Segnale orario

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Questa voce riguarda il segnale orario italiano realizzato dall'Istituto nazionale di ricerca metrologica e trasmesso anche dalla Rai. Per una definizione generica del segnale orario, vedi Orologio radiocontrollato.

Il segnale orario è un servizio radiotelevisivo utilitario. Viene diffuso dalla Rai sulle emittenti televisive (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai Med) e radiofoniche (Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Isoradio, Rai Filodiffusione). Fino al 31 dicembre 2016 era gestito dall'Istituto nazionale di ricerca metrologica, dal 1º gennaio 2017 l'azienda pubblica radiotelevisiva si autoproduce il segnale dagli studi di Via Asiago a Roma.[1]

Segnale orario che mostra l'aggiunta del secondo intercalare alle 01:59:60 CEST del 1º luglio 2012

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'attività di disseminazione di segnali di tempo campione, è iniziata nel 1942 con l'invio alla Rai dei segnali orari ed è stata successivamente estesa con le trasmissioni di tempo e frequenza campione su onde corte (IBF, 1951), con l'esecuzione di misure giornaliere sui segnali di sincronismo di quadro televisivi per il confronto di oscillatori remoti (1970), con l'aggiunta del codice di data sui segnali orari Rai (1979), con la generazione di un codice telefonico di data distribuito via modem (1991), ottenibile selezionando i numeri +39 011 3919 263/264, e con quella di un servizio NTP (Network Time Protocol) di disseminazione su rete informatica (indirizzi ntp.inrim.it, ntp1.inrim.it, ntp2.inrim.it).

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Nelle trasmissioni radio della Rai il segnale orario è costituito da una serie di impulsi sonori preceduta da una sequenza di toni audio a variazione di frequenza contenenti varie informazioni sulla data, l'ora, eventuale ora estiva ed altro.
La sequenza di codici che precede la lettura dell'ora esatta è un segnale orario codificato Segnale orario Rai Codificato (SRC) che viene generato dall'INRIM ed è utilizzato per diffondere capillarmente in tempo reale in Italia la scala di tempo nazionale UTC. Questo segnale viene generato ogni minuto partendo da uno strumento atomico (al cesio) ed è inviato ogni minuto dall'Istituto nazionale di ricerca metrologica alla sede Rai di Torino; da qui viene ritrasmesso fino a Roma. Dalla sede romana il segnale di tempo viene quindi trasmesso quando è ritenuto opportuno (solitamente ogni ora o alla mezz'ora o prima dei giornali radio al minuto 45, salvo eccezioni soprattutto in concomitanza con radiocronache dirette di eventi sportivi o di avvenimenti di grande importanza).

Il segnale è costituito da due segmenti di codice generati a partire dal secondo 52 e 53 di ogni minuto, la cui durata è rispettivamente di 960 e 480 millisecondi. Il codice prevede l'impiego di due toni in banda audio: un tono a 2 kHz ed uno a 2,5 kHz; ogni tono ha una durata di 30 millisecondi.[2][3] La serie di impulsi che segue è costituita da sei impulsi di riferimento della durata di 100 millisecondi, emessi ogni secondo partendo dal 54 e saltando quello che dovrebbe stare al secondo 59. Ciascun impulso è costituito da 100 cicli di una sinusoide alla frequenza di 1000 Hz.

Dal 1998 il segnale orario radiofonico potrebbe essere seguito da annunci commerciali.

Negli ultimi giorni del 2016 era stata annunciata la sospensione del servizio del segnale orario in radio dal 1° gennaio 2017. Il contratto tra RAI e INRIM si sarebbe estinto il 31 dicembre 2016. Con l'avvento alla TV digitale infatti, il segnale SRC (Segnale orario Rai Codificato) radiotrasmesso non è più idoneo a garantire un'accurata precisione del tempo, pertanto la RAI decise di eliminarlo.[4] [5] In realtà la sua trasmissione continuò anche nel 2017. Pur terminato il contratto con l'INRIM la RAI continua a inviare il segnale, autoproducendolo dai suoi studi di via Asiago a Roma. In questo modo la RAI, pur non garantendo più la precisione al secondo dell'ora esatta, ha mantenuto in diffusione il caratteristico trillo e il relativo annuncio dell'ora. [6]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Segnale orario usato fino al 2014.

