Televideo

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Televideo è il servizio teletext della Rai. Nella lingua italiana, ormai, con il termine Televideo ci si riferisce anche agli altri servizi di teletext veicolati dalle emittenti televisive private. Il servizio teletext è potenzialmente capace di contenere 800 pagine e un numero pressoché infinito di sottopagine di informazione. Con l'avvento della rete in Italia, l'utilizzo del teletext - e la diffusione presso le emittenti televisive - ha avuto un leggero calo di consultazione, in controtendenza con quanto avviene in Germania in Svizzera, e nei paesi dell'europa orientale, ma per l'utenza resta un servizio vantaggioso, comodo e pratico che non comporta alcun costo per l'utente e non richiede alcuna connessione in rete, se non quella fra l'antenna e l'apparecchio televisivo.

Il servizio Televideo è controllato dalla struttura Rai News, diretta da Andrea Vianello, sotto la cui responsabilità rientrano anche Rai News24 e il portale on line Rainews.it. Al 2018, con quasi 900 pagine, era una delle fonti d'informazione più usate. Secondo una ricerca GFK, realizzata nella primavera del 2008, in un mese 20 965 000 persone leggono il Televideo nazionale, e 8 269 000 persone leggono il Televideo regionale[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Verso il 1981 la Rai - come già avveniva in Gran Bretagna dal 1975 sulla BBC, dal 1980 in Germania Ovest su ARD/ZDF, o in Francia su TF1/A2 - con l'obbiettivo di creare un servizio d'informazione complementare a quello presente sulle testate giornalistiche delle sue tre reti televisive, iniziò a valutare l'intenzione di dotarsi di un proprio servizio di teletext, che per meglio caratterizzarsi (sulla scorta di quanto fece la BBC col Ceefax, ARD/ZDF col Videotext, o TF1/A2 con Antiope) gli fu scelto il nome "Televideo"[2].

La primissima fase sperimentale, autorizzata dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, ebbe inizio il 30 marzo 1981 limitatamente al Piemonte occidentale e alla Valle d'Aosta. Infatti, al segnale delle reti Rai prelevato in dorsale proveniente da Roma, venne inserito (nelle linee di intervallo verticale) dal laboratorio ricerche RAI di Torino - oggi CRIT - un rudimentale teletext (il cui terminale era, appunto, situato nel laboratorio stesso) composto da una decina di pagine di prova (fra cui un monoscopio con tutti i simboli, al fine di verificare la compatibilità - con l'alfabeto italiano - dei decodificatori teletext già disponibili su alcuni apparecchi tv venduti all'estero; e il clock cracker, ovvero una pagina avente 23 righe uguali caratterizzate dall'alternarsi di due simboli predefiniti, utile per verificare il rapporto fra qualità della decodifica dei dati teletext e livello del segnale televisivo ricevuto), e convogliato infine nei trasmettitori facenti servizio a Torino e in Valle d'Aosta, al fine di testare il servizio sul campo in varie condizioni di ricezione.[3]

Da aprile a giugno 1982[4], al fine di sondare il gradimento dei telespettatori per un'eventuale introduzione del servizio, nelle ore mattutine immediatamente vicine all'inizio delle trasmissioni, al posto del tradizionale monoscopio furono diffuse a rotazione alcune pagine di televideo a scopo puramente dimostrativo: è l'inizio della "fase sperimentale", come diceva una voce fuori campo tra un brano musicale e l'altro che accompagnava la messa in onda delle pagine.

Conclusa la fase simulata, e appurato il gradimento del pubblico[4], la Rai cominciò ad approntare la redazione - indipendente rispetto alle 3 testate giornalistiche preesistenti - e l'impaginazione del Televideo per il successivo lancio del servizio e la diffusione veicolata all'interno del segnale tv (e non soltanto "simulata" come avvenne nella primavera 1982) e dunque pienamente fruibile dall'utenza.

