'Ndrina Grande Aracri

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Famiglia Grande Aracri
Area di origineCutro
Aree di influenzaProvincia di Crotone, Emilia-Romagna, Veneto (Verona), Lombardia (Mantova), (Cremona), Germania
Periodoanni '90 - in attività
BossNicolino Grande Aracri
AlleatiArena-Nicoscia
Vrenna-Corigliano-Bonaventura di Crotone
Famiglia Valerio (Pulitini) Cutro
Ferrazzo di Mesoraca
RivaliTrapasso-Dragone e Megna
Attivitàtraffico di droga
riciclaggio di denaro
estorsione
usura
appalto pubblico
infiltrazioni nella Pubblica Amministrazione

I Grande Aracri sono una 'ndrina che opera a Cutro, in Calabria, al nord, in Emilia-Romagna (Parma[1], Piacenza[1], Brescello[2], Fidenza[1] e Salsomaggiore[1]), Veneto (Verona), Lombardia (Mantova, Cremona) ed all'estero in Germania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 settembre 1990 sul lungomare di Crotone per una lite automobilistica avviene una sparatoria tra Paolo Bellini, e un pescivendolo rimasto ucciso insieme a due ragazzi che erano con lui. Bellini poi confessò ma l'episodio è ancora rimasto impunito. Il fatto viene raccontato anche dal collaboratore Angelo Cortese[3].

Nel 1992 sono gli autori degli omicidi in Emilia di Nicola Vasapollo e Giuseppe Ruggiero[3].

Anni 2000 - Faida tra i Grande Aracri-Valerio e gli Arena-Dragone[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000, sempre secondo il pentito Cortese, emerge un'alleanza con i Vrenna-Bonaventura per dividere al 50% i guadagni delle attività illegali di Cutro[3].

Il 3 marzo 2000 con l'omicidio a Isola Capo Rizzuto di Franco Arena e Francesco Scerbo scoppia una faida tra i Grande Aracri-Nicoscia-Capicchiano e Russelli e gli Arena-Trapasso-Dragone e Megna[1][4].

2000, operazione "Scacco Matto".

Il 5 marzo a Steccato di Cutro viene ucciso Sergio Iazzolino, il 22 marzo Salvatore Blasco. 22 febbraio 2003, operazione "Edilpiovra": quattordici arrestati, tra cui Francesco Grande Aracri, per estrosione[5].

il 1 Maggio ci fu una sparatoria a colpi di armi da Guerra di cui Molotov, granate ed bazooka fatta partire dalla 'Ndrina della Famiglia Valerio nella piazza pricipale di Gualtieri, aiutati dai loro alleati (Grande aracri) contro il comando dei Carabinieri.

Il 6 maggio 2004 muoiono Rocco Corda e Bruno Ranieri, legati ai Nicoscia mentre il 10 maggio il boss Totò Dragone[1]. In risposta a quel duplice omicidio i Nicoscia il 2 ottobre uccidono Carmine Arena[1].

21 ottobre 2005, operazione Grande Drago.

Nel 2008 c'è stata una ripresa della faida fra i Grande Aracri alleati insieme ai Nicoscia contro i Dragone e gli Arena[6].

23 ottobre 2008: diventa esecutiva la sentenza di condanna a tre anni e sei mesi più due anni di libertà vigilata, per associazione a delinquere di stampo mafioso, per Francesco Grande Aracri[5].

Il 26 novembre 2008 si viene a conoscenza da un collaboratore di giustizia che alcune cosche del crotonese tra cui i Grande Aracri avevano intenzione di uccidere il sostituto procuratore Bruni con un bazooka o fucili di precisione.[7]

Il 27 novembre 2009 si conclude l'operazione Pandora che porta 37 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei Grande Aracri, dei Nicoscia coinvolti in una faida con gli Arena-Trapasso-Dragone e Megna[1].

Il 25 gennaio 2010, durante l'operazione Grande Maestro, vengono eseguite 12 ordinanze di custodia cautelare verso presunti esponenti dei Grande Aracri. Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, e detenzione illegale di armi[8].

Oggi - L'operazione Aemilia e Kriterion[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2013, l'autorità giudiziaria ha sequestrato tre milioni di euro di beni di Francesco Grande Aracri, residente a Brescello, fratello del boss Nicolino Grande Aracri[9]. Nel luglio 2015 viene notificato il decreto di confisca di tali beni[10].

Il 21 gennaio 2015, la Guardia di finanza di Reggio Emilia ha sequestrato beni per oltre 10 milioni di euro a Palmo Vertinelli, imprenditore residente a Montecchio legato alla cosca[11].

Il 24 gennaio 2015, la Guardia di finanza di Bologna con l' unità cinofila di Reggio Emilia sequestrò una cifra superiore a 100 milioni di euro e oltre 5 tonnellate di Cocaina in possesso alla Famiglia Valerio situata a luzzara e ricollegandosi alla Famiglia Grande Aracri con delle microspie posizionate nella Villa della Famiglia Valerio e della Famiglia Grande aracri

Il 28 gennaio 2015 si conclude l'operazione Aemilia con l'arresto di 160 persone in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia delle procure di Bologna, Catanzaro e Brescia tra cui affiliati dei Grande Aracri e il presunto capo di Reggio Emilia Nicolino Sarcone, il capogruppo di Forza Italia di Reggio Emilia, Giuseppe Pagliani. Le persone sono accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti[12][13].

