Nino Salvaneschi

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Nino Salvaneschi

Nino Salvaneschi (Pavia, 3 dicembre 1886Torino, 24 novembre 1968) è stato uno scrittore, giornalista e poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la sua carriera giornalistica molto giovane, collaborando a più quotidiani: la Gazzetta del Popolo, la Stampa di Torino, La Tribuna di Roma e il Corriere della Sera di Milano; fu anche tra i fondatori del Guerin Sportivo. Durante la prima guerra mondiale si arruolò nella Marina, ma alla fine del conflitto manifestò la sua posizione pacifista con alcuni scritti raccolti e pubblicati nel libro Uccidiamo la guerra.

Per alcuni anni lavorò come giornalista in Belgio e nel 1921 fondò a Bruxelles L'époque nouvelle, con l'intento di far conoscere l'Italia in quel paese.

Sposatosi, andò con la moglie ad abitare a Capri, dove iniziò a scrivere i primi abbozzi del romanzo Sirénide, che ha appunto per sottotitolo Romanzo di Capri e che fa parte di una lunga serie di opere pubblicate con l'editore milanese Dall'Oglio: non solo romanzi, ma anche Pensieri e biografie come quelle su Chopin e su Niccolò Paganini, e le due opere della Sinfonia romantica: Il libro dell'anima e Il bel viaggio insieme. Con i romanzi Sirenide (1921) e La rivolta del 2023 (1924) fu uno degli autori della prima fantascienza italiana tra le due guerre.[1]

La cecità[modifica | modifica wikitesto]

Dal Belgio dovette rientrare in Italia a Torino nel 1923 a causa di una cecità permanente e totale, in seguito a una grave malattia per la quale si era dovuto sottoporre a lunghe degenze ospedaliere, prima a Rodi e poi all'ospedale della Marina di Piedigrotta (Napoli). In questa lunga parentesi forzata della sua vita prese peso il suo pensiero religioso, dibattuto tra Gesù e Buddha; un piccolo libro avuto in regalo dalle suore infermiere, L'imitazione di Cristo, lo volse a una completa devozione alla Chiesa cattolica. Da quel momento la sua vita fu un peregrinare verso mete come Assisi e San Giovanni Rotondo, da Padre Pio da Pietrelcina che conobbe personalmente nel 1919.

Sirenide di Nino Salvaneschi

Continuò a raccogliere, pur con difficoltà, i suoi scritti di letteratura in oltre 30 libri. Il poeta Tagore lo esortò in quest'impresa con l'invito: "Se vuoi essere un cantastorie cieco, guarda la tua vita riflessa dentro di te e scrivi".

Nel saggio Consolazioni, Salvaneschi riprese questa immagine e scrisse:

« Sono il cantastorie cieco all'angolo della via... Un giorno ho incontrato il destino, che è cieco, e lo seguiva da vicino la fortuna, che è sempre cieca. Ascolta: se vuoi trovar fortuna, non scacciare il tuo destino. »

E spiegò così la sua condizione:

« Da dieci anni son diventato cieco. Posso dire dunque che oggi, nella mia vita, metto per la seconda volta i pantaloni lunghi. Da dieci anni ho incatenato la mia libertà e vivo in una casa dalle finestre chiuse. Ma ogni catena è un'ala e ogni prigione un mondo. E poi ho avuto tutto il tempo per scavare dentro di me per ritrovare ancora un po' d'azzurro. »

In questo azzurro era anche l'aiuto che dedicava ai suoi compagni per opere di tipo assistenziale. Nel 1926 organizzò un corteo di persone cieche e le guidò in pellegrinaggio a San Damiano, portando in dono un giglio, un olivo e un biancospino, simboli di purezza, umiltà, e tribolazioni e deposta sul luogo nel quale San Francesco aveva composto il Cantico delle creature.

« Per quanto mi concerne, non muterei il mio destino di scrittore cieco con quello di nessun altro, anche perché mi consente di dire quello che vedo dentro di me e di vedere chiaramente il mio sentiero terreno. Così ogni giorno ringrazio il Signore di avermi donata la cecità. Ma qualche volta, in mezzo a tante miserie e a tante tribolazioni, provo il rossore di essere soltanto cieco. E, spesso, ho vergogna di non poter offrire che una parola. Una parola soltanto… »

L'Associazione Nazionale ciechi - della quale fu per tanto tempo presidente - ha istituito in sua memoria il Premio Nino Salvaneschi per il giornalismo. In una delle sue conferenze a difesa dei suoi colleghi ciechi pronunciò queste parole:

« Noi siamo cavalli di razza abituati alla lotta e alla resistenza: i ciechi d'Europa per vincere la loro battaglia devono avere organizzazioni forti, unite, consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri.. »

Nel novembre 1999 la città di Torino gli ha dedicato in suo nome un'area di circolazione situata nella circoscrizione n.3.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

(parziale)

  • Il tormento di Chopin, Vita, Dall'Oglio
  • La cattedrale senza Dio, Romanzo, Dall'Oglio
  • Consolazioni, Pensieri, Dall'Oglio, prima edizione 1932
  • Madonna pazienza, Romanzo, Dall'Oglio
  • Noi che camminiamo nella notte
  • L'arcobaleno sull'abisso, Romanzo,Dall'Oglio
  • Il fiore della notte, Romanzo, Dall'Oglio
  • Giovanna d'Arco, Vita, Dall'Oglio
  • Il Sole nell'anima, Romanzo, Dall'Oglio
  • Il breviario della felicità. Pensieri, Dall'Oglio
  • Il violino, 23 donne e il diavolo, La vita ardente di Niccolò Paganini, Dall'Oglio
  • Noi che camminiamo nella notte
  • Sirenide, ETA, 1921
  • La rivolta del 2023, Modernissima, 1924
  • Saper amare, Pensieri, Dall'Oglio
  • Saper credere, Pensieri,
  • Saper soffrire, Pensieri, Dall'Oglio
  • Il rosario della speranza, Dall'Oglio
  • La vita eroica di Beethoven
  • Sorella Chiara
  • Questa vita che tanto ci innamora
  • La cattedrale senza dio (Trilogia dell'inquietitudine), Dall'Oglio, 1930

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La guerra nella caricatura, Emporium, febbraio 1915
  • Contemplazioni del mattino e della sera, Dall'Oglio 1942
  • Teresaccia, romanzo per i ragazzi, Dall'Oglio
  • Il libro dell'anima. Il bel viaggio insieme, Sinfonia romantica, Dall'Oglio
  • La vita eroica di Beethoven. dall'Oglio editore 1947
  • Le Stelle , La Sfinge , La Croce. Milano , Dall'Oglio , 1951.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Nino Salvaneschi, Consolazioni, Dall'Oglio, Milano, dodicesima edizione, 9 febbraio 1946

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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