TG1

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
TG1
TG1.svg
Altri titoliTelegiornale Uno (1992-1993)
PaeseItalia
Anno1976 – in produzione
Generetelegiornale
Edizioni12 (dal lunedì al venerdì)
Durata30 min (edizione consueta)
5 min (edizione flash)
Lingua originaleitaliano
Crediti
Conduttore
MusicheEgidio Storaci (sigla)
Nicola Piovani (sottofondo)
ProduttoreRai

Il TG1 è il telegiornale di Rai 1.

Nacque nel 1976, diretto da Emilio Rossi, all'indomani della riforma della RAI che prima trasmetteva la stessa testata giornalistica nota semplicemente come Telegiornale su ciascuno dei due canali televisivi di stato, prima noti come Programma Nazionale (oggi Rai 1) e Secondo Programma (futura Rai 2) che si dotarono ciascuno di una propria testata giornalistica indipendente, il TG1 e il TG2. Viene trasmesso dal Centro di produzione Rai di Saxa Rubra a Roma. Dal 2018 è diretto da Giuseppe Carboni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fotogramma della sigla in uso dal 9 giugno 2014
Il Centro radiotelevisivo Biagio Agnes con in primo piano la sede del TG1.

Anni '70[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

Dopo la riforma del 1975, in origine, dal 1º gennaio 1976, vi erano tre edizioni: alle ore 13,30, alle 20, e quella della notte. La domenica alle ore 13 andava in onda per 50 minuti TG l'una, un rotocalco di attualità e approfondimento con ospiti in studio e servizi filmati a cura di Alfredo Ferruzza, condotto prevalentemente da Paolo Cavallina, Enzo Stinchelli, Elio Sparano, Romano Battaglia, Giuseppe Breveglieri e Melo Freni, interrotto alle 13,30 da una breve edizione di 10 minuti del TG1. Le caratteristiche iniziali del neonato TG sono l'approfondimento, specialmente nell'edizione delle 20, che si conclude sempre con la rubrica Dentro la notizia.

La prima edizione sotto il nome "Tg1" andò in onda lunedì 15 marzo 1976.

Il primo direttore della testata, all'indomani della riforma RAI del 1975 che rendeva autonome le linee editoriali dei TG e dei GR, fu il democristiano Emilio Rossi. Diresse la testata in quelli che furono noti come gli anni di piombo e fu anche vittima di un attentato delle Brigate Rosse il 3 giugno 1977. Sempre nel 1977 il Tg1 adottò un nuovo logo, disegnato da Massimo Vignelli, e destinato a rimanere in uso (salvo una breve interruzione negli anni 1990) per molti decenni, seppure con diverse varianti e colorazioni.

Il primo conduttore del Tg1, che raccoglieva l'eredità del vecchio telegiornale unico, fu Emilio Fede in coppia con Bianca Maria Piccinino nell'edizione diurna. Nell'edizione serale il telegiornale veniva condotto da Massimo Valentini, che successivamente si sarebbe alternato, per cinque anni, con Emilio Fede (il quale il 28 febbraio 1977, poco meno di un mese dopo l'inizio delle regolari trasmissioni RAI a colori, condusse la prima edizione a colori, appunto, del TG). Altri volti noti erano i conduttori Bruno Modugno, Angela Buttiglione, Marcello Morace, Alberto Masoero, Alberto Michelini, Giuseppe Vannucchi, Liliano Frattini, Claudio Angelini, Ottavio Di Lorenzo.

In redazione vi erano altri giornalisti noti: Arrigo Petacco, Diego Cimara, Fulvio Damiani, Giuseppe Lugato, Adalberto Manzone, Mimmo Sacco, Dante Alimenti, Vittorio Citterich, Nuccio Fava, Paolo Frajese, Massimo Olmi, Mino Damato, Piero Forcella, Romano Battaglia, Elio Sparano e Bruno Vespa.

Le pagine della politica, nelle edizioni serali, erano firmate da Pierantonio Graziani, quelle dello sport da Paolo Valenti, Gian Piero Galeazzi, Beppe Viola e dal telecronista Nando Martellini.

Tra gli speaker vi erano inizialmente Luigi Carrai e Giuseppe D'Amore; a loro si aggiunsero Roberto Di Palma e Adriana Retacchi.