Il Televideo Rai viene ufficialmente inaugurato il 15 gennaio 1984[5] (anche se in realtà iniziò ad essere veicolato col segnale tv a partire dall'anno prima[6]) con circa 200 pagine (più numerose sottopagine) e le trasmissioni partono da uno studio di Via Teulada in Roma, grazie al lavoro del gruppo guidato da Umberto Florean. Il sistema tecnologico impiega il sistema operativo RSX-11 plus, su computer MiniPDP prodotto dalla Digital Equipment. Questo minicomputer era dotato di 748 KB di RAM, Hard Disk removibili da 10 MB e floppy drive da 8". Ad esso potevano essere collegati 64 terminali, sia locali che remoti tramite modem connessi alle porte RS232; il sistema era collegabile per i test al centro di Valbonne, in Francia, e dimostrò una affidabilità "totale", anche grazie all'architettura software che permetteva l'interscambio tra modalità di Trasmissione e Editing delle pagine.

All'inizio, solo pochi modelli di televisori erano in grado di ricevere il teletext (per alcuni televisori era necessaria una scheda apposita), ma già negli anni novanta divenne una caratteristica prevalentemente di serie; successivamente, tutti i televisori o i set-top box in grado di ricevere la televisione digitale sono anche in grado di ricevere il Televideo.

Il primo, spartano, indice generale, alla pagina 100, includeva (precedute e seguite da righe colorate) 18 sezioni - dall'Ultim'Ora a Risparmio finanze e borse, passando per notizie, sport, giochi e vari altri argomenti di servizio - disposte in riga, più una di servizio alla pagina 297 dove si spiegava agli ancora pochissimi utenti muniti degli (allora costosi) apparecchi tv compatibili come usare il servizio Televideo.

Fin dal varo ufficiale del servizio, il televideo Rai era visibile con tutte le pagine a rotazione su Raiuno, Raidue e Raitre, nelle primissime ore della mattina, trasmesso come una trasmissione "in chiaro", come un'immagine autoaggiornante: questo per rendere familiare e proporre il nuovo servizio ad un'Italia ancora restia alla modernità tecnologica.

Fra aprile e maggio del 1984, con l'imminente varo ufficiale del servizio, l'indice generale viene modificato: gli argomenti vengono suddivisi in 5 macro-sezioni, caratterizzate da un colore diverso per ciascun gruppo di argomenti: l'informazione in bianco, il magazine in verde, l'intrattenimento in ciano, l'utilità in magenta, in giallo i servizi. Alcuni argomenti subiscono un primo spostamento di pagine (per esempio, i programmi TV e radio passano dalla pagina 145 alla 200), che timidamente cominciano ad aumentare di una decina rispetto ai mesi precedenti, facendo slittare gli avvisi agli utenti (ormai destinati ad aumentare) alla pagina 308.

Da settembre-ottobre 1984, con la piena entrata in funzione del Televideo, ci fu un sostanziale incremento delle pagine disponibili - più del doppio, quasi 500 - che comportò un ulteriore spostamento di alcune rubriche. Le istruzioni per l'uso del Televideo, che spariranno dall'indice generale col restyling del 1988, furono trasferite alla pagina 600.

Dal 1986 le trasmissioni partono da Piazza Montegrappa dove, all'ultimo piano, viene realizzata la prima Sala Controllo e operano le prime redazioni giornalistica e servizi del Televideo Rai.

Dal 10 novembre 1988, a 4 anni dall'attivazione del servizio, ci fu il primo vero restyling del Televideo: eliminata la sottopagina iniziale della pagina 100 (la copertina col logo ufficiale del Televideo Rai) il nuovo indice suddivide le sezioni in blocchi di 100 pagine (dalla pagina 200 lo sport; dalla 300 economia, impresa e finanza; dalla 400 meteo, trasporti e viabilità; dalla 500 tv, spettacolo e cultura; dalla 600 magazine; infine, dalla 700, scuola, lavoro e pensioni), e viene modificata l'impaginazione grafica.

