Montecchio Emilia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Montecchio Emilia
comune
Montecchio Emilia – Stemma Montecchio Emilia – Bandiera
Montecchio Emilia – Veduta
Piazza della Repubblica
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Amministrazione
SindacoPaolo Colli (centrosinistra) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate44°41′55″N 10°26′55″E / 44.698611°N 10.448611°E44.698611; 10.448611 (Montecchio Emilia)Coordinate: 44°41′55″N 10°26′55″E / 44.698611°N 10.448611°E44.698611; 10.448611 (Montecchio Emilia)
Altitudine99 m s.l.m.
Superficie24,39 km²
Abitanti10 622[1] (31-12-2016)
Densità435,51 ab./km²
FrazioniVilla Aiola
Comuni confinantiBibbiano, Montechiarugolo (PR), Reggio Emilia, San Polo d'Enza, Sant'Ilario d'Enza
Altre informazioni
Cod. postale42027
Prefisso0522
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT035027
Cod. catastaleF463
TargaRE
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 586 GG[2]
Nome abitantiMontecchiesi
PatronoSan Donnino
Giorno festivo28 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montecchio Emilia
Montecchio Emilia
Montecchio Emilia – Mappa
Posizione del comune di Montecchio Emilia nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Montecchio Emilia (Montè-c o Muntè-c in dialetto reggiano[3]) è un comune italiano di 10.622 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Montecchio Emilia si trova alla base degli appennini, sul torrente Enza ed è un sito strategico in quanto è situato a metà tra Parma e Reggio Emilia e all'incrocio di numerose strade provinciali. È considerato il centro più importante della Val d'Enza, nonché il comune capodistretto dell'area occidentale della provincia di Reggio in quanto sede dell'ospedale, del polo scolastico superiore e del giudice di pace distrettuali. La zona industriale è fra le più importanti del comprensorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Montecchio era anticamente chiamata Monticulum, per la natura del terreno sul quale è sorto il paese, formatosi con le colmate portate dalle alluvioni delle acque del fiume Enza che scendevano dall'Appennino. Sopra quelle alture sorsero le primordiali abitazioni di coloro che ritennero il luogo sicuro dalle acque ed i terreni alluvionali molto fertili ed atti alle coltivazioni agricole. Il territorio fu dapprima di dominazione etrusca e poi romana, epoca che oltre ad una necropoli ha lasciato tracce in frammenti di utensili, vasi, monete, i resti di una lapide celebrativa di un'opera pubblica del I e II secolo, una crocetta pettorale laminata in oro che si cucivano sul vestito i primi cristiani sacerdoti o guerrieri nel V e VI secolo. Le testimonianze più antiche sono costituite da pugnali ed asce di pietra tipiche del neolitico poi oggetti di bronzo. I reperti degli strati superiori mostrano una significativa evoluzione dal bronzo finale all'età del ferro. Nel mese di maggio 2012 è stata rinvenuta una tazza d'oro risalente ai secoli XVIII-XVII a.C. (età del bronzo), del peso di circa mezzo chilo, con probabile significato rituale. Sono in corso studi approfonditi.[4]

Montecchio è nominata in parecchi documenti esistenti negli archivi di Reggio e Parma: uno di essi, un privilegio imperiale, porta la data dell'8 giugno 781. Montecchio medioevale con le sue fortificazioni (baluardi, bastioni e rocche) altamente difensive ed offensive, ma anche per la sua posizione geografica e strategica, è stata poi per secoli ambita e contesa, passando con alterne vicende dal dominio della Chiesa a quello dei Visconti, dei Barbiano, degli Sforza, dei Gonzaga, dei Farnese, degli spagnoli, dei francesi, seguendo poi, in età moderna, le vicende del Ducato Estense. Alfonso d'Este, Signore di Montecchio dal 28-VIII-1533, ebbe il feudo eretto in Marchesato dall'Imperatore Ferdinando I il 13-X-1562, ottenendo il diritto di zecca, confermato da Massimiliano II il 5-II-1570.[5] Montecchio aderisce 1796 alla Repubblica Cispadana e 1797 a quella Cisalpina, per entrare poi a far parte dell'Italia unita, come Comune dal nome Montecchio Emilia per distinguerlo da altri Montecchio, per mezzo di un decreto del dittatore Farini il 27 dicembre 1859, data questa che coincide col primo consiglio comunale montecchiese. Il 26 giugno 2008 a Montecchio Emilia è stato attribuito il titolo di città.[6]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[7]»
— 26 giugno 2008

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Edificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Comprende varie scuole primarie, una scuola media, un istituto superiore (il "Silvio D'Arzo") e un ospedale chiamato "Ercole Franchini". I più importanti punti di ritrovo sono il Parco Enza ed i dintorni del castello medievale.

Persone legate a Montecchio Emilia[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune s'impegna nel pubblicare un mensile chiamato, appunto, "Montecchio".

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 gennaio 1988 14 giugno 1999 Iller Cavatorti PCI, PDS Sindaco [8]
14 giugno 1999 8 giugno 2009 Avde Iris Giglioli centro-sinistra Sindaco [8]
8 giugno 2009 in carica Paolo Colli centro-sinistra Sindaco [8]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2016 gli stranieri residenti nel comune sono 888, pari all'8,4% della popolazione. Le nazionalità più numerose sono[10]:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1909 e il 1955 Montecchio costituiva il capolinea della diramazione Barco-Montecchio della ferrovia Reggio Emilia-Ciano d'Enza. L'antico fabbricato di stazione è ancora visibile a lato della provinciale per Reggio.

Nel 1901 fu inaugurata la tranvia Pilastrello-Montecchio, diramazione della linea Parma-Traversetolo, chiusa nel 1934; i due impianti, disposti sul medesimo asse, nel 1910 furono collegati nel 1940 mediante un binario di raccordo lungo 113,3 m[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 412.
  4. ^ La notizia del ritrovamento nel sito ufficiale del Comune di Montecchio
  5. ^ Este (di Montecchio) Duchi di Modena e Reggio in: „Libro d´Oro della Nobiltà mediterranea“
  6. ^ COMUNE DI MONTECCHIO EMILIA - Città di Montecchio Emilia
  7. ^ http://www.comune.montecchio-emilia.re.it/Sezione.jsp?idSezione=192
  8. ^ a b c http://amministratori.interno.it/
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2016 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 13 giugno 2017.
  11. ^ Gabriele Savi, Binari per la val d'Enza, in Tutto Treno & Storia, n. 15, aprile 2006, pp. 58-70.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fausto Ficarelli, Giorgio Barani - Montecchio Emilia – La Gente, il lavoro, gli eventi e altre cose. Immagini e documenti per una storia di paese, Montecchio Emilia 1984

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN133670881 · GND: (DE4298636-9