Lingua dei segni italiana

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Il segno per "segnare" in Lingua dei Segni Italiana
Lingua dei segni italiana
Parlato in Italia, Svizzera, San Marino, Città del Vaticano
Locutori
Totale ca. 170.000
Altre informazioni
Tipo SOV
Tassonomia
Filogenesi Lingue dei segni
Statuto ufficiale
Regolato da CNR-ISTC
Codici di classificazione
ISO 639-3 ise (EN)
Glottolog e ital1275 ital1288 e ital1275 (EN)

La lingua dei segni Italiana [1], in acronimo LIS, è una lingua naturale veicolata attraverso il canale visivo-gestuale e utilizzata nel territorio italiano da parte dei componenti della Comunità Sorda, che possono essere sordi o udenti, segnanti nativi o tardivi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ricerche linguistiche sulla Lingua dei Segni Italiana si sono sviluppate da pochi decenni nonostante la lingua stessa sia esistita per secoli. Tutto ha inizio nel 1960, anno nel quale William C. Stokoe pubblica Sign Language Structure: An Outline of the Visual Communication System of the American Deaf [2].

Riconoscendo dapprima la natura linguistica della lingua dei segni, come pure un elemento sequenziale nella sua organizzazione, Stokoe la suddivide poi in unità minime: il suo contributo dà il via a una crescita esponenziale delle ricerche su tale lingua in ogni paese del mondo.

In Italia, solo verso gli anni Ottanta del XX secolo sorgeranno le prime ricerche linguistiche e scientifiche sulla Lingua dei Segni Italiana.

Linguistica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Configurazione (lingua dei segni italiana), Luogo (lingua dei segni italiana) e Movimento (lingua dei segni italiana).

Essa si differenzia dalla lingua italiana parlata in quanto puramente e schiettamente visiva, con una propria struttura fonologica, morfologica e sintattica; per giunta, è particolarmente usata dalla comunità italiana dei sordi e dai figli di genitori sordi [3].

Fonologia dei cheremi[4][modifica | modifica wikitesto]

La lingua dei segni italiana si compone di otto parametri formazionali (PF), equamente suddivisi in 'manuali' e 'non manuali', e aventi ciascuno funzione distintiva: infatti, al pari dei fonemi di un sistema linguistico, consentono di identificare delle coppie minime.

Componenti manuali[modifica | modifica wikitesto]

  • Configurazione/Proforma
  • Locazione (luogo di articolazione)
  • Movimento (del segno: 'contatto' o 'colpo')
  • Orientamento (del palmo o delle dita di una o entrambe le mani)

Componenti non manuali[modifica | modifica wikitesto]

  • Sguardo
  • Espressione facciale
  • Labializzazione / Gesto labiale
  • Busto

Morfologia e sintassi[modifica | modifica wikitesto]

La lingua dei segni italiana è una lingua autentica dal punto di vista sociale, in quanto espressione naturale di una comunità: la comunità dei sordi italiani.

Inoltre, la si può considerare una lingua vera con una struttura e sintassi proprie; anche se differente dall'italiano, può avere incredibili similitudini con altre lingue orali: ad es. i verbi non si coniugano in base al tempo, ma devono concordare sia col soggetto (come in italiano) sia con l'oggetto dell'azione (come avviene in basco).

Per di più, esistono forme pronominali numeriche per indicare 'noi due / voi due' (come il duale del greco antico) e addirittura 'noi cinque / voi quattro / loro tre'.

La concordanza di verbi, aggettivi e nomi non è fondata sul genere (maschile e femminile, come in italiano), bensì sulla posizione nello spazio in cui il segno viene realizzato.

Esistono diverse forme per il plurale 'normale' e il plurale distributivo, distinzione sconosciuta alle lingue europee ma nota in lingue oceaniche.

Il tono della voce è sostituito dall'espressione del viso: c'è un'espressione per le domande dirette («vieni?», «studi matematica?»), una per domande complesse («quando vieni?», «cosa studi?», «perché piangi?»), una per gli imperativi («vieni!», «studia!»), e altre per indicare le frasi relative («il libro che ho comprato», «la ragazza con cui parlavi»).

Il segno di ogni lingua dei segni può essere scomposto in otto componenti essenziali: movimento, orientamento, configurazione, luogo (ossia le quattro componenti manuali del segno), e sguardo, espressione facciale, labializzazione / gesto labiale e busto (ossia le quattro componenti non manuali).

Si può quindi parlare di 'coppie minime' facendo riferimento a due segni che differiscono soltanto in una delle componenti essenziali.

