RaiSat

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RaiSat S.p.A.
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1º settembre 1997
Chiusura18 maggio 2010
GruppoRai (95%)
RCS MediaGroup (5%)
Persone chiave
ProdottiCanali tematici
Slogan«La tivù digitale moltiplicata per te»

RaiSat S.p.A.[1] è stata una società controllata dalla Rai creata nel 1997[2] per produrre canali televisivi tematici per la televisione satellitare, canali che oggi sono disponibili anche in tecnologia IPTV e digitale terrestre con vari provider televisivi.

La società[modifica | modifica wikitesto]

Rai Sat fu creata come azienda esterna, consociata alla Rai, nel 1997 per confezionare i primi canali satellitari gratuiti del servizio pubblico.

Nel luglio del 1999, con il trasferimento da Rai del personale fino a quel momento impiegato presso la direzione canali tematici, l'azienda cominciò a produrre le prime reti a pagamento per la piattaforma satellitare TELE+ Digitale, poi riorganizzate sotto l'egida Sky.

Nel 2009, a seguito del mancato rinnovo del contratto con Sky (piattaforma per la quale produceva in esclusiva i suoi canali) è stato reso noto che l'azienda madre si apprestava ad assorbire RaiSat al suo interno.[3].

Fino al 18 marzo 2010 i soci di Rai Sat furono al 95% la Rai e al 5% RCS MediaGroup. In quella data, la quota di azioni appartenente a RCS (pari a tre milioni di ) venne liquidata[4].

Il 18 maggio 2010 i canali sono stati assorbiti dalla Rai e l'azienda ha cessato le sue attività.

Dal 2007 al 18 maggio 2010, il presidente è stato Carlo Freccero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi canali satellitari gratuiti[modifica | modifica wikitesto]

L'attività iniziò all'interno della Rai con 4 canali satellitari nel settembre-novembre 1997, cui se ne aggiunse un quinto nel 1999:

Il 29 luglio 1998 il servizio venne esternalizzato alla RaiSat S.p.A.

Gli altri canali sulla pay-TV satellitare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999, avviene una riorganizzazione dei canali satellitari della Rai ed appare RaiNews24 che in origine doveva essere un canale satellitare ma poi resterà in chiaro ed entrerà nel digitale terrestre.

I primi tre canali, RaiSat 1, RaiSat 2 e RaiSat 3 vengono soppressi e sostituiti rispettivamente dai seguenti canali:

Inoltre appaiono sul satellite Rai ben 5 nuovi canali:

I canali quindi diventarono 7 ed erano visibili a pagamento, su D+ prima e TELE+ Digitale poi.

Il periodo Sky[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, alla nascita di Sky, RaiSat riorganizzò i suoi canali, sacrificando RaiSat Art, RaiSat Fiction, RaiSat Album e RaiSat Show che chiusero i battenti il 30 luglio dello stesso anno. Mentre RaiSat Cinema venne rinominata in RaiSat Cinema World, inoltre, l'azienda realizzò RaiSat Premium quale sostituto di RaiSat Fiction e infine RaiSat Extra quale successore di RaiSat Show.

Il bouquet RaiSat vede quindi proporre 5 canali:

Il 1º novembre 2006, RaiSat Cinema World ritornò alla vecchia denominazione RaiSat Cinema e RaiSat Ragazzi venne sdoppiato in:

I canali così diventarono 6 e il 1º gennaio 2009, RaiSat Smash subì un restyling che lo portò a diventare RaiSat Smash Girls.

Ritorno al free di RaiSat e liquidazione società[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 luglio 2009, a termine di lunghe trattative tra le parti, la RAI fece sapere di non essere riuscita a rinnovare il contratto con Sky per la diffusione dei canali RaiSat. Il bouquet fu così costretto ad abbandonare la piattaforma satellitare a pagamento e venne portato ridimensionato sul digitale terrestre e sulla nascente piattaforma satellitare Tivùsat[6].
Così, RaiSat Gambero Rosso Channel venne venduto e rinominato in Gambero Rosso Channel, mentre RaiSat Smash Girls venne soppresso.

I canali disponibili si ridussero a 4 ed erano visibili non più nel bouquet di Sky, bensì nel DTT (solo aree switch-off) e nella piattaforma satellitare Tivùsat oltre che in streaming su Rai.tv:

Infine, il 18 maggio 2010, la Rai assorbì l'azienda, riorganizzò tutti i canali cambiando denominazione (con la rimozione della dicitura Sat) e ne curò direttamente i palinsesti, per cui:

Il 26 novembre 2010, Rai Extra venne soppresso per lasciare spazio a Rai 5.

Elenco canali[modifica | modifica wikitesto]

Nome Logo Nascita Chiusura Sostituisce Sostituito da
RaiSat 1 27 ottobre 1997 30 giugno 1999 - RaiSat Art
RaiSat 2 29 settembre 1997 30 giugno 1999 - RaiSat Ragazzi
RaiSat 3 13 ottobre 1997 30 giugno 1999 - Rai Educational Sat
RaiSat Nettuno 10 novembre 1997 - - -
Rai Sport Satellite Raisport satellite.jpg 1º febbraio 1999 - - -
RaiSat Ragazzi RAI Sat Ragazzi Logo.svg 1º luglio 1999 31 ottobre 2006 RaiSat 2 RaiSat YOYO
RaiSat Smash
Rai Educational Sat 1º luglio 1999 - RaiSat 3 -
RaiSat Gambero Rosso RAI Sat Gambero Rosso Logo.svg 1º luglio 1999 - - -
RaiSat Cinema/Cinema World Raisat Cinema old.svg 1º luglio 1999 - - -
RaiSat Album RAI Sat Album alt Logo.svg 1º luglio 1999 30 luglio 2003 - -
RaiSat Show RaiSat Show.svg 1º luglio 1999 30 luglio 2003 - RaiSat Extra
RaiSat Art RAI Sat Art Logo.svg 1º luglio 1999 30 luglio 2003 RaiSat 1 -
RaiSat Fiction Raisat Fiction.svg 1º luglio 1999 30 luglio 2003 - RaiSat Premium
RaiSat Premium Rai Sat Premium.svg 31 luglio 2003 - RaiSat Fiction -
RaiSat Extra RAI Sat Extra Logo.svg 31 luglio 2003 26 novembre 2010 RaiSat Show Rai 5
RaiSat YOYO RAI Sat Yoyo Logo.svg 1º novembre 2006 - RaiSat Ragazzi -
RaiSat Smash/Smash Girls 1º novembre 2006 31 luglio 2009 RaiSat Ragazzi -

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ::: RAI - Bilancio 2009 :::, su www.rai.it. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  2. ^ Articoli La Stampa del 24/10/1997
  3. ^ Cda Rai: Raisat assorbita da viale Mazzini - Politica - ANSA.it, su www.ansa.it. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  4. ^ Notizie Economia Finanza Mercati - Borsa Italiana, su www.borsaitaliana.it. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  5. ^ RAI, IL RADDOPPIO SCENDE DAL SATELLITE - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  6. ^ Niente accordo, RaiSat lascia Sky Murdoch lancia 10 nuovi canali - economia - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 6 febbraio 2018.


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