In tv il segnale orario andava in onda abitualmente prima delle edizioni principali dei telegiornali (ad es. il TG1 delle 20:00, pratica ormai in disuso), ma il suo uso principale era ed è tuttora quello di riempitivo in caso di un problema tecnico, durante qualche sciopero e per colmare i tempi morti. Spesso allo scoccare dell'ora si può udire il medesimo segnale sonoro-vocale diffuso alla radio. Negli ultimi anni, a causa dell'affollamento pubblicitario, il segnale orario è stato sempre meno usato.

Cronologia della grafica[modifica | modifica wikitesto]

  • La prima grafica, usata dal 1968 al 1977 consisteva in un orologio a caratteri bianchi, generato mediante titolatrice elettronica e sovrastato dalla dicitura ORA ESATTA, il tutto su sfondo nero.
  • Dal 1977 fu utilizzata una grafica con uno sfondo blu, la scritta rai in stampatino in basso a sinistra. Il quadrante dell'orologio era sempre bianco, ma con una grafica diversa rispetto al primo modello. Su di esso non si leggeva alcuna cifra fuorché il numero 12, ma solo linee e punti. Il logo RAI fu conformato a quello aziendale nel 1982.
  • Dal 1985 il marchio RAI appariva in alto a sinistra e accompagnato dalle scritte sottostanti in colonna RADIO TELEVISIONE ITALIANA. La grafica del quadrante assunse l'aspetto attuale (senza cifre, con solo linee e punti ad indicare ore e minuti).
  • Dal 1986 il logo RAI spesso scompariva per far spazio a un riquadro video che mostrava degli spot pubblicitari.
  • Dal 1988 il logo RAI divenne meno rotondo e con le lettere staccate.
  • Dal 1993 la grafica cambiò ulteriormente, presentando uno sfondo blu ancora più scuro. Il logo RAI in alto a sinistra divenne tridimensionale e la scritta Radiotelevisione italiana venne tolta. A destra del quadrante talora c'erano scritte delle massime o delle frasi di buon senso (ad esempio: "Il mondo finì in una discarica. Abusiva."; "La pista è in discoteca. Fuori, rallenta."; "Chi inquina prima o poi beve l'acqua."; "Allo stadio non finire nel pallone."; "La ricevuta sarebbe meno fiscale se tutti la facessero"; "Chi maltratta la donna rischia una costola. di Adamo"; "Il buco dell'ozono ci mette a Terra" e «Abbassa la radio», disse l'orecchio del tuo vicino."). Fu altresì introdotto un sottofondo musicale, facendo sparire così il segnale vocale. Prima del TG3 Mattino (andato in onda dal 1994 al 1999 e sostituito dal simulcast di RaiNews24) andava in onda un segnale orario molto simile a quello normale, ma lo sfondo era verde, sotto al logo RAI c'era scritto tra poco l'aggiornamento del tg3 e dietro al quadrante appariva la testina rotante dell'allora sigla del TG3.
  • Nel 1998, in occasione dell’avvento dell’Euro, fu introdotta una variante grafica del segnale orario che celebrava l’evento. Al posto del logo della Rai (spostato in alto a destra e di dimensioni ridotte) comparivano a cerchio le stelle della bandiera dell’Unione Europea con all’interno la facciata posteriore della moneta da un Euro. Al di sotto di questi elementi vi era la scritta “€URO” con uno slogan promozionale.
  • Dal 2000, c'è uno sfondo grigio sfumato tenuemente dinamico e vengono tolte le frasi di buon senso. La musica di sottofondo parte solo dopo alcuni secondi, diventando dunque rara da ascoltare e scomparendo nel 2009. In questo periodo si assiste a una drastica riduzione dell'impiego del segnale orario. Nel 2014 viene aggiornato col nuovo logo aziendale, pur mantenendo la stessa colorazione di sfondo.

