Rapporti tra 'ndrangheta e altre organizzazioni criminali

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1leftarrow blue.svgVoce principale: 'Ndrangheta.

«La 'ndrangheta è un'organizzazione che non ha problemi a fare affari con gente di ogni razza e nazione.»

(Saverio Morabito, pentito[1].)

La 'ndrangheta rispetto alle altre realtà criminali si è sviluppata più tardi, ma nonostante ciò con le altre mafie si è avuto in generale un rapporto di reciproco rispetto e di parità[2], anche ora che viene considerata una delle più potenti organizzazioni criminali in Europa e nel mondo e la più potente in Italia. Non si è mai schierata nelle guerre di altre organizzazioni. Vi è stato nel corso della storia invece una forte collaborazione per i traffici di sigarette, droga e tutte le varie attività illecite.

A giugno 2018 durante il processo 'ndrangheta stragista depone Salvatore Annacondia, criminale di spicco nell'area di Bari e vicino a Cosa Nostra affermando che: "La 'Ndrangheta calabrese è la mamma di tutti, abbracciava tutti i gruppi in Italia: Camorra, Cosa nostra e pugliesi. Non c'era gruppo che non avesse contatti con la Calabria"[3].

La 'Ndrangheta e Cosa Nostra[modifica | modifica wikitesto]

Il rapporto con Cosa Nostra è stato molto stretto tanto che capibastone di spicco come Antonio Macrì, Giuseppe Piromalli, Mico Tripodo (compare d'anello di Totò Riina[4]) si affiliarono a Cosa Nostra e viceversa, capi della mafia siciliana si affiliano alle 'ndrine. Quindi vi erano persone che possedevano due affiliazioni come per esempio il messinese Rosario Saporito, personaggio di spicco della cosca dei Mazzaferro o Calogero Marcenò, capo locale della cosca calabrese Zagari[5]. Cosa Nostra messinese ha stretti contatti con le cosche 'ndranghetiste di Reggio Calabria che furono coinvolte nelle guerre di mafia del territorio (Messina) per avere il monopolio della droga da cui si rifornivano in accordo con le cosche della piana di Gioia Tauro, che erano e sono attualmente in affari con i cartelli dell'America Latina. La furia omicida delle cosche messinesi fu temporaneamente placata grazie all'eccellente operato del magistrato Gaetano Costa e per questo Messina, in questo arco di tempo, si guadagnò il soprannome "provincia babba" in quanto ci fu un periodo di tregua tra i clan e i funzionari dello stato a differenza di Palermo che era ancora in guerra. I messinesi approfittarono di questo periodo per concedere "latitanze d'oro" ai loro alleati, esponenti di alto rango di Cosa Nostra, provenienti da altre province siciliane. Poco più tardi diedero rifugio anche a pezzi grossi appartenenti alla 'Ndrangheta. A Messina il potente clan di Mangialupi, attualmente operativo in città nella zona compresa tra Gazzi e Fondo Fucile, ha strettissimi rapporti con le cosche dell'area jonica calabrese ed è in rivalità con altri clan appartenenti a Cosa Nostra messinese. Inoltre essi hanno rapporti talmente stretti con la 'ndrangheta che custodiscono i loro arsenali in città.[6].

Secondo la testimonianza del pentito di Cosa Nostra Antonino Calderone durante il Maxiprocesso di Messina del 1986, almeno fino agli anni '70 del secolo scorso non c'era alcuna buona opinione dei criminali siciliani nei confronti della controparte calabrese: "I calabresi parlavano, parlavano, parlavano. Parlavano tutto il tempo. Non agli altri intendiamoci, ma tra di loro. Facevano infinite conversazioni circa le loro regole, specialmente in presenza di noi uomini d'onore (siciliani). Si sentivano a disagio perché in realtà sapevano di essere inferiori a Cosa Nostra" e poi: "Abbiamo sempre considerato i calabresi inferiori, come spazzatura. Per non parlare dei napoletani, di cui non ci siamo mai fidati"[7].

Negli anni '80 a Torino le famiglie catanesi dei Miano e dei Finocchiaro si rifornivano di droga da Angelo Epaminonda, il Tebano e successivamente la rivendevano alle 'ndrine torinesi. Quando queste si appoggiavano al locale di Gioiosa Jonica a cui facevano riferimento le famiglie dei Belfiore, Ursino-Macrì queste contrattavano la droga con i siciliani dei Cuntrera-Caruana residenti in Venezuela[8].

Il 9 agosto 1991 viene ucciso a Villa San Giovanni il magistrato Antonino Scopelliti da due 'ndranghetisti su richiesta di Cosa Nostra messinese[9].

