Brescello

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Brescello
comune
Brescello – Stemma Brescello – Bandiera
Brescello – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Amministrazione
Sindaco Dr. Michele Formiglio,

Dr. Antonio Oriolo,

Dr.ssa Luciana Lucianò (Commissiari Straordinari), commissione straordinaria (comune sciolto per infiltrazioni mafiose)

Territorio
Coordinate 44°54′N 10°31′E / 44.9°N 10.516667°E44.9; 10.516667 (Brescello)Coordinate: 44°54′N 10°31′E / 44.9°N 10.516667°E44.9; 10.516667 (Brescello)
Altitudine 24 m s.l.m.
Superficie 24,04 km²
Abitanti 5,617[1] (31-12-2015)
Densità 0,23 ab./km²
Frazioni Coenzo a Mane, Ghiarole, Lentigione, Sorbolo a Mane
Comuni confinanti Boretto, Gattatico, Mezzani (PR), Poviglio, Sorbolo (PR), Viadana (MN)
Altre informazioni
Cod. postale 42041
Prefisso 0522
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 035006
Cod. catastale B156
Targa RE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 436 GG[2]
Nome abitanti Brescellesi
Patrono San Genesio
Giorno festivo 25 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brescello
Brescello
Posizione del comune di Brescello nella provincia di Reggio Emilia
Posizione del comune di Brescello nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Brescello (Barsèl nel dialetto locale, Bersèl in dialetto reggiano[3]) è un comune italiano di 5 617 abitanti della provincia di Reggio nell'Emilia, in Emilia-Romagna, nel pieno della bassa reggiana. È famoso per i film di don Camillo e Peppone ispirati ai racconti di Guareschi e girati appunto a Brescello.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Brescello si trova nella pianura padana, sulla riva destra del Po, a 27 km a nord-ovest di Reggio nell'Emilia. Confina a nord con il comune mantovano di Viadana, ad est con Boretto e con Poviglio, a sud con Gattatico e ad ovest con i comuni parmensi di Sorbolo e Mezzani.

Il nucleo urbano è situato alla destra del torrente Enza che qui sfocia nel Po. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Coenzo a Mane, Ghiarole, Lentigione, Sorbolo a Mane per un totale di 24 chilometri quadrati.

Il territorio di Brescello fa parte dell'area geografica denominata Bassa padana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Brixellum.

Fondata dai Cenomani attorno al VII secolo a.C., Brescello fu, cinque secoli dopo, raggiunta dai Romani che la ribattezzarono Brixellum. Divenuta uno dei più importanti centri della pianura Padana, data la sua importante posizione strategica lungo il corso del Po, fu teatro, nel 69, del suicidio dell'imperatore Otone. Decaduta sul finire del IV secolo, tanto da essere definita da Sant'Ambrogio cadavere di città, ciò nonostante Brescello venne proclamata sede vescovile nel 389; il primo vescovo fu San Genesio, il patrono del paese.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Attorno al 584 Brescello, tenuta dai Bizantini guidati dal generale longobardo Droctulfo, venne assediata dalle truppe del re Autari. Gli assedianti riuscirono a sfuggire al massacro con un'improvvisa sortita, ma la città venne rasa al suolo. In seguito venne di nuovo riconquistata dai Bizantini che distrussero quel che rimaneva. Furono poi anni di oblio, soggetta alle devastanti piene del Po, circondata da paludi malsane, Brescello venne conquistata dal Comune di Parma nel XII secolo. Nel 1247 venne saccheggiata dalle truppe di Re Enzo. Dal 1409 al 1422 soggiacque alla Repubblica di Venezia, mentre nel 1479, Ludovico il Moro signore di Milano, la cedette al duca di Ferrara Ercole I d'Este in cambio di Castelnuovo di Tortona. Iniziò così la lunga dominazione estense, durata fino al 1859.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Su volontà del duca Alfonso II d'Este, nel 1555 Brescello venne fortificata con una munitissima cinta pentagona. L'importanza della piazzaforte era dovuta al fatto che essa era posta esattamente al confine tra alcuni dei più importanti stati del nord Italia, ossia il Ducato di Ferrara, il Ducato di Parma e Piacenza e il Ducato di Mantova. Nel 1702 venne saccheggiata dalle truppe franco-spagnole nel corso della guerra di successione spagnola. L'anno successivo le possenti fortificazioni vennero smantellate. Nel 1847, con la firma del trattato di Firenze alcune frazioni del Ducato di Parma e Piacenza, poste sulla sponda destra dell'Enza, come Coenzo a Mane, San Giorgio e Sorbolo a Mane, passarono al Ducato di Modena e Reggio, di cui Brescello faceva parte.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1951 Brescello subì la pesante alluvione del Po che, in seguito, distrusse il Polesine.

