La Voce Repubblicana

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La Voce Repubblicana
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano online
Genere Organo di partito
Fondazione 15 gennaio 1921
Chiusura 31 dicembre 2013 (edizione cartacea)
Sede Roma, Corso Vittorio Emanuele
Editore Nuove Politiche Editoriali s.c.a.r.l.
Record vendite 100.000 copie
Evento collegato al record 1966: 20º anniversario Referendum del 2 giugno
Direttore Francesco Nucara
Redattore capo Francesco Bernardini
Sito web La Voce Repubblicana
 

La Voce Repubblicana è stato l'organo di stampa del Partito Repubblicano Italiano (PRI), fondato nel 1921. La versione cartacea è stata definitivamente chiusa nel 2013. Oggi è una testata online.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero del quotidiano uscì il 15 gennaio 1921 a Roma. Sostituì il settimanale «L'Iniziativa» (nelle edicole dal 22 dicembre 1912) come organo ufficiale del partito. Il direttore inizialmente fu Giovanni Conti, seguito poi da Ferdinando Schiavetti. Nell'ottobre 1926 il quotidiano fu soppresso dal regime fascista. Prima della sua chiusura, il giornale poteva contare sulla collaborazione di Carmelo Puglionisi, autore del libro Sciacalli, in cui raccontava la storia dei fuoriusciti antifascisti italiani a Parigi.

La testata fu ripresa dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943). Il primo numero uscì in agosto. Dopo l'occupazione nazista di Roma furono pubblicati clandestinamente altri dieci numeri, sino alla liberazione di Roma. Il 10 giugno 1944 «La Voce Repubblicana» riprese le regolari pubblicazioni, sotto la direzione del fondatore, Giovanni Conti. Da allora, uscì come quotidiano del pomeriggio (6 numeri settimanali) fino al 1973.

Negli anni sessanta «La Voce Repubblicana» ebbe sede in via dell'Aracoeli; successivamente si trasferì al n. 146 di via Tomacelli[1].
Negli anni sessanta la redazione era articolata in cinque servizi: politico, estero, economico, cronaca, cultura. Il giornale aveva una foliazione di 6-8 pagine, che salirono a 24 o 36 in occasione della preparazione di alcuni numeri speciali[2]. L'immagine grafica del quotidiano era curata da Michele Spera. La concessionaria della pubblicità era la nota Sipra, incaricata della raccolta degli annunci anche per la Rai e per altri giornali di partito.

Ogni anno la «Voce» pubblicava un Almanacco Repubblicano, pubblicazione a cadenza annuale.
Tra gli anni sessanta e gli anni settanta la testata ebbe anche una piccola casa editrice, le «Edizioni della Voce»[3]. Dal maggio 1973 l'uscita in edicola fu anticipata dal pomeriggio al mattino[4]. Nel 1975 fu introdotta un'innovazione tecnologica: la trasmissione in facsimile (utilizzando il fax = teletrasmissione) delle pagine del giornale dalla tipografia di Roma alle sedi locali[5].

Il quotidiano fu costretto a chiudere nel dicembre del 1978 per problemi finanziari. Per non far decadere la titolarità della testata furono pubblicati alcuni numeri firmati da Oddo Biasini (direttore) e Giuseppe Marchetti Tricamo (direttore responsabile). Nel 1981, Giovanni Spadolini, segretario del partito con un passato da direttore del Corriere della Sera, decide la riapertura del quotidiano. La nuova edizione è in formato tabloid a otto pagine (cresceranno poi a dodici fino a sedici); conserva la tradizionale Terza pagina anche nel nuovo formato (su di essa compaiono elzeviri firmati dal segretario Giovanni Spadolini)[6]. Esce il pomeriggio dal martedì al sabato[7]. La sede del quotidiano è ricavata nel palazzo in piazza dei Caprettari dove ha sede il partito stesso.

Tra il 1986 e il 1988 il quotidiano passa alla fotocomposizione al computer, diventando una delle prime testate italiane ad introdurre tale innovazione[8].

Nuovamente costretto alla chiusura nel 1998, nel giugno del 1999 riprese le pubblicazioni con una foliazione ridotta a quattro pagine[9], fino al giugno 2000.

Nel giugno del 2003 torna in edicola per impulso del nuovo segretario, Francesco Nucara. Rispetto alla precedente edizione, il quotidiano rinnova la grafica e il formato.

Il 31 dicembre 2013 il quotidiano cessa le pubblicazioni per mancanza di fondi. L'ultima redazione contava praticamente quattro giornalisti: Riccardo Bruno, membro della Direzione del PRI, Francesco Bernardini, Chiara Capotondi e Lanfranco Palazzolo.

Firme[modifica | modifica wikitesto]

In passato il quotidiano del PRI ha potuto contare su importanti collaborazioni, come quella di Sandro Ciotti nelle pagine sportive. Tra i suoi direttori c'è stato anche Stefano Folli. Hanno inoltre scritto e lavorato alla Voce Repubblicana giornalisti come Oscar Giannino, il saggista Antonio Carioti e Stefano Tomassini.
Fra i collaboratori e gli ex collaboratori della testata: Riccardo Brondolo, Alessandro Cecchi Paone, Laura Gigliotti, Agostino Pendola (sino al 1997), Luca Bagatin (sino al 2011) e Luca Tentoni.