Questa razionale disposizione delle sezioni ha comportato lo spostamento di esse in pagine differenti (per esempio, lo Sport è passato dall'iniziale pagina 130 alla nuova pagina 200, in precedenza destinata alle previsioni meteorologiche) seguendo uno schema tutt'ora utilizzato.

Fra luglio [7] e agosto [8] del 1990, con l'entrata a regime del servizio telesoftware (le pagine dalla 800 in poi, dedicate ai non vedenti, alla diffusione di software informatici, e a servizi dati per utenze business) dopo tre anni di sperimentazione, avvenne il secondo restyling: cambia nuovamente la pagina iniziale, mantenendo la suddivisione in sezioni già in vigore dal 1988 (cui si aggiunse la pagina 750 col citato Telesoftware e, pochi mesi dopo, la pagina 350 con informazioni su stato e parlamento) e con una nuovo stile grafico (tabelle blu su sfondo ciano).

Nel marzo del 1992 il Televideo suddivise l'indice in due sottopagine: la prima, intitolata "Testata", conteneva le categorie d'informazione, sport, pronostici, e notizie economiche; la seconda, intitolata "Servizi", comprendeva le sezioni di utilità come meteo, spettacolo, salute, lavoro.

In seguito, il miglioramento dell'aspetto editoriale (come l'uso massiccio del cosiddetto "rullo", cioè delle sottopagine visibili a rotazione), la cessazione nel 1994 - per l'alto numero di truffe e i costi elevati per l'utente - del Videotel (il servizio videotex della SIP utilizzante la telefonia fissa), e soprattutto il crollo del costo dei decoder, portarono ad una grande diffusione del Televideo.

La scomodità di un indice suddiviso in due sottopagine (non tutti gli apparecchi televisivi avevano possibilità di selezione diretta delle sottopagine) fece correre ai ripari la redazione: dal 1º marzo 1994 il Televideo torna ad avere l'indice in una sola pagina: ristilizzato poi il 12 ottobre 1995, tale indice restò invariato fino al 14 dicembre 2000.

Dal 14 dicembre 2000 la pagina iniziale segue lo schema "a fascicoli": indice delle categorie fisso a sinistra, e argomenti sulla destra che cambiano con le sottopagine.

A settembre 2012 la Rai progetta una fusione di testate tra Rai News e Televideo, affidando il compito di pianificarla al vicedirettore generale Antonio Marano. La redazione del canale all-news bocciò tale progetto, bollandolo come "fumoso" e privo di un vero piano di rilancio, oltre ad essere stato concepito senza previo consulto dei direttori di testata[9].

Da marzo 2013, dopo quasi 11 anni di direzione affidata ad Antonio Bagnardi, destinato a nuovo incarico, il Televideo è diretto ad interim da Monica Maggioni, già a capo di Rai News 24. Il 14 giugno 2013 il CDA della Rai ha ratificato la fusione della redazione del Televideo con quella della rete all-news[10], sempre con la Maggioni alla direzione. Dal 1º dicembre successivo la responsabilità del servizio è avocata alla struttura Rai News, diretta fino al 2015 da Monica Maggioni, poi passata (dopo la direzione ad interim di Mirella Marzoli e Giancarlo Giojelli) sotto la responsabilità di Antonio Di Bella e dal 2020 ad Andrea Vianello.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Screenshot della pagina 100 di Televideo

È disponibile nella versione nazionale sulle frequenze di tutti i canali Rai e nelle versioni regionali sulle frequenze di Rai 3; le edizioni regionali sono 21, in quanto il Trentino-Alto Adige possiede due redazioni (una per la provincia autonoma di Trento e l'altra per quella di Bolzano).

