Ercole II d'Este

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ercole II d'Este
ErcoleIId'Este.jpg
Ercole II d'Este.
Duca di Ferrara, Modena e Reggio
Stemma
In carica 31 ottobre 1534 – 3 ottobre 1559
Predecessore Alfonso I d'Este
Successore Alfonso II d'Este
Nascita Ferrara, 4 aprile 1508
Morte Ferrara, 3 ottobre 1559
Luogo di sepoltura Monastero del Corpus Domini, Ferrara
Dinastia Este
Padre Alfonso I d'Este
Madre Lucrezia Borgia
Consorte Renata di Francia
Religione Cattolicesimo
Ercole II d'Este
Arolsen Klebeband 01 321 1.jpg
Stampa del Duca Ercole II d'Este (Niccolò Nelli)
4 aprile 1508 – 3 ottobre 1559
Nato aFerrara
Morto aFerrara
EtniaItaliana
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servito
Forza armata
  • Esercito della Repubblica Fiorentina
  • Esercito Reale Francese
  • ArmaFanteria
    SpecialitàCapitano di ventura
    Anni di servizio15281557
    GradoLuogotenente Generale del Re
    ComandantiPiero Strozzi
    GuerreGuerra del sale (1556-1557)
    voci di militari presenti su Wikipedia
    Ducato di Ferrara
    Este
    Coat of arms of the House of Este (1535).svg

    Borso
    Ercole I
    Figli
    Alfonso I
    Figli e nipoti
    Ercole II
    Alfonso II
    Modifica

    Ercole II d'Este (Ferrara, 4 aprile 1508Ferrara, 3 ottobre 1559) è stato il quarto duca di Ferrara, Modena e Reggio (1534-1559).

    Biografia[modifica | modifica wikitesto]

    Primogenito di Lucrezia Borgia, Ercole nacque il 4 aprile 1508, mentre il padre Alfonso I si trovava a Venezia. Secondo un cronista dell'epoca, Filippo Conti, durante i festeggiamenti per la sua nascita in città avvennero vari incendi e danneggiamenti[1].

    Da parte materna, Ercole era nipote di papa Alessandro VI e di Cesare Borgia, e cugino di Francesco Borgia. Per via paterna, era nipote di Isabella d'Este e del cardinale Ippolito d'Este. Suoi fratelli furono Ippolito II, arcivescovo di Milano e poi cardinale, suor Leonora, e Francesco, marchese di Massalombarda. Ebbe anche fratellastri, tra cui Rodrigo d'Aragona e, forse, Giovanni Borgia, l'infans Romanus.

    Per convenienza politica, nel mese di aprile del 1528 sposò Renata di Francia, seconda figlia di Luigi XII re di Francia e di Anna di Bretagna. Le nozze si celebrarono a Parigi, nella Sainte-Chapelle, e Renata ricevette da Francesco I di Francia una notevole dote e numerose rendite. Ercole divenne duca di Chartres, conte di Gisors e signore di Montargis.[2] Alla prima figlia Anna, nata nel 1531 e che sposò Francesco, duca di Guisa, seguirono Alfonso nel 1533, Lucrezia nel 1535 (che sposò il duca di Urbino Francesco Maria II della Rovere), Eleonora e Luigi.

    Il ducato[modifica | modifica wikitesto]

    Pompeo Leoni, medaglia di Ercole II d'Este, 1554.

    Nel 1534 succedette al padre divenendo duca nel mese di ottobre. Durante i primi anni si destreggiò bene tra le pressioni spagnole e francesi approfittando in particolare della relativa quiete dovuta al predominio spagnolo di quel periodo, sebbene molti suoi rapporti personali lo legassero maggiormente alla corte francese. Si trovò anche sotto le pressioni della curia papale che spingeva per il bando dalla sua corte di sospettati di eresia (anche Giovanni Calvino era stato a Ferrara nel 1536). In particolare, Renata, dopo alcune sue corrispondenze con protestanti, fu accusata di essersi convertita al protestantesimo, nonostante la presenza di un tribunale speciale della Inquisizione a Ferrara. Ercole presentò le accuse di eresia contro la moglie al re Enrico II di Francia e all'inquisitore Oriz nel 1554; successivamente lei confessò, senza subire conseguenze.

    Monastero del Corpus Domini, a Ferrara, sala del coro. Lastra tombale di Ercole II d'Este

    In precedenza Ercole era riuscito a risolvere anche un altro dissidio con il papato, derivante dalla sua riluttanza a concedere le riscossioni dei tributi per le lotte contro i turchi. Paolo III fu per questo quasi intenzionato a scomunicarlo: non si arrivò a tanto solo grazie all'accordo stipulato nel 1539 da Francesco, fratello di Ercole, che comportò il versamento di 180.000 ducati d'oro alla curia.

    Nel 1556, Ercole si schierò con il papa Paolo IV e con la Francia contro la Spagna, ponendosi al comando della lega in funzione antimperiale. Ma dopo che si manifestò l'interesse dei francesi verso Napoli, Ercole dismise l'accordo perché desiderava che Enrico II di Francia si occupasse di Milano. Tramite una mediazione di Cosimo de' Medici, stipulò un accordo con gli spagnoli il 18 maggio 1558 che gli permise di mantenere integri i suoi domini.

