settembre 1991 al febbraio 1993);
  • Marino Bartoletti, 2ª volta (dal febbraio 1993 al marzo 1994);
Il logo GS utilizzato dal 2010 al 2016
  • Domenico Morace (dal marzo 1994 al luglio 1996); durante il campionato del mondo 1994, pubblicò un'edizione straordinaria in formato tabloid su carta patinata, in occasione di Italia-Messico. Per i costi eccessivi, non fu possibile rendere la cadenza del Guerin bisettimanale durante la manifestazione, come progettato;
  • Paolo Facchinetti, 2ª volta (dal luglio al settembre 1996); vicedirettore ad interim;
  • Italo Cucci, 3ª volta (dal settembre 1996 al settembre 1998);
  • Giuseppe Castagnoli (dal settembre 1998 al settembre 1999);
  • Ivan Zazzaroni (dal settembre 1999 al luglio 2002). Nel settembre 2001 modificò la composizione del giornale, scindendolo in un magazine (contenente le rubriche della posta, gli approfondimenti e gli articoli sui calciatori) e un tabloid (con le notizie e i risultati del weekend);
  • Andrea Aloi (dal luglio 2002 al gennaio 2008);
  • Matteo Marani (dal gennaio 2008 al gennaio 2016). Sotto la sua direzione il Guerin Sportivo è passato da settimanale a mensile, festeggiando il centenario della pubblicazione e cambiando il nome della testata in GS.
  • Alessandro Vocalelli (dal febbraio 2016 al maggio 2018). Sotto la sua direzione è stata ripristinata la storica denominazione estesa della testata, Guerin Sportivo.
  • Ivan Zazzaroni, 2ª volta (dal giugno 2018). Torna a dirigere il Guerino Sportivo riportando a scrivere vecchie firme quali Marco Montanari e Adalberto Bortolotti.

Firme[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei decenni, la testata emerse come un unicum in campo editoriale, invitando alla cronaca sportiva l'intellighenzia giornalistica e letteraria italiana del XX secolo. Attraverso le sue colonne, numerose sono state le firme prestigiose che scrissero per il Guerin Sportivo, si pensi a:[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Stefano Semeraro, Cent'anni di Guerin Sportivo, il calcio pagina per pagina, su lastampa.it, 3 gennaio 2012.
  2. ^ Sarà il fondatore de Il football-La Domenica sportiva (1913).
  3. ^ Mario Nicola (Torino 1882 - Roma 1936) sarà il direttore de Lo sport del popolo (1913).
  4. ^ a b c d e f g Rüdiger Franz Gaetano Herberhold, La nascita del Guerin Sportivo, su blog.guerinsportivo.it, 3 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2016).
  5. ^ Facchinetti, p. 16.
  6. ^ Testimonianza di Italo Cucci, cfr. Mazzuca, p. 42
  7. ^ a b c d Italo Cucci, Tribuna stampa. Storica critica del giornalismo sportivo da Pindaro a Internet, Il Minotauro, Frascati (RM), 2003, pp. 169-70.
  8. ^ L'araldica dei calci (JPG), in Guerin Sportivo, 10 ottobre 1928, p. 1. URL consultato il 2 dicembre 2012 (archiviato il 29 maggio 2014).
  9. ^ Paolo Ziliani, I marchietti delle squadre li inventò Carlin sul «Guerino» del 1928 (JPG), in Guerin Sportivo, 1980, pp. 22-26.
  10. ^ Facchinetti.
  11. ^ Cucci.
  12. ^ Emiliani.
  13. ^ a b Pierpaolo Velonà, Conti Editore, fine di un'epoca. Addio allo stabilimento storico, su corrieredibologna.corriere.it, 16 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2015).
  14. ^ Alessandro Vocalelli, Guerin Sportivo, un altro viaggio nel futuro, su guerinsportivo.it, 5 novembre 2017. URL consultato il 13 novembre 2017 (archiviato il 13 novembre 2017).
  15. ^ a b Calciobidone 2013: troviamo il peggiore!, su blog.guerinsportivo.it, 18 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2013).
  16. ^ Filmato audio Il nuovo Guerin Sportivo, su YouTube, Guerin Sportivo, 10 marzo 2016.
  17. ^ Calciobidone - Pagina ufficiale, su calciobidoni.it. URL consultato il 29 novembre 2018 (archiviato il 29 ottobre 2018).
  18. ^ Italo Cucci, Tribuna stampa. Storica critica del giornalismo sportivo da Pindaro a Internet, Il Minotauro, Frascati (RM), 2003.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Facchinetti, Un secolo di Guerino - La storia leggendaria del più antico periodico sportivo del mondo (1912-2012), Argelato, Minerva, 2012, ISBN 978-88-7381-435-1.
  • Italo Cucci, Il capanno sul porto. Storia di Alberto Rognoni, il conte del calcio, con un racconto di Francesca Rognoni e un contributo di Mario Pennacchia, Argelato, Minerva, 2014, ISBN 978-88-7381-595-2.
  • Vittorio Emiliani, Alberto Rognoni, in Romagnoli & romagnolacci, Argelato, Minerva, 2014, ISBN 978-88-7381-586-0.
  • Alberto Mazzuca, Penne al vetriolo - I grandi giornalisti raccontano la prima Repubblica, Argelato, Minerva, 2017, ISBN 978-88-7381-849-6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Editoria Portale Editoria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di editoria