Casina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'opera teatrale di Plauto, vedi Casina (Plauto).
Casina
comune
Casina – Stemma Casina – Bandiera
(dettagli)
Panorama invernale di Casina
Panorama invernale di Casina
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Amministrazione
Sindaco Gian Franco Rinaldi (lista civica sostenuta da PD - SEL - RC - UDC - IDV) dal 16/05/2011
Data di istituzione 04/12/1859[1]
Territorio
Coordinate 44°30′40″N 10°30′09″E / 44.511111°N 10.5025°E44.511111; 10.5025 (Casina)Coordinate: 44°30′40″N 10°30′09″E / 44.511111°N 10.5025°E44.511111; 10.5025 (Casina)
Altitudine 574 m s.l.m.
Superficie 63,8[2] km²
Abitanti 4 501[3] (31-12-2014)
Densità 70,55 ab./km²
Frazioni Banzola, Barazzone, Beleo, Bergogno, Bettola, Bocco, Boschi, Braglio, Brugna, Casaleo, Casetico, Castignola, Ciolla, Cortogno, Costaferrata, Crocicchio, Faieto, Giandeto Straduzzi, Il Monte, La Ripa, Leguigno Faggeto, Lezzolo, L'Incrostolo, Masere, Migliara-Boastra, Molino di Cortogno, Monchio l'Axella, Montale, Montata, Montevaglio, Paullo Chiesa, Sordiglio, Strada-Fabbrica, Trazara, Vercallo, Villa Bonini
Comuni confinanti Carpineti, Castelnovo ne' Monti, Canossa, Vezzano sul Crostolo, Viano
Altre informazioni
Cod. postale 42034
Prefisso 0522
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 035013
Cod. catastale B967
Targa RE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti casinesi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casina
Casina
Posizione del comune di Casina nella provincia di Reggio Emilia
Posizione del comune di Casina nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Casina (Caṡîna /kaˈziːna/ in dialetto reggiano, La Caṡèina nel dialetto locale) è un comune italiano di 4 501 abitanti[3] della provincia di Reggio Emilia.

Il territorio comunale fa parte della Comunità Montana dell'Appennino reggiano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è interamente situato in montagna. Le due valli principali sono quella del torrente Crostolo che interessa il territorio a est e il torrente Tassobbio che invece occupa tutta la parte ovest.
Tra i rilievi più alti si possono elencare il monte Barazzone (735 m) e il monte Pulce (739 m).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Casina.

La zona climatica del comune è la E, pertanto è possibile accendere il riscaldamento dal 15 ottobre al 15 aprile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia precomunale[modifica | modifica wikitesto]

Dei reperti trovati nel territorio certificano la presenza di insediamenti umani fin dall'età del bronzo. Sono stati scoperti due villaggi principali: il primo è venuto alla luce nel 1872 grazie ai lavori di Gaetano Chierici, si tratta di un villaggio terramaricolo e si trova in cima al monte Venera, in località Ariolo. Il secondo invece si trova vicino alla frazione di Cortogno ed è chiamato "il villaggio del Faieto".
In epoca preromana il territorio fu occupato prima dai Liguri e successivamente vi insediarono gli Umbri, gli Etruschi e i Celti. Durante il II sec. A.C. i Romani con una serie di campagne militari conquistarono definitivamente la zona. Uno dei resti di epoca romana del territorio è la fornace di Cortogno.
Caduto l'impero il territorio venne occupato prima dai Goti, poi dai Bizantini, dai Longobardi e infine dai Franchi. I Longobardi riorganizzarono una prima forma di stato, organizzazione che mancava dai tempi dei Romani.
È nel secolo IX e X che iniziano a essere costruiti i primi insediamenti rurali come Migliara,Beleo e Giandeto. Compaiono anche i primi castelli come Sarzano, Leguigno e Paullo, quest'ultimo anche sede del potere religioso con una sua pieve. Dopo la morte di Matilde di Canossa queste entità amministrative accettarono di entrare nella giurisdizione del comune di Reggio Emilia.
Il territorio di "Cassina" viene infatti menzionato nel "Libro dei fuochi" del Comune di Reggio del 1315. Dal '300 però diminuì l'influenza comunale e si inasprirono le lotte tra le famiglie dei Fogliani, possessori di Leguigno, Giandeto e Sarzano, e la famiglia dei Gonzaga, regnante su Paullo e Pianzo. Dal secolo successivo l'arrivo del dominio Estense portò una relativa stabilità alla zona.
La divisione feudale dei territori rimasta la medesima per secoli viene travolta dal vento della rivoluzione francese il 24 ottobre 1798 che spartì i territori del futuro comune tra i cantoni di Vezzano, Carpineti e Castelnuovo ne' Monti. Ritornato nel 1815, Francesco IV d'Este soppresse i nuovi territori creati nel periodo napoleonico ma non reinstrodusse gli antichi diritti feudali. Durante il periodo estense del '800 i 20 consiglieri comunali venivano scelti tra 90 dei cittadini di classe più elevata, da qui si può notare un modesto inizio di una maggiore democratizzazione della società.

