Santo Araniti

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Santo Araniti (Reggio Calabria, 25 aprile 1947) è un mafioso italiano, capobastone della 'Ndrangheta calabrese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Incomincia la sua carriera criminale a fianco del capobastone di Reggio Calabria Domenico Tripodo.

Santista, e alleato dei De Stefano durante le due guerre di 'Ndrangheta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni settanta diventa santista e fece parte della Massoneria[1]. Fu un alleato chiave dei De Stefano nella guerra proprio contro Tripodo, (prima guerra di 'Ndrangheta). Nel 1985 quando scoppiò la seconda guerra di 'Ndrangheta si alleò con i Serraino Condello e gli Imerti in lotta contro i De Stefano e Tegano.

Condanna e arresto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 fu condannato a 9 anni per traffico di stupefacenti e successivamente condannato all'ergastolo per l'omicidio del 1989 di Lodovico Ligato, ex capo delle ferrovie dello stato. Per un periodo è stato considerato il capo della commissione interprovinciale, ente istituito dopo la seconda guerra di 'Ndrangheta per dirimere questioni tra le 'ndrine.

Venne arrestato il 24 maggio 1994 a Roma e incarcerato con il 41 bis. Al momento dell'arresto aveva in tasca un telefono cellulare intestato al Capo Vice Delegazione del Vertice G7 presso la Farnesina[2]. Dal novembre 2008 viene tolto da quel regime carcerario[1] [3][4][5]

Indagato per l'omicidio Scopelliti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2019 il procuratore Giuseppe Lombardo riapre l'inchiesta per l'omicidio di Antonino Scopelliti e risulta tra gli indagati insieme a Pasquale Bertuca, Vincenzo Bertuca, Giorgio De Stefano, Gino Molinetti, Antonino Pesce, Giuseppe Piromalli, Giovanni Tegano, Pasquale Tegano, Vincenzo Zito e alcuni esponenti di Cosa Nostra catanese[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Niente più carcere duro per un boss di Reggio, Calabria Ora del 19 novembre 2008
  2. ^ [1], Testimonianza del Sostituto Commissario presso la D.I.A. di Reggio Calabria al processo "Ndrangheta stragista" del 19/01/2018: Seconda clip a 47':42"
  3. ^ Preso il boss Araniti, in Corriere.it.
  4. ^ Preso il boss Araniti, in Corriere.it (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  5. ^ 'Ndrangheta, boss liberato dal 41-bis. La Cassazione revoca il carcere duro al mandante dell'omicidio Ligato, in Il sole 24ore (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  6. ^ Omicidio Scopelliti, indagati Messina Denaro e vertici 'ndrangheta, in repubblica.it, 17 marzo 2019. URL consultato il 17 marzo 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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