TG1

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TG1
Logo del programma
Paese Italia Italia
Anno 1954-1976 come Telegiornale

1992-1993 come Telegiornale Uno
1976-1992 e dal 1993 come TG1

Genere telegiornale
Durata 30/35 min ca (edizione consueta)
1' e 30" ca (edizione flash)
Produttore Rai
Rete Rai 1 e Rai 1 HD
Sito web www.tg1.rai.it

Il TG1 è il telegiornale di Rai 1.

Viene trasmesso dal Centro di Produzione RAI di Saxa Rubra a Roma. L'attuale direttore del telegiornale è Mario Orfeo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nome della Testata Direttore Periodo Note
Telegiornale Vittorio Veltroni 1954 - 1956
Massimo Rendina 1956 - 1959
Leone Piccioni 1959 - 1961
Enzo Biagi 1961 - 1962
Giorgio Vecchietti 1962 - 1965
Fabiano Fabiani 1965 - 1967
Villy De Luca 1967 - 1976
Tg1 Emilio Rossi 1976 - 1980
Franco Colombo 1980 - 1981
Emilio Fede 1981 - 1982 ad interim
Albino Longhi 1982 - 1987
Nuccio Fava 1987 - 1990
Bruno Vespa 1990 - 1992
Telegiornale Uno
Albino Longhi 1992 - 1993 ad interim
Demetrio Volcic 1993 - 1994
Tg1
Carlo Rossella 1994 - 1996
Nuccio Fava 1996 - 1997
Rodolfo Brancoli 1997
Marcello Sorgi 1997 - 1998
Giulio Borrelli 1998 - 2000
Gad Lerner 2000
Albino Longhi 2000 - 2002
Clemente J. Mimun 2002 - 2006
Gianni Riotta 2006 - 2009
Andrea Giubilo 2009 ad interim
Augusto Minzolini 2009 - 2011
Alberto Maccari 2011 - 2012 ad interim
Mario Orfeo dal 2012

In seguito alla riforma Rai, dal 1º gennaio 1976 vi erano tre edizioni: alle 13:30, alle 20 e quella notturna. La domenica alle ore 13 andava in onda per 50 minuti TG l'una, un rotocalco di attualità e approfondimento con ospiti in studio, interrotto alle 13,30 da una breve edizione di 10 minuti del TG1. Le caratteristiche iniziali del neonato TG sono l'approfondimento, specialmente nell'edizione delle 20, che si conclude sempre con la rubrica Dentro la notizia.

La prima edizione sotto il nome TG1 andò in onda lunedì 15 marzo 1976.

Il primo direttore della testata, all'indomani della riforma fu Emilio Rossi, che diresse la testata fino al 1980. Per l'occasione il Tg1 adottò un nuovo logo disegnato da Massimo Vignelli, utilizzato dal 1977 al 1986 e ripreso nel 2014.

In questi anni vengono assorbite dal TG1 le rubriche Che tempo fa? e Il tempo in Italia, ridenominate Meteo1.

Dall'esordio e fino agli anni '90 il TG1 andò in onda dal CPTV Rai di via Teulada, per poi trasferirsi a Saxa Rubra.

All'inizio degli anni ottanta vengono aggiunte l'edizione pomeridiana delle 18 e quella di mezza sera, condotta inizialmente da Tiziana Ferrario.

Nel 1992 la testata assunse la denominazione Telegiornale Uno su suggerimento dell'art director Giuseppe Rogolino (che intendeva così sottolineare la natura del notiziario quale primo telegiornale nazionale italiano, superiore alle nascenti testate giornalistiche private).

Il nome Telegiornale Uno viene abbandonato nell'estate 1993, con il ripristino della denominazione TG1, accompagnata da una nuova videosigla ideata da Giuseppe Rogolino e rimasta in uso fino all'autunno del 1998.

Tra il 1993 e il 1994 esplode inoltre lo scandalo delle false "note spese" degli inviati RAI, che coinvolge molti nomi noti del video e si conclude con una serie di provvedimenti disciplinari.

Nel 2000, dopo una polemica con la Commissione di Vigilanza RAI, il direttore del Tg1 Gad Lerner si dimette. Motivo della polemica è la messa in onda di alcune immagini violente all'interno di un servizio di David Sassoli sul tema della pedofilia, trasmesse ache dal Tg3 diretto da Nino Rizzo Nervo. Gli succede Albino Longhi, che dirige il TG fino al 5 maggio 2002.