Storia del comune[modifica | modifica wikitesto]

XIX Secolo[modifica | modifica wikitesto]

Casina si qualificò come comune il 4 dicembre 1859 con un decreto del dittatore dell'Emilia Luigi Carlo Farini.
Era allora solo un piccolo borgo, ben più ridotto rispetto ad altri paesi vicini che in seguito divennero frazioni. Fu deciso di farlo capoluogo del nuovo comune in quanto era un centro di comunicazione posto sull'importante strada militare Gualitieri-Aulla presente fin da fine 1700.[4]
Non sempre gli abitanti di Casina furono d'accordo con le leggi del nuovo stato come testimonia la protesta avvenuta per la tassa sul macinato nel 1869. [5]
Come conseguenza del suffragio troppo ristretto (sarà censitario fino al 1912) l'amministrazione fu sempre presieduta da circa le stesse persone, o meglio dalle stesse famiglie che si alternavano gli incarichi. Era facile stringere accordi con elettori quando nei primi decenni dopo l'unità pochissime volte superavano il centinaio in numero.[6]
Nella seconda metà del XIX secolo a Casina su una popolazione di circa 4344, le famiglie benestanti erano 126 sulle circa 800 totali.La superficie comunale era di 5054 ettari di cui 3159 produttivi. Si coltivava frumento, veccia, fava, granoturco e il molto usato castagno. La vite che cresceva sugli olmi produceva un vino frizzante, dissetante e con un basso grado alcolico che i contadini chiamavano "fis-ciarin". Gran parte della popolazione femminile oltre alle faccende casalinghe o al lavoro nei campi in aiuto agli uomini, si dedicava alla filatura della lana, della canapa e del lino. Il mercato si teneva il martedì di ogni settimana.
Varie sagre e fiere alleviavano il duro lavoro dei cittadini: a Sarzano vi era una fiera nel martedì di Pentecoste, a Pianzo nella domenica dopo San Pietro e nel giorno della SS.Trinità, a Leguigno per S.Anna, a Paullo il 20 agosto, a Giandeto e Cortogno il giorno del patrono.[7] Verso la fine del 1800 iniziarono ad arrivare importanti innovazioni tecnologiche come la trebbiatrice e i primi caseifici che sostituivano la produzione casalinga del latte con quella di tipo industriale.[8]

XX Secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1924, in seguito alla costruzione della centrale idroelettrica di Ligonchio, il capoluogo si dotò di energia e illuminazione elettrica, mentre le frazioni l'ebbero nel '39 e alcuni gruppi di case isolate l'ottennero solo negli anni '50-'60. Nel 1929 arrivò, sempre inizialmente solo nel capoluogo, l'acquedotto.[9]
I primi anni del XX secolo sono segnati da un alto tasso di emigrazione. Sono ben 1617 i Casinesi che fanno richiesta di passaporto per l'espatrio negli anni 1901-1920, sono quasi un quarto della popolazione. La meta preferita è la Svizzera in cui però l'emigrazione è stagionale, per quanto riguarda l'emigrazione permanente i paesi più scelti sono gli Stati Uniti e la Germania.[10]
Qualche abitante di Casina partecipò alla guerra in Libia e successivamente molti furono mandati nelle trincee della Prima guerra mondiale.Tra i caduti della Grande guerra ci sono anche due consiglieri comunali: Careno Grasselli di Pianzo e Ettore Magnani di Cortogno.
Negli anni '20 arriva il Fascismo: in quegli anni erano stati eletti sindaci socialisti e il consiglio comunale venne sostituito, solo le amministrazioni della provincia che non erano socialiste vennero mantenute. [11] Il 10 novembre 1922 ci fu lo scioglimento ufficiale del vecchio consiglio, che era stato già cacciato da due mesi.
Casina seguì poi le sorti di molti altri comuni italiani: la caduta del fascismo e le stragi della seconda guerra mondiale. Il 23 aprile 1945 avvenne la liberazione e Casina riprese la via democratica. [12]
Nel 1957 venne aggiunta la frazione di Beleo, che prima apparteneva al comune di Ciano D'Enza. [13] [14]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 Giugno 1959 viene approvato il progetto relativo allo stemma del Comune.
La descrizione è la seguente "Su scudo sannitico, in campo d'azzurro fascia d'argento accostata, in capo da una stella dello stesso di cinque punte".
La fascia d'argento simboleggia la statale n°63 che attraversa il capoluogo del Comune e il suo comprensorio << ed è motivo di scambi commerciali e industriali dei prodotti dell'Agricoltura, cespiti di benessere per Casina >>, così viene giustificato dalla delibera comunale del '59. La stella a cinque punte ricorda le dipendenze comunali (Paullo, Leguigno, Giandeto, Cortogno e Pianzo), << il patrimonio del luogo>>.
Il gonfalone è partito di bianco e di azzurro e ha al centro lo stemma civico.[15]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Sarzano (IX secolo), il bene monumentale più importante, sito sul crinale che collega Canossa a Carpineti.
  • Oratorio del Carrobbio (1742), situato alla deviazione verso il castello di Sarzano a 1 km dal capoluogo, è stato costruito a seguito del apparizione della Beata Vergine Maria a una pastorella.
  • Castello di Leguigno (XIV secolo), in ottimo stato, si trova vicino al omonimo borgo medievale.
  • Pieve di Pianzo (VII secolo), probabilmente di epoca longobarda, ha ricevuto vari restauri nei secoli passati e di recente.
  • Oratorio di Beleo (X secolo), di struttura romanica, nel bosco intorno sono stati collocati degli steli a ricordo degli alpini caduti durante le guerre.[16]
  • Pieve di Paullo (X secolo), di struttura romanica. Recentemente restaurata, all'interno presenta capitelli originali.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