Stazione radioelettrica con nominativo IBF[modifica | modifica wikitesto]

La stazione dell'Istituto elettrotecnico nazionale Galileo Ferraris trasmetteva da Torino (45° 2' N 7° 42' E) dei segnali di tempo e frequenza campioni provenienti dal laboratorio dell'istituto con il nominativo radiotelegrafico IBF in onde corte, sulla frequenza di 5,000 MHz. La potenza del trasmettitore era di 5 kW. Le emissioni iniziarono nel 1951[7] e terminarono il 1º novembre 1991.[8] Un impulso di 5 cicli (periodi) sinusoidali di una nota a frequenza di 1000 Hz veniva diffuso ad intervalli di 1 secondo UTC; sette di questi impulsi della durata di 5 ms marcavano il minuto intero. Ai minuti 50 e 60 dell'ora veniva emesso, in codice internazionale Morse, il nominativo e l'ora in tempo medio dell'Europa Centrale (Orario A). Un annuncio in fonia in lingua italiana, francese e inglese veniva diffuso all'inizio e alla fine di ciascuna trasmissione.
Gli orari delle emissioni erano della durata di 15 minuti ognuna: 06:45 - 07:00, 08:45 - 09:00, 09:45 - 10:00, 10:45 - 11:00, 11:45 - 12:00, 12:45 - 13:00, 13:45 - 14:00, 14:45 - 15:00, 15:45 - 16:00, 16:45 - 17:00, 17:45 - 18:00.[9]

Stazione radioelettrica con nominativo IAM[modifica | modifica wikitesto]

La stazione IAM di Roma era operata dall'ex Istituto Superiore delle Poste e delle Telecomunicazioni con trasmissione di segnali di tempo sulla frequenza standard di 5000 kHz con una potenza irradiata di circa 1 kW solo durante le ore diurne dei giorni feriali e a orari differenti della IBF di Torino. Fu spenta intorno al 1997.

Stazioni non ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stazione della Associazione ITALCABLE[modifica | modifica wikitesto]

È attiva l'emittente commemorativa, amatoriale non riconosciuta dalla ITU, dal BIPM, e dal Radiocommunication Bureau RB) ma con autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico, n.354616/LOR. Le stazioni trasmittenti dell'associazione ITALCABLE di Viareggio (LU), diffondono da giugno 2012 i segnali di tempo, sulla frequenza di 10000 kHz e 15000 kHz in modulazione di ampiezza, con una potenza irradiata di 90 watt, l'orario è trasmesso in modalità SRC a partire dal 52° secondo 24 ore su 24 su entrambe le frequenze, e annunciato a voce dopo il minuto esatto, inoltre ad ogni minuto 00-15-30-45 viene annunciato il nominativo di stazione e il sito internet in codice Morse[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Approfondimento TiCB - Perchè il Segnale Orario è ancora in onda su Radio 1
  2. ^ Pagina di spiegazione dei codici sul sito ufficiale di INRIM.
  3. ^ Orologio sincronizzato da segnali di tempo campione IEN/RAI con decodificatore realizzato mediante DSP.
  4. ^ INRIM
  5. ^ Dal 31 dicembre addio al segnale orario Rai, lo manda in pensione il digitale
  6. ^ Segnale orario ancora in radio ma fatto in casa
  7. ^ Così come riportato a pagina 5 di un documento nel sito ufficiale INRIM
  8. ^ [1], [2]
  9. ^ ENAV AIP-Italia GEN2-1 2011
  10. ^ Radiorama

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]