'Ndrina Marando

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Famiglia Marando
Area di originePlatì, Calabria
Aree di influenzaProvincia di Reggio Calabria, Centro Italia, Nord Italia, Estero
Periodoanni '70? - in attività
BossPasquale Marando, Domenico Marando, Luigi Marando.
AlleatiSergi, Papalia, Barbaro, Trimboli
Attivitàtraffico di droga, riciclaggio di denaro, traffico di armi, estorsione, usura, racket, contrabbando, contraffazione, ricettazione, furto, rapina, frode, truffa, evasione fiscale, appalto pubblico, gioco d'azzardo, gestione dei rifiuti, sequestro di persona, corruzione, omicidio, infiltrazioni nella pubblica amministrazione
PentitiRocco Marando

I Marando sono una 'ndrina della 'ndrangheta calabrese, originaria di Platì. Nel nord Italia si trovano nella zona sud di Milano in collaborazione con i Sergi e i Papalia con i quali si occupano del traffico di cocaina e eroina e a Volpiano, in provincia di Torino. La principale attività del clan è il traffico di droga.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni '90 - La faida di Volpiano[modifica | modifica wikitesto]

Il pentito Rocco Varacalli racconta di una faida avvenuta alla fine degli anni '90 tra il vangelista Pasqualino Marando capo a Volpiano, in provincia di Torino e le cosche liguri, in particolare gli Stefanelli.[1]

Nel 1993 a Volpiano, viene scoperto un traffico internazionale di droga gestito dalle 'ndrine di Volpiano che coinvolgeva anche la malavita turca, criminali portoghesi e pachistani.[2]

Nel 1995, Francesco Marando viene arrestato, successivamente evade ma viene ritrovato morto a Chianocco, in Val di Susa, probabilmente a causa della faida con gli Stefanelli. Ad ordinarne l'omicidio sarebbe stato Antonio Stefanelli.[2] La faida scoppiò per una partita di droga.[2]. Nel 1996 a Chianocco in Val di Susa viene trovato il cadavere di Francesco Marando[3].Il fratello Antonio Marando accusa dell'omicidio Antonino Stefanelli, originario di Oppido Mamertina[3]. Il 1º giugno 1997 Pasquale Marando per volere di Domenico Marando uccide in frazione Tedeschi di Volpiano Antonio Stefanelli, il padre Antonino e il loro guardaspalle Francesco Mancuso.[4][3]. Roberto Romeo vicino agli Stefanelli riuscì a fuggire a quell'agguato ma fu ucciso pochi mesi dopo a Rivalta[3].

Anni 2000 - Operazione Igres[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 con l'operazione Igres vengono arrestati esponenti dei Marando per traffico di droga internazionale, insieme ai Trimboli, al trafficante Roberto Pannunzi e a Cosa Nostra.[5]

Oggi - Operazione Minotauro e lo spaccio di droga a Roma[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 risultano coinvolti nell'operazione Minotauro che fa luce sulle strutture e attività di 'Ndrangheta in Piemonte.[4].

Il 21 gennaio 2020 vengono arrestate 36 persone per spaccio di droga a San Basilio (Roma) in particolare nelle vie Corinaldo, Sirolo, Mondolfo, e Pievebovigliana che era gestito da Alfredo e Francesco Marando. Uno spaccio del valore di 200 milioni di euro gestito con turni e dove alle vedette veniva anche fornito il pranzo[6][7].

Esponenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Marando, fratello di Pasquale, succedette a suo fratello come capo locale di Volpiano, carica che ebbe fino al suo arresto.[2]
  • Luigi Marando,
  • Pasquale Marando, capo locale a Volpiano dopo di Nicola Agresta, latitante dal 2001, secondo il pentito Rocco Marando sarebbe stato ucciso dai suoi cognati Trimboli come rivelatogli da Giuseppe Aquino e gli Aquino stessi si sarebbero impossessati delle sue ricchezze accumulate[8]. Fu condannato a 23 anni e sei mesi di carcere per traffico di droga e associazione mafiosa.[2]
  • Rocco Marando, pentito[2], cognato di Saverio Agresta
  • Francesco Marando
  • Rosario Marando

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Operazione Minotauro Parte I (PDF), su cuorgne.liberapiemonte.it. URL consultato l'8 giugno 2013.
  2. ^ a b c d e f MAFIE IN PIEMONTE: QUANDO VOLPIANO E PLATÌ PARLANO LO STESSO DIALETTO, in omicronweb, 24 marzo 2013. URL consultato il 25 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2018).
  3. ^ a b c d Blitz Dia, 11 arresti e sequestri. Scoperti 5 bunker nella Locride, in repubblica.it, 10 giugno 2010. URL consultato il 3 marzo 2020.
  4. ^ a b Minotauro: bische e videopoker per mantenere i detenuti, su narcomafie.it, 16 gennaio 2013. URL consultato il 26 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2013).
  5. ^ Forgione 2009.
  6. ^ San Basilio, le mani della 'Ndrangheta sullo spaccio di droga nella capitale: 36 arresti, in ilmessaggero.it, 20 gennaio 2020. URL consultato il 22 gennaio 2020.
  7. ^ San Basilio, pusher della ‘ndrangheta aveva il terrore di prendere un giorno di riposo al mare, in fanpage.it, 21 gennaio 2020. URL consultato il 22 gennaio 2020.
  8. ^ Il pentito Marando racconta a Torino i segreti della 'ndrangheta, in ildispaccio.it. URL consultato il 22 dicembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]