Este

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Casa d'Este
Coat of arms of the House of Este (1239).svg
D'azzurro, all'aquila d'argento, rostrata, linguata, armata e coronata d'oro
StatoDucado de Modena (antes de 1830).svg Signoria di Ferrara
Ducado de Modena (antes de 1830).svg Ducato di Ferrara
Flag of the Duchy of Modena.svg Ducato di Modena e Reggio
Casata di derivazioneObertenghi
Titoli

Croix pattée.svg Principe di

San Martino

Croix pattée.svg Arciduca di

Austria-Este

Croix pattée.svg Duca di

Ferrara
Modena e Reggio
Massa e Carrara
Guastalla
Brisgovia e Ortenau[1]

Croix pattée.svg Marchese di

Ferrara
Modena
San Martino
Montecchio
Scandiano
Dronero

Croix pattée.svg Conte di

Novellara

Croix pattée.svg Signore di

Ferrara
Signore di Modena
San Martino
Montecchio
FondatoreAlberto Azzo II
Ultimo sovrano
Attuale capo
Data di fondazione1039[3]
Data di estinzione
  • 1803[4] (ramo ducale)
  • 1875[2] (Asburgo-Este)
  • Data di deposizione1796 (ramo ducale)
    1859 (Asburgo-Este)
    Etniaitaliana
    Rami cadetti
    Welfen "cadetti"
    (dal 1055)
    Este di San Martino
    (1501-1752)
    Este di Montecchio
    (~1545-1628)
    Este di Scandiano
    (1643-1795)
    Asburgo-Este
    (1771-1875[2])

    Gli Este (o Estensi) furono una delle famiglie regnanti europee più longeve. I primi rappresentanti si possono individuare tra i discendenti dei duchi della Toscana legati a Carlo Magno (X secolo) mentre un ramo cadetto degli Estensi, gli Arciduchi d'Austria-Este, giunse sino al XIX secolo[5].

    Nome[modifica | modifica wikitesto]

    Il nome della casata è legato alla cittadina veneta di Este perché compresa nei territori in possesso della famiglia a partire dall'XI secolo. Il marchese Alberto Azzo II d'Este nel 1073 vi trasferì la sua corte[6] e lì vi rimase sino al 1242, quando Azzo VII d'Este, dopo aver sconfitto Ezzelino III da Romano trasferì la famiglia a Ferrara.

    Storia[modifica | modifica wikitesto]

    Gli Este rappresentano uno dei rami italiani più fiorenti della stirpe franca degli Obertenghi.

    Ebbero il titolo di marchesi ereditandolo dagli Obertenghi, signori di estesi territori al nord Italia , e in seguito quello di duchi. Questa investitura ducale fu duplice, e si riferì a Borso d'Este che nel 1452 ricevette la nomina a duca di Modena e Reggio dall'Imperatore Federico III d'Asburgo e nel 1471 divenne primo duca di Ferrara per investitura di papa Paolo II[7] Ferrara in quel momento era unita da vincoli di vassallaggio allo Stato Pontificio mentre Modena e Reggio dipendevano dal potere imperiale, rientrando nei confini del Sacro Romano Impero.[8]

    I loro domini si estesero a Fanano (1352), alla Garfagnana (1429/1451), a Carpi (1527), alla signoria di Correggio (1636), al ducato della Mirandola (1711), alla contea di Novellara e Bagnolo (1737) e al ducato di Massa e Principato di Carrara (1790).

    Alfonso II d'Este non ebbe eredi legittimi e questo causò, nel 1598, la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio. Il ducato si ridusse quindi alle province di Modena e Reggio Emilia, territorialmente contigue, con Modena capitale, sino al 1796. Il territorio fece poi parte della Repubblica Cispadana, della Repubblica Cisalpina, della Repubblica Italiana e del Regno d'Italia.

    Con la restaurazione del 1814 l'antico ducato ritornò al ramo cadetto Asburgo-Este poiché la figlia di Ercole III d'Este, Maria Beatrice d'Este aveva sposato Ferdinando d'Asburgo-Este, figlio di Maria Teresa d'Austria. Nel 1829 si aggiunse il Ducato di Massa e Principato di Carrara e nel 1847 il Ducato di Guastalla. Il Ducato di Modena e Reggio cessò definitivamente di esistere con la sua annessione al Regno di Sardegna nel 1859 e poi al Regno d'Italia.