Il 13 maggio del 1993 si conclude l'operazione Delta che porta all'arresto di presunti esponenti degli Arena, accusati oltre agli appalti, di traffico di droga e di armi, contraffazione di denaro ed auto rubate. Le indagini dei Carabinieri hanno rivelato che Nicola Arena, a capo dell'omonima cosca, era in contatto diretto con Pietro Vernengo e Nitto Santapaola, boss della mafia catanese.[10]

Il 29 giugno 1994 il sostituto procuratore di Catanzaro Calabria Giuseppe Verzera ascolto le confessioni del pentito di 'ndrangheta Giacomo Ubaldo Lauro e del notaio Pietro Marrapodi che afferma: "Comunque, chiedo scusa signor Lauro, nella mafia di Reggio Calabria non è stata sottovalutata ad arte, è stata presentata all’esterno come un fenomeno minore… Ma il sottoscritto, il 6 dicembre 1993 guardando in faccia il dottor Roberto Pennisi e il commendator Giuliano Gaeta, si è rivolto a Luciano Violante dell’antimafia e al ministro Conso e ha detto: “Anche se mi rivolgo a voi che potete ascoltarmi o meno, perché è per poco che starete lì, vi debbo dire che io che sono notaio e che vivo in questo ambiente da 23 anni e so qual è il rapporto che passa tra ‘ndrangheta e mafia siciliana. I capibastoni ‘ndranghetisti dicono che i messinesi sono buccazzari: quindi ne ricavo il rapporto che passa tra discepolo e maestro; perché maestra è la ‘ndrangheta!"[11].

Nel 2003 con l'operazione Igres si scopre un'alleanza per il traffico internazionale di droga tra i Marando e i Trimboli di Platì e Volpiano dall'altra i fratelli Agate di Mazara del Vallo, e i Guttadauro di Bagheria. La droga proveniva dalla Colombia e passava dalla Namibia[8].

Nel 2007 l'operazione Stupor Mundi sgomina un traffico internazionale di droga gestito dai Marando e dai Barbaro di Platì che portavano la droga passante dal Belgio e dai Paesi Bassi in Piemonte e Lombardia in alleanza con le cosche del trapanese, di Mazara del Vallo[12].

Nel 2009 i siciliani si rivolgono nuovamente alle 'ndrine per rifornirsi di droga, I Fidanzati e gli Emanuello prendevano la droga colombiana spedita attraverso i porti di Anversa e Amburgo[8]. Con l'operazione Dioniso vengono arrestate 50 persone[8].

Nel 2017 l'operazione 'ndrangheta stragista rivelerebbe un primo coinvolgimento della 'ndrangheta nelle operazioni stragiste degli anni '90 di Cosa Nostra. L'operazione testimonierebbe che per due mesi: dicembre 1993 e gennaio 1994 alcune famiglie di 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro avevano accettato di partecipare alle azioni stragiste pianificate da Cosa nostra messinese. Il primo fu tentato a Saracinello contro due carabinieri, il secondo il 18 gennaio 1994 vengono uccisi in autostrada all'altezza di Scilla i carabinieri Fava e Garofalo, il terzo il primo febbraio ai danni dei carabinieri Musicò e Serra rimasti gravemente feriti. L'operazione ha portato all'arresto di Santo Filippone, capo dell'omonima 'ndrina e capo del mandamento tirrenico in questi anni. Per iniziare la fase stragista elementi di Cosa Nostra insieme ad esponenti della 'ndrangheta si riunirono nell'autunno del 1993 in tre diverse occasioni: una in provincia di Vibo Valentia, una a Melicucco ed una a Oppido Mamertina. A valle di queste azioni viene organizzata una riunione da elementi apicali di 'ndrangheta nel santuario della Madonna di Polsi e viene deciso di non andare oltre con le azioni stragiste[13][14]. A giugno 2018 durante il processo 'ndrangheta stragista, il criminale apicale barese vicino a Cosa Nostra, Salvatore Annacondia parla di un consorzio di cui facevano parte i siciliani, in particolare il clan Fidanzati, calabresi e pugliesi[3], inoltre accenna anche ai rapporti con il clan catanese: "C’era la famiglia Santapaola che erano molto legati con le famiglie calabresi, in particolare con i De Stefano"[3]. A giugno 2017 viene consegnato al procuratore di Reggio Calabria Lombardo il memoriale di Nino lo Giudice all'interno del processo 'ndrangheta stragista, in cui conferma che l'accordo stragista tra le cosche della città di Reggio Calabria e i siciliani avvenne nella casa di Demetrio Filippone figlio di Rocco a Oppido Mamertina e come rappresentante delle prime (in particolare i Tegano, Condello, Latella, Ficara, Serraino e Imerti) partecipò Giuseppe De Stefano e per i secondi Giuseppe e Filippo Graviano[15]

Dal XXI secolo si registra un declino dell'organizzazione siciliana rispetto a quella di origine campana e calabrese, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri ha più volte affermato questa tendenza tanto da dichiarare, supportato dalle numerose operazioni anti-ndrangheta, che ora Cosa Nostra messinese si rifornisce dalle 'ndrine per l'acquisto di droga per poi rifornire anche le altre province siciliane, avendo quest'ultime preso il controllo del traffico ed essendo la prima non più monopolista come tra gli anni '70 e '80[16].