    La corte di Ferrara sotto Ercole II rimase un centro culturale importante, non solo per la diffusione della Riforma in Italia, tramite l'appoggio della moglie Renata, ma anche per il mecenatismo.

    Con lui non mutò la politica ducale nei confronti degli ebrei sefarditi che erano stati espulsi da Spagna e Portogallo e che avevano trovato rifugio nella città di Ferrara già dai tempi di Ercole I d'Este.[3] In concordanza con il pensiero di Giovanni Pico della Mirandola, Ercole II credeva in un fecondo dialogo tra la dottrina ebraica e quella cristiana.

    Da ricordare che il fratello cardinale, Ippolito d'Este, commissionò la costruzione della celebre Villa d'Este vicino a Tivoli.

    Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

    Ercole e Renata ebbero cinque figli:

    • Anna (16 novembre 1531-15 maggio 1607); col suo primo matrimonio divenne duchessa d'Aumale, poi di Guisa; col secondo matrimonio divenne duchessa di Nemours e del Genevese. È stata una delle maggiori figure della corte di Francia tra il regno di Enrico II e quello di Enrico IV.
    • Alfonso II (Ferrara, 22 novembre 1533  Ferrara, 27 ottobre 1597), divenne duca di Ferrara, succedendo al padre;
    • Lucrezia (16 dicembre 1535-1598);
    • Eleonora (1537–1581);
    • Luigi (Arezzo, 1538 - Montegiordano, 30 dicembre 1586).

    Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

    Ercole II d'Este Padre:
    Alfonso I d'Este
    Nonno paterno:
    Ercole I d'Este
    Bisnonno paterno:
    Niccolò III d'Este
    Trisnonno paterno:
    Alberto V d'Este
    Trisnonna paterna:
    Isotta Albaresani
    Bisnonna paterna:
    Ricciarda di Saluzzo
    Trisnonno paterno:
    Tommaso III di Saluzzo
    Trisnonna paterna:
    Marguerite de Pierrepont
    Nonna paterna:
    Eleonora d'Aragona
    Bisnonno paterno:
    Ferdinando I di Napoli
    Trisnonno paterno:
    Alfonso I di Napoli
    Trisnonna paterna:
    Gueraldona Carlino
    Bisnonna paterna:
    Isabella di Chiaromonte
    Trisnonno paterno:
    Tristano di Chiaromonte
    Trisnonna paterna:
    Caterina di Taranto
    Madre:
    Lucrezia Borgia
    Nonno materno:
    Papa Alessandro VI
    Bisnonno materno:
    Jofre de Borja Llanzol
    Trisnonno materno:
    Rodrigo Gil de Borja
    Trisnonna materna:
    Sibila de Oms
    Bisnonna materna:
    Isabel de Borja y Cavanilles
    Trisnonno materno:
    Domingos de Borja
    Trisnonna materna:
    Francisca Marti
    Nonna materna:
    Vannozza Cattanei
    Bisnonno materno:
    Giacomo Cattanei
    Trisnonno materno:
    ?
    Trisnonna materna:
    ?
    Bisnonna materna:
    Mencia Pinctoris
    Trisnonno materno:
    ?
    Trisnonna materna:
    ?

    Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

    Cavaliere dell'Ordine di San Michele (Regno di Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Michele (Regno di Francia)
    Rosa d'Oro (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro (Santa Sede)
    — 1543

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ G.Gruppioni 2, pp.49,50
    2. ^ Ercole II d'Este.
    3. ^ Aron di Leone Leoni, La Nazione Ebraica Spagnola e Portoghese di Ferrara (1492-1559). I suoi rapporti col governo ducale e la popolazione locale e i suoi legami con le Nazioni Portoghesi di Ancona, Pesaro e Venezia, a cura di L. Graziani Secchieri, Firenze 2011

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • Claudio Maria Goldoni, Atlante estense - Mille anni nella storia d'Europa - Gli Estensi a Ferrara, Modena, Reggio, Garfagnana e Massa Carrara, Modena, Edizioni Artestampa, 2011, ISBN 978-88-6462-005-3.
    • Graziano Gruppioni, LA NOSTRA STORIA.Storie di storia ferrarese, Documenti per la storia di Ferrara, nº 2, Ferrara, 2G Editrice, 2010, ISBN 978-88-89248-19-5.
    • Gerolamo Melchiorri, Donne illustri ferraresi dal Medioevo all'Unità, a cura di Graziano Gruppioni, prefazione Enrica Guerra, Ferrara, 2G Editrice, 2014, ISBN 978-88-89248-18-8.

    Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

    Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

    Controllo di autoritàVIAF (EN62395237 · ISNI (EN0000 0000 8034 7960 · LCCN (ENn88674385 · GND (DE121091651 · BNF (FRcb150368035 (data) · CERL cnp01880648