TG1

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TG1
Logo del programma
Anno 1952-1976 come Telegiornale

1992-1993 come Telegiornale Uno
1976-1992 e dal 1993 come TG1

Genere telegiornale
Durata 30/35 min ca (edizione consueta)
1' e 30" ca (edizione flash)
Produttore Rai - Radiotelevisione italiana
Rete Rai 1 e Rai 1 HD
Sito web www.tg1.rai.it

Il TG1 è il telegiornale di Rai 1, primo canale della RAI.

È la testata informativa principale della televisione di stato e rappresenta la voce delle istituzioni nel loro complesso[1]. La programmazione viene trasmessa dalla Palazzina 1 del Centro di Produzione RAI di Saxa Rubra a Roma. L'attuale direttore del telegiornale è Mario Orfeo.

Storia e direttori[modifica | modifica wikitesto]

Nome della Testata Direttore Periodo Note
Telegiornale Vittorio Veltroni 1954 - 1956
Massimo Rendina 1956 - 1959
Leone Piccioni 1959 - 1961
Enzo Biagi 1961 - 1962
Giorgio Vecchietti 1962 - 1965
Fabiano Fabiani 1965 - 1967
Villy De Luca 1967 - 1976
Tg1 Emilio Rossi 1976 - 1980
Franco Colombo 1980 - 1981
Emilio Fede 1981 - 1982 ad interim
Albino Longhi 1982 - 1987
Nuccio Fava 1987 - 1990
Bruno Vespa 1990 - 1992
Telegiornale Uno
Albino Longhi 1992 - 1993 ad interim
Demetrio Volcic 1993 - 1994
Tg1
Carlo Rossella 1994 - 1996
Nuccio Fava 1996 - 1997
Rodolfo Brancoli 1997
Marcello Sorgi 1997 - 1998
Giulio Borrelli 1998 - 2000
Gad Lerner 2000
Albino Longhi 2000 - 2002
Clemente J. Mimun 2002 - 2006
Gianni Riotta 2006 - 2009
Andrea Giubilo 2009 ad interim
Augusto Minzolini 2009 - 2011
Alberto Maccari 2011 - 2012 ad interim
Mario Orfeo dal 2012

Anni '70[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

A seguito della riforma del 1975, in origine, dal 1º gennaio 1976, vi erano tre edizioni: alle ore 13,30, alle 20, e quella della notte. La domenica alle ore 13 andava in onda per 50 minuti TG l'una, un rotocalco di attualità e approfondimento con ospiti in studio e servizi filmati a cura di Alfredo Ferruzza, condotto prevalentemente da Paolo Cavallina, Enzo Stinchelli, Elio Sparano, Romano Battaglia, Giuseppe Breveglieri e Melo Freni, interrotto alle 13,30 da una breve edizione di 10 minuti del TG1. Le caratteristiche iniziali del neonato TG sono l'approfondimento, specialmente nell'edizione delle 20, che si conclude sempre con la rubrica Dentro la notizia.

La prima edizione sotto il nome "Tg1" andò in onda lunedì 15 marzo 1976.

Il primo direttore della testata, all'indomani della riforma RAI del 1975 che rendeva autonome le linee editoriali dei TG e dei GR, fu il democristiano Emilio Rossi. Diresse la testata in quelli che furono noti come gli anni di piombo e fu anche vittima di un attentato delle Brigate Rosse il 3 giugno 1977. Sempre nel 1977 il Tg1 adottò un nuovo logo, disegnato da Massimo Vignelli, e destinato a rimanere in uso (salvo una breve interruzione negli anni 1990) per molti decenni, seppure con diverse varianti e colorazioni.

Il primo conduttore del Tg1, che raccoglieva l'eredità del vecchio telegiornale unico, fu Emilio Fede in coppia con Bianca Maria Piccinino nell'edizione diurna. Nell'edizione serale il telegiornale veniva condotto da Massimo Valentini, che successivamente si sarebbe alternato, per cinque anni, con Emilio Fede (il quale il 28 febbraio 1977, poco meno di un mese dopo l'inizio delle regolari trasmissioni RAI a colori, condusse la prima edizione a colori, appunto, del TG). Altri volti noti erano i conduttori Bruno Modugno, Angela Buttiglione, Marcello Morace, Alberto Masoero, Alberto Michelini, Giuseppe Vannucchi, Liliano Frattini, Claudio Angelini, Ottavio Di Lorenzo.