In una operazione avvenuta negli anni 2000 si è scoperto anche che membri della 'ndrangheta hanno garantito con criminali colombiani il riscatto di un membro di Cosa Nostra, nella fattispecie di Salvatore Miceli di Salemi per cui dovette garantire Roberto Pannunzi[17].

A novembre 2017 il neo procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho conferma il rapporto tra le due organizzazioni criminali non solo nel campo degli stupefacenti ma anche nell'ambito del settore dei rifiuti e della bonifica dove aziende siciliane operano in Calabria e viceversa[18].

Il 23 marzo 2018 l'Espresso rivela che il latitante Matteo Messina Denaro avrebbe avuto appoggi da esponenti della 'ndrangheta in Toscana[19], in particolare la DIA di Firenze sospetta di 9 persone e già la procura di Firenze ha aperto un fascicolo dal 2015 sulla latitanza del boss trapanese in Toscana coperto da un gruppo di 'ndrangheta operante nella regione[20].

La 'ndrangheta e la Camorra[modifica | modifica wikitesto]

Si è a conoscenza di doppie affiliazioni anche con la Camorra napoletana: per esempio i calabresi De Stefano e Raffaele Cutolo. I Cutolo uccisero addirittura Mico Tripodo per piacere dei De Stefano. Ci sono esempi di camorristi come Antonio Schettini affiliato ai Flachi e viceversa lo 'ndranghetista Franco Coco Trovato affiliato alla famiglia di Carmine Alfieri.[21][22][23]

L'operazione Tamanaco conclusasi il 22 giugno 2010 ha sgominato un traffico di droga gestito dai La Torre di Mondragone e dai Barbaro di Platì proveniente dal Venezuela e dalla Colombia e che passa da diversi porti europei tra cui il porto di Amsterdam. AL porto di Livorno sono stati sequestati 700 chili di cocaina[24].

L'11 maggio 2016 viene sgominata a Roma una joint venture criminale tra elementi criminali di etnia Sinti, il clan dei Casamonica, esponenti della Camorra, e di affiliati alle 'ndrine di Polistena, Taurianova e del locale di Melicucco[25].

Il 21 marzo 2018 vengono effettuati 19 arresti a Roma di presunti elementi appartenenti al clan Licciardi della Camorra e ai Filippone e Gallico accusati di traffico di droga[26][27]

Il 14 novembre 2018 si conclude l'operazione Galassia della Guardia di Finanza, della DIA, della polizia e dei carabinieri in cui il presunto membro dei Pesce-Bellocco Antonio Zungri, alcuni membri dei Tegano e forse dei Piromalli insieme a camorristi e a criminali pugliesi (clan Capriati e Parisi) si erano inseriti illegalmente nella rete commerciale delle società di scommesse online Planetwin365, "Betaland","Enjoybet" e "Planetwin". Gli affiliati dei Tegano inoltre nel 2016 andarono in pellegrinaggio a Polsi, e rendevano omaggi con musica di tarantella passando di fronte al carcere di Reggio Calabria e alle case circondariali Arghillà, e davanti alla casa di Roberto Franco, capo-'ndrina di Santa Caterina[28][29]

Il 16 novembre 2018 si conclude l'operazione Drago dei Carabinieri e della DDA di Genova che porta 7 persone in carcere, accusati di associazione mafiosa e di estorsione, alcuni sarebbero affiliati alla 'ndrangheta altri alla Camorra. In particolare il gruppo criminale era riuscito ad intimidire un direttore di banca locale e così ottenere dei finanziamenti che insieme ai ricavati dell'usura aveva un valore di circa 400.000 euro[30].

La 'ndrangheta e la mafia lucana[modifica | modifica wikitesto]

I Basilischi sono una organizzazione criminale nata nel 1994 a Potenza, e poi estesasi nel resto della Basilicata. Questa organizzazione ha assunto un ruolo di controllo delle attività illecite della Regione. I Basilischi nascono come una 'ndrina della 'ndrangheta calabrese e da essa dipendono, sono protetti e aiutati fino al 1994[31]. quando a Giovanni Luigi Cosentino viene dato il benestare da Giuseppe Morabito per creare l'organizzazione indipendente "Nuova Famiglia Lucana"[31]. Il pentito Giuseppe Scarcia racconterà che nel carcere di San Gimignano gli fu assegnato il ruolo di "crimine"[31]. Per nascere ha ottenuto il nulla osta dalla 'ndrina dei Pesce di Rosarno. La criminalità organizzata delle zone del materano, la Val d'Agri e del Melfese è controllata, dunque dalle cosche che fanno capo alla 'ndrangheta di Rosarno[32]. Sembra abbiano avuto contatti con essa anche con i Morabito[33].

