'Ndrangheta in Lombardia

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'ndrangheta in Lombardia per provincia. In grigio scuro le province con la presenza di locali, in grigio chiaro la presenza di 'ndrine
« Milano capitale della 'ndrangheta...Si può dire che le capitali della 'ndrangheta non sono più Reggio Calabria, Gioia Tauro o San Luca, ma Corsico, Buccinasco e forse la stessa Milano »
(Enzo Macrì[1])

La 'ndrangheta in Lombardia si è insediata in tutte le province ma soprattutto in quelle di Milano, Varese, Como, Lecco, Brescia e Pavia. La sua infiltrazione è cominciata negli anni '50 con elementi di spicco provenienti dalla Locride.

Le 'ndrine provengono per lo più dalla Locride come i Barbaro e i Papalia, i Bruzzaniti-Morabito-Palamara e i Pizzata ma ci sono anche ndrine del resto della provincia reggina come Modaffieri-Mondella, i Di Giovine e i Manno-Maiolo di Reggio Calabria, i Mazzaferro di Gioia Tauro e gli Iamonte-Moscato di Melito di Porto Salvo, ma anche gli Arena di Isola di Capo Rizzuto e i Farao-Greco di Cosenza. Come afferma l'espresso nel numero del 3 gennaio 2008, nella regione possiedono bar, discopub e club privè (Discoteca Cafè Solaire, Madison e il night club For a King[2]). Si dedicano al traffico di droga in collaborazione coi colombiani[3], usura, estorsione[4]. Hanno forti collegamenti in campo bancario, finanziario e istituzionale. Sono risaliti alle cronache i paesi in provincia di Milano di Buccinasco e Corsico dove risiede un forte numero di persone originarie di Platì. Il sindaco di Buccinasco ha ricevuto varie minacce. In Brianza come afferma Nicola Gratteri[5] le cosche si occupano anche di intermediazione immobiliare e finanziaria, e conducono imprese nel campo della ristorazione. La DIA ha rilevato a Brescia, come un altro luogo della regione in cui vengono riciclati i soldi derivati dal narcotraffico, ma si occupano anche di usura, traffico d'armi ed estorsione. Nel 2016 La commissione antimafia individua anche Mantova come zona d'insediamento della criminalità organizzata e già proiettata verso la provincia di Verona[6].

A Milano la 'ndrangheta utilizza il mercato ortofrutticolo, dove è particolarmente diffuso il lavoro irregolare, come base logistica per il traffico della cocaina, particolarmente fiorente nel capoluogo lombardo[7].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lombardia ('ndrangheta).

In Lombardia ogni locale fa riferimento al locale d'origine in Calabria. Quasi tutti i locali sono composti da persone dello stesso paese d'origine ad eccezione del locale di Rho. Tra gli affiliati in Lombardia vi sono alcuni che fanno da referenti per i 3 mandamenti calabresi: Città (Giovanni Ficara), Piana e Ionica. Inoltre dal 1984 esiste una sovrastruttura detta Lombardia con ruoli ben definiti per organizzare le locali della regione. Il capo in carica della Lombardia riferisce al Crimine in Calabria. In passato, secondo il pentito Raffaele Iaconis, già Giuseppe Mazzaferro creò una "camera di controllo" per gestire i 16 locali creati in Lombardia dalla sua 'ndrina[8][9].

Locali[modifica | modifica wikitesto]

In Lombardia nel 1994 il pentito Francesco Fonti aveva individuato una cinquantina di locali nel territorio, indicandone anche i capi per quaranta di essi[10]. Con l'operazione Crimine e Infinito del 2010 ne vengono individuati 16[10]. I dati della tabella seguente sono stati tutti ricavati dalla Relazione dell'Operazione Infinito.

