Videotel

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Un videoterminale per linea Videotel SIP

Videotel è stato il videotex della SIP - Società Italiana per l'Esercizio delle Telecomunicazioni, l'ex monopolista telefonico italiano oggi confluito in Telecom Italia.

Sperimentato a partire dal 1981, videotel divenne operativo nel 1985. Simile al francese Minitel, il sistema di videotex italiano non riuscì a replicarne il successo, finendo in disuso verso la metà del decennio successivo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Introdotto all'inizio degli anni 1980, venne soprattutto utilizzato per i suoi servizi di messaggistica istantanea presso vari pub specialmente nel nord Italia come "Metropolis" (Mombretto), "Phenomena" (Milano), "Zabriskie Point" (Cagliari), "Movida" (Venezia), "Eva" (Cagliari), "Fuori Orario" (Pavia).

Fu utilizzato da Rai e Mediaset per interagire con gli spettatori; la prima per varie trasmissioni tra cui Telethon, la seconda per Mai dire TV dove si potevano inviare messaggi e segnalazioni. Alcune trasmissioni, come Mai dire TV, permettevano l'interazione col pubblico solo tramite videotel e non con i metodi "classici" di allora come telefono, fax o mezzi postali. Nel 1990, su videotel nacque il primo MUD italiano, Necronomicon.

Iniziò ad essere dismesso alla fine degli anni 1990, quando la diffusione di Internet lo rese una tecnologia superata.

Caratteristiche e funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Per accedere al servizio si utilizzava un terminale a noleggio dalla SIP al canone di 7.000 lire al mese, con monitor monocromatico da 9 pollici e modem che poteva ricevere alla velocità di 1200 baud, e trasmettere a 75 baud. Il terminale componeva il "165" (in tempi successivi, 1651), mediante scatto telefonico iniziale, e la tariffazione successiva all'intestatario della password, associata ad una utenza telefonica. Con la creazione del servizio 1651, fu creato il servizio parallelo 1652, che impiegava uno standard grafico differente e non era compatibile con i precedenti terminali.

I "fornitori di informazione" erano coloro che compravano una pagina videotel (e relative sottopagine) e potevano gestirla, in modalità "Prestel", inserendo o dati e servizi o rimandi e link che dirottavano l'utente negli elaboratori del fornitore che gestiva informazioni in modalità "Teletel" con, il più delle volte, tariffazione a tempo. Ogni pagina poteva avere un costo da 0 a 9.900 lire in modalità "Prestel" o a minuti (220 lire) in modalità "Teletel". Quando si visionavano tali pagine, il costo veniva addebitato non sulla linea telefonica, ma all'intestatario della linea telefonica la cui password associata era stata usata per l'accesso.

Modalità di collegamento alternative[modifica | modifica wikitesto]

  • Era possibile connettersi in teoria con qualunque home o personal computer purché dotato di un software di emulazione del protocollo videotex e di un modem che supportasse lo standard V.23 (1200/75)
  • Un altro modo per collegarsi al videotel era usare l'apposito modem del Commodore 64. Venne messo in commercio nel 1987 con il nome di «Adattatore Telematico 6499»[1]. L'apparecchio è una riedizione adattata per l'Italia di un modem inglese Miracle/Y2.
  • Un altro modo per collegarsi ad alcuni servizi del Videotel, le messaggerie, era quello di usare un modem standard per collegarsi al servizio ITAPAC con telefonata urbana a un solo scatto iniziale e successivamente digitare la NUA della messaggeria prescelta.

Servizi concorrenti[modifica | modifica wikitesto]

Su videotel è nata la prima banca dati giornalistica italiana, Mediaddress, con l'obiettivo di aggregare per argomento e categorie di testate le varie competenze giornalistiche e fornire ai comunicatori un supporto per l'attività di ufficio stampa.

Significativa anche l'esperienza di Artel Telematica che attraverso il videotel ha dato vita ai primi servizi interattivi dedicati al mercato dell'arte.

Tra le messaggerie esclusivamente utilizzate da casa, le più famose sono quelle del gruppo Samantha, Althea con Only Man e Only Girl (chat dedicate al mondo gay e lesbo), e Aline.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]