    Suddivisione dell'Italia attorno all'anno 1000.

    Origini[modifica | modifica wikitesto]

    La famiglia degli Estensi trasse origine dagli Obertenghi[9], signori di Milano e della Liguria occidentale verso la fine del X secolo; analoga origine ebbero le famiglie Pallavicino, Cavalcabò e Malaspina. Oberto I, marchese della Liguria, conte di Luni e conte palatino, vicario imperiale fu il capostipite delle quattro casate.[10]

    Guido di Toscana, che visse nel X secolo, era un discendente degli antichi duchi e marchesi della Toscana, figlio di Adalberto II.[11] Il figlio Adalberto III in un documento del 1011 viene ricordato col titolo di marchese, attribuito solo ai governanti di una delle marche o province in cui era divisa l'Italia. Nel caso Adalberto III si trattava della Marca obertenga, che comprendeva la Lombardia e la Liguria. Discendenti furono Oberto I, il figlio Oberto II, Alberto Azzo I e Alberto Azzo II d'Este. Da Alberto Azzo II e dalla consorte Cunegonda di Altdorf del casato dei Welfen nacquero Guelfo IV d'Este, Ugo, conte del Maine e Folco. Guelfo IV fu adottato dallo zio materno Guelfo III di Carinzia) al quale succedette come duca di Carinzia, cambiando quindi il cognome per perpetuarne la discendenza che si sarebbe estinta con lo zio. Guelfo IV divenne anche duca di Baviera nel 1070.

    Dal ramo cadetto dei Welfen discendono gli Hannover, che furono prima duchi di Brunswick-Lüneburg e poi di Brunswick, re di Hannover, re di Gran Bretagna e d'Irlanda prima, e re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda dopo.

    Ramo italiano[modifica | modifica wikitesto]

    Da Oberto I e dal figlio Oberto II trae origine il ramo italiano degli Este. Alberto Azzo II d'Este, conte di Lunigiana e Milano, signore di Este e Rovigo, è il capostite della casata.[12]

    La dinastia proseguì poi[13] con l'altro figlio di Azzo II, Folco I d'Este. Folco I ebbe alcune difficoltà nei momenti iniziali della sua signoria, ma le disposizioni del padre, che lasciavano a lui ed ai suoi discendenti il possesso dei territori italiani, fece sì che i fratelli si trasferissero; Ugo in Francia e Guelfo In Germania.

    Obizzo I d'Este fu il primo della casata a scegliere Ferrara come dimora per la sua corte, godè di grande prestigio e, quando ebbe l'occasione, nel 1177, di prendere parte alle trattative di pace tra l'imperatore Federico Barbarossa ed il Papa Alessandro III si recò a Venezia con una scorta di 180 armati.[14]

    Il nipote, Azzo VI d'Este, fu il primo signore di Ferrara, podestà di Mantova e Verona. Mentre si trovava a Verona i Salinguerra cacciarono gli Este da Ferrara, quindi Azzo VI si trovò a dover combattere con Salinguerra Torelli e con Ezzelino il Monaco, suo alleato. L'imperatore Ottone IV di Brunswick scese in campo in suo favore e ottenne una tregua tra le forze contrapposte. L'imperatore Ottone IV, intanto, venne scomunicato, e Azzo VI, mutando strategia, prese le parti del papa combattendo stavolta al fianco di Federico II, destreggiandosi in modo molto attento con le allenze. Morì nel 1212, senza riuscire a vedere gli effetti della sua diplomazia.[15]

    Occorre ricordare la situazione a Ferrara in quel periodo, tale da rendere possibile l'affermazione della casata estense. Varie famiglie, tra queste i Canossa, si erano contese il suo territorio, la città risultava ancora formalmente retta da un governo comunale, attorno al 1122 si ebbe una prima rovinosa rotta del Po a Ficarolo, seguita da numerose altre, nel 1135 venne eretta la nuova cattedrale, altre potenti famiglie iniziarono a condendersi il controllo della cosa pubblica (Salinguerra e Torelli) inoltre si dovevano affrontare difficoltà economiche legate alle mutate condizioni sia commerciali (deviazione del corso del Po) sia di rapporti con i centri di potere più vicini, come Bologna, Ravenna e Venezia, oppure relativamente più lontani come Milano e Firenze.[16]