La 'ndrangheta e la mafia pugliese[modifica | modifica wikitesto]

La 'ndrangheta con la mafia pugliese e nella fattispecie con la Sacra Corona Unita ha un rapporto ancora più influente e fondamentale che con Cosa Nostra o la Camorra, poiché né è addirittura l'artefice in parte della sua nascita, come si evince dal rapporto del ROS dei carabinieri[21][22].

Dal 1993 si è a conoscenza che la Sacra Corona Unita fu fondata da Giuseppe Rogoli, per volere di Umberto Bellocco (capobastone dell'omonima 'ndrina di Rosarno), e che inoltre all'interno della SCU vi fossero altri elementi appartenenti alla cosca calabresi come: Giuseppe Iannelli, Giosuè Rizzi, Cosio Cappellari, Antonio e Riccardo Modeo[21][22].

La 'ndrangheta fu d'aiuto anche alla creazione della Rosa dei Venti, altra organizzazione criminale mafiosa che opera nel territorio pugliese, e precisamente a Lecce. Fu fondata da Giovanni De Tomasi e Vincenzo Stranieri col volere e il permesso delle cosche calabresi. Praticamente Bari, Brindisi e Lecce erano sotto il controllo ndranghetista, e Taranto, tramite un accordo, fu lasciata alla Camorra.

Il 18 ottobre 2012 si conclude l'operazione Revolution che porta all'arresto 29 persone affiliate alle cosche di Bovalino, Africo e San Luca accusate di associazione mafiosa e traffico internazionale di cocaina e altri reati tra cui l'introduzione di un titolo di stato statunitense falso del valore di 500.000.000 di dollari. Da questa operazioni, oltre ad essere evidenziati i legami con narcotrafficanti sudamericano si registrano contatti con esponenti della Sacra Corona Unita sin dal 2010. Le basi logistiche europee per il traffico internazionale erano: Anversa in Belgio, Amsterdam nei Paesi Bassi, Duisburg, Oberhausen e Düsseldorf in Germania[34].

Il 13 novembre 2017 si conclude l'operazione Lampo dei Carabinieri,durata 3 anni e partita dall'operazione Sant'Anna, che arresta 10 presunti affiliati ed il suo presunto capo Cataldo Caporosso che operavano a Massafra, Statte, Palagiano e il rione Tamburi di Taranto. La consorteria si era inserita nel mercato ittico e della cocaina locale. Le attivite criminose del sodalizio criminale sarebbero state avallate sempre da Umberto Bellocco che dopo 21 anni di carcere avrebbe incontrato Cataldo Caporosso e conferendogli in casa sua la dote di padrino[35][36].

Il 14 novembre 2018 si conclude l'operazione Galassia della Guardia di Finanza, della DIA, della polizia e dei carabinieri in cui il presunto membro dei Pesce-Bellocco Antonio Zungri, alcuni membri dei Tegano e forse dei Piromalli insieme a camorristi e a criminali pugliesi (clan Capriati e Parisi) si erano inseriti illegalmente nella rete commerciale delle società di scommesse online Planetwin365, "Betaland","Enjoybet" e "Planetwin". Gli affiliati dei Tegano inoltre nel 2016 andarono in pellegrinaggio a Polsi, e rendevano omaggi con musica di tarantella passando di fronte al carcere di Reggio Calabria e alle case circondariali Arghillà, e davanti alla casa di Roberto Franco, capo-'ndrina di Santa Caterina[28][29]

La 'ndrangheta e la criminalità sarda[modifica | modifica wikitesto]

Dall'indagine Santa Barbara del 2005[37] si è scoperta un'alleanza fra la potente ndrina dei Nirta di San Luca e la criminalità sarda di Cagliari, Nuoro e Oristano per il traffico di cocaina ed eroina. I carabinieri sospettano anche che i proventi della droga potessero servire per investire nel settore immobiliare turistico sardo.

La 'ndrangheta e la Banda della Magliana[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'operatività della Banda della Magliana alcune 'ndrine hanno avuto contatti con essa. In particolare i De Stefano di Reggio Calabria e i Facchineri di Cittanova[38].

La 'ndrangheta e il clan dei Casamonica[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 marzo 2010 viene scoperto un sodalizio tra Pietro D'Ardes, Rocco Casamonica e affiliati alla 'ndrangheta dei Piromalli-Molè e Alvaro per il riciclaggio dei proventi illeciti e costituzione di società (15 sequestrate) per la partecipazione ad appalti pubblici[39].