Diana De Feo e Giorgio Ponti curarono Almanacco del giorno dopo, striscia quotidiana trasmessa per quindici anni. Vengono assorbite dal TG1 le rubriche Che tempo fa? e Il tempo in Italia, ridenominate Meteo1.

Dall'esordio e fino agli anni 1990 il TG1 (al pari dei più "giovani" TG2 e TG3) andò in onda dal Centro di Produzione TV (CPTV) Rai di via Teulada a Roma, ove ciascuna redazione aveva a disposizione un piano completo dello stabile, con annesso studio, regia, sala montaggio RVM e redazione della testata completa. In seguito, con la costruzione del nuovo Centro Rai di Saxa Rubra, la redazione della testata vi venne trasferita.

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

All'inizio degli anni ottanta vengono aggiunte l'edizione pomeridiana delle 18 e quella di mezza sera, condotta inizialmente da Tiziana Ferrario. In questi anni, in cui si afferma l'emittenza privata e commerciale, anche nella TV di Stato la pubblicità, per la prima volta, entra nei TG, che separano le notizie sportive o economiche dalle altre inserite nella prima parte. La "redazione cronaca", in pratica un "giornale nel giornale" per le molteplici competenze in quel tempo attribuitele (cronaca bianca e nera, cronaca estera, medicina, moda, ambiente, scienza) era diretta da Andrea Melodia e successivamente da Roberto Morrione. Vice Caporedattore era Massimo Valentini che conduceva pure l'edizione delle ore 20, capi servizio Angela Buttiglione e Bruno Modugno. Tra i redattori figuravano Giulio Sciorilli Borrelli, Maurizio Beretta e Barbara Scaramucci, che in seguito ricopriranno ruoli di primo piano nell'Azienda.

Art director della testata furono Renato Startari (negli anni settanta) e Giuseppe Rogolino dopo[1] dal 1985 al 1999. La progettazione delle scenografie, dalla fondazione fino agli anni 1990, fu affidata invece a Nico Calia.

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

Nel 1992, con l'agguerrirsi della concorrenza esterna alla TV di Stato e la nascita del TG5 di Enrico Mentana, già redattore e conduttore delle edizioni di mezza sera del Tg1, avviene il restyling della testata, che viene chiamata Telegiornale Uno su suggerimento dell'art director Giuseppe Rogolino (che intendeva così sottolineare la natura del notiziario quale primo telegiornale nazionale italiano, superiore alle nascenti testate giornalistiche private). Artefice del nuovo look è il direttore Bruno Vespa, che commissiona a Gianni Boncompagni anche la progettazione di un nuovo studio, composto da uno sfondo video wall che mostra una redazione in attività, improntata allo stile americano.

Il nome Telegiornale Uno viene abbandonato nell'estate 1993, con il ripristino della denominazione TG1, accompagnata da una nuova videosigla ideata da Giuseppe Rogolino e rimasta in uso fino all'autunno del 1998.

Tra il 1993 e il 1994 esplode inoltre lo scandalo delle false "note spese" degli inviati RAI, che coinvolge molti nomi noti del video e si conclude con una serie di provvedimenti disciplinari.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

Direzione Lerner e Longhi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000, dopo una polemica con la Commissione di Vigilanza RAI presieduta da Mario Landolfi (AN), il direttore del Tg1 Gad Lerner si dimette. Il motivo della polemica è la messa in onda di alcune immagini violente all'interno di un servizio di David Sassoli sul tema della pedofilia, trasmesse sia dal Tg1 che dal Tg3 diretto da Nino Rizzo Nervo. Gli succede Albino Longhi, che dirige il TG fino al 5 maggio 2002.

Direzione Mimun[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 maggio 2002 Clemente J. Mimun succede ad Albino Longhi

Nel 2003 alcune vecchie scene dello studio vengono utilizzate nella realizzazione dei film Io non ho paura di Gabriele Salvatores e Buongiorno, notte di Marco Bellocchio.