    Aldobrandino I d'Este, dopo la morte del padre, avvenuta nel 1212, continuò nella sua politica di sostegno a Papa Innocenzo III ed al futuro imperatore Federico II e di contrasto all'imperatore Ottone. Venne coinvolto su vari fronti; i padovani con Ezzelino il monaco assalirono la rocca d'Este e la conquistarono, costringendolo a cedere la città da cui la dinastia traeva il nome, a Ferrara ottenne un accordo con i Salinguerra e tentò di difendere la Marca di Ancona. Per organizzare un esercito fu costretto a chiedere un prestito ai banchieri di Firenze che vollero come ostaggio a garanzia del pagamento il fratello, Azzo VII. Quando sembrava ormai aver riconquistata Ancona, Aldobrandino morì per cause misteriose, a soli 25 anni. In seguito la Marca di Ancona non appartenne più agli Este, anche se sino al 1330 la dinastia continuò a fregiarsi del titolo. A Ferrara intanto i Salinguerra presero il potere (e lo mantennero per 18 anni).[17]

    Azzo VII d'Este venne riscattato dai banchieri fiorentini e tentò di riconquistare Ferrara a lungo, senza riuscirvi. I Salinguerra lo invitarono in città tendendogli una trappola, dalla quale si salvò a fatica ma nella quale molti dei suoi furono uccisi. La sua reazione lo portò ad assalire il castello della Fratta, dominio dei Salinguerra, vi uccise molti della loro fazione, venne nominato difensore della Chiesa nella lotta contro Ezzelino III da Romano da papa Innocenzo IV e nel 1240 riconquistò definitivamente Ferrara.[18]

    Obizzo II d'Este fu marchese, signore a vita di Ferrara dal 1264, signore di Modena nel 1288 e di Reggio Emilia dal 1289 al 1293. Dante gli riserva il girone dei violenti per la sua vita formente segnata da lotte anche sanguinose. Quando arrivò al potere seppe ottenere l'appoggio dell'arcivescovo di Ravenna per rendere stabile il dominio estense a Ferrara che, essendo feudo papale, rese gli Este vicari papali. Morì probabilmente ucciso dai due figli maggiori, Aldobrandino e Azzo, perché aveva indicato come suo successore il figlio minore Francesco.[19] Rinaldo, nel 1333 venne assediato dal legato pontificio Bertrando del Poggetto, ma il 14 aprile Pinalla Aliprandi sconfisse l'esercito papale[20]. Niccolò III fu in lotta con il cugino Azzo X che tentò di spogliarlo dei domini, in una guerra durata due anni, nel 1402 fu nominato capitano generale dal papa Bonifacio IX contro i Visconti, ma fu sconfitto da questi a Casalmaggiore, mantenendo comunque i suoi domini. Taddeo, nel 1439 difese Brescia e Ferrara per conto dei Veneziani, contro Nicolò Piccinino, morì forse avvelenato, alla difesa di Mozzanica (1448).

    Sotto Niccolò III d'Este (1384-1441) Ferrara divenne un grande centro culturale rinascimentale, il cui splendore venne accresciuto ulteriormente dai suoi successori, tra i quali si può ricordare Leonello d'Este (1407-1450).

    Nel 1393 gli Este ebbero il titolo di marchesi e nel 1471 ricevettero quello di duchi.

    Ritratto di Borso d'Este, ultimo marchese e primo duca di Ferrara.
    Ritratto di Ercole I d'Este, duca di Ferrara.
    Ritratto di Alfonso I d'Este, duca di Ferrara.
    Ritratto di Ercole II d'Este, duca di Ferrara.
    Ritratto di Alfonso II d'Este, ultimo duca di Ferrara.
    Ritratto di Ercole III d'Este, ultimo duca di Modena e Reggio.