In redazione vi erano altri giornalisti noti: Arrigo Petacco, Diego Cimara, Fulvio Damiani, Giuseppe Lugato, Adalberto Manzone, Mimmo Sacco, Dante Alimenti, Vittorio Citterich, Nuccio Fava, Paolo Frajese, Massimo Olmi, Mino Damato, Piero Forcella, Romano Battaglia, Elio Sparano e Bruno Vespa.

Le pagine della politica, nelle edizioni serali, erano firmate da Pierantonio Graziani, quelle dello sport da Paolo Valenti, Gian Piero Galeazzi, Beppe Viola e dal telecronista Nando Martellini.

Tra gli speaker vi erano inizialmente Luigi Carrai e Giuseppe D'Amore; a loro si aggiunsero Roberto Di Palma e Adriana Retacchi.

Diana De Feo e Giorgio Ponti curarono Almanacco del giorno dopo, striscia quotidiana trasmessa per quindici anni. Vengono assorbite dal TG1 le rubriche Che tempo fa? e Il tempo in Italia (vedi Meteo1). È opportuno ricordare che il TG1 così come per i suoi gemelli, il TG2 e il TG3, dai loro esordi televisivi, fino agli anni novanta andavano in onda dalla sede Rai di Via Teulada. Ciascuna redazione aveva un piano completo del Centro di Produzione TV (CPTV) con annesso studio, regia, sala montaggio RVM e redazione della testata completa come avviene anche per la carta stampata. Solo a partire dagli anni novanta con la nascita del nuovo centro di Saxa Rubra tutte le redazioni delle testate vennero trasferite alla nuova sede.

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

All'inizio degli anni ottanta vengono aggiunte l'edizione pomeridiana delle 18 e quella di mezza sera, condotta inizialmente da Tiziana Ferrario. In questi anni, in cui si afferma l'emittenza privata e commerciale, anche nella TV di Stato la pubblicità, per la prima volta, entra nei TG, che separano le notizie sportive o economiche dalle altre inserite nella prima parte. La "redazione cronaca", in pratica un "giornale nel giornale" per le molteplici competenze in quel tempo attribuitele (cronaca bianca e nera, cronaca estera, medicina, moda, ambiente, scienza) era diretta da Andrea Melodia e successivamente da Roberto Morrione. Vice Caporedattore era Massimo Valentini che conduceva pure l'edizione delle ore 20, capi servizio Angela Buttiglione e Bruno Modugno. Tra i redattori figuravano Giulio Sciorilli Borrelli, Maurizio Beretta e Barbara Scaramucci, che in seguito ricopriranno ruoli di primo piano nell'Azienda.

Art director della testata furono Renato Startari (negli anni settanta) e Giuseppe Rogolino dopo[2] dal 1985 al 1999. Sotto la direzione di Albino Longhi, Rogolino diede origine al logo e ai colori di testata giallo e blu. La progettazione delle scenografie, sin dalla fondazione fino agli anni 90 fu affidata invece a Nico Calia.

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

Nel 1992, con l'agguerrirsi della concorrenza esterna alla TV di Stato e la nascita del TG5 di Enrico Mentana, già redattore e conduttore delle edizioni di mezza sera del Tg1, avviene il restyling della testata, che viene chiamata Telegiornale UNO: il vecchio logo, che negli anni aveva subito solo qualche piccolo cambiamento, cede il posto al nuovo, in cui spiccava la scritta maiuscola "UNO", a caratteri cubitali. L'idea di evidenziare il numero "UNO" scritto testualmente e non in cifre è dell'art director Giuseppe Rogolino, che intendeva così sottolineare la natura del notiziario, che si poneva come primo telegiornale nazionale italiano, che intendeva dunque sovrastare e distinguersi sulle nascenti testate giornalistiche private. La videosigla fu realizzata da Mario Convertino. Artefice del nuovo look è il direttore Bruno Vespa, che commissiona a Gianni Boncompagni anche la progettazione di un nuovo studio, composto da uno sfondo video wall che mostra una redazione in attività, improntata allo stile americano. La sigla musicale resta sostanzialmente invariata.

Il nome Telegiornale Uno viene abbandonato nell'estate 1993, con il ripristino della denominazione TG1, accompagnata da una nuova videosigla ideata da Giuseppe Rogolino e rimasta in uso fino all'autunno del 1998.