Nel 2006 al termine dell'edizione delle 20 va in onda il breve talk show Dopo TG1, condotto dal direttore Mimun. Nel corso di una puntata di tale programma l'allora ministro Roberto Calderoli indossò una t-shirt che riproduceva una vignetta satirica su Maometto di Lars Vilks, sollevando violente reazioni nel mondo islamico e causando un incidente diplomatico con la Libia, ove una violenta protesta davanti al Consolato Italiano di Bengasi venne repressa con la forza dalla polizia libica, che sparò sulla folla uccidendo 11 manifestanti[2][3]. Il ministro in seguito si scusò per aver indossato la maglietta[4].

Direzione Riotta[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 settembre 2006 il consiglio d'amministrazione della RAI nomina direttore il giornalista Gianni Riotta, mentre Mimun passa alle Tribune e Servizi Parlamentari in sostituzione di Anna La Rosa.

Il 12 ottobre 2006 Riotta ha inaugurato la via dell'editoriale da studio con la conduttrice Maria Luisa Busi.[5]

Dal gennaio 2008 fino a giugno 2009 le informazioni di politica interna venivano date, in entrambe le principali edizioni (13.30 e 20.00), con il nuovo formato della nota politica affidata a Marco Frittella per l'edizione delle ore 20 e a Bruno Luverà per le 13,30.

Il 18 gennaio 2009 l'allora sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, in un articolo su Il Tempo, dichiara: "...il Tg1 che sembra orientato con il centrosinistra"[6].

Il 25 marzo 2009 vengono introdotte le didascalie all'interno dei servizi del TG, che riportano la lista dei fatti principali (una pratica già in corso al Tg2 e al Tg5). Tale pratica viene utilizzata solo per le edizioni principali delle 13.30 e delle 20.00.

Il 30 marzo 2009 il direttore Gianni Riotta rassegna le dimissioni e passa a dirigere la testata giornalistica Il Sole 24 Ore al posto di Ferruccio De Bortoli, passato nella stessa giornata al Corriere della Sera. Subentra come direttore ad interim Andrea Giubilo (già direttore del TG3).

A seguito del terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 il TG1 venne fortemente contestato e accusato di sciacallaggio mediatico per avere esaltato, nell'edizione delle 13:30 del giorno successivo, i dati di ascolto delle edizioni dedicate al terremoto stesso[7][8].

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Direttori

Direzione Minzolini[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 maggio 2009 Augusto Minzolini viene nominato a maggioranza dal CdA Rai direttore del TG1, senza i voti di tre esponenti del centrosinistra, che avevano abbandonato l'aula, giudicando la nomina "irricevibile", ottenendo il voto favorevole dell'allora presidente della RAI Paolo Garimberti. Minzolini era noto come giornalista vicino all'allora premier Silvio Berlusconi, che l'avrebbe indicato per la direzione del TG1 in una riunione a Palazzo Grazioli[9] Minzolini ottiene la fiducia della maggioranza dei redattori del TG1, che vota il suo piano editoriale con 101 voti a favore e 40 contro.

Secondo una rielaborazione dei dati Auditel, fatta ad aprile 2010 dal consigliere di minoranza del CdA RAI Nino Rizzo Nervo, in cinque anni, dal 2005 quando il direttore del TG1 era Clemente J. Mimun, passando per la direzione di Gianni Riotta dal 2006 al 2009, al marzo 2010, dopo meno di un anno di direzione di Minzolini, la quota di share sarebbe scesa, facendo perdere al TG1 un milione di telespettatori.[10].

La direzione di Minzolini è stata oggetto di contestazione in ambito politico e giornalistico[11] per le scelte inerenti agli argomenti trattati, con particolare riferimento alle presunte omissioni sulle vicende riguardanti le frequentazioni dell'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ha generato polemiche anche l'utilizzo abbastanza frequente degli editoriali da parte di Minzolini. La scelta del direttore di schierarsi pubblicamente è stata contestata dallo stesso comitato di redazione, che in alcune occasioni ha richiesto delle verifiche ai vertici dell'azienda RAI[12].

Nell'ottobre 2010, il TG1 di Minzolini è stato diffidato dall'AgCom per «forte squilibrio» a favore della maggioranza e del governo.[13]. Rilevazioni hanno sottolineano il calo di fiducia dei telespettatori verso il TG1 di Minzolini, sceso quasi a giudizio di insufficienza.[14] Altra critica mossa a Minzolini, oltre a quella di censurare le notizie sgradite all'allora maggioranza di governo, è stata quella di riservare invece molto spazio a notizie di dubbia importanza e rilevanza.