Il 6 maggio 2002 Clemente J. Mimun succede ad Albino Longhi

Nel 2006 al termine dell'edizione delle 20 va in onda Dopo TG1, un breve talk condotto dal direttore Mimun. Nel corso di una puntata di tale programma l'allora ministro Roberto Calderoli indossò una t-shirt che riproduceva una vignetta satirica su Maometto di Lars Vilks, sollevando violente reazioni nel mondo islamico e causando un incidente diplomatico con la Libia, ove una violenta protesta davanti al Consolato Italiano di Bengasi venne repressa con la forza dalla polizia libica, che sparò sulla folla uccidendo 11 manifestanti[1][2]. Il ministro in seguito si scusò per aver indossato la maglietta[3].

Il 13 settembre 2006 il consiglio d'amministrazione della RAI nomina direttore il giornalista Gianni Riotta, mentre Mimun passa alla TSP.

Il 12 ottobre 2006 Riotta ha inaugurato la via dell'editoriale da studio con la conduttrice Maria Luisa Busi.[4]

Dal gennaio 2008 fino a giugno 2009 le informazioni di politica interna venivano date, in entrambe le principali edizioni (13.30 e 20.00), con il nuovo formato della nota politica affidata a Marco Frittella per l'edizione delle ore 20 e a Bruno Luverà per le 13,30.

Il 30 marzo 2009 il direttore Gianni Riotta rassegna le dimissioni e passa a dirigere la testata giornalistica Il Sole 24 Ore. Subentra come direttore ad interim Andrea Giubilo, seguito da Augusto Minzolini, che assume la direzione il 20 maggio 2009. Minzolini era noto come giornalista vicino all'allora premier Silvio Berlusconi, che l'avrebbe indicato per la direzione del TG1[5]

La direzione di Minzolini è stata oggetto di contestazione in ambito politico e giornalistico[6] per le scelte inerenti agli argomenti trattati, con particolare riferimento alle presunte omissioni sulle vicende riguardanti le frequentazioni dell'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ha generato polemiche anche l'utilizzo abbastanza frequente degli editoriali da parte di Minzolini. La scelta del direttore di schierarsi pubblicamente è stata contestata dallo stesso comitato di redazione, che in alcune occasioni ha richiesto delle verifiche ai vertici Rai[7].

Nell'ottobre 2010, il TG1 di Minzolini è stato diffidato dall'AgCom per «forte squilibrio» a favore della maggioranza e del governo.[8]. Rilevazioni hanno sottolineano il calo di fiducia dei telespettatori verso il TG1 di Minzolini, sceso quasi a giudizio di insufficienza.[9] Altra critica mossa a Minzolini, oltre a quella di censurare le notizie sgradite all'allora maggioranza di governo, è stata quella di riservare invece molto spazio a notizie di dubbia importanza e rilevanza.

Il 21 maggio 2010 la giornalista Maria Luisa Busi, in contrasto con la linea editoriale imposta da Minzolini, rassegna le dimissioni dalla conduzione del TG[10][11]. Il 10 giugno 2010, per il TG1 ci fu il restyling dello studio, della sigla e della grafica. La scenografia del nuovo studio si presentava con un tavolo curvo e numerosi ledwall sulle pareti. Colori dominanti erano blu e azzurro. Furono rinnovati anche sigla e logo e per l'occasione debuttò anche il nuovo sito web.

Lo stesso giorno, inoltre, tre conduttori vengono sollevati dall'incarico: Tiziana Ferrario, conduttrice dell'edizione principale delle 20:00, Paolo Di Giannantonio, conduttore dell'edizione delle 13:30, e Piero Damosso, conduttore dell'edizione mattutina. Il 29 dicembre 2010 Tiziana Ferrario è stata reintegrata, come conduttrice dell'edizione principale delle ore 20:00 a seguito della sentenza del tribunale civile di Roma.[12]. Il TG1 ha presentato ricorso contro tale sentenza ma è stato respinto: nonostante questo la Ferrario non è ancora stata reintegrata nel telegiornale. L'11 maggio 2011 Elisa Anzaldo rassegna le dimissioni dalla conduzione dell'edizione della notte del telegiornale perché "stufa di rappresentare un telegiornale che ogni giorno rischia di violare i più elementari doveri dell'informazione pubblica: l'equilibrio, l'imparzialità, la correttezza, la completezza".

Nei primi giorni di dicembre del 2011 Minzolini viene sollevato dall'incarico e la direzione del TG1 viene affidata ad interim dal 13 dicembre dello stesso anno ad Alberto Maccari. L'ex direttore ha però fatto ricorso al giudice del lavoro per essere reintegrato alla direzione del TG1, ma l'11 marzo 2012 la richiesta viene respinta[13].

