'Ndrina Vrenna

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Vrenna-Ciampà-Corigliano-Bonaventura
Luigi Vrenna.jpg
Luigi Vrenna, detto Zu Luigi.
Area di origineCrotone, Calabria
Aree di influenzaCrotone, Provincia di Crotone, Centro Italia, Nord Italia, Estero
Periodoanni '50 - in attività
BossLuigi Vrenna, Giuseppe Vrenna
AlleatiMegna, Arena, Nicoscia, Grande Aracri
RivaliFeudale
Attivitàtraffico di droga, riciclaggio di denaro, traffico di armi, estorsione, usura, racket, contrabbando, contraffazione, ricettazione, furto, rapina, frode, truffa, evasione fiscale, appalto pubblico, gestione dei rifiuti, gioco d'azzardo, corruzione, omicidio, infiltrazioni nella pubblica amministrazione
PentitiLuigi Bonaventura
Giuseppe Vrenna
Vincenzo Marino

La 'ndrina Vrenna è una cosca malavitosa o 'ndrina di Crotone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni settanta - Faida di Crotone[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il pentito Giuseppe Vrenna fino agli anni '70 i locali attivi anche senza società formata o con solo buon ordine dipendevano dal locale di Crotone ed in particolare da suo padre Luigi Vrenna che aveva il ruolo di capobastone e fu anche il fondatore della 'ndrina[1].

Luigi Vrenna detto U Zirru, il quale comandò il clan sino al 1974 quando venne arrestato come mandante dell'omicidio di due bambini (figli di Umberto Feudale, uomo di rispetto[senza fonte], detto u petruliaru). Questo fece iniziare la faida di Crotone. Umberto Feudale, che era dedito al contrabbando di sigarette, qualche mese prima aveva ucciso durante una sparatoria un figlio ventiduenne di Luigi Vrenna, Calogero detto Ninì, il quale dopo essere stato sparato, venne investito con la macchina mentre era a terra morto in segno di sfregio. Durante la sparatoria rimase ucciso un fratello di Feudale, Ciccio. Dopo la morte di Calogero iniziò una caccia ai parenti dei Feudale che culminò con l'uccisione di due bambini di 9 e 14 anni, Salvatore e Domenico Feudale, figli di Umberto. Per l'uccisione dei bambini il clan subì numerosi arresti, cadde in declino e fu contestato dalla popolazione di Crotone durante il processo, e si ridimensionò, così altre famiglie del crotonese, provenienti anche da Isola di Capo Rizzuto, Cutro e Cirò, cercarono di prenderne il posto. Luigi Vrenna morì per cause naturali[2].

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Anni 2000 - Operazione Hercules[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 novembre 2003 a Bologna venne arrestato Francesco Mellino considerato il killer del clan, grazie all'operazione "Bastiglia", per l'assassinio di Gabriele Guerra, originario di Cervia, pregiudicato in regime di semilibertà, ucciso perché aveva manifestato la volontà di smarcarsi dal sodalizio criminale[3].

Il 7 aprile 2008 con l'operazione Hercules vengono arrestate 39 persone presunte affiliate alle cosche Vrenna, Bonaventura e Corigliano a Crotone, Reggio Calabria, nel Lazio e in Emilia-Romagna. Dall'operazione si evincono varie attività illecite tra cui il traffico di droga, rifornimento di esplosivo dalla criminalità albanese, estorsione dal 2002 a un'impresa di pulizia e intimidazione delle forze dell'ordine da cui in questo periodo si sentivano braccati e obbligavano anche attività commerciali a ricevere protezioni da appartenenti alla cosca in cambio di denaro. L'11 aprile vengono confermati i fermi a 34 persone[4][5][6][7][8][9].

Il 28 aprile 2008 con l'operazione Eracles II vennero arrestate dalla polizia 55 persone legate ai Vrenna-Bonaventura-Corigliano. Sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione di armi e traffico di sostanze stupefacenti.[10].

Il 6 marzo 2009 a Montalto Uffugo venne arrestato il capobastone Giuseppe Vrenna, accusato di associazione di tipo mafioso, traffico di droga ed estorsione[11].