Il 21 maggio 2010 la giornalista Maria Luisa Busi, in contrasto con la linea editoriale imposta da Minzolini, ha rassegnato le dimissioni dalla conduzione del TG[15][16].

Il 10 giugno 2010 tre conduttori del telegiornale sono sollevati dall'incarico: Tiziana Ferrario, conduttrice dell'edizione principale delle 20:00, Paolo Di Giannantonio, conduttore dell'edizione delle 13:30, e Piero Damosso, conduttore dell'edizione mattutina. Il 29 dicembre 2010 Tiziana Ferrario è stata reintegrata, come conduttrice dell'edizione principale delle ore 20:00 a seguito della sentenza del tribunale civile di Roma.[17]. Il TG1 ha presentato ricorso contro tale sentenza ma è stato respinto: nonostante questo la Ferrario non è ancora stata reintegrata nel telegiornale. L'11 maggio 2011 Elisa Anzaldo rassegna le dimissioni dalla conduzione dell'edizione della notte del telegiornale perché "stufa di rappresentare un telegiornale che ogni giorno rischia di violare i più elementari doveri dell'informazione pubblica: l'equilibrio, l'imparzialità, la correttezza, la completezza". A luglio 2011 l'allora presidente della RAI Paolo Garimberti ha detto: «Il calo di ascolti del Tg1 è un problema serio. Bisogna fare qualcosa affinché il Tg1 torni ad essere il Tg1. Il calo di ascolti dimostra che lo spettatore ha capito che qualcosa non va, che l'informazione non va bene. Occorre quindi una riflessione sulla qualità dell'informazione».

L'unanimità delle rilevazioni sugli ascolti del TG1 fa ne emergere un netto calo nel periodo della direzione di Minzolini[18][19][20] A settembre 2011 la poltrona di Minzolini è sempre meno stabile. Sempre nel 2011 Minzolini viene rinviato a giudizio con l'accusa di peculato in quanto sembra abbia speso diverse migliaia di euro pagando i conti con la carta di credito intestata all'azienda (che si è costituita parte civile), accusa da cui è stato assolto in primo grado nel 2013 perché il fatto non costituisce reato.

Il 10 giugno 2010, per il TG1 ci fu il restyling dello studio, della sigla e della grafica. La scenografia del nuovo studio si presentava con un tavolo a forma di ponte verso le telecamere e con numerosi ledwall sulle pareti. Come sempre, il colore dominante era il blu e azzurro. Furono rinnovati anche sigla logo e sottofondo dei titoli. Per l'occasione, inoltre, debuttò anche il nuovo sito web.

Direzione Maccari[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi giorni di dicembre del 2011 Minzolini viene sollevato dall'incarico. La direzione del TG1 viene affidata ad interim ad Alberto Maccari a partire dal 13 dicembre dello stesso anno. L'ex direttore ha però fatto ricorso al giudice del lavoro per essere reintegrato alla direzione del TG1. Al riguardo occorre dire che l'11 marzo 2012 il Tribunale del lavoro di Roma ha respinto la richiesta di Minzolini di essere reintegrato d'urgenza alla direzione dello stesso[21].

Il 31 gennaio 2012 il CdA RAI ha confermato Maccari alla direzione del TG1 fino al 31 dicembre dello stesso anno[22].

Maccari lascerà però l'incarico il 10 dicembre 2012, giorno in cui si insedierà Mario Orfeo, il nuovo direttore nominato dallo stesso CdA e già direttore del TG2.

Direzione Orfeo[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 novembre 2012 arriva la nomina alla direzione del telegiornale di Mario Orfeo, direttore del Messaggero ed ex direttore del Tg2 e del quotidiano Il mattino. La nomina diviene esecutiva il 10 dicembre 2012.

Il 13 dicembre 2012 Orfeo cambia la sigla e la grafica, rinnovate dal Reparto Grafico del TG1, autori, questa volta, sono Luca Colonnelli e Andrea Civitillo, anche se la musica rimane la medesima introdotta nel 2004.