Nel luglio 2015 si svolge una nuova fase dell'operazione Aemilia: nove arresti, un sequestro di nove società, beni e attività commerciali dal valore di 330 milioni di euro[14], e un altro sequestro di beni per circa mezzo milione di euro[10].

Il 4 gennaio 2016 si conclude l'operazione Kyterion 2 diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che porta all'arresto di 16 presunti affiliati (tra cui Nicolino Grande Aracri), dalle indagini si evincono presunti tentativi di collegarsi ad esponenti del Vaticano e della Corte di Cassazione, nonché l'intrusione in ordini massonici e cavalierati da Nicolino Grande Aracri. A quest'ultimo sarebbe attribuito un conto corrente con oltre 200 milioni di euro a cui è collegata una fideiussione per un investimento edilizio in Algeria[15][16].

Il 13 febbraio 2017 si conclude tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna l'operazione Valpolicella della DIA di Padova che hanno arrestato 3 persone, e altri 36 sono indagati e a vario titolo accusati di associazione mafiosa, estorsione, frode fiscale e rapina alcuni riconducibili ai Grande Aracri e Dragone del crotonese[17].

Il 10 luglio 2017, vengono chiesti 30 anni di carcere per Nicolino Grande Aracri.[18]. Il 19 luglio 2018 la Corte d'assise d'appello di Catanzaro condanna Nicolino ed il fratello Ernesto entrambi all'ergastolo[19].

Esponenti di spicco[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicolino Grande Aracri, capobastone arrestato con dote di "Crimine internazionale" ricevuta da Antonio Pelle, e referente per il crotonese succeduto ad Antonio Ciampà[3][1].
  • Francesco Grande Aracri (1954)
  • Ernesto Grande Aracri (1970)
  • Antonio Grande Aracri (1960)
  • Domenico Grande Aracri (1965)
  • Franco Valerio (1956)
  • Antonio Valerio
  • Angelo Salvatore Cortese, vice di Nicolino Grande Aracri (collaboratore di giustizia dal 2008)[3]

'Ndrine alleate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Operazione Pandora: mandati e arresti - chi è Grande Aracri?, in Crimeblog, 21-11-2009. URL consultato il 29-10-2013.
  2. ^ Brescello, da Don Camillo a Francesco Grande Aracri: la ‘ndrangheta da Cutro all'Emilia | Blitz quotidiano
  3. ^ a b c d e f Da Cutro a San Luca gli uomini dei clan inguaiati da Cortese, in calabrianotizie.it, 21-05-2008. URL consultato il 29-10-2013.
  4. ^ Ancora sangue in Calabria Ucciso un altro innocente, in Repubblica.it, 03-03-2009. URL consultato il 29-10-2013.
  5. ^ a b aracri- condannato-e-sotto-sorveglianza-speciale/1137977/ 'Ndrangheta, Francesco Grande Aracri condannato e sotto sorveglianza speciale, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 16 luglio 2015.
  6. ^ Relazione annuale della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare, su terrelibere.org. URL consultato il 14 marzo 2009.
  7. ^ I bazooka per l'attentato al magistrato, p5 Calabria Ora del 26 novembre 2008
  8. ^ Crotone, operazione "Grande maestro": 12 arresti taglieggiavano imprenditori dei profilati metallici, in Repubblica.it.
  9. ^ 'Ndrangheta a Reggio Emilia: sequestrati 3 milioni di euro a cosca Grande Aracri, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 16 luglio 2015.
  10. ^ a b 'Ndrangheta Emilia, sequestro da mezzo milione di euro a clan Grande Aracri, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 16 luglio 2015.
  11. ^ ‘Ndrangheta a Reggio Emilia, sequestrati beni per oltre 10 milioni a imprenditore, su ilfattoquotidiano.it.
  12. ^ ‘Ndrangheta, 117 arresti in tutta Italia. Risate anche sul terremoto, in Corriere.it, 28 gennaio 2015. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  13. ^ Le mani della 'Ndrangheta sull'Emilia, 117 arresti. Indagati ridevano dopo sisma del 2012, in Repubblica.it, 28 gennaio 2015. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  14. ^ 'Ndrangheta in Emilia, nove arresti e un sequestro da 330 milioni di euro, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 16 luglio 2015.
  15. ^ ‘Ndrangheta, scoperta la cassaforte del boss Nicolino Grande Aracri: conto corrente con 200 milioni di euro, in Il Fatto Quotidiano, 06-01-2015. URL consultato il 06-01-2015.
  16. ^ ‘Ndrangheta, colpo ai Grande Aracri. Legami clan-massoneria: “Se c’è un problema, loro devono risolverlo”, in Il Fatto Quotidiano, 04-01-2015. URL consultato il 06-01-2015.
  17. ^ ‘Ndrangheta al Nord, blitz della Dia in tre regioni: tre arresti e 36 indagati, in ilfattoquotidiano.it, 13-02-2017. URL consultato il 14-02-2017.
  18. ^ Chiesta condanna di 30 anni per Nicolino Grande Aracri, Il Crotonese, 11 luglio 2017
  19. ^ ['Ndrangheta, ergastolo per i fratelli Grande Aracri, capi della cosca attiva anche in Emilia-Romagna ‘Ndrangheta al Nord, blitz della Dia in tre regioni: tre arresti e 36 indagati], in repubblica.it, 19 luglio 2018. URL consultato il 21 luglio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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