Locale di Cirò

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«Siamo di fronte a un locale, quello di Cirò, antico che partecipa al Crimine e al Tribunale della 'ndrangheta. È una struttura così radicata nel territorio che non necessita neanche più di fare intimidazioni»

(Nicola Gratteri alla conclusione dell'Operazione Stige il 10 gennaio 2018[1])

Il Locale di Cirò è un'organizzazione criminale appartenente alla 'ndrangheta[2]., comandata dalle 'ndrine dei Farao-Marincola, che prende il nome dai paesi del crotonese di Cirò e Cirò Marina ed estende il suo dominio dall'area di Crotone fino al versante ionico cosentino.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I contatti storici con le cosche reggine fanno sì che il Locale di Cirò ha ramificazioni Lombardia, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna[1]. Tuttavia la vera forza dei "Cirotani" è l'unità che sono riusciti a mantenere negli anni, Infatti si riscontrano pochissimi tentativi di opposizione nei confronti della cosca egemone Farao-Marincola[senza fonte]. Si tratta di una cosca che opera da diversi anni tuttavia è stata riconosciuta associazione mafiosa a delinquere solo nel 2003. Le operazioni Galassia ed Eclissi risalenti alla metà degli anni '90 e avviate contro alcune cosche del reggino e cosche del crotonese, in particolare del Locale di Cirò, e dalle successive operazioni Dust, Bellerofonte[3] e Stige svolte rispettivamente negli anni 2004, 2007 e 2018 ne confermano tale sentenza emessa nel 2003.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Contrabbando di sigarette[modifica | modifica wikitesto]

Secondo indagini dei Carabinieri svolte negli ottanta e novanta del secolo scorso, fu il boss cirotano Nicodemo (detto "Nick") Aloe a sviluppare enormemente le attività criminali della locale di Cirò, sino allora dedita soprattutto al contrabbando di sigarette con esponenti della criminalità palermitana[4]. Dagli anni ottanta gli interessi della cosca iniziarono infatti a riguardare gli appalti, la gestione di bische clandestine in Toscana, Lombardia e Germania, il traffico di stupefacenti e armi (negli anni della guerra civile Jugoslava), anche via mare nelle coste del crotonese. Nel corso di inchieste riguardanti la camorra di Raffaele Cutolo, emerse che Aloe veniva considerato ''un pezzo da novanta'' della 'ndrangheta calabrese.[5]

L'assassinio di Aloe e l'ascesa dei Farao-Marincola[modifica | modifica wikitesto]

Nick Aloe fu assassinato nel gennaio del 1987 e per il suo omicidio furono processati esponenti della cosca [6].

Dopo la morte del boss Aloe, il potere venne assunto dai fratelli Giuseppe e Silvio Farao e da Cataldo Marincola che, nel corso di un dominio trentennale, hanno espanso ulteriormente il volume di affari, il potere e la capacità della cosca di infiltrare profondamente ambiti delle istituzioni locali e dell'economia locale, come parrebbe emergere dalla recente operazione Stige[7].

Anni '90 - Ammissione nel Crimine e le operazioni Galassia ed Eclissi[modifica | modifica wikitesto]

Con l'omicidio di Francesco Canale negli anni '90, il Capo-Crimine di Cirò viene ammesso nelle riunione del Crimine di Polsi[8].

Anni 2000 - L'arsenale di armi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 9 ottobre 2009 a Crotone, vicino al torrente Lipuda, viene scoperto un arsenale d'armi della locale, e precisamente dei Farao-Marincola[9].

Oggi - Le operazioni Quarto Passo, Dust, Bellerofonte e Stige[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 10 dicembre 2014, durante l'operazione Quarto passo dei carabinieri del ROS di Reggio Calabria, vengono arrestate a Perugia, ed in particolare nella frazione di Ponte San Giovanni, 61 persone presunte affiliate al Locale di Cirò accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Per questi ultimi due tenevano contatti con la criminalità albanese. Sono stati inoltre sequestrati beni del valore di 30 milioni di euro[10][11][12].

'ndrine[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Operazione Stige contro la 'ndrangheta: arrestato a Parma imprenditore Gigliotti, in repubblica.it, 9 gennaio 2018. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  2. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2007.
  3. ^ 'NDRANGHETA: A GIUDIZIO ESPONENTI CLAN FARAO-MARINCOLA, in repubblica.it, 18 agosto 2008. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  4. ^ CALABRIA: 'NDRANGHETA, L'OPERAZIONE CARABINIERI A CIRO' (2), su www1.adnkronos.com. URL consultato il 24 gennaio 2018.
  5. ^ PER ASSASSINARE IL BOSS ASSALTANO UN OSPEDALE - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 gennaio 2018.
  6. ^ Il Crotonese, Galassia, VIcenzo Pirillo scarcerato per decorrenza termini - Il Crotonese, in Il Crotonese, 4 aprile 2003. URL consultato il 24 gennaio 2018.
  7. ^ Crotone, "dieci 'ndranghetisti eletti nei comuni. Il presidente della Provincia è affiliato al clan Farao" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 9 gennaio 2018. URL consultato il 24 gennaio 2018.
  8. ^ Francesco Fonti interrogato il 1º Febbraio 1994
  9. ^ Arsenale pronto all'uso scoperto a Crotone, in Nuova Cosenza.
  10. ^ 'Ndrangheta in Umbria, 61 arresti. Sequestri per 30 milioni, in repubblica.it, 10 dicembre 2014. URL consultato il 10 dicembre 2014.
  11. ^ ‘Ndrangheta, 61 arresti in Umbria Sequestri per oltre 30 milioni, in corriere.it, 10 dicembre 2014. URL consultato il 10 dicembre 2014.
  12. ^ ‘Ndrangheta in Umbria, 61 arresti: sequestrati beni per 30 milioni di euro, in il fatto quotidiano, 10 dicembre 2014. URL consultato il 10 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2014).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]