L'11 maggio 2016 viene sgominata a Roma una joint venture criminale tra elementi criminali di etnia Sinti, il clan dei Casamonica, esponenti della Camorra, e di affiliati alle 'ndrine di Polistena, Taurianova e del locale di Melicucco[25].

L'inchiesta Gramigna del 17 luglio 2018 li vede in relazione con Domenico Strangio per la compravendita di cocaina[40].

Il pentito di 'ndrangheta Roberto Furuli che ha collaborato nell'operazione scaturita dalla precedente Gramigna del 15 aprile 2019 contro i Casamonica, ha parlato dei suoi rapporti con i Casamonica attiva a est di Roma in particolare con Christian Casamonica e conferma che hanno rapporti in merito al traffico di stupefacenti con i Piromalli[41][42]

La 'ndrangheta e la Stidda[modifica | modifica wikitesto]

Con l'operazione Krupy del 2015 scattata contro i Commisso di Siderno per traffico internazionale di droga figura tra i sorvegliati speciali e obbligo di soggiorno Giovanni Cilia presunto appartenente alla famiglia Dominante della Stidda della Provincia di Ragusa ed in particolare a Vittoria[39].. Il 19 dicembre 2017 la DIA di Catania in collaborazione Roma e Catanzaro eseguene il sequestro di beni dal valore di 20 milioni di euro alla famiglia Cilia[43]. Emanuele Cilia padre di Giovanni sarebbe stato il prestanome del sidernese Rocco Crupi. Come ad Amsterdam inoltre a Vittoria sarebbe stato inquinato il locale mercato dei fiori[43].

La 'ndrangheta e le organizzazioni criminali internazionali[modifica | modifica wikitesto]

'ndrangheta e mafia albanese[modifica | modifica wikitesto]

La Ndrangheta con le organizzazioni criminali albanesi ha rapporti basati sul traffico di esseri umani, prostituzioni e armi da come si evince dall'ANSA del 13 dicembre del 2005 e dall'operazione Harem. Con il beneplacito della mafia calabrese gli albanesi potevano agire in varie regioni d'Italia portando prostitute albanesi, moldave, ucraine e romene in cambio di droga ed armi. Sono state arrestate nell'operazione 80 persone di cui la metà albanesi le altre italiane legate alle 'ndrine dei paesi di Corigliano Calabro e di Cassano all'Ionio.[44] In Lombardia commerciano anche in droga, durante l'operazione Crimine 3 sono stati scoperti in alleanza con il Locale di Erba, capeggiato da Pasquale Varca, e legato ai Nicoscia-Arena in un traffico di cocaina con i colombiani e dove i Pesce-Oppedisano che dovevano recuperarla al porto di Gioia Tauro se ne impossessarono mettendo nei guai il locale con gli stessi albanesi (i cui capi risiedono in Nord Europa) e i colombiani da cui era stata comprata[45]. Nei Paesi Bassi per il controllo del porto di Rotterdam[46].

Il 9 luglio 2015 si conclude l'operazione Overting, iniziata nel 2005 ha portato all'arresto di 44 persone tra cui persone legate ai Mancuso, in collaborazione con un gruppo criminale albanese di Fiano Romano per traffico internazionale di cocaina. La droga proveniva dal Cile, Venezuela e Colombia e grazie anche al broker ndranghetista Domenico Trimboli pentito dal 19 marzo 2015. L'incontro con i narcos per l'accordo sullo scambio avveniva invece in Spagna. In Calabria, a Spilinga c'era la raffineria per recupera la cocaina liquida impregnata in partite di vestiti o allo stato solido in piastrelle per pavimenti. Gli albanesi almeno una volta hanno tenuto in ostaggio un vibonese come garanzia del traffico[47][48].

Il 20 settembre 2016 si conclude l'operazione Ring New della Guardia di Finanza di Brescia che porta all'arresto di 99 persone condannate per traffico internazionale di droga con a capo due albanesi Dhimiter e Xhevahir Poti i quali si appoggiavano alla logistica delle mafie italiane: Camorra, Sacra Corona Unita e 'ndrangheta. La droga arrivava dalla Spagna e passava dal Belgio o dall'Albania per arrivare sulle coste pugliesi o a Crotone o a Napoli[49].