Tra il 1993 e il 1994 esplode lo scandalo delle false "note spese" degli inviati RAI, che coinvolge molti nomi noti del video, e si conclude con una serie di provvedimenti disciplinari.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

Direzione Lerner e Longhi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000, dopo una polemica con la Commissione di Vigilanza RAI presieduta da Mario Landolfi (AN), il direttore del Tg1 Gad Lerner si dimette. Il motivo della polemica è la messa in onda di alcune immagini violente all'interno di un servizio di David Sassoli sul tema della pedofilia, trasmesse sia dal Tg1 che dal Tg3 diretto da Nino Rizzo Nervo.

Direzione Mimun[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 alcune vecchie scene del Tg1 vengono utilizzate nella realizzazione dei film Io non ho paura di Gabriele Salvatores e Buongiorno, notte di Marco Bellocchio.

Nel 2006 al termine dell'edizione delle 20 va in onda Dopo TG1, condotto dal direttore, nominato dal consiglio di amministrazione a maggioranza di centro destra, Clemente J. Mimun, già direttore del Tg2, vicedirettore del Tg5 e attuale direttore della stessa testata.

All'interno di una puntata di Dopo TG1 il ministro Roberto Calderoli ha mostrato una t-shirt che riproduceva una vignetta satirica su Maometto: la vicenda ha sollevato violente reazioni nel mondo islamico, causando un incidente diplomatico con la Libia, dove una violenta protesta davanti al Consolato Italiano di Bengasi venne repressa dalla polizia libica che sparò sulla folla, uccidendo 11 manifestanti[3][4]. Il ministro si è in seguito dichiarato pentito di aver indossato la maglietta[5].

Direzione Riotta[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 settembre 2006 il consiglio d'amministrazione della RAI, ha nominato direttore del Tg1 il giornalista Gianni Riotta, che ha preso il posto di Mimun (passato al TG Parlamento in sostituzione di Anna La Rosa)

Il 12 ottobre 2006 Riotta ha inaugurato la via dell'editoriale da studio con la conduttrice Maria Luisa Busi.[6] Dal settembre 2007 il Tg1 ha rinnovato le vesti grafiche e gli studi televisivi (uno per le edizioni del mattino, uno per le altre edizioni, uno per gli speciali e Tv7). Il nuovo impianto scenografico è stato, peraltro, progettato da 2 scenografi della Rai: Carlo Canè e Flaminia Suri. Autrice della nuova sigla e della linea grafica è Federica Pedercini (graphic designer Rai che ha realizzato anche le sigle di TV7, Benjamin, Terra e Sapori, Tg1 Le idee, Tg1 Storia). Dal gennaio 2008 fino a giugno 2009 le informazioni di politica interna venivano date, in entrambe le principali edizioni (13.30 e 20.00), con il nuovo formato della nota politica affidata a Marco Frittella per l'edizione delle ore 20 e a Bruno Luverà per le 13,30.

Il 18 gennaio 2009 il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, in un articolo su Il Tempo, dichiara: "...il Tg1 che sembra orientato con il centrosinistra"[7].

Il 25 marzo 2009 vengono introdotte le didascalie all'interno dei servizi del TG, che riportano la lista dei fatti principali (una pratica già in corso al Tg2 e al Tg5). Tale pratica viene utilizzata solo per le edizioni principali delle 13.30 e delle 20.00 dove, nei giorni di estrazione, vengono riportati anche i numeri del superenalotto.

Il 30 marzo 2009 il direttore Gianni Riotta rassegna le dimissioni per andare a dirigere la testata giornalistica Il Sole 24 Ore al posto di Ferruccio De Bortoli, passato nella stessa giornata al Corriere della Sera. Subentra come direttore ad interim Andrea Giubilo (già direttore del TG3).

A seguito del terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, il TG1 viene fortemente contestato e accusato di sciacallaggio mediatico per avere esaltato, nell'edizione delle 13:30 del giorno successivo, i dati di ascolto delle edizioni dedicate al terremoto stesso[8][9].

