Dialetto ampezzano

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L'Ampezzano (anpezan) è una variante della lingua ladina appartenente al gruppo reto-romanzo della famiglia delle lingue indoeuropee. È parlato a Cortina d'Ampezzo.

Cenni descrittivi[modifica | modifica wikitesto]

L'Ampezzano si distingue dalle altre varianti del Ladino dolomitico per una certa influenza della lingua veneta, subita a causa della vicinanza al Cadore. L'ente che ne sorveglia l'uso e lo studio è l'Union de i Ladis de Anpezo.[1]

Le prime opere composte in questo idioma risalgono al XIX secolo, ed il primo esempio letterario completo giunto fino a noi è datato 1832. La maggior parte delle opere di questo periodo è redatta in forma di satire (canzos) per ricordare eventi o personaggi.

È a partire dagli anni '20 del XX secolo che l'interesse per l'Ampezzano va aumentando, così come la varietà di forme letterarie in cui si manifesta (liriche, racconti, articoli...) In seguito a tale interessamento vengono curate decine di pubblicazioni, tra le quali possiamo ricordare le varie grammatiche[2] ed i vocabolari[3], nonché i numerosi compendi di poesia vernacolare[4].

Esempio[modifica | modifica wikitesto]

«Pare nosc, che te sos inze i ziele
see fato sento el tò gnon
viene el tò rein
see fato el tò voré
cemodo sun ziel, coscita sun tera.»

(Esempio di traduzione recente del Padre Nostro)

Note[modifica | modifica wikitesto]


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]