Domenico Trimboli (1954)

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Domenico Trimboli, detto Pasquale (Buenos Aires, 1954), è un mafioso italiano della 'ndrangheta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Originario di Natile di Careri, è stato un noto narcotrafficante internazionale, pentito dal marzo 2015, due dei suoi figli vivono in Colombia mentre il resto della famiglia in Piemonte, in particolare ad Alessandria. Aveva un contatto diretto con i narcotrafficanti sud americani, negli anni '90 con il Cartello di Medellín e successivamente con chi prese il posto di esso ma anche con il broker della droga Roberto Pannunzi. Aveva come clienti principalmente le cosche della Locride e con quelle insediatesi in Piemonte[1]. È sposato con Valencia Silva Luz sorella del narcotrafficante Nelson Ybara Ramirez[1].

Traffico internazionale e ripetuti arresti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 viene arrestato a Fiumicino all’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci perché colpito da un provvedimento di unificazione degli ordini di esecuzione, emessi dalla Corte d’Appello di Milano e dalla Corte di Assise di Lugano per traffico di stupefacenti.

Tra il 1996 e il 1998 è implicato in nuove operazione: Jumbo, Decollo, Eraldo sempre per traffico di droga tra la Colombia, l'Italia e la Svizzera.[2] Ma è il 4 luglio 1997 che viene arrestato nuovamente nell'operazione Domingo per traffico di droga internazionale, sarebbe il referente del cartello di Medellín con una condanna di 12 anni di carcere[3]. Da quell'anno si perdono le sue tracce[4].

Il 10 febbraio 2009 si conclude l'operazione Chiosco Grigio del GICO della Guardia di Finanza di Catanzaro ed iniziata nel 2007 che lo vede coinvolto in un traffico di droga internazionale dalla Colombia, passando per la Spagna e finendo in Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania. I luoghi per discutere dei traffici avveniva ad Alessandria[2][5]. Da quel momento è nuovamente latitante[5]. Le forze dell'ordine italiane per la cattura coinvolgono anche la DEA di Miami, Washington e Bogotà[4].

Arresto definitivo e pentimento[modifica | modifica wikitesto]

Viene arrestato in Colombia dopo 4 anni, il 16 aprile 2013 ed estradato l'anno successivo[4].

A marzo 2015 durante un'udienza presso il tribunale di Alessandria per l'inchiesta Chiosco Grigio decide di diventare collaboratore di giustizia. Fornisce un importante aiuto per l'operazione Overting, conclusasi il 9 luglio 2015 che arresta gli elementi di un'organizzazione di colombiani, albanesi ed elementi vicino alla cosca Mancuso di Limbadi (VV)[6][7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ‘Ndrangheta, si pente il boss Domenico Trimboli: “Voglio collaborare”, in Il fatto quotidiano, 19 marzo 2015. URL consultato il 9 luglio 2015.
  2. ^ a b Operazione Chiosco grigio: luce su traffico internazionale di droga, in Antimafia Duemila, 11 febbraio 2009. URL consultato il 9 luglio 2015.
  3. ^ I segreti "custoditi" da Trimboli, in corriere della calabria, 20 marzo 2015. URL consultato il 9 luglio 2015.
  4. ^ a b c ‘Ndrangheta, Trimboli preso in Colombia. “Un latitante in meno, problemi restano”, in Il fatto quotidiano, 26 aprile 2013. URL consultato il 9 luglio 2015.
  5. ^ a b Operazione “Chiosco grigio”: trafficanti di droga da generazioni, in strill.it, 10 febbraio 2009. URL consultato il 9 luglio 2015.
  6. ^ Il boss dei due mondi Domenico Trimboli svela i codici dei narcos sudamericani. Fiumi di cocaina verso l’Europa, in strill.it, 9 luglio 2015. URL consultato il 9 luglio 2015.
  7. ^ Le rotte della droga tra il Sudamerica e la Calabria Seicento chili di cocaina sequestrati e 44 arresti, in Ilquotidianoweb.it, 9 luglio 2015. URL consultato il 9 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2015).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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