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

Direzione Minzolini[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 maggio 2009 Augusto Minzolini viene nominato a maggioranza dal CdA Rai direttore del TG1, senza i voti di tre esponenti del centrosinistra, che avevano abbandonato l'aula, giudicando la nomina "irricevibile", ottenendo il voto favorevole del presidente della Rai Paolo Garimberti. Minzolini era noto come giornalista vicino al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che l'avrebbe indicato per la direzione del Tg1 in una riunione a Palazzo Grazioli[10] Minzolini ottiene la fiducia della maggioranza dei redattori del TG1, che vota il suo piano editoriale con 101 voti a favore e 40 contro.

Secondo una rielaborazione dei dati Auditel, fatta ad aprile 2010 dal consigliere di minoranza del CdA Rai Nino Rizzo Nervo, in cinque anni, dal 2005 quando il direttore del TG1 era Clemente J. Mimun, passando per la direzione di Gianni Riotta dal 2006 al 2009, al marzo 2010, dopo meno di un anno di direzione di Minzolini, la quota di share sarebbe scesa, facendo perdere al TG1 un milione di telespettatori.[11].

La direzione di Minzolini è stata oggetto di contestazione in ambito politico e giornalistico[12] per le scelte inerenti agli argomenti trattati, con particolare riferimento alle presunte omissioni sulle vicende riguardanti le frequentazioni dell'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ha generato polemiche anche l'utilizzo abbastanza frequente degli editoriali da parte di Minzolini. La scelta del direttore di schierarsi pubblicamente è stata contestata dallo stesso comitato di redazione, che in alcune occasioni ha richiesto delle verifiche ai vertici dell'azienda Rai[13].

Nell'ottobre 2010, il TG1 di Minzolini è stato diffidato dall'AgCom per «forte squilibrio» a favore della maggioranza e del governo.[14]. Rilevazioni hanno sottolineano il calo di fiducia dei telespettatori verso il TG1 di Minzolini, sceso quasi a giudizio di insufficienza.[15] Altra critica mossa a Minzolini, oltre a quella di censurare le notizie sgradite all'allora maggioranza di governo, è stata quella di riservare invece molto spazio a notizie di dubbia importanza e rilevanza.

Il 21 maggio 2010 la giornalista Maria Luisa Busi, in contrasto con la linea editoriale imposta da Minzolini, ha rassegnato le dimissioni dalla conduzione del TG[16][17].

Il 10 giugno 2010, giorno del rinnovo dello studio, sigla e grafica, tre conduttori del telegiornale sono sollevati dall'incarico: Tiziana Ferrario, conduttrice dell'edizione principale delle 20:00, Paolo Di Giannantonio, conduttore dell'edizione delle 13:30, e Piero Damosso, conduttore dell'edizione mattutina. Il 29 dicembre 2010 Tiziana Ferrario è stata reintegrata, come conduttrice dell'edizione principale delle ore 20:00 a seguito della sentenza del tribunale civile di Roma.[18]. Il TG1 ha presentato ricorso contro tale sentenza ma è stato respinto: nonostante questo la Ferrario non è ancora stata reintegrata nel telegiornale. L'11 maggio 2011 Elisa Anzaldo rassegna le dimissioni dalla conduzione dell'edizione della notte del Tg1 perché "stufa di rappresentare un telegiornale che ogni giorno rischia di violare i più elementari doveri dell'informazione pubblica: l'equilibrio, l'imparzialità, la correttezza, la completezza". A luglio 2011 il presidente della Rai Paolo Garimberti ha detto: «Il calo di ascolti del Tg1 è un problema serio. Bisogna fare qualcosa affinché il Tg1 torni ad essere il Tg1. Il calo di ascolti dimostra che lo spettatore ha capito che qualcosa non va, che l'informazione non va bene. Occorre quindi una riflessione sulla qualità dell'informazione».

L'unanimità delle rilevazioni sugli ascolti del TG1 fa ne emergere un netto calo nel periodo della direzione di Minzolini[19][20][21] A settembre 2011 la poltrona di Minzolini è sempre meno stabile. Sempre nel 2011 Minzolini viene rinviato a giudizio con l'accusa di peculato in quanto sembra abbia speso diverse migliaia di euro pagando i conti con la carta di credito intestata all'azienda (che si è costituita parte civile), accusa da cui è stato assolto in primo grado nel 2013 perché il fatto non costituisce reato.

Nel giugno 2010, per il TG1 ci fu il restyling dello studio e della grafica. La scenografia del nuovo studio si presenta con un tavolo a forma di ponte verso le telecamere e con numerosi ledwall sulle pareti. Come sempre, il colore dominante è il blu e azzurro. Per l'occasione, inoltre, debuttò anche il nuovo sito web.