Il limite di questo sistema è che, allo stato attuale, non è stata resa obbligatoria nelle normative tecniche dei nuovi decoder digitali la memorizzazione delle pagine ricevute, per cui è ancora necessario ritrasmetterle ogni 20 secondi, limitando così il numero di quelle fruibili dall'utenza. Alcuni televisori di nuova generazione, tuttavia, consentono di accedere alle pagine già visualizzate, ma per ridurre il tempo di consultazione. Questo difetto era giustificato nel 1985 dall'alto costo delle memorie RAM, attualmente non lo è più: poiché ogni pagina statica (ad es. la 501) può contenere 100 rolling, il numero di pagine consultabili se memorizzate arriva a 80.000, al prezzo di una RAM da 80 MB, costituendo una soluzione informativa a bassissimo costo.

Dal 2008, sia il Televideo nazionale sia quelli regionali sono fruibili gratuitamente anche sul sito web ufficiale realizzato dalla direzione Rai Nuovi Media e da RaiNet. Dal 17 giugno 2010 il Televideo nazionale è disponibile anche su quasi tutti i canali del digitale terrestre della Rai[11]. Da ottobre 2010 è disponibile anche su questi canali (ad eccezione di Rai News, su cui è arrivato nel tardo 2012) nelle aree di switch-off. Televideo è disponibile anche su Rai 1, Rai 2, Rai 3 trasmessi sul satellite Eutelsat 13° est e anche nella versione dei tre canali in HD. Rai 3 TGR Friuli-Venezia Giulia, trasmessa dal satellite Eutelsat 13° est solo nella piattaforma Tivùsat, è dotato del televideo regionale.

Contenuti e struttura[modifica | modifica wikitesto]

I contenuti di Televideo sono vari: dalle notizie ai servizi di pubblico interesse, alcuni anche in convenzione con le pubbliche amministrazioni, al meteo, ai libri, allo sport e molto altro.

La pagina principale, a cui si accede attivando il teletext, è la pagina 100. In tale pagina è presente un indice generale dei contenuti di Televideo.

Notizie[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie di Televideo sono raggruppate sotto la denominazione Notizie che ha come pagina di punta Ultim'ora (pagina 101). Ultim'ora, utilizzato anche dalle redazioni di importanti quotidiani, fornisce le ultime notizie in tempo reale. Le notizie di questa pagina si possono leggere nel "rullo" (termine tecnico con cui si indica una pagina che ne contiene diverse al suo interno) di pagina 102 a gruppi di tre, mentre le notizie principali si trovano a pagina 103. Se durante la giornata avviene un fatto molto importante, viene attivata la pagina 110 "Il fatto del giorno"; poi si susseguono le varie pagine con i relativi argomenti affrontati. La sezione Politica si trova a pag. 120, l'Economia a pag. 130, (mentre la Borsa fa parte della sezione Economia a p. 300), la Cronaca italiana a pag. 140, gli Esteri a pag. 150; la Cultura a pag. 160; gli spazi dedicati ai cittadini a pag. 170. Alcuni grandi eventi nazionali e internazionali e i congressi dei partiti possono essere inseriti nello Speciale di pagina 180, le crisi erano affrontate nell'Atlante a 190 (tale spazio è ripreso saltuariamente), la rassegna stampa, le curiosità e l'almanacco del giorno sono a pagina 800. Grande spazio è ovviamente dedicato alle varie elezioni in Italia con exit-poll e proiezioni.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La sezione Sport comincia a pagina 200, nella quale è visualizzato un indice dei contenuti sportivi.

  • A pagina 201 comincia la pagina sul calcio che presenta le notizie principali sull'argomento con il numero della pagina relativa alla notizia.
  • Alla pagina 260 c'è la pagina principale degli altri sport (motori, ciclismo, rugby, basket, volley e ippica) che rimanda alle altre pagine di approfondimento. A pagina 288 risultati e classifica del calcio femminile. L'elenco delle trasmissioni sportive su trasmissione terrestre (Rai, Mediaset, LA7 e alcune volte Rai Sport) è a pagina 289.