Locali in Lombardia
Locale 'ndrine capo locale/società note
Locale di Bollate[11][12] Oppedisano, Gallace Vincenzo Mandalari Legame con la locale di Rosarno e di Guardavalle
Locale di Bresso[11][12] Saverio Minasi Il locale di riferimento è quello di Oppido Mamertina.
Locale di Calolziocorte[13] Antonino Mercuri (padrino)[14] Il locale è stato fondato il 18 settembre 1975 e fa riferimento al locale di Giffone[14]
Locale di Canzo[11][12] Luigi Vona (santista) Locale nato recentemente (prima del 2010) dalla scissione con il locale di Erba
Locale di Cermenate[12][14][15] Giuseppe Puglisi (quartino)[14] Operazione Insubria del 18/11/2014
Locale di Como[15]
Locale di Cormano[11][12] Pietro Francesco Panetta Fa riferimento al Locale di Grotteria
Locale di Corsico[11] Papalia Bruno Longo Sostituisce il Locale di Buccinasco dopo i numerosi arresti dovuti all'operazione nord-sud negli anni novanta
Locale di Desio[11][12] Iamonte-Moscato Annunziato Moscato, Pio Candeloro, dal 2010 da Giuseppe Pensabene[16][17]. Uno tra gli storici Locali di 'ndrangheta in Lombardia, attivo dagli anni settanta[18]
Locale di Erba[11][12] Arena-Nicoscia Pasquale Varca (dote di trequartino) Di recente formazione, composto da persone di Isola Capo Rizzuto ma tra loro c'è anche Michele Oppedisano della Piana di Gioia Tauro
Locale di Fino Mornasco[15] Michelangelo Chindamo (trequartino)[14] Operazione Insubria del 18/11/2014, All'inizio degli anni '90 era Capolocale Bartolomeo Iaconis[19][20]
Locale di Giussano[21] Gallace, Novella Antonino Belnome (dote di padrino e pentito dal 2010), poi fino al 2012 Micheal Panajia[22] Nasce nel 2008 per volere dei Gallace, Novella, dipende dal Locale di Guardavalle ed il primo capo-locale è Antonio Belnome[23]
Locale di Lecco[24] Trovato
Locale di Lentate sul Seveso[15]
Locale di Legnano-Lonate Pozzolo (il cui capo è Vincenzo Rispoli)[11][25][26] Farao-Marincola Vincenzo Rispoli Fa riferimento al Locale di Cirò Marina ed esiste almeno dagli anni novanta
Locale di Limbiate[11][12] Iamonte Antonio Lamarmore in vece di Giovanni Lamarmore Nato con Domenico Romeo, già facente parte del Locale di Varedo, a cui gli successe Giovanni Lamarmore, ma poiché in stato di detenzione passò al fratello Antonino Lamarmore. Il Locale di riferimento in Calabria è quello di Melito Porto Salvo e fanno riferimento agli Iamonte
Locale di Lumezzane[15]
Locale di Mariano Comense[11][12][15] Mancuso Salvatore Muscatello[27] con dote di Crimine[28] Nel 2016 l'operazione Crociata porta all'arresto di nuovi affiliati.
Locale di Milano Centro[11] Cosimo Barranca Provenienza da Caulonia e Siderno. Molti affiliati si distaccano per fondare locali in altre zone
Locale di Monza[15]
Locale di Pavia[15] Giuseppe Antonio Neri Attivo fin dagli anni settanta
Locale di Pioltello[11][12] Manno-Maiolo Alessandro Manno Autorizzato da Cosimo Barranca (Locale di Milano), nasce il primo marzo 2008 per volere di Carmelo Novella. Sono originari di Caulonia
Locale di Rho[12][15] Oliverio Marrazzo Stefano Sanfilippo (originario di Gela) Secondo una intercettazione del 2008 esisterebbe da 30 anni. Non ha una locale madre, e non tutti i componenti sono di origine calabrese.
Locale di Senna Comasco[15]
Locale di Seregno[11][12][15] Cosimo Priolo Esistente almeno sin dalla fine degli anni '80.
Locale di Solaro[11][12] Ficara-Latella Giovanni Ficara Locale di recente formazione per volere di Carmelo Novella in favore di Giovanni Ficara di cui ai tempi Rocco Cristello né era il contabile
Locale di Varese[15]
Locale di Varedo[15]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni '50 - Le infiltrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il primo capobastone di rilievo ad arrivare in Lombardia è Giacomo Zagari di San Ferdinando nel 1954, della piana di Gioia Tauro. Vive per un periodo a Malnate e poi si trasferisce a Buguggiate[29]. Nello stesso periodo alcuni 'ndranghetisti di Giffone si insediano nella Provincia di Como.

Anni '60 - Il confino[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1965 e il 1975 con il provvedimento del soggiorno obbligato nella provincia di Como arrivano 44 boss[30].

Anni '70 - L'inizio della stagione dei sequestri - I Mazzaferro[modifica | modifica wikitesto]

In Lombardia a partire dagli anni '70 fino all'inizio degli anni '90 sono avvenuti 158 rapimenti a scopo estorsivo di cui almeno un terzo per mano 'ndranghetista[31].

Il 2 ottobre 1978 viene sequestrato a Cesano Boscone Augusto Rancilio mai più ritrovato[32].