Rispetto ai parametri formazionali non manuali, si ritiene che le componenti orali, giacché solo a volte espresse da labializzazione simile al parlato, non appartengano propriamente alla lingua dei segni – se non per aspetti secondari laddove il segno sia identificabile e pienamente intelligibile grazie alle altre componenti.

Si tratta dunque di un apporto delle lingue orali la cui influenza sulle lingue dei segni si manifesta a causa di un'educazione oppressiva che non permise – e talvolta anche oggi non permette – l'uso naturale della lingua dei segni ai sordi, con evidenti finalità di 'integrazione' (forzata e a senso unico): molti sordi usano segnare il verbo in ultima posizione (ad es. «bambino mamma lui-le-parla») quando comunicano in LIS; tuttavia nelle traduzioni televisive il verbo viene spesso messo in seconda posizione (a imitazione dell'italiano).

Un'alternativa alla LIS, utilizzata principalmente per scopi pratici, è la pseudo-lingua detta italiano segnato, ovvero l'uso dei segni con struttura grammaticale della lingua italiana;

Per giunta, alcune funzioni grammaticali (come la forma interrogativa) vengono espletate dalle espressioni facciali. Tuttavia, con un solo segno incorporante più elementi è possibile rappresentare intere frasi, o comunque loro parti consistenti e significative; esistono perciò segni particolari – come i cosiddetti classificatori – i quali svolgono più funzioni.

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

È importante non far confusione fra termini solo in apparenza equivalenti quali lingua dei segni e linguaggio dei segni: in realtà il termine "linguaggio" – almeno secondo il De Mauro Paravia – indica in via generica «la capacità innata degli esseri umani di comunicare tra di loro in una o più lingue», a prescindere dal fatto che si usi la voce o il corpo per veicolare i messaggi di tale lingua.

Il termine lingua designa quindi un sottoinsieme ben specifico dei vari 'linguaggi'.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

A differenza della lingua italiana 'auditiva' (o 'parlata'), poggiante sull'ordine SVO, la Lingua dei Segni Italiana è fondata sull'ordine SOV, proprietà riscontrata anche nelle lingue parlate (ad es. in latino, in basco e in giapponese)[5].

Quadro legislativo[modifica | modifica wikitesto]

In Svizzera le lingue dei segni [6] sono riconosciute dai rispettivi Cantoni elvetici, come pure dalla Costituzione della Svizzera [7] e dalle costituzioni cantonali [8].

In Italia, si è in attesa di un disegno di legge [9], che nel 2011 ha destato l'attenzione dell'opinione pubblica con la nascita di un movimento, il Movimento LIS Subito! [10], criticato sia da alcune famiglie che da altre associazioni contrarie al progetto di legge per il riconoscimento legislativo della lingua dei segni italiana [11][12].

Da ultimo, in San Marino è presente una esigua minoranza della popolazione sorda, la quale chiede allo Stato il riconoscimento della lingua dei segni italiana [13].

Corsi LIS[modifica | modifica wikitesto]

In Italia ci sono varie associazioni e cooperative in cui è possibile apprendere la Lingua dei Segni Italiana; fra l'altro, esistono dei corsi di introduzione e approfondimento riguardo alla cultura sorda, grazie ai quali è possibile raggiungere il livello di interprete o di 'assistente alla comunicazione' (una figura che fa da ponte fra i bambini/ragazzi e l'ambiente scolastico).[14]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ENS: Quando è nata la lingua dei segni? Archiviato il 10 luglio 2015 in Internet Archive.
  2. ^ Sign Language Structure
  3. ^ Children of Deaf Adults - CODA
  4. ^ Volterra, Virginia., La lingua dei segni italiana : la comunicazione visivo-gestuale dei sordi, Nuova ed, Il mulino, 2004, ISBN 9788815096395, OCLC 799437532.
  5. ^ Romeo, Orazio., Grammatica dei segni : la lingua dei segni in 1300 immagini e 150 frasi, Zanichelli, 1997, ISBN 9788808268907, OCLC 797797785.
  6. ^ Gebaerdensprache Archiviato il 25 luglio 2015 in Internet Archive.
  7. ^ Articolo 18
  8. ^ Parlamento svizzero Archiviato il 26 luglio 2015 in Internet Archive.
  9. ^ Parole per i Sordi Archiviato il 25 luglio 2015 in Internet Archive.
  10. ^ Storia dei Sordi Archiviato il 26 luglio 2015 in Internet Archive.
  11. ^ Scuola di Vita - Corriere della Sera
  12. ^ Repubblica.it
  13. ^ (PDF) Attiva-Mente: LEGGE 10 MARZO 2015 N. 28[collegamento interrotto]
  14. ^ (IT) cristiano, Corsi LIS I - II - III Livello, su www.silentpointensroma.it. URL consultato il 18 aprile 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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