Presenza della 'Ndrangheta calabrese e scioglimento per mafia[modifica | modifica wikitesto]

Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna e per ordine del presidente del Tribunale del capoluogo reggiano, l'8 novembre 2013, nell'ambito dell'indagine "Edilpiovra"[4], i Carabinieri hanno eseguito una vasta operazione che ha portato al sequestro di svariati beni per un valore di tre milioni di euro, beni appartenenti o riconducibili proprio a Francesco Grande Aracri, fratello del boss Nicolino Grande Aracri soprannominato “Mano di gomma”. In particolare sono stati sottoposti a sequestro: 16 conti correnti, depositi bancari, due società del settore edile, sei appartamenti, nove immobili commerciali, due veicoli e un terreno. Francesco Grande Aracri arriva in provincia di Reggio nell'Emilia dopo i primi insediamenti malavitosi, iniziati con Dragone nel 1982 in soggiorno obbligato, ufficialmente bidello. Negli anni novanta vengono uccisi Antonio Simbari (imprenditore edilizia cutrese, residente nel Mantovano) sia Raffaele Dragone (il figlio del boss). I giornali locali negli ultimi anni riportano il bollettino quotidiano delle faide, dei sequestri di beni, degli arresti e degli omicidi della 'Ndrangheta in Emilia.[5] Il 20 aprile 2016 il consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, divenendo così il primo comune dell'Emilia Romagna ad essere commissariato per motivi di mafia[6][7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La celebre chiesa di Santa Maria Nascente
  • Chiesa di Santa Maria Nascente, ricostruita tra il 1829 e il 1837 al posto dell'antica chiesa medioevale, già sede della diocesi di Brescello.
  • L'Ex monastero di San Benedetto fu costruito nel XV sec. per le monache di clausura dell'ordine di San Benedetto che rimasero lì sino all'avvento della Repubblica Cisalpina. Oggi, completamente ristrutturato, è adibito a Centro Culturale, ospita il “Museo di Peppone e don Camillo”, la Ludoteca, la Biblioteca, le Sale civiche “Prampolini e Zatti”, la Sala del Consiglio Comunale, la donazione del liutaio “Raffaele Vaccari”, il Centro Auser e la Polizia Municipale.
La statua di Don Camillo nella piazza principale
Giovannino Guareschi (autore di Don Camillo) e Fernandel nei panni del prete sul set a Brescello

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 sono 732 gli stranieri presenti sul territorio comunale, pari al 13% della popolazione residente complessiva. Le comunità straniere più rappresentate sono:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Specialità di Brescello è la spongata, un dolce natalizio che si presenta come una torta non lievitata ripiena di confettura di pere, mele, pinoli, mandorle e frutta candita.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Brescello Festival Mondo Piccolo Cinematografico. Nato nel 2003, il Festival è dedicato a documentari e opere di fiction che raccontino la provincia italiana: i luoghi, gli ambienti, le tradizioni, i valori e la cultura.

L'evento è promosso dal Comune di Brescello insieme all'Associazione Pro Loco e il Videoclub di Brescello, con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L'undicesima edizione del Festival si è svolta dal 22 al 26 giugno 2011. Primo classificato e vincitore del Don Camillo d'oro è il cortometraggio "Habibi", di Davide del Degan.[9]

  • "Brixellum Romanorum". A cadenza biennale, vede il paese rivestirsi degli abiti e delle usanze degli antichi romani, fondatori dell'accampamento originario di Brixellum.

Per l'occasione sono organizzati, in collaborazione con l'Associazione Pro Loco e ArcheoBrescello, conferenze e approfondimenti, momenti ludici per ragazzi, spettacoli in piazza e ricostruzioni dell'accampamento romano. Nei giorni della manifestazione alcuni brescellesi si vestono da antichi romani e partecipano alle sfilate dei centurioni e dell'imperatore curate da gruppi di rievocazione storica. I negozi del paese diventano tabernae romane e propongono prodotti agroalimentari dell'epoca.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Brescello è anche il paese dove vennero girati i film di Don Camillo. Oltre al museo dedicato ai protagonisti, si possono ammirare anche vari luoghi e oggetti che erano presenti nei film: ad esempio la chiesa o la piazza adiacente ad essa, in cui sono state collocate due statue in bronzo, ognuna nella metà della piazza che gli si addice, ritraenti Don Camillo e Peppone nell'atto di salutarsi vicendevolmente. A Brescello si girarono cinque film della serie:

Il sesto film, che si sarebbe dovuto intitolare Don Camillo e i giovani d'oggi del 1970, non venne terminato a causa della malattia di Fernandel, che poi morì il 26 febbraio 1971 di tumore. Il film è stato poi realizzato nel 1972, con Gastone Moschin nella parte di Don Camillo e Lionel Stander in quella di Peppone, con riprese a San Secondo Parmense.