Il 31 gennaio 2012 il CdA Rai ha confermato Maccari alla direzione del TG1 fino al 31 dicembre dello stesso anno[14]. Maccari lascerà però l'incarico il 10 dicembre 2012, giorno in cui si insedierà Mario Orfeo, nominato il 29 novembre 2012.

Il 13 dicembre 2012 Orfeo cambia la sigla e la grafica, rinnovate dal Reparto Grafico del TG1, ma la musica rimane la medesima introdotta nel 2004.

Il 9 giugno 2014 il TG1 inizia a produrre servizi e contenuti in tecnica digitale, abbandonando definitivamente i vecchi metodi di produzione audiovisiva analogici (VHS). Per l'occasione, la trasmissione viene convertita al formato d'immagine 16:9 e inizia a trasmettere per la prima volta in HD nativo. Viene altresì inaugurato un nuovo studio, più spazioso, moderno e tecnologicamente avanzato rispetto al precedente. La musica che accompagna la sigla rimane invariata. L'identità del telegiornale viene contestualmente rinnovata sia dal punto di vista grafico che da quello musicale (per le principali edizioni viene introdotto un nuovo sottofondo realizzato dal musicista premio Oscar Nicola Piovani). Per le anticipazioni dell'edizione delle 20:00 e per l'edizione 60 Secondi il sottofondo resta quello del 2010. Viene inoltre rivisto il logo, realizzato da Bruno Bucci ricalcando il disegno progettato da Massimo Vignelli e usato dal 1977 al 1986, ma già riutilizzato nella sigla precedente.

Il tema musicale del TG1[modifica | modifica wikitesto]

Già dall'epoca delle trasmissioni sperimentali (prima del 1954, anno di nascita della televisione pubblica italiana), il TG1 adotta come sigla il tema musicale appositamente composto dal musicista napoletano Egidio Storaci. Tale tema è basilarmente rimasto invariato nel corso degli anni, pur subendo vari riarrangiamenti. Per la sigla delle edizioni straordinarie, a partire dal 2004 la musica ha un arrangiamento leggermente diverso da quello usato per la sigla di tutte le edizioni, che a partire dal 2014 è più breve. Dallo stesso anno, la musica della sigla dell'edizione 60 secondi è una versione velocizzata della sigla principale mentre la sigla finale presenta solo le note finali dell'arrangiamento principale.

Le musiche del sommario[modifica | modifica wikitesto]

In due occasioni, la melodia utilizzata per accompagnare i titoli di testa del notiziario venne commissionata a musicisti di fama internazionale. Nello specifico, dal 17 settembre 2007 al 10 giugno 2010 veniva usata una composizione di Ludovico Einaudi, mentre dal 9 giugno 2014 è in uso un pezzo scritto allo scopo da Nicola Piovani, usato solo nel sommario delle principali edizioni.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal lunedì al venerdì, tutte le edizioni mattutine sono realizzate in collaborazione con la redazione del TG1 e di Unomattina (tranne quella delle 9:55 che va in onda dallo studio principale). Dalle 6:30 alle 9:55 sono condotte da:

Dal lunedì al venerdì le edizioni del mattino (a parte quella delle 9:55) vanno in onda da uno studio differente rispetto a quello consueto usato per le altre edizioni, ricavato in una parte dello studio di Unomattina. Il sabato e la domenica non vanno in onda i notiziari delle 6:30, 7:30 e 9:55 e tutte le rimanenti edizioni vanno in onda dallo studio principale.

TG1 ore 6:30[modifica | modifica wikitesto]

In onda dal lunedì al venerdì alle 6:30 con una durata di 10 minuti. Alla fine di questa edizione vanno in onda le notizie sul traffico del CCIS.

TG1 ore 7:00[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni alle 7:00 con una durata di 10 minuti. Negli anni '90 e '00 quest'edizione aveva anche il sommario. A fine edizione il conduttore di turno si collega con lo studio di Unomattina per le anticipazioni del programma.

TG1 L.I.S[modifica | modifica wikitesto]

In onda dal lunedì al venerdì alle 7:30, dura 5 minuti e prevede la traduzione in LIS a beneficio dei non udenti.

TG1 Mattina[modifica | modifica wikitesto]

È l'edizione principale del mattino, in onda tutti i giorni alle 8:00 con una durata di 25 minuti (il sabato e la domenica ridotta a 20 minuti). È l'unica edizione del mattino ad avere il sommario iniziale.

