Boretto

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Boretto
comune
Boretto – Stemma Boretto – Bandiera
Boretto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Amministrazione
Sindaco Massimo Gazza (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 44°54′N 10°33′E / 44.9°N 10.55°E44.9; 10.55 (Boretto)Coordinate: 44°54′N 10°33′E / 44.9°N 10.55°E44.9; 10.55 (Boretto)
Altitudine 23 m s.l.m.
Superficie 18,11 km²
Abitanti 5 272[1] (31-12-2015)
Densità 291,11 ab./km²
Frazioni San Rocco, Santa Croce
Comuni confinanti Brescello, Castelnovo di Sotto, Gualtieri, Pomponesco (MN), Poviglio, Viadana (MN)
Altre informazioni
Cod. postale 42022
Prefisso 0522
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 035005
Cod. catastale A988
Targa RE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 435 GG[2]
Nome abitanti borettesi
Patrono san Marco
Giorno festivo 25 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Boretto
Boretto
Boretto – Mappa
Posizione del comune di Boretto nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Boretto (Borèt in dialetto locale, Borèt in dialetto reggiano) è un comune italiano di 5 272 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato nella pianura padana, Boretto si estende lungo la riva destra del Po, a 27 km da Reggio nell'Emilia. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di San Rocco, Santa Croce per un totale di 19 chilometri quadrati. Confina a nord con i comuni mantovani di Viadana e Pomponesco, ad est con Gualtieri, a sud con Poviglio e ad ovest con Brescello. Boretto fa parte dell'area geografica denominata Bassa padana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini preistoriche del paese sono incerte. Probabilmente prese vita dagli antichi insediamenti terramaricoli della Ravisa di San Genesio e soprattutto dalla Motta Ballestri, tra Poviglio e Brescello, punta estrema dei canneti della padusa e del Bondeno, terra emersa percorsa da alcuni fiumi vaganti che si fusero con il Po. Boretto, di certe origini romane nella sua parte occidentale, costituiva la periferia dell'antico Brixillum. Lo attestano i numerosi reperti archeologici, in particolare la celebre stele funeraria dei Concordi, ricostruita nei giardini pubblici di Reggio Emilia e un grandioso capitello corinzio, ora ai musei civici di Reggio. A Tre Ponti Nuovi, a sud del «cavo morto», fu ritrovata la tomba di un bambino e quella di un adulto, sempre romane, ed emersero anche vestigia di stazioni preistoriche: mucchi di cenere, piccoli vasi a lacrimatoi, balsamari, laterizi, stoviglie, ciotole «nere» e mosaici. Ma ciò che caratterizza la storia di Boretto è la sua continua lotta per raggiungere l'autonomia e non rimanere «frazione» di Brescello, anche se, come Gualtieri, fu legato fino al 1860 in una sorta di comunità generale a questo paese, salvo una breve parentesi di autonomia nel Settecento. Boretto compare con una propria denominazione a partire dall'855 coi toponimi di Beruptum, Boruptum e Bisruptum, tutti indicanti le frequenti rotture degli argini di Po. Ma l'etimo originario potrebbe essere Poreptum (Po retto), per la configurazione rettilinea che il Po presentava in questo suo particolare tratto. Nel 1305, in seguito ad una permuta fatta da Azzo VIII d'Este passò con Gualtieri sotto il dominio dei vescovi di Parma. Passò poi sotto i Visconti e nel 1409, assieme a Brescello, fu occupata dai Veneziani che la tennero fino al 1479; questa occupazione lasciò tracce profonde, tanto che Boretto con la città lagunare ha in comune il Patrono, e a fianco della chiesa parrocchiale, su di un pilastro, fa bella mostra un leone di San Marco, dono di Venezia con la quale, nell'epoca passata, mediante il suo porto intratteneva fiorenti commerci. Boretto vanta una antica tradizione di cantieristica fluviale come dimostra la sala intestata ai Chezzi, famiglia di maestri d'ascia del paese, nel locale museo dedicato alla navigazione del Po[3][4]. Boretto subi' occupazioni e devastazioni nel 1512 da parte delle milizie pontificie e nel 1551 da parte delle soldatesche spagnole. Nel 1755, per l'alto grado di benessere raggiunto che lo rendeva numericamente ed economicamente superiore alla stessa Brescello, dietro esborso di 2.000 zecchini di Firenze, ottenne dal duca di Modena l'autonomia comunale; nonostante l'alto costo del decreto ducale, cinque anni dopo Boretto decise di riunirsi a Brescello. Eccettuati gli anni della dominazione napoleonica, Boretto rimase con Brescello e Lentigione sotto la signoria estense fino al 1859, anno in cui ottiene definitiva emancipazione con decreto del dittatore Farini.