Il 9 giugno 2014 il TG1 inizia a produrre servizi e contenuti in tecnica digitale, abbandonando i vecchi metodi di produzione audiovisiva analogici (videocassette). Nell'occasione, la trasmissione viene convertita al formato d'immagine 16:9 (abbandonando il 4:3 come già implementato tra 2012 e 2014 per i gemelli TG2 e TG3) e il telegiornale viene per la prima volta trasmesso anche in alta definizione nativa (HD) sul canale Rai HD. Viene altresì inaugurato un nuovo studio, più spazioso, moderno e tecnologicamente avanzato rispetto al precedente. La musica che accompagna la sigla rimane invariata. L'identità del telegiornale viene contestualmente rinnovata sia dal punto di vista grafico che da quello musicale (ove per le edizioni delle 8:00, 13:30, 20:00 e Notte viene introdotto un nuovo sottofondo per i titoli, composto allo scopo dal musicista premio Oscar Nicola Piovani). Per le anticipazioni dell'edizione delle 20:00 e per l'edizione 60 secondi (trasferta al TG2 il 4 e il 5 luglio 2016) il sottofondo è rimasto quello del 2010. Viene inoltre rivisto il logo, realizzato da Bruno Bucci ricalcando il disegno progettato da Massimo Vignelli e usato dal 1977 al 1986.

Direzione Montanari[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 giugno 2017 Mario Orfeo ha lasciato la direzione del TG1 per la sua nomina come Dg della Rai. Alla direzione del telegiornale è stato sostituito da Andrea Montanari, già quirinalista e vicedirettore dell'ammiraglia, proveniente dal Giornale Radio Rai.

Direzione Carboni[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 ottobre 2018 il Cda della Rai, su proposta dell'amministratore delegato Fabrizio Salini, delibera la nomina di Giuseppe Carboni, già caporedattore del TG2, come nuovo direttore del TG1.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Nome della Testata Direttore Periodo Note
Telegiornale Vittorio Veltroni 1954-1956
Massimo Rendina 1956-1959
Leone Piccioni 1959-1961
Enzo Biagi 1961-1962
Giorgio Vecchietti 1962-1965
Fabiano Fabiani 1965-1967
Villy de Luca 1967-1976
TG1 Emilio Rossi 1976-1980
Franco Colombo 1980-1981
Emilio Fede 1981-1982 ad interim
Albino Longhi 1982-1987, 2000-2002
Nuccio Fava 1987-1990, 1996-1997
Bruno Vespa 1990-1992
Telegiornale Uno Bruno Vespa 1992-1993
Albino Longhi 1993 ad interim
TG1 Demetrio Volcic 1993-1994
Carlo Rossella 1994-1996
Rodolfo Brancoli 1997
Marcello Sorgi 1997-1998
Giulio Borrelli 1998-2000
Gad Lerner 2000
Clemente J. Mimun 2002-2006
Gianni Riotta 2006-2009
Andrea Giubilo 2009 ad interim
Augusto Minzolini 2009-2011
Alberto Maccari 2011-2012 ad interim
Mario Orfeo 2012-2017
Andrea Montanari 2017-2018
Giuseppe Carboni 2018-in carica

Tema musicale[modifica | modifica wikitesto]

Già dall'epoca delle trasmissioni sperimentali (prima del 1954, anno di nascita della televisione pubblica italiana), il TG1 adotta come sigla il tema musicale appositamente composto dal musicista napoletano Egidio Storaci. Tale tema è basilarmente rimasto invariato nel corso degli anni, pur subendo numerosi riarrangiamenti. La canzone Bolle di sapone dello Zecchino d'Oro 1991 è l'unica nella storia della manifestazione dove nella parte finale ha gli archi della sigla del periodo 1976-1992. Per la sigla delle edizioni straordinarie, a partire dal 2004 la musica ha un arrangiamento leggermente diverso da quello usato per la sigla di tutte le edizioni, che a partire dal 2014 è più breve scritto da Nicola Piovani. Dallo stesso anno, la musica della sigla dell'edizione 60 secondi è una versione velocizzata della sigla principale mentre la sigla finale presenta solo le note finali dell'arrangiamento principale.