Direzione Maccari[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi giorni di dicembre del 2011 Minzolini viene sollevato dall'incarico. La direzione del TG1 viene affidata ad interim ad Alberto Maccari a partire dal 13 dicembre dello stesso anno. L'ex direttore ha però fatto ricorso al giudice del lavoro per essere reintegrato alla direzione del TG1. Al riguardo occorre dire che l'11 marzo 2012 il Tribunale del lavoro di Roma ha respinto la richiesta di Minzolini di essere reintegrato d'urgenza alla direzione dello stesso[22].

Il 31 gennaio 2012 il CdA Rai ha confermato Maccari alla direzione del TG1 fino al 31 dicembre 2012[23].

Maccari lascerà però l'incarico il 10 dicembre 2012, giorno in cui si insedierà il nuovo direttore: Mario Orfeo, nominato dallo stesso CdA e già direttore del Tg2.

Direzione Orfeo[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 novembre 2012 arriva la nomina alla direzione del telegiornale di Mario Orfeo, direttore del Messaggero ed ex direttore del Tg2 e del quotidiano Il mattino. La nomina diviene esecutiva il 10 dicembre 2012.

Il 13 dicembre 2012 Orfeo modifica la sigla e la grafica, rinnovate dal Reparto Grafico del TG1, autori, questa volta, sono Luca Colonnelli e Andrea Civitillo.

Il 9 giugno 2014 il TG1 inizia a produrre servizi e contenuti in tecnica digitale, abbandonando i vecchi metodi di produzione audiovisiva analogici (videocassette). Nell'occasione, la trasmissione viene convertita al formato d'immagine 16:9 (abbandonando il 4:3 come già implementato tra 2012 e 2014 per i gemelli TG2 e TG3) e il telegiornale viene per la prima volta trasmesso anche in alta definizione nativa (HD) sul canale Rai HD. Viene altresì inaugurato un nuovo studio, più spazioso e tecnologicamente avanzato del precedente, di forma circolare e con una nuova scenografia. L'identità grafica del telegiornale viene rinnovata dall'art director Bruno Bucci e dall'operatore 3D Osmel Fabre in collaborazione con il reparto grafico interno alla redazione. Per quanto concerne la parte musicale, la melodia che accompagna la sigla di testa e di coda rimane la medesima in uso dal 2004, mentre viene introdotta una nuova musica di sottofondo dei titoli, composta allo scopo dal musicista premio Oscar Nicola Piovani. Nell'edizione 60 secondi e nelle anticipazioni dell'edizione delle 20:00, invece, viene mantenuto il sottofondo musicale del 2010. Il logo, realizzato da Bruno Bucci, ricalca l'identificativo progettato da Massimo Vignelli e usato dal 1977 al 1986.

Il tema musicale del TG1[modifica | modifica wikitesto]

Già dall'epoca delle trasmissioni sperimentali (prima del 1954, anno di nascita della televisione pubblica italiana), il TG1 adotta come sigla il tema musicale appositamente composto dal musicista napoletano Egidio Storaci. Tale tema è basilarmente rimasto invariato nel corso degli anni, pur subendo vari riarrangiamenti.

Le musiche del sommario[modifica | modifica wikitesto]

In due occasioni, la melodia utilizzata per accompagnare i titoli di testa del notiziario venne commissionata a musicisti di fama internazionale. Nello specifico, dal 17 settembre 2007 al 10 giugno 2010 venne adottata una composizione di Ludovico Einaudi, mentre dal 9 giugno 2014 è in uso un pezzo scritto allo scopo da Nicola Piovani.

Rubriche attuali[modifica | modifica wikitesto]

Nome Rubrica Giorno Ora Curata\Condotta
Tg1 Economia Lunedì-Venerdì 14:05 Michele Renzulli-Luigi Monfredi-Francesco Di Mario
Unomattina 6:45 Franco Di Mare-Francesca Fialdini
Do re Ciak Gulp!* Sabato 13:30 Vincenzo Mollica
Tg1 Billy Domenica Bruno Luverà
Tg1 Fà la cosa giusta** Martedì 9:08 Giovanna Rossiello
Tg1 Dialogo Sabato 8:22 Roberto Olla
Tg1 Medicina Domenica 8:00 Manuela Lucchini
Tg1 Motori*** Mercoledì ? Francesca Grimaldi
L'Intervista Lunedì e Venerdì 9:00 Susanna Petruni
Tg1 Mostre & Eventi* Mercoledì 9:00 Maria Rosaria Gianni
Tg1 Persone Sabato 8:18 Angelo Angelastro
Tg1 Techno*** Lunedì ? Tg1 Economia
Tg1 Terra & Sapori*** Venerdì
Tv 7 23:30 ?
Meteo 1 Ogni Giorno ?
Speciale Tg1 Domenica 2°Serata