Dal 2018 come afferma Nicola Gratteri le organizzazioni criminali albanesi hanno fatto l'ingresso nel traffico internazionale di droga all'ingrosso a livello europeo e sono entrate in contatto con i narcotrafficanti sudamericani e agiscono in sinergia con le 'ndrine[50]. Anche Antonio Nicaso afferma che molto probabilmente potrebbero diventare in Italia il braccio armato delle cosche italiane[51]. In concreto nel Regno Unito le bande criminali albanesi autodefinitesi Hellbanianz che hanno raggiunto un certo rilievo nell'ambito del traffico e dello spaccio di droga grazie ad un prodotto di maggior qualità e basso costo e comprandolo direttamente in Sud America senza intermediari ha finito per avvantaggiarli. I loro rivali alla fine hanno scelto di comprare il prodotto direttamente da loro piuttosto che fargli guerra. Sono presenti in tutte le principali città del Regno Unito eccetto Liverpool dove le bande locali non sono scese a compromessi. Sembrerebbe, quindi, che abbiamo cominciato a stringere rapporti con elementi delle 'ndrine che hanno contatti nel Porto di Anversa in Belgio e di Rotterdam nei Paesi Bassi a loro volta facenti capo alle famiglie della Locride e a dispetto di altre organizzazioni criminali straniere con cui gli ndranghetisti siglano accordi, fra di essi sembra si sia creata una alleanza più stretta e si considerano alla pari l'uno con l'altro. L'alleanza sarebbe stata cercata fortemente dagli albanesi, proprio per poter mantenere il loro prodotto ad un basso costo e poter accedere ai porti già controllati dalla 'ndrangheta[52]. A Riprova di ciò l'operazione Pollino del 2018 e l'arresto a Londra nel 2017 di un trafficante albanese con documento d'identità italiano falso[52]. Alcune fonti inoltre riferirebbero che la gestione in ingresso dello stupefacente nei porti dell'Europa Centrale sarebbe stato dato in gestione dalla 'ndrangheta agli stessi albanesi in quanto molto bravi in questa attività come riferisce la ricercatrice Anna Sergi[52].

'ndrangheta narcos colombiani e Autodefensas Unidas de Colombia[modifica | modifica wikitesto]

La collaborazione con i narcos colombiani nasce dal crescente mercato della cocaina che soprattutto in anni recenti si è sostituita all'eroina proveniente dall'Asia per i continui conflitti presenti nell'area. Portando così questa droga dei "ricchi" a diventare droga comune e diffusa.

Uno dei tanti protagonisti di spicco in questi traffici è Roberto Pannunzi, un broker di origine calabrese internazionale che faceva da mediatore fra i cartelli e i gruppi calabresi dei: Morabito, Coluccio-Aquino, Romeo, Bruzzaniti, Sergi, Trimboli e Papalia.[53].

Hanno avuto contatti anche col movimento paramilitare Autodefensas Unidas de Colombia tramite uno dei capi Salvatore Mancuso Gómez[54] sempre per motivi legati al traffico di droga.[55]

Il 29 aprile 2013 viene arrestato in Colombia dal ROS dei Carabinieri e dalla Polizia nazionale Grupo Siu il latitante, dal 2006, Santo Scipione (1933) detto Papi accusato di gestire un vasto traffico di cocaina tra la Autodefensas Unidas de Colombia e i Mancuso per cui è stato condannato nel 2012 a 15 anni di carcere[56][57][58][59].

Grazie alla stretta collaborazione con i colombiani la ndrangheta dal 2000 in poi è riuscita a ottenere il monopolio della cocaina in Europa raggiungendo cifre da capogiro. A poco a poco si è sostituita a Cosa Nostra tanto che succede a volte che per i clan siciliani e camorristici faccia da garante in caso di mancati pagamenti e addirittura convenga alle altre mafia italiane comprare la cocaina direttamente in Italia dai calabresi.

Il neo procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho nel novembre 2017 afferma che le ultime operazioni in cui venivano identificati colombiani in Calabria o a Milano o a Roma erano lì nel primo caso a garanzia dell'arrivo della merce negli altri per la consegna del denaro[18].

'ndrangheta e FARC[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 giugno 2015 si conclude un'operazione della Dda di Reggio Calabria e del Gico di Catanzaro con il contributo della DEA statunitense e della Guardia Civil spagnola che blocca un traffico internazionale di droga tra gli Alvaro, i Pesce e i Coluccio-Aquino insieme ad un comandante delle FARC colombiane. L'organizzazione aveva basi in Brasile, Argentina, Repubblica Dominicana, Colombia, Spagna e Montenegro. Durante l'operazione è stato sequestrato un carico di cocaina presente nell'imbarcazione Pandora Lys a largo di Viana do Castelo tra Spagna e Portogallo[60].

'ndrangheta e Cartello del Golfo[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 luglio 2011 vengono arrestate oltre 40 persone nell'ambito dell'operazione internazionale dei carabinieri Crimine 3. Le persone sono accusate di traffico di droga internazionale e associazione mafiosa e sono state arrestate per lo più in Italia, alcune in Spagna, Paesi Bassi e negli Stati Uniti. Il traffico veniva gestito insieme al Cartello del Golfo e ai cartelli colombiani, per la 'ndrangheta c'erano presunti affiliati agli Ierinò, Commisso, Coluccio, Aquino e Pesce[61][62][63].

