Faida di Taurianova

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La faida di Taurianova è la guerra che scoppia fra le 'ndrine del comune di Taurianova tra il 1989 e il 1991 con 32 morti. L'accaduto ha eco nazionale e internazionale soprattutto per le modalità con cui sono avvenuti gli ultimi omicidi nel 1991. A seguito di tale cruenta faida il Governo dell'epoca approva un decreto legge contro le infiltrazioni mafiose negli enti locali, una risposta forte alla violenza e prepotenza dei mafiosi che specie nei piccoli centri comprime significativamente la democrazia.

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della faida scaturì dal fatto che la 'ndrina dei Neri non volle stare a degli accordi presi con le altre famiglie di Taurianova: gli Avignone-Lombardo, i Giovinazzo-Zagari e i Viola-Fazzalari che gli si scatenarono contro.

Il primo omicidio[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 luglio 1989 viene ucciso Rocco Neri poiché stava diventando troppo potente e avrebbe offuscato Domenico Giovinazzo. Da questo episodio nacque la faida[1].

L'omicidio di Rocco Zagari e le ritorsioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 maggio 1991 Rocco Zagari si sta facendo fare la barba dal barbiere, quando un killer, armato di semi-automatica calibro 7,65mm, fa esplodere diversi colpi che lo inchiodano sulla sedia con il volto ancora insaponato dalla schiuma. Il giorno dopo arriva la vendetta: quattro morti. Tra questi c'è un salumiere, che si chiama Giuseppe Grimaldi: uno dei killer prende il coltello del salumiere e gli taglia la testa, poi, la lancia per aria, in mezzo alla strada e gli altri si divertono a fare il tiro a segno; sono all'aperto, a due passi dalla piazza del paese e ci sono almeno venti persone che assistono alla tragica scena della testa mozzata e poi colpita dai proiettili[2][3][4].

Il 5 maggio 1991 Emilio Ietto, di 32 anni, Leonardo Minzoturo, di 20 anni e Luigi Berlingeri di 25 vengono uccisi in un bar di Laureana di Borrello[5].

Il 14 maggio 1991 viene ucciso a Carmignano di Brenta Michele Messina (lì in soggiorno obbligato), presunto affiliato dei Pesce[6].

I primi arresti[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 marzo 1992 vengono arrestati 16 persone inerenti alla faida, di cui 11 a Taurianova (famiglie Zagari, Viola, Fazzalari, Giovinazzo, Alampi e Grimaldi) e 6 a Genova (famiglie Asciutto, Grimaldi, Sorrenti, Reitano, Comandè e Maiolo) e 1 a Siena (Maiolo)[7].

Conclusione[modifica | modifica wikitesto]

La pace sarebbe avvenuta nel carcere di Palmi, durante una riunione della Provincia che costringeva i Grimaldi a non perseguire più la faida[8].

Da quel momento alcuni della famiglia dei Grimaldi si pentirono tra cui Roberto e Salvatore Grimaldi ma anche Annunziato Raso e Gaetano Albanese e ciò fece scaturire l'operazione Taurus delle forze dell'ordine[8].

Alla conclusione dell'operazione Taurus, nel 1996 si ricostruiscono tutti i fatti legati alla faida[8][9].

Il 26 giugno 2016, dopo 20 anni di latitanza, Ernesto Fazzalari viene arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria, del Gruppo Intervento Speciale e dello Squadrone "Calabria", in una casa di campagna a Molochio[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p129 e p148, ISBN 88-8101-373-8.
  2. ^ Come comanda il clan, su crocchette.blog.kataweb.it. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  3. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p129 e p148, ISBN 88-8101-373-8.
  4. ^ http://www.sisde.it/sito%5CRivista24.nsf/stampe/5 L'origine del decreto legge 31 maggio 1991, n. 164, Rivista N.24 settembre-dicembre 2002, SISDE
  5. ^ TAURIANOVA, 'NDRANGHETA È LEGGE E LA STRAGE NON È ANCORA FINITA, in Repubblica.it. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  6. ^ LA FAIDA DI TAURIANOVA ARRIVA ANCHE NEL VENETO, in Repubblica.it. URL consultato il 10 gennaio 2012.
  7. ^ CON LA TESTA MOZZATA FECERO TIRO AL BERSAGLIO, in Repubblica.it. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  8. ^ a b c Fazzalari, il machete e la testa decapitata. Chi è il superboss arrestato dai carabinieri, in corriere.it, 26 giugno 2016. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  9. ^ a b Arrestato sull'Aspromonte il boss della 'ndrangheta Ernesto Fazzalari, in Repubblica.it, 26 giugno 2016. URL consultato il 26 giugno 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]