Col pentimento di Saverio Morabito, vengono scoperti i retroscena di rapimenti avvenuti tra il 1975 ed il 1980:Giuseppe Ferrarini a Corsico, il consigliere comunale di Cesano Boscone Angelo Galli (sequestrato nel 1977), Angelo Campari (sequestrato nel 1977) l'imprenditore Giuseppe Scalari (sequestrato nel 1977) sequestrato a Trezzano sul Naviglio, Alessandro Vismara di Cisliano e Evelina Cattaneo (sequestrata nel 1977)[33][34].

Secondo il pentito Raffaele Iaconis, sarebbe Giuseppe Mazzaferro, dell'omonima 'ndrina che da Cornaredo (MI) a partire dal 1976 crea una camera di controllo per le sue locali[35][36].

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

La camera di controllo della Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'operazione Infinito nel 1984 nacque la camera di controllo della Lombardia per volere di Antonio Papalia, Carmelo Novella, Giuseppe Mandalari, Giuseppe Neri, e Franco Pezzullo[37]. Secondo un'intercettazione ambientale registrata in una riunione a Cardano al Campo il 20 gennaio 2009, il capo-locale di Rho e primo responsabile della Lombardia Stefano San Filippo afferma che la Lombardia era stata creata ed è sempre stata sotto le dipendenze della zona ionica (una delle tre zone in cui è stato suddivisa la Provincia di Reggio Calabria).

Secondo Saverio Morabito, Antonio Papalia sarebbe stato il primo "responsabile Generale" della Lombardia[38].

Il traffico di eroina[modifica | modifica wikitesto]

Il pentito Saverio Morabito, confessa che il pomeriggio del 4 luglio 1988, in Via Fra Cristoforo a Milano si rese partecipe dell'omicidio di Pietro Cavallaro (1947 - Peschiera Borromeo) e Guglielmo Campodipietra (1952 - San Giuliano Milanese) a causa di una partita di 74 chili di eroina in parte non pagata[39][40].

Coco Trovato emerge nel lecchese[modifica | modifica wikitesto]

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 il pentito Francesco Fonti aveva individuato una cinquantina di locali nel territorio, indicandone anche i capi per quaranta di essi[10].

Il traffico internazionale di droga - I Serraino-Di Giovine[modifica | modifica wikitesto]

La guerra con i Batti e l'arresto di Flachi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990, un'alleanza per il traffico di eroina sancita tra i Batti della Camorra e alcuni esponenti della 'ndrangheta lombarda si sfalda quando i camorristi decidono di mettersi in proprio e contrattare direttamente la compravendita di eroina con la criminalità turca. Il pretesto per scatenare la guerra che durerà 4 anni è un diverbio tra Franco Coco Trovato e Salvatore Batti durante il matrimonio di Pepè Flachi, detto il Boss della Comasina (in riferimento al quartiere milanese della Comasina) nonché capo di un'alleanza di ndrine del milanese.

Il 15 settembre 1990 dei sicari dei Batti tentano di uccidere Trovato colpendo invece due innocenti, Pietro Carpita e Luigi Recalcati nel comune di Bresso.[41]. Trovato insieme al suo vice Antonio Schettini e a Flachi passano al contrattattacco uccidendo Francesco Batti in un campo a Trezzano sul Naviglio.[42]. Luigi Batti tenta una mediazione, ma i calabresi con l'inganno invece di aprire una trattativa lo portano con sé e lo uccidono in una pressa[43].

L'ultimo a rimanere in vita è Salvatore Batti che ritorna nel napoletano, nello specifico a San Giuseppe Vesuviano dal quale era originario, a cercare nuovi uomini per la guerra. I calabresi si accordano per l'omicidio di Batti e in cambio devono uccidere Roberto Cutolo, figlio del più famoso Raffaele Cutolo. Il 19 dicembre 1990 Antonio Schettini lo uccide a Tradate.[44] Tra il 1990 e il 1993 vengono fatti 11 morti.

Flachi viene arrestato il 30 novembre 1991 a Tien sur la mer, in Costa azzurra[45].

La faida di Vimercate[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '90 a Vimercate scoppia una faida tra il clan di Carmelo D'Amico del figlio Antonio Miriadi e dei suoi nipoti Vincenzo e Giovanni Miriadi, vicini agli Iamonte e dei Flachi. Le forze dell'ordine riescono ad arrestare i componenti dei clan che vengono accusati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione e omicidio[46][47][48].

Il pentimento di Saverio Morabito[modifica | modifica wikitesto]

Saverio Morabito (1952) diventa collaboratore di giustizia nel 1993 (arrestato nel 1990 per traffico di eroina), svela i retroscena di 9 sequestri di persona (tra cui di Cesare Casella e di Augusto Rancilio), 14 omicidi, traffici di droga e alleanze tra le 'ndrine e le cosche siciliane nel milanese, specialmente a Corsico, Buccinasco e Cesano Boscone[49].

