Carlo Freccero

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Carlo Freccero nel 2016

Carlo Freccero (Savona, 5 agosto 1947) è un critico televisivo, giornalista, dirigente d'azienda, autore televisivo, massmediologo e accademico italiano.

È stato consigliere d'amministrazione della Rai dal 2015 al 2019. È stato direttore di Rai 2 dal 1996 al 2002 e dal 2018 al 2019[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dagli inizi con la Fininvest alla televisione francese[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Filosofia presso l'Università degli Studi di Genova[2] con una tesi su Michel Foucault, nel 1979 approda alla Fininvest e nei primi anni ottanta è direttore dei palinsesti di Canale 5 e Italia 1. Nel 1984 lavora a Rete 4 (sotto la gestione del gruppo Mondadori) come curatore della programmazione della rete[3]. Nel 1986 Silvio Berlusconi lo nomina direttore dei programmi di La Cinq, prima televisione privata in chiaro francese; mantiene la carica di direttore di rete fino al 1990. Tra il 1991 e il 1992 ricopre la carica di direttore di Italia 1. Nel 1993 è per breve tempo direttore del palinsesto di Polonia 1, una delle prime televisioni private polacche[4], per poi diventare consulente di Rai 1, e l'anno successivo torna in Francia come responsabile della programmazione di France 2 e France 3.

In qualità di docente universitario, insegna presso l’Università degli Studi di Genova, l’Università degli Studi di Roma Tre, la Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli, l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, la Scuola Holden di Torino, e svolge seminari all’École Nationale d'Administration, all’École des Hautes Études Politiques et Sociales e alla Sorbona di Parigi.

La prima direzione di Rai 2[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 Freccero diventa il nuovo direttore di Rai 2, al posto di Gabriele La Porta. Durante la sua direzione la rete assume l'identità di rete giovane, sperimentale, alternativa e provocatoria. Tra i volti che hanno fatto parte della sua rete si ricordano Sabina, Corrado e Caterina Guzzanti, Serena Dandini, Fabio Fazio, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Michele Santoro e Piero Chiambretti. I programmi proposti dalla sua rete (Satyricon, Sciuscià, Il raggio verde e L'ottavo nano) durante la campagna elettorale del 2001 si sono rivelati scomodi da parte del centro-destra, guidato da Silvio Berlusconi, il quale nel 2002 pronuncerà il noto editto bulgaro che porterà all'allontanamento dalla Rai di Enzo Biagi (già in onda con Il Fatto su Rai 1), Michele Santoro e Daniele Luttazzi (entrambi già in onda su Rai 2).

L'allontanamento e il ritorno in Rai[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio del 2002 Freccero lascia la direzione di Rai 2 ad Antonio Marano, in quota alla Lega Nord. L'anno successivo viene allontanato anche da funzioni di responsabilità in Rai, ma tornerà a lavorarvi, seppure in un ruolo meno visibile, come autore della trasmissione televisiva cult Rockpolitik nell'ottobre del 2005.

Proprio nel 2005 è tra i promotori, presso l'Università di Roma Tre, di Universytv.

La presidenza di RaiSat[modifica | modifica wikitesto]

Giovedì 5 luglio 2007 diventa il nuovo presidente di RaiSat, mentre a febbraio 2008 presenta il suo palinsesto[5]. Ricopre la carica di presidente di RaiSat fino al 18 maggio 2010, dopo l'uscita dei canali di RaiSat dal pacchetto Sky e il loro nuovo posizionamento nell'offerta Rai per il digitale terrestre.

La fondazione e la direzione di Rai 4[modifica | modifica wikitesto]

Da lunedì 14 luglio 2008 Freccero è direttore del nuovo canale Rai 4. Mercoledì 18 novembre 2009 va in onda lo spot di un nuovo programma, dal titolo Sugo - sessanta minuti di gusto e disgusto, in cui proprio il direttore di Rai 4 è protagonista, insieme a due trans, di una scenetta irriverente, scatenando non poca polemica tra le compagini della Rai e della politica. Ciò avviene nel pieno dello scandalo che ha colpito l'ex conduttore del TG2 Piero Marrazzo, al tempo Presidente della Regione Lazio, portato agli onori dei media i temi della prostituzione transessuale. In una nota Freccero dichiara: "Io relegato nello scantinato digitale della tv pubblica perché provocatorio e scomodo".

