Guastalla

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Guastalla
comune
Guastalla – Stemma Guastalla – Bandiera
Veduta del centro storico
Veduta del centro storico
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Amministrazione
Sindaco Camilla Verona (lista civica di centrosinistra Guastalla Bene Comune) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 44°55′17″N 10°39′15″E / 44.921389°N 10.654167°E44.921389; 10.654167 (Guastalla)Coordinate: 44°55′17″N 10°39′15″E / 44.921389°N 10.654167°E44.921389; 10.654167 (Guastalla)
Altitudine 25 m s.l.m.
Superficie 52,93 km²
Abitanti 15 225[2] (31-12-2015)
Densità 287,64 ab./km²
Frazioni San Giacomo, San Girolamo, San Martino, San Rocco, Tagliata[1]
Comuni confinanti Cadelbosco di Sopra, Dosolo (MN), Gualtieri, Luzzara, Novellara, Reggiolo
Altre informazioni
Cod. postale 42016
Prefisso 0522
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 035024
Cod. catastale E253
Targa RE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 438 GG[3]
Nome abitanti guastallesi
Patrono santa Caterina d'Alessandria
Giorno festivo 25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Guastalla
Guastalla
Posizione del comune di Guastalla nella provincia di Reggio Emilia
Posizione del comune di Guastalla nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Guastalla (Guastàla in dialetto guastallese) è un comune italiano di 15 225 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Guastalla è il principale centro della Bassa reggiana, già capoluogo di circondario e sede vescovile. È situata nella Val Padana, poco distante dalla riva destra del fiume Po, a circa 30 km da Reggio Emilia, Parma e Mantova. Il territorio comunale confina a nord con Luzzara, ad est con Reggiolo, a sud con Novellara e Cadelbosco di Sopra e ad ovest con Gualtieri e con il comune di Dosolo. A ponente l'abitato è lambito dal torrente Crostolo, che proprio qui sfocia nel Po. La città è ai confini con la Lombardia (Provincia di Mantova).

Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è composto dalle frazioni di San Giacomo, San Girolamo, San Martino, San Rocco per un totale di 52,56 chilometri quadrati.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Guastalla-Stemma.png
« Troncato, nel 1º di azzurro, nel 2º di rosso, caricato di un leone d'oro rampante e lo stemma cimato da una corona ducale »
(Descrizione araldica dello stemma)

Lo stemma del Comune di Guastalla è costituito da uno scudo d'armi troncato di azzurro e di rosso, sul quale è raffigurato un leone d'oro rampante, il tutto sormontato da una corona ducale (Guastalla fu capitale di un Ducato dal 1621 al XIX secolo).

L'imperatore Ferdinando II d'Asburgo conferì il titolo di Città il 2 luglio 1621.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gonzaga di Guastalla, Contea di Guastalla e Ducato di Guastalla.
Monumento a Ferrante I Gonzaga
Guastalla nel XVII secolo
Le origini del nome

Il toponimo Guastalla sembrerebbe derivare da un presidio longobardo posto nella zona nel VI secolo, per difendere l'attraversamento del fiume Po. Fu denominato dai longobardi prima Wartstall, poi Wardastalla. Due sono le parole che lo compongono : Wart, derivazione di Warten, ossia guardare/custodire e Stall, stazione.[senza fonte]

Le prime testimonianze archeologiche relative ad un centro abitato in questa zona sembrano risalire al periodo etrusco. Tuttavia è in epoca altomedievale [864] che il nome della città viene menzionato per la prima volta all'interno di fonti storiche: Ludovico II il Giovane dona alla moglie Angilberga Guastalla, il "posto di guardia" longobardo fortificato, avanzato contro i bizantini installati a Mantova. In questa località vi era una cappella dedicata a San Pietro, il cui prestigio accrebbe nei decenni fino ad essere insignita della dignità plebana nel 980, per poi essere consacrata nel 997 da papa Gregorio V.

Gli anni attorno al 1000 videro Guastalla passare spesso di proprietà, dall'autorità papale agli imperatori, dai feudatari ai più potenti signori dell'epoca. È solo sotto il dominio dei Canossa, che il nucleo abitato sorto attorno alla chiesa di Pieve, ottenuto il privilegio di "nullius dioecesis" da parte di Urbano II, cominciò ad assumere importanza per la presenza di ampie zone coltivate su terreno fertile a due passi dal Po, area strategica di passaggio in un punto di guado del fiume. Nel 1102 la contessa Matilde di Canossa consegnò Guastalla al monastero di San Sisto di Piacenza. La zona passò poi sotto il controllo dei Cremonesi e successivamente, con Giberto III, dei Correggesi e infine dei Visconti che la occuparono fino al 1402.