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Diverse istituzioni governative, ONLUS e fondazioni hanno una propria pagina in Televideo, raggruppate perlopiù a pagina 400, attraverso le quali informano i cittadini sulla loro attività o su alcune informazioni di carattere generale. La pagina della Camera dei deputati, ad esempio, informa sulle sedute dell'assemblea e i lavori delle varie commissioni.

Altri contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Televideo offre anche servizi di natura più leggera come le classifiche dei dischi, dei film e dei libri, i palinsesti dei canali televisivi e radiofonici, consigli per i viaggi e le vacanze, il fisco, consigli per gli acquisti.

La guida TV e radio è disponibile a partire dalla pagina 500 (da pagina 460 nella versione regionale). Vi sono i palinsesti delle emittenti televisive nazionali più importanti e dei canali DTT della Rai; inoltre è disponibile l'elenco completo dei film in onda in giornata, con brevi recensioni e, per alcuni film, recensioni complete. Televideo pubblica inoltre i palinsesti dei principali canali radiofonici della Rai (indicati come Radiouno, Radiodue, Radiotre anziché come Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3) e delle radio tematiche Rai Radio Tutta Italiana, Rai Radio 3 Classica, Rai Radio Techetè, Rai Radio Live e Rai Radio Kids.

La guida TV e radio di Televideo è complementare ma non sostitutiva a quelle che ci sono nei settimanali o nei quotidiani, in quanto nel Televideo non ci sono foto e il Televideo fornisce il palinsesto solo del giorno di consultazione e di quello successivo, essa però in caso di variazioni del palinsesto è puntualmente aggiornata.

A pagina 530 compaiono gli ascolti giornalieri divisi per percentuale, numero di ascoltatori e programmi più visti.

Servizi per i sordi[modifica | modifica wikitesto]

Televideo svolge anche importanti servizi per i sordi come la sottotitolazione di alcuni programmi televisivi alla pagina 777. I sottotitoli in inglese sono disponibili alla pagina 778, normalmente durante la visione di un film. Secondo dati della direzione del Televideo, quasi il 40% dei programmi Rai viene regolarmente sottotitolato (film e fiction; telegiornali; alcuni programmi), a volte anche in inglese. Il servizio di sottotitoli per i film iniziò, con Luciana Tucci per l'area editoriale e Alberto Perotti per l'area tecnica, nel maggio del 1986 con La finestra sul cortile[12], mentre nel 2000, con l'apertura delle Olimpiadi di Sydney, sono sperimentati i sottotitoli elaborati in diretta, poi inseriti stabilmente nei TG.

Dal 1993 al 2009 il servizio di sottotitolaggio è stato curato da una associazione temporanea d'impresa formata da cinque società: Studio Calabria S.r.l., SBP S.p.a., Studio Mafera S.r.l., Atlante S.r.l., La Microstampa S.r.l.. Dal 2010 al 2017 dalla Madcast S.r.l. e attualmente è a cura della Logit S.r.l.

A pagina 779 è disponibile l'elenco dei programmi sottotitolati di tutta la settimana dalla domenica al sabato. A pagina 771 vi è l'elenco dei programmi sottotitolati della giornata odierna, mentre nelle tre pagine successive, divise tra le fasce di mattina, pomeriggio sera, sono indicizzati maggiori dettagli su di essi.

Inizialmente i programmi sottotitolati venivano annunciati dalle cosiddette signorine buonasera; a seguito della riduzione della loro presenza in video (e poi dell'abolizione degli annunci personali) si sono adottate apposite grafiche in sovrimpressione.

Edizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

Televideo è disponibile su Rai 3 in edizione regionale. Il Televideo Regionale, in sigla TVR, condivide con l'edizione nazionale le sezioni delle notizie, dello sport (che vanno dalla pagina 101 a pagina 299), gli spazi del meteo e degli approfondimenti (da pagina 700 in poi) e la guida Tv e Radio (da pagina 460 a 489, in una versione "ridotta" rispetto a quella nazionale). Dalla pagina 300 partono le pagine locali che riguardano le deliberazioni delle varie giunte, le farmacie di turno, la programmazione dei cinema e dei teatri, gli orari dei musei, il traffico, i trasporti, l'ambiente, il meteo e spazi di vari enti pubblici o associazioni.