In località La Torre di Casina, lungo l'antica strada ducale Gualtieri-Aulla a 200 metri a valle dall'incrocio con la strada che porta alla rocca di Canossa, è posta dal 1948 una lapide a ricordo del passaggio degli studenti e professori toscani che combatterono al fianco di Carlo Alberto di Savoia, sui campi di Curtatone e Montanara.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale "Sincero Bresciani" è stata fondata nel 1980 e ora dispone di più di 15.000 volumi. Si trova in via Marconi 7, al piano terra del centro culturale.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale si trovano:

  • 2 scuole per l'infanzia e primarie: una a Casina, l'altra a Paullo.
  • una scuola secondaria di primo grado a Casina.

Questi sedi fanno parte dell'Istituto comprensivo "Giorgio Gregori" di Carpineti-Casina.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il museo della civiltà contadina "Corte Gherardi" ospita una collezione di oltre 2000 pezzi che raccontano la vita agreste del territorio.Ha sede nel borgo di Montale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Casina fa parte dell'area di produzione del Parmigiano Reggiano.

La produzione di questo rinomato formaggio riguarda l'allevamento di mucche da latte e la fabbricazione in molti caseifici del territorio. Il parmigiano reggiano di montagna si differenzia da quello di pianura dal colore giallo paglierino più intenso e dal gusto più piccante.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale 63 del Valico del Cerreto.