    Duchi di Ferrara, Modena e Reggio (1452-1598)[modifica | modifica wikitesto]

    Duchi di Modena e Reggio (1598-1796)[modifica | modifica wikitesto]

    Con Alfonso II d'Este ebbe termine la discendenza diretta della famiglia. L'imperatore Rodolfo II d'Asburgo riconobbe il cugino di Alfonso, Cesare d'Este come duca di Modena e di Reggio, ma il Papa Clemente VIII si rifiutò di fare altrettanto per Ferrara e con la devoluzione la città tornò alle dirette dipendenze dello Stato Pontificio.

    L'ultimo duca, Ercole III d'Este, fu deposto nel 1796 dai francesi e morì nel 1803. Sua figlia Maria Beatrice sposò un figlio dell'imperatore Francesco II d'Asburgo-Lorena, l'arciduca Ferdinando d'Austria, dando così inizio al ramo degli Asburgo-Este.

    Duchi di Modena, di Reggio, di Massa e Principe di Carrara (1814-1859)[modifica | modifica wikitesto]

    Dopo la restaurazione il figlio di Maria Beatrice, Francesco IV d'Asburgo-Este, regnò come duca di Modena, Reggio, Massa e Principe di Carrara. Gli successe il figlio Francesco V d'Este, che fu deposto nel 1859 e il ducato fu annesso nel 1860 al Regno di Sardegna.

    Dissoluzione del ducato[modifica | modifica wikitesto]

    La famiglia Asburgo-Este si estinse nella linea maschile con la morte di Francesco V d'Asburgo-Este nel 1875. Erede fu la nipote, arciduchessa Maria Teresa Enrichetta d'Asburgo-Este. Assieme al marito, il principe Ludovico III di Baviera, divennero in seguito regina e re di Baviera. Ultimo rappresentante di questo ramo della famiglia è il duca Francesco II di Baviera.

    Tuttavia, Francesco V decise di continuare il nome degli Este nella famiglia Asburgo e volle renderlo ereditario nella linea dell'arciduca Carlo Ludovico, fratello minore dell'imperatore Francesco Giuseppe, a condizione che gli eredi mantenessero il nome Asburgo-Este. L'imperatore Francesco Giuseppe lo conferì all'arciduca Francesco Ferdinando (nato nel 1863 e non discendente da Maria Beatrice), che prese il nome di Austria-Este e nel 1896 divenne l'erede presunto dell'Impero asburgico, ma che fu assassinato il 28 giugno 1914 a Sarajevo.

    Dal momento che i figli dell'arciduca Francesco Ferdinando erano nati da un matrimonio morganatico (Hohenberg), l'imperatore designò il pronipote di questi Robert, che sarebbe nato di lì a poco (8 febbraio 1915), secondogenito del futuro imperatore Carlo I, come successivo Austria-Este. Attraverso sua madre Zita di Borbone-Parma (pronipote di Teresa di Savoia, duchessa di Lucca e Parma, che era figlia di Teresa di Modena, regina di Sardegna, a sua volta figlia di Maria Beatrice d'Este e Ferdinando d'Asburgo-Este, duchessa e duca di Brisgovia), Robert era discendente di Ercole III d'Este, e il sangue degli ultimi duchi d'Este era così unito ancora al nome degli Austria-Este.

    Oggi, a portare avanti questa tradizione dinastica è il figlio maggiore dell'arciduca Robert d'Austria-Este (morto nel 1996), Lorenzo d'Asburgo-Este (nato nel 1955), sposato alla principessa Astrid del Belgio, unica figlia del re Alberto II. Nel 1995 Lorenzo ha ricevuto il titolo addizionale di principe del Belgio. Dal 1991 i figli della coppia hanno il titolo di arciduca (arciduchessa) d'Austria-Este e principe (principessa) del Belgio. Il maggiore di loro è il principe Amedeo, arciduca d'Austria-Este, nato nel 1986.

    Pochi notano però che, come già espresso in precedenza, la linea agnatizia degli Este continua ancora con i discendenti di quel Guelfo IV che nel 1071, sposando Giuditta di Fiandra, diede nuova linfa alla Casa dei Welfen fino a giungere al 1635 con il ramo degli Hannover: discendente diretto degli Este è, quindi, il principe Ernesto Augusto di Hannover.