A ottobre 2013 viene arrestato a Roma il venezuelano Edmundo Josè Salazar Cermeno detto Il chimico, latitante dal 2011 (conclusione dell'operazione Solare 2) e presunto broker tra le cosche Aquino-Coluccio e il cartello del Golfo e i Los Zetas per traffici di cocaina, metanfetamine e cannabis proveniente dall'America del Sud. Era incaricato di gestire tutta la logistica del traffico che coinvolgeva anche criminali dei cartelli presenti a New York, la droga in Europa invece approdava in Spagna che giungeva anche attraverso idrovolanti[64].

'ndrangheta e Los Zetas[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 settembre 2008 in un'operazione dell'FBI e della DEA americana, dell'ICE messicana a cui hanno partecipato anche i carabinieri del ROS sono state arrestate 200 persone appartenenti al cartello messicano dei Los Zetas e ad altre organizzazioni criminali a cui vendevano la droga, tra cui la 'Ndrangheta, nella fattispecie sono stati arrestati Vincenzo e Giulio Schirripa appartenenti all'omonima 'ndrina,la quale faceva parte di un'alleanza con i Coluccio, gli Aquino e i Macrì e con i quali avrebbero importato ogni volta 1000 chili di cocaina. I contatti fra le due organizzazioni venivano prese tramite elementi del cartello messicano a New York. Sono stati arrestati anche 16 esponenti dei Coluccio e degli Aquino tra New York e la Calabria.[65]. L'accordo con i Los Zetas è avvenuto dopo l'arresto dell'ecuadoriano Luis Calderon, principale fornitore per queste 'ndrine[66]. Durante l'operazione Crimine 3, si scopre che il trafficante di droga calabrese Vincenzo Roccisano faceva da tramite con i Los Zetas e le 'ndrine calabresi e le cosche siciliane[66].

A ottobre 2013 viene arrestato a Roma il venezuelano Edmundo Josè Salazar Cermeno detto Il chimico, latitante dal 2011 (conclusione dell'operazione Solare 2) e presunto broker tra le cosche Aquino-Coluccio e il cartello del Golfo e i Los Zetas per traffici di cocaina, metanfetamine e cannabis proveniente dall'America del Sud. Era incaricato di gestire tutta la logistica del traffico che coinvolgeva anche criminali dei cartelli presenti a New York, la droga in Europa invece approdava in Spagna che giungeva anche attraverso idrovolanti[64].

'ndrangheta e Mafia serba e criminalità montenegrina[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Michele Altamura dell'Osservatorio Italiano la mafia serba con l'aiuto della 'ndrangheta la mafia serba è riuscita ad entrare nei traffici internazionali di stupefacenti[67].

Negli anni '90, dai serbi acquistò armi (tra cui bazooka ed esplosivi) costruite in Serbia[68].

'ndrangheta e criminalità nigeriana[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo studio Antonio Nicaso ci sarebbe un accordo tra gruppi nigeriani e di 'ndrangheta per far gestire parte del traffico di droga nella tratta di loro competenza dall'Africa Centrale e Occidentale verso l'Italia usando le stesse rotte usate per il traffico di clandestini. Lo stupefacente della 'ndrangheta proveniente dal Sud America ed in particolare da Santos in Brasile sarebbe stoccata temporaneamente in depositi in Africa[51].

'ndrangheta e mafia russa[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni '90 la 'ndrangheta è in relazione con la mafia russa per quanto riguarda il traffico di droga e di armi[46].

'ndrangheta e Big Circle Boys[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '90 era alleata anche con i Big Circle Boys per la gestione del traffico di droga in Canada.[69].

'ndrangheta e Cosa Nostra americana[modifica | modifica wikitesto]

Le relazioni tra 'ndrangheta e famiglie di cosa nostra americana si è intensificato soprattutto negli ultimi 15 anni ed in particolare nella città di New York come attestano le ultime operazioni delle forze dell'ordine e in Florida.

In passato si ha notizia di primi contatti negli anni '50 tra l'ndrangheta canadese dell'Ontario e la famiglia Magaddino di Buffalo Giacomo Luppino, di origine calabrese (nasce ad Oppido Mamertina nel 1900) e Santo Scibetta dei Magaddino vengono mandati da Stefano Magaddino in Canada ed entrano in contatto con Joe Papalia ndranghetista di Hamilton[70]. Luppino in particolare inizia a seguire le regole di 'ndrangheta e diventando capo-locale ad Hamilton, Guelph e Oakville e fino a giungere nel 1962 a far parte della neonata Camera di Controllo del Canadae poi a presiederne le sedute in qualità di capo-crimine[70]. Luppino riuscì così a mantenere legami con i Magaddino gli ndranghetisti dell'Ontario e con la neonata famiglia Cotroni, ramo dei Bonanno newyorchesi a Montréal, e diventando genero di Paul Violi, affiliato a quest'ultima.