È attivo un servizio di autobus per il collegamento con Reggio nell'Emilia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1804 1807 Bartolomeo Marchi Sindaco di Sarzano [17][18]
1827 1831 Bartolomeo Marchi Podestà di Carpineti [19] [18]
10 marzo 1860 22 marzo 1861 Bartolomeo Grossi Sindaco [20] [18]
22 marzo 1861 4 maggio 1861 Giovanni Fornili Sindaco [18]
4 maggio 1861 20 agosto 1861 Luigi Gentili Sindaco [18]
20 agosto 1861 31 luglio 1865 Pietro Rossi Sindaco [18]
30 gennaio 1866 11 agosto 1867 Pio Comastri Sindaco [18]
11 agosto 1867 13 luglio 1868 Francesco Marchi Sindaco [18]
27 giugno 1869 28 luglio 1870 Giuseppe Bazzani Sindaco [18]
16 gennaio 1872 maggio 1876 Giuseppe Bazzani Sindaco [18]
23 dicembre 1876 maggio 1877 Bartolomeo Grossi Sindaco [18]
4 dicembre 1878 23 settembre 1879 Massimiliano Casotti Sindaco [18]
23 dicembre 1879 4 settembre 1883 Massimiliano Casotti Sindaco [18]
10 agosto 1884 6 ottobre 1885 Giuseppe Gregori Sindaco [18]
15 gennaio 1886 31 dicembre 1886 Domenico Canali Sindaco [18]
17 marzo 1887 29 marzo 1888 Domenico Canali Sindaco [18]
21 febbraio 1890 31 dicembre 1891 Livio Marconi Sindaco [18]
21 febbraio 1890 31 dicembre 1891 Livio Marconi Sindaco [18]
2 febbraio 1892 30 giugno 1895 Saturnino Grasselli Sindaco [18]
12 giugno 1896 8 agosto 1899 Gaetano Pizzarelli Sindaco [18]
8 agosto 1899 29 gennaio 1903 Domenico Canali Sindaco [18]
3 marzo 1903 1 agosto 1905 Pietro Giovanardi Sindaco [18]
5 Settembre 1905 29 giugno 1921 Prospero Serri Sindaco [18]
6 maggio 1922 18 agosto 1922 Marco Marchi Sindaco [18]
18 agosto 1922 4 dicembre 1922 Augusto Davolio Marani Sindaco [21] [18]
4 dicembre 1922 20 maggio 1923 Valentino Raffaelli Sindaco [22] [18]
20 maggio 1923 6 aprile 1926 Lino Gentili Sindaco [18]
6 aprile 1926 12 gennaio 1927 Giovanni Giovanardi Sindaco [18]
12 gennaio 1927 21 aprile 1927 Pasquale Tricomi Sindaco [21][18]
21 aprile 1927 21 aprile 1930 Pietro Pietranera Podestà [18]
21 aprile 1930 18 maggio 1945 Ugo Guerrieri Podestà [21] [18]
18 maggio 1931 25 aprile 1945 Francesco Vezzosi Podestà [18]
25 aprile 1945 27 maggio 1945 Sincero Bresciani Sindaco [23] [18]
27 maggio 1945 31 marzo 1946 Giuseppe Pinotti Sindaco [23] [18]
31 marzo 1946 24 giugno 1951 Elemanio Filippi Sindaco [18]
24 giugno 1951 8 novembre 1953 Bruno Domenichini Sindaco [18]
8 Novembre 1953 7 Febbraio 1965 Pietro Rabotti Sindaco [18]
7 febbraio 1965 25 aprile 1969 Aldo Gregori Sindaco [18]
25 aprile 1969 28 dicembre 1976 Ido Antimidoro Ghirelli Sindaco [18]
28 dicembre 1976 21 aprile 1978 Ido Barchi Sindaco [18]
21 aprile 1978 19 febbraio 1979 Ido Antimidoro Ghirelli Sindaco [18]
19 febbraio 1979 1 luglio 1988 Franco Cristofori Sindaco [18]
1 luglio 1988 7 giugno 1993 Gildo Dallari PCI, PDS Sindaco [24]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Walter Vezzosi Democrazia Cristiana Sindaco [24]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 William Filippi centro-sinistra Sindaco [24]
14 maggio 2001 16 maggio 2011 Carlo Fornili lista civica Sindaco [24]
16 maggio 2011 in carica Gian Franco Rinaldi lista civica: Per Casina Sindaco [24]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[25]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Casina Lo scorrere di un secolo, p. 14
  2. ^ Dati comuni-italiani.it, comuni-italiani.it. URL consultato il 24-10-2015.
  3. ^ a b Dati ISTAT, tuttitalia.it. URL consultato il 24-10-2015.
  4. ^ La storia del comune, comune.casina.re.it. URL consultato il 17-04-2016.
  5. ^ Casina Lo scorrere di un secolo, p. 45
  6. ^ Casina Lo scorrere di un secolo, p. 56
  7. ^ Casina Lo scorrere di un secolo, p. 62-64
  8. ^ Casina Lo scorrere di un secolo, p. 68
  9. ^ Casina Lo scorrere di un secolo, p. 97
  10. ^ Casina Lo scorrere di un secolo, p. 80
  11. ^ (Casina Lo scorrere di un secolo, p. 87)
  12. ^ (Casina Lo scorrere di un secolo, p. 92-94)
  13. ^ Viaggio nell'appennino reggiano, p. 65
  14. ^ Preistoria e Storia del luogo, comune.casina.re.it. URL consultato il 24-10-2015.
  15. ^ (Casina Lo scorrere di un secolo, p. 109)
  16. ^ Daniele Canossini, Casina luoghi, peculiarità, monumenti, memorie (PDF), comune.casina.re.it. URL consultato il 28/12/2015.
  17. ^ Periodo napoleonico, cantone di Carpineti
  18. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap (Casina Lo scorrere di un secolo, p. 110,111)
  19. ^ Periodo estense, Casina era allora inclusa nel comune di Carpineti
  20. ^ Periodo Regno Sardo, decreti 4 e 29 dicembre 1859 Casina Comune
  21. ^ a b c Commissario prefettizio
  22. ^ Commissario Regio
  23. ^ a b Nominato dal CLN
  24. ^ a b c d e http://amministratori.interno.it/
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanna Caroli, Giuseppina Gentili, Giorgio Gregori e Paolo Gregori, Casina Lo scorrere di un secolo, Reggio Emilia, Comune di Casina - Age Grafico-editoriale, 1990.
  • Athos Nobili, Viaggio nell'appennino reggiano, Reggio Emilia, Grafitalia Reggio Emilia, 2000.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246323039 · GND: (DE7608165-5