Le operazioni Rajssa, Aneddoto e San Vito[modifica | modifica wikitesto]

Dall'Operazione Rajssa e Aneddoto viene scoperto che i Mazzaferro avrebbero creato in Lombardia ben 16 locali di cui tre nalla sola città di Milano, 6 nella Provincia di Como: Como, Fino Mornasco, Appiano Gentile, Mariano comense, Senna Comasco e Cermenate, 3 in provincia di Monza e Brianza: Monza, Seregno e Lentate sul Seveso, uno a Pavia, uno a Varese uno in provincia di Brescia a Lumezzane e uno a Rho, in Provincia di Milano[15]. L'esistenza di esse è stata confermata dalla Operazione Crimine-Infinito del 2010 e da quelle successive.

Nel 1994 con l'operazione delle forze dell'ordine I fiori della Notte di San Vito vengono emessi 370 ordini di custodia cautelare in Lombardia. L'operazione fa luce su quanto la 'Ndrangheta fosse radicata nella regione, soprattutto nel comasco e nel varesotto e rivela così il ruolo di spicco che vi aveva Giuseppe Mazzaferro[50][51][52][53].

Anni 2000 - Operazione Cerberus e Isola[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 sembra ci sia stato un tentativo da parte della 'ndrina degli Arena di infiltrarsi negli appalti per l'Expo 2015[54]; tuttora il rischio infiltrazione nella corsa agli appalti pare essere altissimo[55]. Il 16 marzo 2009 i carabinieri di Monza, nell'operazione isola iniziata nel 2006, hanno ordinato l'arresto di più di 20 persone a Milano, Crotone, Catanzaro e Taranto per associazione mafiosa, estorsione, porto illegale d'armi e tentato omicidio, tra questi i Paparo alleati dei Nicoscia e degli Arena, accusati di sfruttamento dell'immigrazione, riciclaggio, favoreggiamento di latitanti e atti di intimidazione nella costruzione delle grandi opere pubbliche della Lombardia come alcune tratte dell'alta velocità ferroviaria Milano-Venezia. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate armi tra cui un lanciarazzi della NATO e beni del valore di 10 milioni di euro[56][57]. PROC. Pen N. 5707/2010 la DDA di Catanzaro in data 22/12/2011 ordina l'ordinanza di applicazioni misure cautelari personali a Francesco Oliverio ritenuto a capo dell'omonimo clan di Belvedere Spinello kr e più 'ndrine distaccate nella valle del Neto provincia Crotone e nel Milanese, Lombardia e estero relazionandosi direttamente con il crimine di Cirò . Delitti in materie di armi,esplosivi e munizionamento,in particolare commercio di sostanze stupefacente abusivo esercizio di attività finanziaria,riciclaggio,reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economica,corruzione,favoreggiamento latitanti,corruzione e coercizione elettorale, intestazione fittizia di bene,ricettazione,OMICIDI.

Oggi - L'operazione Infinito, Insubria e gli ultimi arresti[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 luglio 2010 confermano l'esistenza di una struttura organizzaativa nel Nord Italia chiamata Lombardia che federa i locali lombardi ma sempre alle dipendenze dei mandamenti calabresi. Il capo della Lombardia fino al 2007 sarebbe stato Cosimo Barranca di Caulonia, presunto capo della Locale di Milano[58][59][60], poi Carmelo Novella che fu ucciso a San Vittore Olona nel 2008 poiché esigeva più indipendenza dalla Calabria, e fu sostituito il 31 ottobre 2009 con il platiota che vive a Corsico Pasquale Zappia in una riunione presieduta da Giuseppe Neri a Paderno Dugnano, incaricato anche di costituire una camera di controllo per gestire i vari locali lombardi[61][62][63]. Nel novembre 2010, per la prima volta un comune lombardo si scioglie per evitare il commissariamento per infiltrazioni mafiose: Desio[64]. A Desio si erano insediati fin dagli anni '70 gli Iamonte-Moscato[18][65].

A fine 2012 cade la giunta regionale a causa dei ripetuti indagati in consiglio regionale e per ultimo il coinvolgimento dell'assessore PDL Zambetti accusato di aver preso voti da Giuseppe D'Agostino dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara alle ultime elezioni[66][67]. L'8 febbraio 2017 viene condannato a a 13 anni e 6 mesi di carcere insieme ad Eugenio Costantino che di anni nè dovrà scontare 16[68][69].