Sarà poi la famiglia Terzi a cedere Guastalla al mantovano Guido della signoria dei Torelli, trasformandola in contea nel 1428. I Torelli la governarono dal 1406 al 1539 dando così inizio al ciclo dei signori che dominarono e crearono la città in quanto spazio architettonico organizzato con la presenza del palazzo nobiliare, del castello, delle chiese, della piazza. Guastalla divenne così una città rinascimentale. Con la morte di Achille Torelli, senza eredi maschi, la città diventò eredità della sua unica figlia, Ludovica, nota come "contessa di Guastalla".

Questa nuova realtà nata sulla riva destra del Po, in una fertile e produttiva zona di pianura, destò l'attenzione di Ferrante I Gonzaga con l'intento di farne un possedimento degno della sua casata. Il 3 ottobre 1539 la contea di Guastalla venne così acquistata da Ferrante al prezzo di 22.280 scudi d'oro e annessa in poco tempo all'Impero. Il 6 settembre 1541 l'imperatore Carlo V concedeva formalmente Guastalla al dominio dei Gonzaga, che si dichiarò così indipendente dal Ducato di Milano.

Sotto la dinastia dei Gonzaga ebbero inizio 207 anni di signoria, che si trasformarono ben presto in sovranità. Durante questo periodo Guastalla raggiunse il suo massimo splendore. La sua nobiltà era ormai diventata per dignità al pari delle signorie più rilevanti dell'epoca. Vi furono ospitati artisti come Campi e Guercino, e poeti come Tasso e Guarini. Venne istituita la zecca, diretta dall'incisore Gasparo Mola, che produsse moneta fino al 1746. Nel 1621, sotto il dominio di Ferrante II la città divenne ducato ed allargò i suoi territori inglobando prima Reggiolo poi, sotto il governo di Cesare II, Dosolo e Luzzara. Da allora assunse una certa importanza come capitale del ducato dei Gonzaga, fino alla fine del 1600, secolo in cui ebbe inizio la crisi dinastica del ramo dominante, quella di Mantova.

Stemma dei Gonzaga di Guastalla 1575-1630

Per la sua posizione strategica, Guastalla divenne una delle città fortificate più importanti del tempo. Questa connotazione guerriera come fu il simbolo di potenza militare fu anche il segno della sua rovina. Infatti nel 1689, attaccata dagli spagnoli, venne privata dei suoi elementi di fortificazione come le mura e la rocca. Durante la guerra di successione polacca venne occupata dagli austriaci e ceduta nel 1735 a Carlo Emanuele III di Savoia. Con il cadere della dinastia gonzaghesca subentrarono i Borbone di Parma che la posero in un ruolo subalterno. Nel 1806 ritornò ducato sovrano e concesso a Paolina Bonaparte e a suo marito il principe Camillo Filippo Ludovico Borghese . Successivamente Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d'Asburgo-Lorena la incorporarono nuovamente nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, di cui fu un'exclave fino al 1847, quando il territorio della sua provincia (comuni di Guastalla, Luzzara e Reggiolo) venne annesso brevemente al Ducato di Modena. In seguito allo scioglimento del ducato modenese e all'annessione al Regno di Sardegna, nel 1861 Guastalla entrò a far parte del Regno d'Italia nella provincia di Reggio Emilia. In virtù della sua storia la città conserva gelosamente le antiche tradizioni e cultura locali, nonché la particolarità del suo dialetto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo
La torre civica
Piazza Garibaldi

Il cuore della città è piazza Mazzini, una tipica piazza emiliana circondata da portici, dominata dal monumento a Ferrante I Gonzaga, opera di Leone Leoni.

Sulla piazza si affacciano la Concattedrale di San Pietro Apostolo, opera cinquecentesca di Francesco Capriani (Francesco da Volterra) (ma la facciata risale a due secoli più tardi), il palazzo Ducale [1567] in gran parte ricostruito (al cui interno è allestito il Museo Cittadino), e il Municipio, iniziato nella prima metà del Quattrocento e terminato dai Gonzaga durante il Cinquecento. Esso reca sotto il portico i modelli delle antiche unità di misura.