*= All'Interno del Tg1

**= All' Interno di Unomattina

***=All'Interno Tg1 Economia

Edizioni e conduttori attuali[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le edizioni sono realizzate in collaborazione con la redazione del TG1 e di Unomattina e dalle 6:30 alle 9:55 sono condotte da:

Dal lunedì al venerdì le edizioni del mattino (a parte quella delle 9:55) vanno in onda da uno studio differente rispetto a quello consueto usato per le altre edizioni, ricavato in una parte dello studio di Unomattina. Il sabato e la domenica non vengono fatti i notiziari delle 6:30, 7:30 e 9:55 e tutte le rimanenti edizioni vanno in onda dallo studio principale.

TG1 ore 6:30[modifica | modifica wikitesto]

In onda dal lunedì al venerdì alle 6:30 con una durata di 10 minuti. All'interno di questa edizione vengono lette le prime notizie della giornata e alla fine viene fatta una breve rassegna stampa.

TG1 ore 7:00[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni alle 7:00 con una durata di circa 5 minuti.

TG1 Flash L.I.S.[modifica | modifica wikitesto]

In onda dal lunedì al venerdì alle 7:30, dura 5 minuti e prevede la traduzione in LIS a beneficio dei non udenti.

TG1 Mattina[modifica | modifica wikitesto]

È l'edizione principale del mattino, in onda tutti i giorni alle 8:00 con una durata di 30 minuti (il sabato e la domenica ridotta a 20 minuti). È l'unica edizione del mattino ad avere i titoli.

TG1 ore 9:00[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni alle 9:00 con una durata di circa 10 minuti. Il lunedì e il venerdì, all'interno, va in onda la rubrica "L'intervista".

TG1 Flash[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni alle 9:30 con una durata di 5 minuti; il sabato e la domenica l'edizione è tradotta in LIS.

TG1 ore 9:55[modifica | modifica wikitesto]

In passato, quest'edizione andava in onda alle 11:00 (alle 10:00 d'estate), ma dal 14 settembre 2015 ha cambiato orario. Va in onda dal lunedì al venerdì con una durata di circa 5 minuti ed è l'ultima edizione della fascia mattutina.

TG1 ore 13:30[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni alle 13:30 con una durata di circa 30 minuti e col seguente organigramma di conduttori:

TG1 Flash Pomeridiano[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni alle 16:30 (il sabato alle 17:00) con una durata di 10 minuti (la domenica circa 5 minuti). Originariamente programmata alle 17:00 (tranne la domenica), ha cambiato orario dal 2014 per agevolare l'inizio del programma La vita in diretta. È preceduta dal Meteo1 (tranne il sabato e la domenica dove viene fatto solo dopo la sigla di coda del TG1). In conduzione:

A volte (di solito sabato e/o domenica) può capitare che questa edizione venga condotta dai conduttori dell'edizione delle 13:30.

TG1 ore 20:00[modifica | modifica wikitesto]

È l'edizione principale quotidiana del tg, inizia alle 19:55 e dura circa 35 minuti, con una breve anticipazione alle 19:40 circa. Il 31 dicembre di ogni anno la durata dell'edizione è ridotta a 25 minuti per consentire la successiva trasmissione del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. I conduttori sono:

TG1 60 Secondi[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni tra la prima e la seconda serata, l'edizione 60 Secondi dura poco più di un minuto ed è sempre condotta in piedi. Le conduttrici sono quelle dell'edizione della notte.