Nel luglio 2010, in un'intervista al giornale Il Riformista fatta dopo la vittoria di Paolo Ruffini sulla Rai riguardo alla direzione di Rai 3 e lo stop alle nomine dei direttori di Rai 2 e di Rai News, in cui restano rispettivamente Massimo LIofredi e Corradino Mineo, Freccero rivendica la direzione della nuova struttura Rai Gold affermando che la struttura orfana di Ruffini gli spetta di diritto visto che coordina anche Rai Movie[6].

Nell'aprile 2012 viene sospeso dall'attività di responsabile di Rai 4 per 10 giorni a causa di una telefonata di insulti e minacce dello stesso al giornalista di Libero Francesco Borgonovo[7], che aveva criticato la messa in onda della serie televisiva Fisica o chimica[8]. Freccero definì il provvedimento disciplinare «vergognoso e umiliante» e annunciò di fare ricorso al giudice del lavoro, dicendosi pronto anche allo sciopero della fame[9].

Domenica 4 agosto 2013 lascia la direzione di Rai 4[10][11].

La candidatura a presidente della Rai[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012, in una conferenza stampa indetta durante il Festival internazionale del giornalismo di Perugia, Freccero annuncia ufficialmente la sua candidatura al fianco di Michele Santoro alla guida della Rai, rispettivamente come presidente e direttore generale[12]. Le candidature, confermate dallo stesso Santoro nel programma In mezz'ora di Lucia Annunziata, vengono aspramente criticate da parte della politica, soprattutto dagli esponenti del Popolo della Libertà[13].

L'elezione nel CdA della Rai e il ritorno a Rai 2[modifica | modifica wikitesto]

Martedì 4 agosto 2015 venne eletto membro del consiglio d'amministrazione della Rai dalla Commissione di vigilanza Rai, su proposta del Movimento 5 Stelle[14].

Martedì 27 novembre 2018 il CdA della Rai lo rinomina dopo 16 anni direttore di Rai 2, in sostituzione di Andrea Fabiano.

Con la sua seconda direzione vengono inaugurati nuovi programmi molto controversi come C'è..., Povera patria e Popolo sovrano, spesso accusati dai detrattori di faziosità e di supportare posizioni nazionalistiche e cospirazionistiche. A causa dei bassi ascolti, Popolo sovrano chiude dopo nemmeno una stagione, mentre Povera patria (in seguito ribattezzato Patriae) passa in seconda serata. Altro episodio estremamente controverso è una puntata di C'è... dedicata a Beppe Grillo, che provocherà forti proteste dal centro-sinistra e sarà al centro di una campagna di boicottaggio sui social network[15]. Successivamente approda su Rai 2 anche Che tempo che fa di Fabio Fazio[16].

Freccero resta in carica fino a giovedì 28 novembre 2019, per poi lasciare il posto a Ludovico Di Meo.

Appoggio politico[modifica | modifica wikitesto]

Dal giugno del 2007 fino al 2012 è stato, a titolo gratuito, "Chief advisor" per la Cultura, cioè coordinatore del progetto cultura e della promozione della città della giunta genovese guidata da Marta Vincenzi[17][18].

In occasione delle elezioni politiche del 2013 disse di non essere sicuro di votare e che se proprio avesse dovuto andare alle urne avrebbe votato la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia per la Camera dei deputati e il Partito Democratico al Senato della Repubblica[19].

Nel giugno del 2014 durante una puntata di Otto e mezzo annunciò di voler entrare in politica. Nell'agosto del 2015 ha affermato di votare Movimento 5 Stelle ma solo a livello locale[18].

Per le elezioni politiche italiane del 2018 annunciò il suo voto al Movimento 5 Stelle. Durante un episodio della trasmissione radiofonica La Zanzara affermò di essere approdato da sinistra a posizioni patriottiche, sovranistiche e anti-euro[20].