In due occasioni, la melodia utilizzata per accompagnare i titoli di testa del notiziario venne commissionata a musicisti di fama internazionale. Nello specifico, dal 17 settembre 2007 al 10 giugno 2010 venne usata una composizione di Ludovico Einaudi, mentre dal 9 giugno 2014 è in uso un pezzo scritto allo scopo da Nicola Piovani, usato solo nel sommario delle principali edizioni.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il TG1 è il telegiornale italiano con più edizioni al giorno (13), non a caso è da sempre leader negli ascolti per quanto riguarda gli spazi informativi televisivi italiani. Le edizioni principali sono: quella del mattino alle ore 8:00, quella del giorno alle ore 13:30, quella della sera delle 20:00 e quella notturna.

Dal lunedì al venerdì tutte le edizioni mattutine sono realizzate in collaborazione con la redazione del TG1 e di Unomattina. Queste edizioni, eccetto quella delle 9:55, andavano in onda fino all'11 maggio 2018 da uno studio differente rispetto a quello consueto usato per le altre edizioni, ricavato in una parte dello studio di Unomattina; dal 14 maggio 2018 tali edizioni vanno in onda dallo studio principale, così come accade anche per le edizioni principali. Il sabato e la domenica non vanno in onda i notiziari delle 6:30, 7:30 e 9:55 e tutte le rimanenti edizioni vanno in onda dallo studio principale.

TG1 ore 6:30: in onda dal lunedì al venerdì alle 6:30 con una durata di 10 minuti, è la prima edizione della giornata. Alla fine di questa edizione vanno in onda le notizie sul traffico del CCISS. A partire dal 2017, questa edizione non va più in onda durante il periodo estivo.

TG1 ore 7:00: in onda tutti i giorni alle 7:00 con una durata di 5 minuti. Subito dopo va in onda il Rai Meteo. Dopo si collega allo studio di 1 Mattina per riprendere la trasmissione per trasmettere la parte finale della sigla ( all'inizio andava in onda con la parte iniziale ).

TG1 LIS: in onda dal lunedì al venerdì alle 7:30, dura 5 minuti e prevede la traduzione in LIS a beneficio dei sordi, ipoudenti ed audiolesi.

TG1 Mattina: è l'edizione principale del mattino, in onda tutti i giorni alle 8:00 con una durata di 25 minuti (il sabato e la domenica ridotta a 20 minuti). È l'unica edizione del mattino ad avere il sommario. Il sabato va in onda all'interno dell'edizione la rubrica Persone mentre al termine è succeduta da Dialogo.

TG1 ore 9:00: in onda tutti i giorni alle 9:00 con una durata di 5 minuti.

TG1 ore 9:30: in onda tutti i giorni alle 9:30 circa con una durata di 5 minuti. Il sabato e la domenica, l'edizione va in onda in LIS.

TG1 ore 9:55: in onda dal lunedì al venerdì alle 09:55. D'estate va in onda dal lunedì al venerdì poco dopo le 10:00. Va in onda dal lunedì al venerdì con una durata di 5 minuti ed è l'ultima edizione della fascia mattutina.

TG1 ore 11:00: in onda durante l'estate tutti i giorni alle 11:00 con una durata di 3 minuti. I conduttori sono quelli dell'edizione della mattina.

TG1 ore 13:30: in onda tutti i giorni alle 13:30 con una durata di 25-30 minuti. Fino al 2 settembre 2016 dopo la sigla di coda alle 14:00 andava in onda il TG1 Economia; ora va in onda alle 16:25.

TG1 Flash/Economia: in onda tutti i giorni poco prima delle 16:15 con una durata di 15 minuti (il sabato alle 17:00 e la domenica con una durata di 10 minuti). Originariamente programmata alle 17:00 (tranne la domenica), ha cambiato orario dal 2014 per agevolare l'inizio del programma La vita in diretta. Dal 15 ottobre 2017 l'edizione della domenica va in onda alle 17:30. Dal lunedì al venerdì l'edizione viene preceduta dal meteo (il sabato e la domenica la rubrica va in onda dopo l'edizione). Dal 5 settembre 2016, al suo interno, intorno alle 16:25, va in onda anche il TG1 Economia (precedentemente in onda alle 14:00 in un'edizione staccata da quella delle 13:30).