Dalla piazza si accede ai portici quattrocenteschi di corso Garibaldi, la più antica via della città, che conducono alla Biblioteca Maldotti, ricca di manoscritti, antiche edizioni a stampa e una nutrita collezione di dipinti. Antistante la biblioteca sorge la chiesa di Santa Croce (detta anche della Morte), risalente al 1587. Dall'interno è possibile scendere nei sotterranei e visitare il precedente luogo religioso di origine medievale. Nelle vicinanze della chiesa è inoltre possibile notare l'edificio nel quale albergò Garibaldi durante la sua permanenza nella città.

Il corso si apre poi su piazza Garibaldi, al cui centro è presente il monumento a lui dedicato. Dalla piazza è inoltre possibile ammirare la chiesa dell'Immacolata Concezione (oratorio di pianta ottagonale), la chiesa del Santissimo Crocifisso (o delle Cappuccine) e la chiesa della S. Maria dei Servi (o Santa Maria Annunciata), eretta alla fine del Cinquecento su disegno di Francesco Capriani: notevole, all'interno, la Deposizione, tela di Giuseppe M. Crespi. Su lato est della piazza si trova Palazzo Frattini, sede del Centro Culturale Comunale.

Da piazza Garibaldi, percorrendo via Verdi si arriva al Teatro Comunale in stile neoclassico, risalente al 1671. Scegliendo invece via Volturno si arriva in piazza Matteotti, dove sorge l'imponente Torre Civica o "Campanón", nel luogo che un tempo fu dell'antica rocca trecentesca abbattuta dagli spagnoli nel 1689. I lavori di costruzione della torre, progettata dall'architetto parmense Cristoforo Trivellino, iniziarono nel 1723 e terminarono nel 1732. L'edificio supera i 40 metri d'altezza e per la sua costruzione vennero utilizzati i materiali recuperati dalla vecchia rocca dei Torelli.

Più avanti, in via Piave, sorge il seicentesco Santuario in stile barocco Beata Vergine della Porta, progettato dall'architetto Prospero Mattioli per ordine del Duca Vincenzo Gonzaga. La chiesa conserva paliotti in scagliola policroma, opera di artigianato carpigiano.

Svoltando per via Cavour si giunge in piazza Martiri Patrioti (ex Piazza Roma), al cui centro è presente il monumento in memoria dei caduti della prima guerra mondiale. La piazza è ornata da lampioni in stile Liberty.

Tornando in Strada Gonzaga (comunemente nota come via Gonzaga) è notevole la ex chiesa di San Francesco, costruita nel 1606 su disegno di Ferrante II Gonzaga, adibita nel ventunesimo secolo a sala mostre.

Scegliendo via Spallanzani è possibile notare la chiesa di San Carlo (o delle Agostiniane), edificata nel 1626 sempre per ordine di Ferrante II Gonzaga.

Il centro reale della città storica non è la piazza principale, essendo quest'ultima decentrata rispetto all'assetto fisico cittadino, bensì "La Croce del Volterra", punto dal quale ne hanno origine quattro bracci rivolti verso i quattro punti cardinali. All'estremità di ogni braccio è situata una chiesa (A nord il Duomo, ad est la chiesa della S. Maria dei Servi, la chiesa del Santissimo Crocifisso ad ovest, la chiesa di S. Carlo a sud).

Nel territorio comunale di Guastalla sono storicamente importanti l'Oratorio di San Giorgio, piccolo gioiello romanico (secondo alcune testimonianze risalirebbe al X secolo), e la romanica Basilica di San Pietro e Paolo di Pieve di Guastalla, uno dei più antichi edifici religiosi di tutta la provincia. Eretta originariamente prima del X secolo fu parzialmente ricostruita nel XIII secolo a causa di un terremoto e restaurata diverse volte durante i secoli successivi. Nel 1095 e nel 1106 fu addirittura sede di due Concili (il primo nel 1095 con papa Urbano II, il secondo nel 1106 con papa Pasquale II). All'interno è possibile ammirare un'antichissima vasca battesimale (IX o X secolo) e una terracotta dipinta, raffigurante la Madonna col Bambino, forse opera dello scultore Guido Mazzoni. Poco più avanti si trova la chiesa del Rosario, risalente al 1588.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica di S. Pietro e Paolo
Oratorio di San Giorgio

A partire dalla fine del Cinquecento, nel corso dei secoli, sono state edificate sul territorio guastallese più di 40 chiese, diffuse sia nel centro storico che nelle frazioni. Qui le più importanti ancora esistenti:

  • Santa Croce (della Morte)
  • Beata Vergine della Porta
  • Cattedrale di S. Pietro (Duomo)
  • Beata Vergine dell'Olmo
  • San Giuseppe
  • Santi Filippo e Giacomo (S. Giacomo)
  • San Giorgio
  • San Girolamo
  • Beata Vergine della Neve (Tagliata)
  • SS. Apostoli Pietro e Paolo (la Pieve, già San Pietro)
  • San Rocco
  • Beata Vergine del Rosario
  • San Francesco
  • Santi Francesco e Bernardino (Cappuccini)
  • Santissima Annunziata (I Servi)
  • San Carlo
  • Beata Vergine della Concezione
  • Santissimo Crocifisso (Cappuccine)
  • San Marco
  • San Giacomo Apostolo (Solarolo)
  • San Martino (la nuova)
  • San Carlo (ex oratorio)
  • Beata Vergine Maria (oratorio a S. Girolamo)
Palazzo Ducale

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune sono 2.120, ovvero il 13,9% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:

  1. Pakistan, 587
  2. India, 283
  3. Marocco, 176
  4. Romania, 166
  5. Moldavia, 163
  6. Repubblica di Macedonia, 156
  7. Cina, 150
  8. Albania, 87
  9. Tunisia, 65
  10. Ucraina, 52

Il Distretto di Guastalla (Guastalla, Boretto, Brescello, Gualtieri, Luzzara, Novellara, Poviglio, Reggiolo) risulta la zona della provincia con il più alto rapporto dei cittadini extracomunitari (non UE) sulla popolazione residente, vale a dire il 14,3%. Risulta, al contrario, la zona con il minor rapporto di cittadini stranieri comunitari (0,9%)[6].

Celebrazioni e fiere[modifica | modifica wikitesto]

Strada Gonzaga
  • Il 25 novembre vi si festeggia la Fiera di Santa Caterina.
  • La terza domenica di maggio si festeggia la Fiera di San Felice.
  • Ogni 3 anni, alla fine del mese di maggio si celebra La Gnoccata, festa popolare di origine ottocentesca.

Eventi culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1772 l'importante esponente dell'Illuminismo letterario e filosofico tedesco Gotthold Ephraim Lessing scrive il dramma borghese Emilia Galotti ambientato nella città di Guastalla.
  • Nel 1976 la città è stata location per alcune sequenze del film di Bernardo Bertolucci Novecento, tra cui le ultime sequenze dell'atto primo.
  • Dal 2001, nell'area dell'Ostello del Po, in un periodo compreso tra settembre e ottobre, si tiene RaduPo, raduno di burattini e burattinai sulle rive del Po, in ricordo del grande burattinaio Otello Sarzi. L'evento, dalla durata di due-tre giorni, si compone di spettacoli, concerti e laboratori aperti al pubblico.

Persone legate a Guastalla[modifica | modifica wikitesto]

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

« Nel Guastallese distinguonsi pure i suoni ö e ü dei Lombardi in molte voci, come fög, zög, pütìn, tüt per foco, giuoco, bambino, tutto. Talvolta volge alla foggia parmigiana la i in é in alcune voci come: gallénna, canténna per gallina; cantina. Suole terminare in i i nomi femminili plurali che in italiano finìscono per e, come: li cosi, li belli donni, per le cose, le belle donne. Questa proprietà vi fu introdotta pel commercio continuo col vicino dialetto parmigiano, del quale è distintiva. In generale peraltro, sì il Guastallese che il Mirandolese, sèrbano molta affinità col Ferrarese e col Mantovano, dissonando così nella forma come nell'accento dagli altri vicini dialetti, ai quali sono politicamente congiunti »
(Bernardino Biondelli, Saggio sui dialetti gallo-italici, pag. 206)

Il dialetto guastallese (dialétt guastalés) si distingue nettamente da quello dei paesi confinanti della provincia (Luzzara e Reggiolo esclusi), soprattutto dal dialetto reggiano. Per ragioni sia storiche che geografiche risulta molto simile al dialetto mantovano, con il quale condivide la maggior parte delle caratteristiche fonetiche e morfologiche, mantenendo così una certa continuità con l'area dialettale della bassa mantovana (pur conservando anche elementi che differiscono da entrambi). Il linguista Bernardino Biondelli, nell'opera Saggio sui dialetti Gallo-Italici del 1853, descriveva il dialetto guastallese come una varietà poco differente appartenente al sottogruppo emiliano mantovano-ferrarese[7].