TG1 ore 9:00[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni alle 9:00 con una durata di 5 minuti. Il lunedì e il venerdì, all'interno, va in onda la rubrica L'intervista.

TG1 Flash[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni alle 9:30 circa con una durata di 5 minuti. Il sabato e la domenica, l'edizione va in onda in L.I.S. a beneficio dei non udenti.

TG1 Flash[modifica | modifica wikitesto]

In onda dal lunedì al venerdì alle 09:55. D'estate va in onda dal lunedì al venerdì poco dopo le 10:00. In passato, quest'edizione andava in onda prima alle 12:00 poi anticipata alle 11:30 e poi alle 11:00. Va in onda dal lunedì al venerdì con una durata di 5 minuti ed è l'ultima edizione della fascia mattutina.

Telegiornale[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni alle 13:30 con una durata di 25 minuti e condotta a turno da:

TG1 Flash/TG1 Economia[modifica | modifica wikitesto]

In onda dal Lunedì al sabato poco prima delle 16:30 con una durata di 15 minuti (la domenica alle 17:00 con una durata di 5 minuti). Originariamente programmata alle 17:00 (tranne la domenica), ha cambiato orario dal 2014 per agevolare l'inizio del programma La vita in diretta. Dal 5 settembre 2016 all'interno, alle 16:40 circa, va in onda anche il Tg1 Economia (prima in onda alle 14:00). In conduzione:

Telegiornale[modifica | modifica wikitesto]

È l'edizione principale del tg, in onda tutti i giorni alle 19:57 con una durata di circa 30 minuti. Il 31 dicembre di ogni anno la durata dell'edizione è ridotta a 25 minuti per consentire la successiva trasmissione del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. I conduttori sono:

Tra il 2011 e il 2012 andava in onda, di solito a metà tg, uno spazio meteo condotto da Valentina Bisti.

TG1 60 Secondi[modifica | modifica wikitesto]

In onda tutti i giorni tra la prima e la seconda serata, questa edizione ed è sempre condotta in piedi. Le conduttrici sono quelle dell'edizione della notte.

TG1 Notte[modifica | modifica wikitesto]

Il TG1 della notte va in onda dal lunedì al sabato in un orario variabile tra le 00:45 e le 01:30, mentre la domenica tra le 00:35 e le 00:50. Tutti i giorni, in coda al Tg, va in onda il meteo. Le conduttrici sono:

Edizione flash in onda da Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni novanta, esisteva un'edizione flash, in onda alle 11:30, che andava in onda dal centro di produzione Rai di Napoli anziché dal centro di produzione Rai di Saxa Rubra di Roma. Tale edizione affiancava l'edizione flash delle 12:30 (ora in onda alle 9:55, anche se fino al settembre 2015 andava in onda alle 11:00 e d'estate alle 10:00), che andava in onda regolarmente da Roma.

Pertanto, il TG1 in tale periodo utilizzava tre studi: lo studio principale, uno per le edizioni all'interno di Unomattina ed uno per l'edizione in onda da Napoli. Anche oggi utilizza tre studi: lo studio principale, lo studio secondario (usato per le rubriche, gli speciali, le videochat ecc..) e uno per le edizioni mattutine dal lunedì al venerdì (tranne alle 9:55).

Organigramma storico dei conduttori[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 Mattina[modifica | modifica wikitesto]

Le edizioni mattutine vanno in onda dal lunedì al venerdì alle 6:30, 7:00, 7:30 (L.I.S.), 8:00 (edizione principale), 9:00, 9:30 e 9:55.

Il Sabato e la Domenica: 7:00, 8:00 (edizione principale), 9:00 e 9:30 (L.I.S.).

Tg1 Flash ore 12 (non più in onda)[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 ore 13:30[modifica | modifica wikitesto]

Nota: Dal 1987 al 1991 fu usata solo nell'edizione delle 13.30 una formula di una conduzione a coppie, composte da Claudio Angelini e Danila Bonito, Giulio Sciorilli Borrelli e Angela Buttiglione e infine Liliano Frattini e Tiziana Di Simone.

Oggi al Parlamento (ora Rai Parlamento)[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 Flash ore 16:30 (Sabato ore 17:00)[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 ore 20[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 Sport (dal 1965 al 1997)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: TG1 Sport.

Tg1 Mezzasera/60 Secondi[modifica | modifica wikitesto]

Tg1 Notte[modifica | modifica wikitesto]

Rubriche storiche[modifica | modifica wikitesto]

Direzione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]