I contatti proseguono negli anni '70 con la famiglia Gambino: l'italo-canadese, fondatore del Crimine canadese, Rocco Zito durante una riunione in un Holiday Inn con Sergio Gambino, boss della mafia newyorchese per un traffico di eroina tra Stati Uniti e Canada[71]. In quel periodo prenderà contatti anche con la famiglia Bonanno[71][72].

Il 29 giugno 1994 il pentito di 'ndrangheta Giacomo Ubaldo Lauro in risposta alle considerazioni del notaio Pietro Marrapodi su come sia stata meno considerata la 'ndrangheta rispetto a Cosa Nostra afferma: "Non avete detto un’oscenità e sapete perché? Perché tutti sanno che in America i siciliani sono stati scalzati dai Portoricani e dai cinesi e si sono rivolti in Canada alla ‘ndrangheta, dove il crimine lo possiede la Calabria o all’Australia dove il crimine lo possiede la Calabria…Non avete detto un’oscenità…”[11].

Più recentemente invece, l'11 febbraio 2014 termina un'operazione della Polizia e dell'FBI statunitense contro elementi presunti affiliati agli Ursino e ai Simonetta e ed esponenti vicino ai Gambino di Cosa nostra statunitense, accusati di traffico internazionale di droga. Tra gli arrestati anche Francesco Ursino, presunto attuale capo della cosca e figlio di Antonio (in carcere) e Giovanni Morabito, nipote di Giuseppe Morabito[73][74].

Il 7 maggio 2015 durante l'operazione Columbus vengono arrestate 16 persone per traffico internazionale di droga proveniente dal Costa Rica. Fu coinvolto anche il titolare della pizzera "Cucino a modo mio" nel Queens a New York[75]. Il proprietario della pizzera Gregorio Gigliotti, originario di Pianopoli (CZ) ma residente da 30 anni a Whitestone (New York) sarebbe stato in contatto anche con Anthony Federici, vicecapo della famiglia Genovese di cosa nostra statunitense. In Calabria era invece in contatto a Francesco e Carmine Violi vicini agli Alvaro di Sinopoli. Gigliotti avrebbe occupato nel narcotraffico il posto di Giulio Schirripa dopo il suo arresto nel 2008, il quale già doveva dei soldi allo stesso Gigliotti[76].

Secondo Gratteri, che menziona le ultime inchieste, la 'ndrangheta a New York sarebbe diventata una referente di primo piano per i Gambino[77].

'ndrangheta e Primeiro Comando da Capital[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016 una denuncia del Ministero pubblico federale del Brasile afferma dell'esistenza di relaazioni tra il gruppo criminale brasiliano del Primeiro Comando da Capital con l'organizzazione calabrese, e viene citata nel 2014 nell'operazione Oversea, la più grande operazione contro il traffico di droga in Brasile. La droga venive importata dalla Bolivia, passava per il Brasile per giungere in Italia nel porto di Napoli[78][79]. Sembrerebbe che il broker Nicola Assisi viva in Brasile e sia in costante contatto con questa organizzazione sin dagli anni '90 e fornirebbe lo stupefacente alle 'ndrine Alvaro e Aquino-Coluccio. Avrebbe un ruolo di maggior peso da quando, nel 2002 scompare il suo mentore Pasquale Marando. Nel 2007 viene condannato 14 anni di carcere per traffico di droga. Ad agosto del 2014 il figlio di Nicola anche lui coinvolto nel narcotraffico registra una nuova attività commerciale a Ferraz de Vasconcelos, ufficialmente una cartoleria che offre anche trasporto su gomma[80].

'ndrangheta e ISIS[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 novembre 2017 nel Porto di Gioia Tauro vengono sequestrati 24 milioni di compresse di Tramadolo del valore di 50 milioni di euro provenienti dall'India e dirette in Libia e dirette all'organizzazione terroristica iracheno-siriana dell'ISIS, l'evento fa sospettare il presunto coinvolgimento della 'ndrangheta[81].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  12. ^ accesso 0 17-12-2017, Cocaina, dal Sud America in Lombardia le cosche sempre più leader nel mondo, in Gazzetta di Mantova, 10 maggio 2007.
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  20. ^ Matteo Messina Denaro, se il boss è ancora in fuga un'intera società lo protegge, in l'espresso, 6 aprile 2018. URL consultato l'8 aprile 2018.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]