Il TVR ricevibile con la televisione terrestre è in edizione diversa per ogni regione d'Italia e per le due province autonome di Bolzano e di Trento, mentre quello ricevibile con la televisione satellitare è in unica edizione contenente una sintesi di tutti i ventuno TVR regionali. Via satellite infatti non è possibile trasmettere un'edizione diversa per ogni regione d'Italia in quanto il segnale che copre tutta l'Italia è il medesimo.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

La parte giornalistica del Televideo è curata dalla testata Rai News; quella che cura le altre pagine, definita Televideo Servizi, è curata dalla struttura Rai Pubblica Utilità, che comprende anche Meteo e Mobilità.

Loghi (utilizzati nel sito internet dedicato)[modifica | modifica wikitesto]

Oltre[modifica | modifica wikitesto]

Televideo, grazie a convenzioni con diversi enti, è disponibile in versione Telesoftware per i non vedenti e le notizie di ultim'ora possono essere ricevute via SMS sui telefonini che hanno richiesto il servizio. Nel 1985, agli inizi, il Telesoftware fu largamente usato per distribuire software gratuiti all'utenza che disponeva dei decoder appositi, e dei primi Personal Computer. Il vantaggio di tale applicazione è sia tecnico (il protocollo è unidirezionale, e non è possibile l'identificazione del ricevente) sia economico (non è necessaria una distribuzione punto-punto per ogni invio), ma il flusso dati realizzabile è limitato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Televideo - Homepage, su www.televideo.rai.it. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  2. ^ "Televideo: 800 pagine di dati", RADIOCORRIERE N°12/1981 a pag.14, su radiocorriere.teche.rai.it.
  3. ^ "Lettere al direttore - A proposito di «Televideo»", RADIOCORRIERE N°15/1981 a pag.4, su radiocorriere.teche.rai.it.
  4. ^ a b "TELEVIDEO, Un servizio che già piace", RADIOCORRIERE n°43/1983 a pag.150, su radiocorriere.teche.rai.it.
  5. ^ "ARRIVA TELEVIDEO", a pag.6, su radiocorriere.teche.rai.it.
  6. ^ RAI: IL TELEVIDEO, su www1.adnkronos.com.
  7. ^ "Elettronica e Telecomunicazioni - Anno XL - Numero 2 - Agosto 1991", a pag.65 (PDF), su crit.rai.it.
  8. ^ "Elettronica e Telecomunicazioni - Anno XL - Numero 1 - Aprile 1991", a pag.8 (PDF), su crit.rai.it.
  9. ^ L'assemblea di RaiNews respinge progetto fusione con Televideo - Digital-News, in Digital News, 25 settembre 2012. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  10. ^ Rai: Cda approva fusione di Televideo in Rainews - Digital-News, in Digital News, 13 giugno 2013. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  11. ^ Televideo su tutto il digitale, su Televideo Rai. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  12. ^ L'eredità, Rai 1, 16 marzo 2009.
  13. ^ Breaking News, su Wall Street Italia. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  14. ^ 'BASTA COL MOSAICO RAI' - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  15. ^ BARRA, LUCA & Balbi, Gabriele. (2016). The Italian Way to Teletext. The History, Structure and Role of Televideo Rai., su researchgate.net. URL consultato l'11 febbraio 2019.
  16. ^ a b SORPRESA A TELEVIDEO - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  17. ^ TELEVIDEO, CARDINI SCRIVE AL DIRETTORE ' SILURATO' - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  18. ^ Televideo attacca l'Ansa, su www.italiaoggi.it. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  19. ^ RAI: TELEVIDEO, PASSAGGIO DI CONSEGNE SEVERI-BAGNARDI, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 3 febbraio 2018.
  20. ^ Adnkronos, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 3 febbraio 2018.

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