Testo unico della radiotelevisione

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Il testo unico della radiotelevisione è una legge della Repubblica Italiana.

Venne emanato con il d.lgs 31 luglio 2005, n. 177, durante dal governo Berlusconi II in virtù di legge delega, ovvero la legge 3 maggio 2004 n. 112 (Legge Gasparri), ed in particolare dell'art. 16 della Gasparri.

La legge recepisce molti concetti espressi nelle direttive europee sull'emittenza radiotelevisiva, nonché riassume e riorganizza trent'anni di interventi legislativi, di giurisprudenza costituzionale e di delibere dell'Autorità garante per le comunicazioni.

Il contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento della tecnologia digitale si avvertiva la necessità di adeguarsi agli sviluppi conseguenti e al processo di convergenza del sistema radiotelevisivo con altri settori delle comunicazioni di massa quali le telecomunicazioni, l'editoria anche elettronica e Internet. L'arrivo del digitale, destinato a sostituire gli attuali mezzi di trasmissione analogica via etere, necessitava di definire una nuova e specifica normativa antitrust.

Era necessario ridisegnare i compiti del servizio pubblico radiotelevisivo e nuove forme di finanziamento dello stesso nel rispetto di quanto sancito dal protocollo sul sistema di radiodiffusione pubblica degli Stati membri, allegato ai trattati di Roma. Essendo che, in seguito alla modifica del Titolo V della Costituzione, la materia radiotelevisiva è ora di competenza concorrente, era necessario ridefinire le attribuzioni dello Stato e quelle delle Regioni.

Al Governo venne quindi conferita tramite apposita legge delega l'emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari riguardanti la radiotelevisione, denominato "codice della radiotelevisione" al fine di razionalizzare e semplificare la disciplina esistente.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Esso è composto di dieci titoli, suddivisi in capi e articoli, il provvedimento definisce anzitutto i principi della materia, tratti dalla Costituzione e dalla legislazione primaria.

Vengono poi indicati i soggetti che costituiscono gli organi di governo della materia della radiodiffusione:

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Importante la distinzione tra emittenti di carattere informativo ed emittenti di carattere commerciale. Il testo unico, tuttavia appare slegato con le altre norme della riforma radiotelevisiva, maggiormente incentrate sulle tematiche della concorrenza e delle frequenze, limitandosi ad alcune abrogazioni da raccordo.

In esso vengono contemplate: garanzie di pluralismo, contenuti che rispettino i diritti della persona, pubblicità leali e oneste e sponsor chiaramente riconoscibili come tali, diffusione di un congruo numero di programmi radiotelevisivi nazionali e locali in chiaro, adozione di misure idonee per la ricezione dei programmi televisivi da parte dei cittadini con disabilità sensoriali.

Questo mira a diventare presupposto fondamentale per assicurare uno sviluppo sempre costante nel campo delle nuove tecnologie (qui specificatamente intese come radio e televisione).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]