Durante la pandemia di COIVD 19 Freccero ha espresso contrarietà al Certificato COVID digitale dell'UE[21][22]. Ha anche espresso dubbi sull'efficacia delle vaccinazioni creando con Ugo Mattei, Giorgio Agamben e Massimo Cacciari una Commissione dubbio e precauzione[23][24][25][26]. Ha inoltre sostenuto che la situazione sanitaria del 2021 (numero di ospedalizzazioni, terapie intensive, eccetera) fosse meglio del periodo pre-COVID 19[27][28].

Dal 2022, durante l'invasione russa dell'Ucraina del 2022, assume posizioni filorusse definendo i bombardamenti a Mariupol finti e le vittime civili degli attori frutto di una messinscena inscenata da Volodymyr Zelens'kyj.[29][30][31].

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2002 al 2012 si è dedicato all'insegnamento nel corso di laurea in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS) presso l'Università di Roma Tre. Ha tenuto corsi di Linguaggi della televisione generalista e Teoria e tecniche del linguaggio radiotelevisivo. Ha anche insegnato presso la sede di Savona (sua città natale), all'interno del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università di Genova. È stato anche docente del college “Televisione” presso la Scuola Holden di Torino.

Ha fatto una breve apparizione nel film Il segreto del successo del 2003 e nel film "Volevo solo dormirle addosso" del 2004.

Ha scritto inoltre saggi e testi scientifico-divulgativi. Nel 1997 scrisse l'introduzione ai Commentari sulla società dello spettacolo di Guy Debord, per l'edizione Baldini & Castoldi, mentre nel 2006 scrisse la prefazione al volume Queer Tv di Andrea Jelardi e Giordano Bassetti.