Palazzo Ducale

Esempio di dialetto guastallese

Al nostar dialétt

« [...]Sin da 'l inìssi 'l an 's è mia cunfüs
cun al dialétt arsàn di cunfinànt,
ansi, in tött li manéri 'l à sercà
da star da Réss sémpar da pö distànt.


Pò par dispètt al 's è miss a parlàr
cun cói dadlà da Po, lè poch luntàn,
e acsè in dal témp li straci 'l à ciapà
'd an sö parént, ch'l è ‘l dialétt mantuàn.

Cóll ch'è gnü föra 'l è un tipo 'd dialétt
parlà da tötti i guastalés luntéra;
al par fatt a sö doss, e i è urguliùs
che nisön a discórra in sta manéra.[...] »

(da "Elementi di grammatica del dialetto guastallese", Luigi Pietri)

Traduzione in italiano

Il nostro dialetto

« [...]Sin dall'inizio non si è confuso
con il dialetto reggiano dei vicini,
anzi, in tutti i modi ha cercato
di stare da Reggio sempre più distante.


Poi, per dispetto, ha cominciato a parlare
con quelli al di là del Po, lì poco lontani,
e così nel tempo ha preso qualche rassomiglianza
da un suo parente, che è il dialetto mantovano.

Quello che ne è uscito è un tipo di dialetto
parlato volentieri da tutti i guastallesi;
sembra fatto apposta per loro, e sono orgogliosi
che nessuno parli in questo modo.[...] »

(da "Elementi di grammatica del dialetto guastallese", Luigi Pietri)

Ciò che contraddistingue maggiormente il guastallese è la forte presenza dei suoni lombardi ö ed ü (Fuoco → Fögh / Gioco → Sögh / Cucina → Cüsìna / Subito → Sübìt) e la quasi totale assenza della palatalizzazione di A tonica latina[8], come nel Mantovano e nel Ferrarese (Padre → Padar / Sempre → Sémpar / Dentro → Déntar / Andare → Andàr / Mangiare → Magnàr / Leggere → Lèsar) dissonando così nell'accento e nella forma dai dialetti emiliani limitrofi. La lettera z non esiste, sempre sostituita dalla lettera s, dolce o aspra (Pazienza → Pasensia / Zanzara → Sansàla).

Esempi
Italiano Guastallese
Ieri sono andata al mercato. Iér a sun andàda al mercà/marcà.
Devi prendere le uova nel pollaio. At ghè da tör i öv in dal pulèr.
Mi sono sdraiato sul divano e poi mi sono addormentato. Am sun saquà in sal divàn e po' am sun indurmansà.
Noi crediamo sempre di essere migliori degli altri. Nüàtar a cardóm sémpar 'd esar mèi che chi-atàr.
È logico che ognuno voglia bene al proprio paese. 'L è lògìc che ciaschidön al vòia bén al sö paés.
Io non volevo, ma lui ha voluto regalarmelo lo stesso. Me a 'n al vréva mia, ma lö 'l à vrü regalàrmal lìstess.
È andato in piscina a nuotare? El andà in pisìna a nudàr?
Abito di qua dal Po in una città chiamata Guastalla. A stagh dadsà dal Po in 'na cità ciamàda Guastàla.
Ho saputo da tuo cugino dove abiti. A iò saü da tö cüsén indùa 't a ste.
Quando li ho incontrati, ho chiesto loro di venirmi a trovare. Quànd a i ò incutrà, agh ò dmandà ad gnirum a catàr.

Trasporti e vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

  • Dall'autostrada A1 (Autostrada del Sole) si esce al casello di Reggio Emilia seguendo la SS63 in direzione Guastalla. In alternativa è possibile uscire al casello Terre di Canossa seguendo la nuova strada provinciale per Boretto e Mantova.
  • Dall'autostrada A22 (Autostrada del Brennero) si esce al casello Reggiolo-Rolo in direzione Guastalla. In alternativa è possibile uscire al casello di Carpi seguendo la direzione Novellara e poi Guastalla oppure al casello di Pegognaga seguendo la direzione Suzzara e poi Guastalla.
  • La città è attraversata dalla SS62 (Ora SP62r) che collega Parma a Mantova.
  • Il comune è servito dalle linee della FER.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Guastalla è posta sulle linee Parma-Suzzara e Reggio Emilia-Guastalla; nel territorio comunale sono presenti anche la stazione di Tagliata e la stazione di San Giacomo.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