TG1 ore 20:00: è l'edizione principale del TG, in onda tutti i giorni alle 19:57 con una durata di circa 35-40 minuti. Il 31 dicembre di ogni anno la durata dell'edizione viene ridotta a 25 minuti per permettere la successiva trasmissione del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. In occasione delle partite di calcio la durata si riduce a 20 minuti. In caso di sciopero dura 15 minuti. Da agosto 2011 a maggio 2012, andava in onda, di solito a metà TG, uno spazio meteo condotto da Valentina Bisti. Dal lunedì alla domenica è preceduta dalle anticipazioni, in onda alle 19:39.

TG1 60 Secondi: in onda tutti i giorni tra la prima e la seconda serata, dura circa un minuto ed è sempre condotta in piedi. Le conduttrici sono quelle dell'edizione della notte.

TG1 Notte: è l'ultima edizione della giornata, in onda dal lunedì al sabato in un orario variabile tra le 00:45 e le 01:40, solitamente al termine di Porta a Porta, mentre la domenica tra le 00:35 e le 00:50. Tutti i giorni, in coda al TG, va in onda il meteo. Questa edizione include anche il sommario.

Edizione flash in onda da Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni novanta, esisteva un'edizione flash, in onda alle 11:30, che andava in onda dal centro di produzione Rai di Napoli anziché dal centro di produzione Rai di Saxa Rubra di Roma. Tale edizione affiancava l'edizione flash delle 12:30 (ora in onda alle 9:55, anche se fino al settembre 2015 alle 11:00 e sempre fino al 2015 ma d'estate, alle 10:00), che andava in onda regolarmente da Roma.

Pertanto, il TG1 in tale periodo utilizzava tre studi: lo studio principale, uno per le edizioni all'interno di Unomattina ed uno per l'edizione in onda da Napoli. Anche oggi utilizza tre studi: lo studio principale, lo studio secondario (usato per le rubriche, gli speciali le videochat ecc..) e uno per le edizioni mattutine dal lunedì al venerdì (tranne alle 9:55).

Conduttori attuali[modifica | modifica wikitesto]

TG1 Mattina (6:30, 7:00, 7:30, 8:00, 9:00, 9.30, 9:55, 11:00)[modifica | modifica wikitesto]

TG1 13:30[modifica | modifica wikitesto]

TG1 16.30/TG1 Economia[modifica | modifica wikitesto]

TG1 20.00[modifica | modifica wikitesto]

TG1 60 Secondi/TG1 Notte[modifica | modifica wikitesto]

In assenza di una delle conduttrici principali queste edizioni sono condotte da:

Volti storici[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei conduttori[modifica | modifica wikitesto]

TG1 Mattina[modifica | modifica wikitesto]

Le edizioni mattutine vanno in onda dal lunedì al venerdì alle 6:30, 7:00, 7:30 (L.I.S.), 8:00 (edizione principale), 9:00, 9:30 e 9:55.

Il sabato e la domenica, invece, vanno i onda alle 7:00, 8:00 (edizione principale), 9:00 e 9:30 (L.I.S.).

TG1 Flash ore 12:00 (1983-1992)[modifica | modifica wikitesto]

TG1 ore 13:30[modifica | modifica wikitesto]

NOTA: Dal 1987 al 1991 fu usata solo nell'edizione delle 13.30 una formula di una conduzione a coppie, composte da Claudio Angelini e Danila Bonito, Giulio Sciorilli Borrelli e Angela Buttiglione e infine Liliano Frattini e Tiziana Di Simone.

Rai Parlamento (prima Oggi al Parlamento)[modifica | modifica wikitesto]

TG1 Flash ore 16:30 (sabato ore 17:00)[modifica | modifica wikitesto]

NOTA: Dalla prima metà degli anni '80 sino al 2000 questa edizione andava in onda alle ore 18. Dal 2001 fino al 2014 è stata invece anticipata alle ore 17.

TG1 ore 20[modifica | modifica wikitesto]

TG1 Sport (andato in onda fino all'estate 1997)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: TG1 Sport.