Al 2015 risulta collaborare con la rivista Rolling Stone ed è ospite al Grand Hotel Chiambretti.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Savona, Carlo Freccero nuovo direttore di Rai Due, su savonanews.it, 27 novembre 2018.
  2. ^ Carlo Freccero Archiviato il 25 agosto 2017 in Internet Archive., rai.it.
  3. ^ Freccero, mago di Canale 5 a Retequattro?, in La Stampa, 17 gennaio 1984, p. 21.
  4. ^ Antonio Dipollina, FRECCERO LASCIA LA FININVEST, in la Repubblica, 3 aprile 1993.
  5. ^ Politica e tv, i nuovi linguaggi visti da Carlo Freccero, su canali.libero.it, libero.it, 22 febbraio 2008. URL consultato il 23 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2008).
  6. ^ Michele Anselmi, Privatizzate Viale Mazzini. Non si può essere guidati dalle sentenze dei giudici, in Il Riformista, 22 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2010).
  7. ^ Ecco la telefonata minatoria di Freccero al giornalista di Libero, in Italia Oggi, 16 marzo 2012. URL consultato il 2 agosto 2012.
  8. ^ Rai, Freccero sospeso per 10 giorni: "Farò ricorso, è persecuzione nei miei confronti", in Adnkronos, 4 aprile 2012. URL consultato il 10 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2012).
  9. ^ Rai, Freccero sospeso per 10 giorni. Sotto accusa per telefonata a Libero, in la Repubblica, 4 aprile 2012. URL consultato il 10 aprile 2012.
  10. ^ Andrea Signorelli, Carlo Freccero lascia la direzione di Rai4: 'Vado in pensione, su key4biz.it, 12 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2014).
  11. ^ Andrea Signorelli, La bella televisione di Carlo Freccero, in La Stampa, 4 agosto 2013. URL consultato il 21 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2014).
  12. ^ Nicola Bossi, Festival del Giornalismo, Santoro: "Mi candido alla guida della Rai", in PerugiaToday, 29 aprile 2012. URL consultato il 1º giugno 2018.
  13. ^ Rai, Santoro si autocandida a direttore generale (con Freccero presidente). Polemiche, in Il Sole 24 ORE, 29 aprile 2012. URL consultato il 1º giugno 2018.
  14. ^ Riforma Rai, eletto nuovo cda. Blog Grillo: “Nome per M5S è Freccero. Non c'è tempo per voto online”, in il Fatto Quotidiano, 4 agosto 2015. URL consultato il 4 agosto 2015.
  15. ^ Tivù a cinque stelle | Un disastro chiamato Freccero: la sua RaiDue sovranista è un flop dietro l’altro, su Linkiesta.it, 19 febbraio 2019. URL consultato il 17 aprile 2020.
  16. ^ Juary Santini, Fabio Fazio passa da Rai1 a Rai2, è ufficiale: "Non cambia nulla", su Gossip e Tv, 29 maggio 2019. URL consultato il 17 aprile 2020.
  17. ^ Laura Santini, La Giunta Vincenzi delega per delega, su mentelocale.it, 5 giugno 2007. URL consultato il 9 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2007).
  18. ^ a b Biografia di Carlo Freccero, cinquantamila.it.
  19. ^ Andrea Signorelli, Elezioni 2013 - Per chi votano Travaglio, Guzzanti, Scanzi, ecc. Tra Rivoluzione Civile e il Movimento 5 Stelle, su polisblog.it, Blogo, 8 febbraio 2013.
  20. ^ carlo freccero: sono diventato patriota e sovranista, contro l’europa della germania, su dagospia.com. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  21. ^ huffingtonpost.it.
  22. ^ Il green pass è il primo passo per controllarci, Freccero gela tutti a Piazzapulita: "È il sistema cinese", su iltempo.it. URL consultato il 30 aprile 2022.
  23. ^ Cacciari, Agamben, Freccero e Mattei: ora nasce anche la Commissione dubbio e precauzione, su Fanpage. URL consultato il 30 aprile 2022.
  24. ^ Il nome di Stefano Rodotà verrà tolto, l’evento No Green Pass di Mattei-Cacciari-Agamben-Freccero non citerà il grande giurista, su La Stampa, 5 dicembre 2021. URL consultato il 30 aprile 2022.
  25. ^ Tommaso Labate, Dal Covid ai corpi dei civili uccisi in Ucraina: i negazionisti d’Italia parlano di fiction e propaganda, su Corriere della Sera, 4 marzo 2022. URL consultato il 30 aprile 2022.
  26. ^ Adnkronos, Freccero: "Questi non sono vaccini ma soltanto farmaci, obbligo è incostituzionale", su Adnkronos, 7 gennaio 2022. URL consultato il 30 aprile 2022.
  27. ^ Freccero-Cacciari: "La situazione della sanità oggi è meglio di quella pre-Covid", su HuffPost Italia, 12 dicembre 2021. URL consultato il 30 aprile 2022.
  28. ^ Redazione online, Freccero-Cacciari: «La situazione sanitaria del Paese oggi è migliore che negli anni pre-Covid», su Corriere della Sera, 12 dicembre 2021. URL consultato il 30 aprile 2022.
  29. ^ Lorenzo De Cicco, La guerra in Ucraina secondo Freccero & co. "A Mariupol bombe finte e attrici, in La Repubblica.
  30. ^ Ucraina, Sallusti: "Freccero parla di fiction? È da compatire, divorato da un egocentrismo non soddisfatto e da qualche problema senile", LA7, 5 aprile 2022.
  31. ^ Domenico Ferrero, Freccero, Orsini & Co.: tutte le follie dei prof del distinguo, in Il Giornale, 4 aprile 2022.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore di Canale 5 Successore
Carlo Fuscagni giugno 1981-novembre 1983 Roberto Giovalli
Predecessore Direttore di Italia 1 Successore
Giorgio Gori 10 giugno 1991-13 settembre 1992 Carlo Vetrugno
Predecessore Direttore di Rai 2 Successore
Gabriele La Porta 15 agosto 1996-5 maggio 2002 Antonio Marano I
Andrea Fabiano 27 novembre 2018-28 novembre 2019 Fabrizio Salini II
Predecessore Presidente di Rai Sat Successore
Carlo Sartori 2007-2010 (Rai Sat cessa le sue attività)
Predecessore Direttore di Rai 4 Successore
nessuno 2008-2013 Roberto Nepote
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