    Marchesi di Este[modifica | modifica wikitesto]

    La linea dei "Marchesi d'Este" nacque nel 1039 dal primo Marchese Alberto Azzo II d'Este[23][24] che prende il nome dalla città di Este, e si estinse nel 1463 con Bertoldo II d'Este ultimo marchese:

    Marchesi e Principi di San Martino in Rio (1490-1752)[modifica | modifica wikitesto]

    Nel 1490[25] il feudo di San Martino in Rio con Campogalliano, Castellarano, San Cassiano e Rodeglia fu dato al cadetto Sigismondo I d'Este con il titolo di signoria indipendente. Alla fine del XVI secolo, come feudo imperiale, fu elevato a marchesato e nel 1747 a principato. Nel 1752 la linea sigismondina si estinse e sul finire del 1767 il feudo, fin lì concesso alla primogenita dell'ultimo Marchese, fu riassorbito dalla Camera Ducale.

    Marchesi di Montecchio[modifica | modifica wikitesto]

    La linea trasse origine da Alfonso d'Este, figlio del duca Alfonso I d'Este, al quale il padre aveva assegnato importanti possedimenti. L'imperatore Ferdinando I d'Asburgo nel 1569 aveva elevato il Titolo a Marchesato di Montecchio ai discendenti di Alfonso d'Este.[26]

    Marchesi di Scandiano[modifica | modifica wikitesto]

    Ramo di Tortorici[modifica | modifica wikitesto]

    Da alcune ricerche storiche è emerso che un ramo della Casa d'Este si è trapiantato a Tortorici in Sicilia nella metà del XVI secolo, probabilmente a causa di dissidi con il ramo ducale. I loro membri per oltre tre secoli ricoprirono importanti cariche pubbliche.[27] I discendenti di questo ramo vivono ancora nelle città di Tortorici e Civitavecchia e sono tuttora i pretendenti al trono ducale modenese

    Ramo tedesco[modifica | modifica wikitesto]

    Guelfo IV, duca di Baviera

    Secondo la linea di successione della Casa dei Welfen i membri più importanti furono:

    Esponenti maschili della famiglia d'Este[modifica | modifica wikitesto]

    Sino al XII secolo[modifica | modifica wikitesto]

    XIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

    XIV secolo[modifica | modifica wikitesto]

    XV secolo[modifica | modifica wikitesto]

    XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

    Dal XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

    Altri[modifica | modifica wikitesto]

    Principali edifici militari e civili legati agli Este[modifica | modifica wikitesto]

    L'ingresso della Delizia di Belriguardo.
    Palazzo Caserma Ducale Santa Margherita
    Rocca estense di San Felice sul Panaro
    Castello Campori
    Rocca di Castellarano
    Rocca estense di San Martino in Rio

    Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

    Un primo nucleo fondamentale di strutture edificate dalla famiglia è costituito dalle Delizie estensi, quasi tutte nel territorio della provincia di Ferrara. Queste rappresentano in modo significativo la capacità degli Este di influenzare culturalmente, nel periodo rinascimentale, il paesaggio del Delta del Po e del resto del territorio ferrarese, contribuendo così a far inserire la città nella lista dei Patrimoni dell'umanità.[29] Alcune strutture meritano una particolare attenzione:

    Modena[modifica | modifica wikitesto]

    A Modena e provincia sono presenti anche:

    • Palazzo Caserma Ducale Santa Margherita
    • Carcere Ducale Santa Eufemia
    • Carcere Ducale Saliceta San Giuliano
    • Collegio dei Nobili san Carlo Zocca
    • Collegio dei Nobili Villa Molza Camposanto
    • Casino dei Nobili Palazzo Tacoli
    • Ospedale Ducale San'Agostino
    • Villa Pentetorri Ducale
    • Palazzo Ducale Milizia Estense Caserma Santa Chiara
    • Palazzo Ducale Intendenza delle Finanze estensi
    • Caserma Ducale Cavallerizza e Carrozze dei Dragoni Estensi
    • Palazzo Ducale - Palazzo Foresto
    • Castello e torre di Baggiovara
    • Casino Ducale Lesignana
    • Porto e Darsena Ducale di Bomporto
    • Castello di Campogalliano
    • Villa Ducale del Corletto Formigine
    • Castello di Magreta (Formigine)
    • Dosile Chiusa Ducale, Magreta
    • Bocchetta Chiusa Pincetti, Magreta
    • Palazzo Ducale Intendenza della Milizia Mirandola
    • Palazzina della Casiglia (Sassuolo)
    • Palazzina Ducale detto Ovile (Sassuolo)
    • Palazzina del Belvedere Ducale (Sassuolo)
    • Tenuta Ducale di Caccia delle Casiglie (Sassuolo)
    • Collegio dei Nobili San Carlo (Sassuolo)
    • Villa Ducale Conti Sorra (Castelfranco Emilia)
    • Ponte Ducale con Torrioni (San Cesario sul Panaro)
    • Palazzo Castellazzo Trotti Mosti D'Este (Palagano)
    • Palazzina e Bosco Ducale (Lama Mocogno)
    • Villa Ferri (San Felice sul Panaro)
    • Torrioni Ducali (San Prospero)
    • Castello Campori (Soliera)
    • Fabbrica Ducale Prodotti Esplodenti (Spilamberto)

    Reggio Emilia[modifica | modifica wikitesto]

    A Reggio Emilia e provincia sono presenti anche:

    • Palazzo Ducale Caserma Zucchi
    • Palazzo Ducale Deposito Stalloni
    • Carcere Ducale Forte di Rubiera
    • Casino dei Nobili Palazzo Rangoni Macchivelli
    • Villa ducale di Rivaltella
    • Villa d’Este e la Vasca di Corbelli
    • Castello di Brescello (Brescello)

    Garfagnana[modifica | modifica wikitesto]

    Altre province italiane[modifica | modifica wikitesto]

    In altre province italiane sono presenti anche:

    In altri Paesi[modifica | modifica wikitesto]

    Stemma[modifica | modifica wikitesto]

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Armoriale di casa d'Este.

    Lo stemma degli Este è costituito da un'aquila d'argento in campo azzurro, che fregia la bandiera di famiglia fin dal 1239. L'azzurro era il colore usato dalla fazione guelfa mentre i Ghibellini adoperavano per lo più il rosso. I tre gigli in campo azzurro dentellato d'argento vennero aggiunti dal marchese Nicolò III, cui aveva concesso l'ambito privilegio Carlo VII, re di Francia. L'aquila imperiale in campo d'oro denota invece il feudo imperiale di Modena e Reggio, ottenuto nel 1452 dall'imperatore Federico III, gli concesse l'aquila imperiale in campo d'oro per denotare il feudo imperiale di Modena e Reggio e nello stesso tempo l'aquila, divisa longitudinalmente in una metà argentea in campo azzurro e nell'altra metà nera in campo oro, rappresenta la contea di Rovigo istituita allora. Le chiavi pontificie sono il simbolo della rinnovata investitura di Ferrara da parte di Papa Sisto IV a Ercole I nel 1474, come il triregno lo è del vicariato della Chiesa. Il gonfalone venne inserito nel 1368, nell'occasione della nomina del marchese Niccolò II a gonfaloniere perpetuo di Santa Romana Chiesa.

    Wor Bas sulla lapide della torre dei leoni del Castello Estense

    Motto[modifica | modifica wikitesto]

    Non è possibile attribuire in modo certo un motto agli Estensi. Wor Bas è la scritta tra i due leoni che si trova sulla lastra marmorea posta sulla torre dei leoni del Castello Estense.[30] e forse avrebbe il significato di "Sempre avanti".[31][32]