L'aeroporto più vicino è quello di Parma (circa 35 km), seguito da quello di Verona (circa 85 km) e da quello di Bologna (circa 90 km).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 agosto 1985 2 luglio 1990 Ermanno Fontanesi Partito Socialista Italiano Sindaco [9]
2 luglio 1990 14 giugno 1999 Matteo Moreschi Partito Comunista Italiano-Partito Democratico della Sinistra Sindaco [9]
14 giugno 1999 8 giugno 2009 Mario Dallasta lista civica Sindaco [9]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giorgio Benaglia PdL, Lega Nord e UdC Sindaco [9]
26 maggio 2014 in carica Camilla Verona Partito Democratico Sindaco [9]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Guastalla è una città che offre possibilità di praticare sport ma ha grosse defezioni in merito alla mancanza di strutture indoor per sport di squadra. La Società Sportiva principale è la U.S. Saturno SCSD, che promuove sport fin dal 1944, ed al giugno 2013 annovera quasi 650 atleti iscritti nelle categorie junior e senior, suddivisi nelle quattro discipline calcio, volley, ginnastica artistica e basket (tramite la AS Pallacanestro Guastalla ASD). Poiché a Guastalla non esistono palestre a norma per i campionati Seniores e Juniores (o Under), diverse squadre sono costrette da anni ad emigrare verso i comuni limitrofi. Il 7 gennaio 2012 la Pallacanestro Guastalla vince la Coppa Emilia-Romagna, considerato il trofeo regionale più prestigioso a livello seniores. Dopo 8 anni di esilio forzato a Castelnovo Sotto (20 km di distanza) per poter giocare in un impianto regolare, la Pallacanestro Guastalla è costretta dall'aprile 2014 a rinunciare alla prima squadra (militante in Serie C2) non potendo più gestire questa gravosa situazione logistica, nonostante gli ottimi risultati conseguiti. L'altra squadra che pratica il calcio è l'A.C.D. Guastalla Calcio, con trascorsi in Serie C (negli anni quaranta) e D (anni sessanta e settanta); milita in Prima Categoria. Buona la tradizione di arbitri di calcio, che negli ultimi anni ha ricevuto nuova linfa dall'adesione di molti giovani. Presente sul territorio anche il neonato Rugby Guastalla 2008 militante nel campionato regionale di serie C. Risale al 1896 la fondazione della Società Canottieri Eridano di Guastalla, da sempre riferimento per gli amanti degli sport d'acqua di tutta la bassa reggiana. Fra le attività amatoriali della Società si annoverano il calcio, il tennis, il basket, il beach volley, le bocce, la navigazione da diporto. La canoa viene svolta a livello agonistico ed è il vero fiore all'occhiello della Società con numerosi titoli italiani conquistati nel passato e con giovani atleti protagonisti nelle nazionali under 16 e junior di slalom.

L'Atletica Guastalla è stata la prima società sportiva per la quale ha corso il campione olimpico di maratona (ad Atene 2004) Stefano Baldini.

Piazza Mazzini

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Guastalla - Statuto.
  2. ^ Bilancio demografico - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2015 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  6. ^ Daniela Casoli, Osservatorio provinciale sulla popolazione straniera, provincia.re.it, 31 dicembre 2010.
  7. ^ Bernardino Biondelli, Saggio sui dialetti gallo-italici, Milano, Forni, 1853, ISBN 88-271-0575-1. URL consultato il 1º giugno 2010.
  8. ^ Fenomeno fonetico nel quale la vocale a volge in è, tipico dei dialetti emiliano-romagnoli e delle regioni adriatiche (Es. Capra → Chèvra). Il guastallese mantiene invece la a (Capra → Cavra)
  9. ^ a b c d e http://amministratori.interno.it/
  10. ^ Gemellaggio_1, ricerca.gelocal.it.
  11. ^ Gemellaggio_2, comune.giovinazzo.ba.it.
  12. ^ Gemellaggio_3, comune.gabicce-mare.ps.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Comune di Guastalla - Provincia di Reggio Emilia, Guida alla città di Guastalla, maggio 2008.
  • Guastalla città delle chiese, BIOIDEA edizioni, 1998.
  • Luigi Pietri, Elementi di grammatica del dialetto guastallese, Brescello, 1988.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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