Nel 1880 nasce il salesiano Artemide Zatti venerato come beato dalla Chiesa cattolica il 14 marzo 2002 e deceduto nel 1951 a Viedma, capoluogo storico della Patagonia Argentina. A Viedma la sua figura viene celebrata ogni 15 marzo, giorno della sua morte, davanti all'Ospedale che porta il suo nome.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti a Boretto sono 900, pari al 17,1% della popolazione. Le nazionalità più numerose sono:[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo del Po e della navigazione interna e del Governo delle Acque[7]: Al suo interno si espongono le imbarcazioni fluviali e materiali della navigazione interna. Il giacimento archeologico industriale da cui è costituito documenta la storia della navigazione fluviale in Emilia-Romagna, della cantieristica, delle bonifiche e del governo delle acque.
  • Casa dei Pontieri Museo Gialdini[8]: Situata nelle strutture collaterali del vecchio ponte in chiatte, distrutto nel 1967, che collegava Boretto a Viadana. All'interno della Casa si trova una raccolta di immagini significative realizzata dal figlio dell'ultimo capopontiere che ha inoltre ricostruito il Ponte in una scala di 1:10.
  • Casa Museo Belvedere[9]: Al suo interno si trova una raccolta delle opere del pittore e scrittore Pietro Ghizzardi (1906-1986) nonché l'abitazione dell'artista, le cui opere sono esposte inoltre nei musei: Museo Nazionale NaÏfs di Luzzara, Museo del Castello Laval di Parigi, Museo di Montecatini Terme, Museo di Modena, Museo Art NaÏf de l'Il di Nizza.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Boretto sono state girate alcune scene dei film della saga di Don Camillo e Peppone. Nel film Don Camillo è girata a Boretto la scena della processione al fiume, in particolar modo si può distinguere il profilo della chiesa di San Marco nell'istante in cui il parroco si trova davanti tutti gli uomini di Peppone convenuti presso l'argine.

Tutto il finale del film Don Camillo e l'onorevole Peppone è ambientato a Boretto; tra i luoghi immortalati nel film vi è la stazione, dove Don Camillo si reca a salutare Peppone partente per Roma.

Inoltre sono state girate una serie di scene sulle rive del fiume Po per il film Ossessione di Luchino Visconti.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Boretto si coltiva una particolare specie di cipolla conosciuta proprio come borettana. Inoltre, tipica è la cucina emiliana, con forti influenze parmigiane e reggiane, data la locazione del comune sito tra Parma e Reggio Emilia. Tortelli di erbetta, tortelli di zucca, cappelletti, lasagne, salumi derivanti principalmente dal maiale. Da non dimenticare infine il Parmigiano Reggiano.

Persone legate a Boretto[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Boretto è attraversata principalmente dalla Strada statale 62 della Cisa gli permette il collegamento sia con Brescello, ad ovest, e Gualtieri ad est. Altra importante via di comunicazione è la strada provinciale 62 R Var Cispadana, realizzata per alleggerire dal traffico tutti i centri rivieraschi reggiani, da Brescello a Codisotto di Luzzara. Un ulteriore 111 Asse di Val d'Enza, che entrando in territorio borettese da sud, lo percorre perpendicolarmente fino a Santa Croce, dove entra nel mantovano a Viadana, attraversando il fiume Po con un lungo ponte. L'asse Boretto Val d'enza, permette di raggiungere la via Emilia e il casello dell'autostrada di Campegine Canossa percorrendo circa 19 km.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Boretto ha una propria stazione lungo la linea locale Parma-Suzzara.

La stazione di Parma è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea Milano-Bologna. Anticamente, esisteva una vecchia linea ferrata che collegava Boretto a Reggio Emilia chiamata appunto Ferrovia Reggio Emilia-Boretto, ora soppressa dal 1955 e quasi completamente cancellata nei suoi lineari percorsi, ma ancora in alcuni punti è possibile riconoscere i suoi antichi tragitti, in modo particolare nei pressi del cimitero comunale e nel casello ferroviario nei pressi del ponte pescatori sul canale di bonifica.

Navigazione[modifica | modifica wikitesto]

Presso la frazione San Rocco esiste un porto sul Po, collegato con la Cispadana mediante la Bretella del porto. Attiguo al centro del paese e direttamente collegato ad esso tramite una scalinata che dalla piazza e Basilica San Marco, si trova il "Lido Po", centro e porto turistico utilizzato da diportisti e pescatori, molto presenti nel territorio in modo principale nel canale di bonifica ove hanno trovato posto piattaforme adibite alla pesca, si trova un famoso locale da ballo estivo, un ristorante pizzeria e una imbarcazione "Stradivari" adibita a Ristorante, oltre ad una imbarcazione comunale ex Amico del Po, ora chiamata Padus, utilizzata per escursioni e piccole visite sul fiume.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 5 maggio 1990 Attilio Benassi Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
6 maggio 1990 8 febbraio 1992 Lucia Sanfelici Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
8 febbraio 1992 22 aprile 1995 Bruna Benassi - Sindaco [11]
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Valeriano Ciapparelli - Sindaco [11]
13 giugno 1999 6 giugno 2009 Maria Gavetti lista civica Sindaco [11]
7 giugno 2009 in carica Massimo Gazza lista civica Sindaco [11][12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ il museo del Po e la tradizione cantieristica di Boretto, turismo.comune.re.it.
  4. ^ Sergio Venturi, Nando Bacchi, L'anima del Po, Parma, Battei, 2003, p. 175.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2015, demo.istat.it. URL consultato il 30 ottobre 2016.
  7. ^ [1]
  8. ^ [2]
  9. ^ [3]
  10. ^ Alfio Moratti, 1º marzo 1896. I reggiani alla battaglia di Adua (PDF), in Ricerche Storiche, nº 105, Reggio nell'Emilia, Istituto per la Storia della Resistenza, aprile 2008, pp. 100. URL consultato il 26 gennaio 2016.
  11. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/
  12. ^ Comune di Boretto - Emilia-Romagna - Elezioni Comunali - 25 maggio 2014 - la Repubblica.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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