Oggi - Operazioni Old family e Basso Profilo[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 giugno 2013 con l'operazione Old family a Crotone vengono arrestate 35 persone appartenenti alle cosche Ciampà-Megna-Cazzato accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso estorsioni, detenzione di armi e traffico di stupefacenti e di armi, in cui figurano anche nuove leve come Francesco Franco, Andrea Leto, Luca Manente, Corrado Valsavoia, Alfonso Cazzato e Danilo Cazzato. Accusati a vario titolo di estorsioni traffico d'armi e narcotraffico e associazione di tipo mafioso appartenenti al gruppo del boss Egidio Cazzato detenuto nel regime carcerario 41 bis di Ascoli Piceno. Nel 2014 arrivano le sentenze di condannane per vari esponenti come Egidio Cazzato (24 anni) e Danilo Cazzato, Mario Cimino, Mario Citati, Antonio De Biase, Gianfranco Giordano, Corrado Valsavoia e Domenico Palamara (20 anni)[12][13][14].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Alleanze[modifica | modifica wikitesto]

È collegata con tutte le famiglie del crotonese come i Megna, gli Iona e i Grande Aracri.

Capibastone e elementi di spicco[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Tonino Vrenna, capobastone;
  • Gianni Bonaventura, reggente del clan Vrenna-Bonaventura (morto per cause naturali l'11 marzo 2003);
  • Mario Bonaventura, condannato a seguito dell'operazione Heracles;
  • Giuseppe Pino Vrenna, capobastone arrestato il 6 marzo 2010 dopo circa un anno di latitanza. Dal 9 dicembre 2010 è un pentito;
  • Luigi Bonaventura, ex-boss reggente del clan Vrenna-Bonaventura (collaboratore di giustizia dal 2006).
  • Salvatore Rino Bonaventura, papà di Luigi, ora in carcere;
  • Paolo Corigliano, cognato di Giuseppe Vrenna (ha sposato la sorella);
  • Egidio Cazzato, amico fraterno di Gianni Bonaventura (gli hanno ucciso il figlio Vittorio nel 1990), ora in carcere;
  • Sergio Vrenna, arrestato.

Parentele[modifica | modifica wikitesto]

I Vrenna ed i Bonaventura sono fratelli di padre Zu Luigi (Zio Luigi) o u Zirro, il quale ha avuto una moglie e relazioni con altre donne, ma non tutti i suoi figli hanno lo stesso cognome, erano in totale fra uomini e donne più di 24 figli. Alcuni sono morti per cause naturali. Non tutti hanno avuto a che fare con gli affari del clan.[senza fonte] In seguito a una cruente faida i Vrenna hanno stretto una forte alleanza con un'altra famiglia crotonese: la potente famiglia Ciampà.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rosso mafia, pp. 68, 2019.
  2. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Cosenza, Luigi Pellegrini editore, 2007.
  3. ^ 'NDRANGHETA: A BOLOGNA OPERAZIONE DDA CONTRO CLAN, 15 ARRESTI (3)
  4. ^ Maxi blitz nel crotonese, in Nuova Cosenza.
  5. ^ Maxi blitz nel crotonese (2), in Nuova Cosenza.
  6. ^ Crotone, blitz anti 'ndrangheta "Intimidivano poliziotti e magistrati", in Repubblica.it.
  7. ^ Maxi blitz nel crotonese (3), in Nuova Cosenza.
  8. ^ Calabria Ora dell'8 aprile 2008 - Il lungomare è Cosa nostra di Pablo Petrasso
  9. ^ Operazione Eracles, Nuova Cosenza
  10. ^ 'Ndrangheta, blitz nel Crotonese.Decapitati i vertici di alcune cosche, in Repubblica.it.
  11. ^ Arrestato il capoclan latitante, Giuseppe Vrenna, in Nuova Cosenza.
  12. ^ Estorsioni, armi e droga. Operazione Old family: 35 arresti a Crotone, in cn24.tv, 4 giugno 2013. URL consultato il 16 maggio 2017.
  13. ^ Ndrangheta: operazione Old Family, 35 fermi nel crotonese, in libero.it, 4 giugno 2013. URL consultato il 16 maggio 2017.
  14. ^ 'Ndrangheta: Operazione Old Family, 35 fermi in Calabria, in lametino.it, 4 giugno 2013. URL consultato il 16 maggio 2017.
  15. ^ https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2021/01/21/ndrangheta-maxi-operazione-in-tutta-italia-tra-gli-indagati-il-segretario-delludc-lorenzo-cesa_55a2d683-ce9c-46d3-b58d-c085ec1335d4.html
  16. ^ https://www.repubblica.it/cronaca/2021/01/21/news/blitz_in_calabria_contro_la_ndrangheta_perquisita_la_casa_dell_udc_cesa-283562920/
  17. ^ https://amp24.ilsole24ore.com/pagina/ADIDnsEB
  18. ^ https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/21/ndrangheta-maxi-operazione-48-arresti-indagato-anche-il-segretario-delludc-lorenzo-cesa-perquisita-la-sua-casa-a-roma/6073249/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nando Dalla Chiesa, Federica Cabras, Bompiani, 2019, Rosso mafia. La 'ndrangheta a Reggio Emilia, ISBN 9788830100961.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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