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ Ercole III d'Este (17271803), duca di Modena e Reggio dal 1780 al 1796, e suo genero Ferdinando d'Asburgo-Lorena (17541806) furono gli unici due duchi di Brisgovia e Ortenau, rispettivamente dal 1801 al 1803 e dal 1803 al 1805.
    2. ^ a b c L'effettivo ed ultimo discendente di questo ramo cadetto fu il duca Francesco V, che morì nel 1875. Tuttavia quest'ultimo concesse il nome, i titoli e gran parte del suo patrimonio al cugino Francesco Ferdinando d'Asburgo-Lorena, a condizione che questi aggiungesse il nome "Este" al suo cognome; ma Francesco Ferdinando non era un effettivo discendente degli Este e i suoi figli nacquero da un matrimonio morganatico. Tuttavia, l'imperatore Carlo I concesse armi, titoli e nome di Asburgo-Este a suo figlio Roberto e alla sua discendenza.
    3. ^ Alberto Azzo II d'Este divenne marchese d'Este, verso il 1039; l'anonimo autore di un importante cronaca imperiale che si creda sia stata redatta, verso il 1150, nell'abbazia benedettina di Nienburg in Sassonia-Anhalt, Germania, noto come l'Annalista Saxo, quando parla del suo matrimonio con Cunegonda, lo cita come marchese di Este in nord Italia (Longobardia) ((LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus VI, Annalista Saxo, anno 1126, pag 764.
    4. ^ Ercole III d'Este (17271803), duca di Modena e Reggio dal 1780 al 1796, morì privo di eredi maschi legittimi il 14 ottobre 1803. Sua figlia, Maria Beatrice d'Este, sposò nel 1771 Ferdinando d'Asburgo-Lorena, figlio dell'Arciduchessa d'Austria Maria Teresa d'Asburgo e dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Francesco I di Lorena (fondatori della dinastia degli Asburgo-Lorena); la coppia diede vita in questo modo ad un nuovo ramo, quello degli Asburgo-Este. Maria Beatrice morì il 14 novembre 1829.
    5. ^ C.M.Goldoni, pp.290-293.
    6. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.33.
    7. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.43,p.87,p.101.
    8. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.32.
    9. ^ voce:Este p.396, Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, XIV ENO-FEO, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1949.
    10. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.28.
    11. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, pp.24-25.
    12. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.33.
    13. ^ Chiappini, p.22.
    14. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.34.
    15. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.43.
    16. ^ Carlo Bassi: Storia di Ferrara, pp.30-37.
    17. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.45.
    18. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.47.
    19. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.51.
    20. ^ AA.VV. "Dizionario Biografico degli Italiani" Roma 1960 sub voce Aliprandi Pinalla
    21. ^ Graziano Delrio, nelle pagine introduttive di Atlante estense, ricorda l'importante presenza degli Este a Reggio Emilia, tale da influenzarne l'urbanistica, l'architettura, l'utilizzo delle terre agricole, la crescita culturale e, seppure spesso in contrapposizione con l'autorità ducale, lo stesso senso di comunità civile.Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.8.
    22. ^ Tiziano Tagliani ricorda che la storia degli Estensi è legata in modo indissolubile con quella di Ferrara, che grazie a loro divenne una capitale di importanza europea.Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.7.
    23. ^ Litta, Tav.II.
    24. ^ Il titolo di marchese gli pervenne da nomina imperiale (v. Litta, Tav.II).
    25. ^ Mauro Severi, San Martino in Rio. La collegiata e la facciata del Piermarini., Silvana Editoriale, 2017, p. 24.
    26. ^ Litta, Tav.XIII.
    27. ^ Serenissima Ducale e Comitale Casa d'Este Orioles
    28. ^ Chiappini, pp. 22-23.
    29. ^ Ferrara, Città del Rinascimento e il suo Delta del Po, su ferraradeltapo-unesco.it.
    30. ^ Restaurata la pietra "Wor Bas" del Castello, estense.com, 17 giugno 2011. URL consultato il 14 settembre 2019.
    31. ^ Piero della Francesca Edgarda Ferri Edizioni Mondadori 2010, su books.google.it.
    32. ^ Araldica del Foulard. L'aquila sulla ruota, Contrada Rione San Paolo. URL consultato il 15 settembre 2019.
      «“Wor Bas” è il motto, o grido d'arma, della Casa d'Este. Deriva dal longobardo, primitiva origine della casata, ed equivale al nostro: “sempre meglio, più oltre”. Forse è la chiave di lettura per il significato della Ruota».

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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