'Ndrina Iannazzo

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Famiglia Iannazzo
Area di origineLamezia Terme, Calabria
Aree di influenzaLamezia Terme, Provincia di Catanzaro, Centro Italia, Nord Italia, Estero
Periodoanni '90 - in attività
BossVincenzo Iannazzo
AlleatiGiampà, Cannizzaro, Daponte
RivaliTorcasio, Cerra, Gualtieri
Attivitàtraffico di droga, riciclaggio di denaro, traffico di armi, estorsione, usura, racket, contrabbando, contraffazione, ricettazione, furto, rapina, frode, truffa, evasione fiscale, appalto pubblico, gioco d'azzardo, gestione dei rifiuti, corruzione, omicidio, infiltrazioni nella pubblica amministrazione
PentitiGennaro Pulice
Luca Piraina

La 'ndrina Iannazzo è una cosca malavitosa o 'ndrina della 'ndrangheta calabrese, della zona di Lamezia Terme alleata dei Giampà.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni 2000 - La faida di Lamezia Terme[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 scoppia una faida (faida di Lamezia Terme) che si trascina ancora oggi tra i Torcasio-Gualtieri-Cerra e gli Iannazzo-Giampà. La faida ha prodotto decine di omicidi[1] e vari tentati omicidi e la vittoria dello schieramento dei Iannazzo[2][3]. I Iannazzo sarebbero coinvolti anche nei subappalti del riammondernamento dell'Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria nella loro area di influenza, il lametino.

Fatti recenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 19 novembre 2012 gli imprenditori di un'azienda di Lamezia Terme, forse legati agli Iannazzo vengono indagati per turbativa d'asta e corruzione con l'aggravante di metodi mafiosi a Dueville in provincia di Vicenza[4].
  • Il 14 maggio 2015 scatta l'operazione Andromeda contro le coshe Iannazzo-Cannizzaro-Daponte sono 45 gli arresti tra questi anche un noto imprenditore lametino, la cosca aveva il controllo della parte ovest della città.
  • Il 21 marzo 2016 si conclude l'operazione Nettuno della Guardia di Finanza che porta al sequestro di beni del valore di 5000 milioni di euro riconducibili ad affiliati degli Iannazzo e tra cui il centro commerciale dei due Mari di Maida (CZ), l'ipermercato Midway di Lamezia Terme. Questi di proprietà dell'imprenditore Francesco Perri, accusato di essere effettivamente sodale con il capocosca Vincenzino Iannazzo[5].
  • Il 12 novembre 2018 si conclude l'operazione Quinta Bolgia della Direzione distrettuale antimafia che porta a 24 ordinanze di custodia cautelare per la cosca degli Iannazzo-Daponte-Cannizzaro e Giampà che fanno riferimento a Vincenzo Torcasio ma anche per due esponenti politici: il consigliere di Lamezia Terme Luigi Muraca e l'ex deputato Giuseppe Galati (deputato dal 1996 al 2018) e alcuni dirigenti comunali. Sarebbero accusati di essersi inseriti illecitamente nella gestione delle ambulanze, delle onoranze funebri e della fornitura di materiale sanitario dell'azienda sanitaria provinciale[6][7].

Alleati[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guerra di mafia, a Lamezia dal 2000 ad oggi 53 morti
  2. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p169.
  3. ^ Lamezia, 15 attentati in una settimana la ribellione in piazza: Fuori i clan, in Repubblica.it.
  4. ^ Ndrangheta e appalti pubblici al Nord? Indagati tre imprenditori calabresi, in CN24.it.
  5. ^ Maxi sequestro ai danni delle cosche Lametine. Sequestrato anche il centro commerciale Due Mari, in ilquotidianoweb.it, 21 marzo 2016. URL consultato il 21 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2016).
  6. ^ ‘Ndrangheta, 24 arresti a Lamezia Terme. L’ex sottosegretario di Forza Italia Giuseppe Galati ai domiciliari, in ilfattoquotidiano.it, 12 novembre 2018. URL consultato il 12 novembre 2018.
  7. ^ 'Ndrangheta, 24 arresti in Calabria: c'è anche l'ex deputato Galati, in repubblica.it, 12 novembre 2018. URL consultato il 12 novembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]