L'elenco dei giovani che hanno cominciato a lavorare con «La Voce Repubblicana» e poi hanno fatto carriera nel mondo del giornalismo comprende[10]:

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Sospensione per ordine del prefetto a seguito della legge sulla stampa del 31 dicembre 1925 (1926-1943)
Ripresa delle pubblicazioni nell'agosto 1943 in clandestinità

  • Giovanni Conti (10 giugno 1944 – 27 aprile 1945) (2a volta)
  • Randolfo Pacciardi (28 aprile 1945 - 10 aprile 1946)
  • Francesco Perri (11 aprile – 2 agosto 1946)
  • Appio Claudio Rocchi, redattore capo responsabile (3 – 31 agosto 1946)
  • Luciano Magrini (1º settembre – 15 ottobre 1946)
  • Giulio Andrea Belloni[11] (16 ottobre 1946 – 14 febbraio 1947)
  • Aurelio Natoli (15 febbraio – 12 giugno 1947)
  • Randolfo Pacciardi (13 giugno – 19 dicembre 1947) (2a volta)
  • Antonio Calvi (20 dicembre 1947 – 25 novembre 1951)
  • Cino Macrelli, direttore politico (25 novembre 1951 – 1º gennaio 1959)
Michele Cifarelli, condirettore responsabile (25 novembre 1951 – 1º agosto 1954)
Alberto Ronchey, vicedirettore responsabile (3 agosto 1954 – 31 maggio 1956)
Livio Zeno-Zencovich, vicedirettore responsabile (1º luglio 1956 - maggio 1958)
Edgardo Bartoli, vicedirettore responsabile (1º giugno 1958 – 1º gennaio 1959)
  • Ugo La Malfa, direttore politico (2 gennaio 1959 – 24 marzo 1962)
Pasquale Bandiera, vicedirettore (2 gennaio 1959 – 24 marzo 1962)
  • Pasquale Bandiera, (25 marzo 1962 – 2 luglio 1972)
Adolfo Battaglia, condirettore (7 gennaio 1967 – 2 luglio 1972)
  • Giuseppe Ciranna (3 luglio 1972 – 3 agosto 1978)
Mario Di Bartolomei, condirettore (3 luglio 1972 – 3 agosto 1978)
Mario Di Bartolomei, condirettore (4 agosto – 31 dicembre 1978)

Sospensione delle pubblicazioni

Stefano Folli, responsabile (6 maggio 1981 - 1º agosto 1987)
Stefano Folli, responsabile (2 agosto 1987 - 31 agosto 1989)
Andrea Valentini, responsabile (1º settembre 1989 – 17 settembre 1991)
Domenico Berardi, responsabile (18 settembre 1991 – maggio 1994)
Luca Paci, responsabile (maggio - luglio 1994)
Giuseppe Ruspantini, responsabile (20 luglio 1994[12] - 11 maggio 1998)

Sospensione delle pubblicazioni

Giuseppe Ruspantini, responsabile (7 aprile 1999- 23 giugno 2000)

Sospensione delle pubblicazioni

Italico Santoro, condirettore (9 ottobre 2007 – 31 marzo 2011)

Cessazione delle pubblicazioni (31 dicembre 2013)
La testata non è più presente in edicola. Le pubblicazioni continuano sul world wide web.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nello stesso edificio vi erano, al terzo piano, la «Voce» ed al quarto il quotidiano politico «il manifesto».
  2. ^ G. Tartaglia, pp. 186-187
  3. ^ G. Tartaglia, p. 186
  4. ^ G. Tartaglia, p. 241
  5. ^ G. Tartaglia, p. 260
  6. ^ G. Tartaglia, p. 275
  7. ^ G. Tartaglia, p. 264
  8. ^ G. Tartaglia, p. 260
  9. ^ Pagina delle lettere, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 15/08/2015.
  10. ^ G. Tartaglia, pp. 221, 246 e 263
  11. ^ Uomo politico, guidò il giornale in quanto vicesegretario del partito.
  12. ^ Voce Repubblicana: Ruspantini nuovo direttore, www1.adnkronos.com. URL consultato il 2/11/2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Tartaglia, La Voce Repubblicana. Un giornale per la libertà e la democrazia, Roma, La Voce Repubblicana, 2012.
  • Massimo Scioscioli, I Repubblicani a Roma 1943-1944, Archivio Trimestrale, Roma, 1983. Il volume contiene anche la raccolta di tutti gli articoli pubblicati dalla Voce Repubbicana durante il periodo di clandestinità.
  • Ugo La Malfa, L'avvenire che ho voluto. Scritti e discorsi dell'ultimo anno, Edizioni della Voce, 1979 - contiene gli articoli di fondo scritti da La Malfa per La Voce Repubblicana nel 1978.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]