TG1 Notte[modifica | modifica wikitesto]

Il TG1 della notte va in onda nei giorni feriali dalle 00:00 alle 00:30, mentre il sabato e la domenica dalle 00:30 alla 00:40. Subito dopo la sigla di coda del Tg1 va in onda il Meteo1. Le conduttrici sono:

Edizione flash in onda da Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni novanta, esisteva un'edizione flash, in onda alle 11:30, che andava in onda dal centro di produzione Rai di Napoli anziché dal centro di produzione Rai di Saxa Rubra di Roma. Tale edizione affiancava l'edizione flash delle 12:30, ora in onda alle 9:55 (precedentemente alle 11:00 e sempre nello stesso periodo ma d'estate, alle 10:00) che andava in onda regolarmente da Roma.

Pertanto, il TG1 in tale periodo utilizzava ben tre studi: lo studio principale, uno per le edizioni all'interno di Unomattina ed uno per l'edizione in onda da Napoli.

Organigramma storico dei conduttori[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 Mattina[modifica | modifica wikitesto]

Le edizioni mattutine vanno in onda alle 6:30, alle 7:00, alle 7:30 (L.I.S.), alle 8:00, alle 9:00, alle 9:30 e alle 9:55.

Tg1 Flash ore 12[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 ore 13:30[modifica | modifica wikitesto]

Nota: Dal 1987 al 1991 fu usata solo nell'edizione delle 13.30 una formula di una conduzione a coppie, e le coppie erano composte da Claudio Angelini e Danila Bonito, Giulio Sciorilli Borrelli e Angela Buttiglione e infine Liliano Frattini e Tiziana Di Simone.

Oggi al Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 Flash ore 16:30 (Sabato ore 17:00)[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 ore 20[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 Sport (dal 1993 al 1997)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: TG1 Sport.

Tg1 Mezzasera/60 Secondi[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 Notte[modifica | modifica wikitesto]

Rubriche storiche[modifica | modifica wikitesto]

Direzione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piero Badaloni a Tv Talk del 17 dicembre 2011.
  2. ^ Sito ufficiale di Giuseppe Rogolino
  3. ^ Assalto al consolato italiano in Libia , Corriere della Sera, 19 febbraio 2006
  4. ^ Calderoli, il vescovo di Bergamo: "Fa male all'Italia e alla sua città", La Repubblica, 18 febbraio 2006
  5. ^ Calderoli si pente, Tripoli chiude il caso, Quotidiano Net, 9 maggio 2008
  6. ^ Busi: l’editoriale sugli stupri? Sfida culturale. Per la prima volta un telegiornale Rai "interrotto" da un intervento della conduttrice sul tema degli stupri - Corriere della Sera
  7. ^ Romani: "In Rai non solo Santoro. Anche il Tg1 è a sinistra", Il Tempo, 18 gennaio 2009
  8. ^ tvblog: Il tg1 ringrazia il terremoto in Abruzzo per il record di ascolti
  9. ^ Servizio di Corriere.it
  10. ^ Nomine Rai, Minzolini direttore del TG1, Corriere della Sera, 20 maggio 2009.
  11. ^ Ascolti, sprofonda il Tg1 di Minzolini. Alle 20 perso un milione di spettatori, La Repubblica, 15-4-10.
  12. ^ Reportage di Repubblica.it sulle omissioni nel Tg1
  13. ^ Comunicato del CdR
  14. ^ Corriere della Sera, 10 ottobre 2010
  15. ^ La Repubblica, 29 dicembre 2010.
  16. ^ La Busi: «Rinuncio a condurre il Tg1», Corriere della Sera.it, 10 maggio 2010. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  17. ^ La lettera della Busi a Minzolini, Il Messaggero.it. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  18. ^ Redazione online, Tiziana Ferrario reintegrata alla conduzione del Tg1, in Corriere della Sera, 29 dicembre 2010.
  19. ^ Matteo Rossi, Crollo del Tg1, superato anche dal Tg3. Minzolini vicino all’addio, in Corriere Web, 29 novembre 2011.
  20. ^ Alberto D'Argenio e Aldo Fontanarosa, Ascolti, sprofonda il Tg1 di Minzolini. Alle 20 perso un milione di spettatori, in la Repubblica, 15 aprile 2010.
  21. ^ Ilvo Diamanti, L'Italia sfiducia i Tg Rai-Set e cerca libertà su internet, in la Repubblica, 12 dicembre 2011.
  22. ^ Reteurs Italia - Rai, respinto ricorso Minzolini su reintegro a direzione Tg1
  23. ^ TM news - Maccari direttore Tg1
  24. ^ Stefano Campagna muore a 51 anni per una malattia

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