Il Museo di Don Camillo e Peppone[modifica | modifica wikitesto]

I cimeli dei cinque film girati a Brescello, sono custoditi nel Museo di Don Camillo e Peppone, che si trova nel paese. Oltre che le locandine e gli abiti scenici originali dei film, nel museo si possono vedere anche gli oggetti usati per le riprese: la moto, le biciclette, l'Ufficio di Peppone. Sempre all'interno del museo si trova un shop in cui è possibile acquistare gadget, film, documentari e libri riguardanti don Camillo e Peppone ed il Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi.
Per ricordare l'episodio nel film del 1955, nella piazza adiacente al Museo è posizionato un carrarmato M26 Pershing.

Persone legate a Brescello[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Brescello è attraversata dalla strada statale 62 della Cisa che gli permette il collegamento stradale con Boretto, ad est, e con Sorbolo, ad ovest.

Dall'abitato diparte la strada provinciale 1 che collega Brescello a Poviglio, dove si unisce alla Strada statale 358 di Castelnovo.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Brescello-Viadana.

Brescello è dotata di una stazione ferroviaria lungo la linea locale Parma – Suzzara.

La stazione di Parma è la fermata ferroviaria più vicina lungo la linea Milano-Bologna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 14 giugno 2004 Ermes Coffrini *PCI(1985-1990) Sindaco [10]
14 giugno 2004 26 maggio 2014 Giuseppe Vezzani lista civica di centro-sinistra(appoggiata da DS, poi PD) Sindaco [10]
26 maggio 2014 20 febbraio 2016 Marcello Coffrini (dimesso) lista civica di centro-sinistra Insieme per Brescello (appoggiata da PD) Sindaco [10]
23 febbraio 2016 20 aprile 2016 Michele Formiglio

(Commissario Straordinario)

Nessuno

(Commissario prefettizio)

Sindaco [10]
20 aprile 2016 in carica
Dr. Michele Formiglio,
Dr. Antonio Oriolo
e Dr.ssa Luciana Lucianò
(Commissiari Straordinari)

(commissione straordinaria)

(comune sciolto per infiltrazioni mafiose)

Nessuno

(Commissario prefettizio) commissione straordinaria (comune sciolto per infiltrazioni mafiose)

Sindaco [10]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'Unione Sportiva Brescello. Disputò, tra il 1995 ed il 2001, ben sei campionati di Serie C1. Gioca le sue partite interne allo stadio Morelli.

Altra squadra del Comune che attualmente ha avuto una certa rilevanza nel mondo calcistico è il Lentigione, in Serie D dal 2015-2016, di proprietà di Amadei (patron dell'azienda Immergas), già proprietario del glorioso Brescello degli anni Novanta. Il Lentigione disputa le sue partite nello stadio dell'omonima frazione del Comune. Nel 2015, in occasione della partita Lentigione - Parma, la squadra è stata ospitata, per ragioni di spazio e sicurezza, all'interno dello stadio Morelli del capoluogo comunale.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

Il Tennis Club Brescello è situato vicino al campo sportivo ed allo stadio comunale, in via Alberici. Sono presenti 3 campi da tennis, uno esterno in cemento e due interni in sitetico veloce. Il presidente del club è Giuseppe Del Bon, il maestro FIT è Delfino Giroldini, il giudice arbitro del club è Giuseppe Sassi.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 99.
  4. ^ 'Ndrangheta: sequestrati a Brescello beni per 3 milioni del fratello del boss Fonte: Gazzetta di Parma
  5. ^ Operazione Edilpiovra Fonte:Blitzquotidiano
  6. ^ Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 113, Governo Italiano, 20 aprile 2016.
  7. ^ Sciolto per mafia il Comune di Brescello, paese di don Camillo e Peppone, su ANSA, 20 aprile 2016.]
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Festival del Cinema di Brescello, edizione 2011
  10. ^ a b c d e http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guglielmo Piccinini, Guida di Reggio nell'Emilia e provincia, Reggio Emilia, 1931

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN245401645
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