TG1 Mezzasera/60 Secondi[modifica | modifica wikitesto]

TG1 Notte[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei Vicedirettori[modifica | modifica wikitesto]

Rubriche curate dal TG1[modifica | modifica wikitesto]

Rubriche in onda[modifica | modifica wikitesto]

  • Billy - Il vizio di leggere, in onda la domenica alle 13:50 a cura di Bruno Luverà
  • Dialogo, in onda il sabato in coda all'edizione delle 8:00 ed è condotto da Piero Damosso con il commento di Padre Enzo Fortunato, direttore della rivista San Francesco
  • DoReCiakGulp, in onda il sabato alle 13:50, a cura di Vincenzo Mollica
  • Fa' la cosa giusta, in onda il martedì in coda all'edizione delle 9:00 ed è condotta da Giovanna Rossiello
  • L'intervista, in onda il lunedì e il venerdì all'interno dell'edizione delle 9:00
  • Medicina, in onda la domenica all'interno dell'edizione delle 8:00 a cura di Manuela Lucchini
  • Motori, in onda il venerdì alle 13:52 curata da Francesca Grimaldi
  • Persone, in onda il sabato all'interno dell'edizione delle 8:00 condotto da Angelo Angelastro
  • Rai Meteo, rubrica meteorologica a cura di Rai Pubblica Utilità e dell'Aeronautica Militare. Nata nel 2018, sostituisce Meteo 1 assieme alle altre rubriche meteorologiche della Rai, venendo comunque curata dai rispettivi tg di rete (in questo caso dal TG1)

Rubriche cessate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito ufficiale di Giuseppe Rogolino
  2. ^ Assalto al consolato italiano in Libia , Corriere della Sera, 19 febbraio 2006
  3. ^ Calderoli, il vescovo di Bergamo: "Fa male all'Italia e alla sua città", La Repubblica, 18 febbraio 2006
  4. ^ Calderoli si pente, Tripoli chiude il caso, Quotidiano Net, 9 maggio 2008
  5. ^ Busi: l’editoriale sugli stupri? Sfida culturale. Per la prima volta un telegiornale Rai "interrotto" da un intervento della conduttrice sul tema degli stupri - Corriere della Sera
  6. ^ Romani: "In Rai non solo Santoro. Anche il Tg1 è a sinistra", Il Tempo, 18 gennaio 2009
  7. ^ tvblog: Il tg1 ringrazia il terremoto in Abruzzo per il record di ascolti
  8. ^ Servizio di Corriere.it
  9. ^ Nomine Rai, Minzolini direttore del TG1, Corriere della Sera, 20 maggio 2009.
  10. ^ Ascolti, sprofonda il Tg1 di Minzolini. Alle 20 perso un milione di spettatori, La Repubblica, 15-4-10.
  11. ^ Reportage di Repubblica.it sulle omissioni nel Tg1
  12. ^ Comunicato del CdR
  13. ^ Corriere della Sera, 10 ottobre 2010
  14. ^ La Repubblica, 29 dicembre 2010.
  15. ^ La Busi: «Rinuncio a condurre il Tg1», Corriere della Sera.it, 10 maggio 2010. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  16. ^ La lettera della Busi a Minzolini, Il Messaggero.it. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  17. ^ Redazione online, Tiziana Ferrario reintegrata alla conduzione del Tg1, in Corriere della Sera, 29 dicembre 2010.
  18. ^ Matteo Rossi, Crollo del Tg1, superato anche dal Tg3. Minzolini vicino all’addio, in Corriere Web, 29 novembre 2011.
  19. ^ Alberto D'Argenio e Aldo Fontanarosa, Ascolti, sprofonda il Tg1 di Minzolini. Alle 20 perso un milione di spettatori, in la Repubblica, 15 aprile 2010.
  20. ^ Ilvo Diamanti, L'Italia sfiducia i Tg Rai-Set e cerca libertà su internet, in la Repubblica, 12 dicembre 2011.
  21. ^ Reteurs Italia - Rai, respinto ricorso Minzolini su reintegro a direzione Tg1
  22. ^ TM news - Maccari direttore Tg1
  23. ^ Stefano Campagna è morto a 51 anni per una malattia - Tgcom24, su Tgcom24. URL consultato il 22 gennaio 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]