Dopo le 110 condanne del 2011, nel 2013 vengono comminati altri 15 ergastoli nei processi scaturiti dalle indagini Crimine e Infinito e condannati a diversi anni di carcere un giudice, un politico e un finanziere[70][71].

Il 16 ottobre 2013 viene sciolto il primo comune per mafia in Lombardia: Sedriano[72][73].Il 5 novembre 2014 il Tar del Lazio discuterà il ricorso contro lo scioglimento presentato da sette consiglieri comunali. L'8 febbraio 2017 l'ex sindaco di Sedriano Alfredo Celesteviene assolto[68].

A ottobre 2013 cadono in cassazione i processi Cerberus, Parco Sud e quello nei confronti di Marcello Paparo[74].

Il 28 ottobre 2014 si conclude l'operazione quadrifoglio del ROS dei Carabinieri che porta all'arresto di 13 persone per associazione mafiosa e altri crimini. Le 'ndrine colpite sarebbero i Galati ubicati a Cebiate in Provincia di Como e i Mancuso di Limbadi del Locale di Mariano Comense con a capo Salvatore Muscatello (già condannato nel processo infinito)[27].

Il 18 novembre 2014 si conclude l'operazione Insubria vengono arrestate 40 persone, presunte affiliate ai locali di Fino Mornasco, Cermenate e Calolziocorte in provincia di Lecco e Como. Per la prima volta viene filmato il rito di passaggio alla dote di Santa[75][76][77]

Il 26 gennaio 2016 la DDA di Milano arresta il chirurgo plastico Arturo Sgrò e il carrozziere Ignazio Marrone, accusati di essere membri degli Iamonte-Moscato del locale di Desio retto ora da Giuseppe Pensabene. Il primo visitava e curava membri della 'ndrangheta mentre il secondo metteva a disposizione la sua officina per gli incontri. Sono accusati entrambi di aver riscosso crediti per i membri detenuti. Marroni fu coinvolto nel processo Infinito del 2010.Marrone in quanto siciliano era autorizzato dal locale a risolvere le questioni anche con famiglie di Cosa Nostra, in particolare i Rinzivillo di Gela; per la Calabria invece era in contatto con i Molluso e i Mancuso[17][78].

Il 16 aprile 2016 si conclude l'operazione Mar Ionio, durata 5 anni, conclusasi con 6 arresti di presunti appartenenti Ruga-Metastasio-Loiero tra Milano e Monasterace. Avevo messo in piedi un traffico di droga con base logistica a Sesto San Giovanni, che importava cocaina dal Brasile e poi veniva venduta in Italia, Germania e Paesi Bassi[79].

Il 3 novembre 2016 si conclude l'operazione Lex contro presunti esponenti dei Chindamo-Lamari di Laureana di Borrello e le loro propaggini di Voghera (PV) e Bregnano (CO). Sono accusati di traffico di droga e sono state sequestrare quattro imprese edili, la società calcistica di Promozione (Girone B) Polisportiva Laureanese, un'edicola e un supermercato[80].

Il 26 gennaio 2017 si conclude l'operazione Provvidenza che porta all'arresto di 33 persone collegate o affiliate ai Piromalli tra cui Antonio Piromalli, figlio di Pino Piromalli detto Facciazza, già in carcere. A Milano avevano messo in piedi in maniera illegale una serie di attività imprenditoriali in diversi settori: Pasquale Guerrisi si occupava dell'edilizia, si occupavano del settore turistico Francesco Cordì e Nicola Rucireta e Francesco Pronestì del settore abbigliamento. Il settore che gestivano in maniera internazionale era invece era quello alimentare ed in particolare la vendita di olio di sansa spacciato per olio di oliva negli Stati Uniti, grazie a Rosario Vizzari, amico di Antonio Piromalli in contatto con la società statunitense Olive oil company, e con le mafie del New Jersey, di Detroit, di Chicago e di Boston. L'olio veniva comprato in Grecia, Turchia e Siria, per poi passare dalla Calabria ed arrivare al mercato ortofrutticolo di Milano per poi essere spedito all'estero[81][82].

Presenza della 'ndrangheta per provincia[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 maggio 2007 è stata effettuata una vasta operazione antimafia a Milano e in altre città d'Italia, contro le 'ndrine Morabito, Bruzzaniti e Palamara (anch'essi di Africo), dopo un'indagine durata quasi due anni. I reati contestati sono estorsione e traffico internazionale di droga. Sono state eseguite 20 ordinanze di custodia cautelare e sequestrati a Milano 250 chili di cocaina proveniente dal Sud America che passava da Dakar in Senegal e successivamente dal Porto di Genova.[83] Il camper che portava il carico era stato localizzato grazie a un ricevitore gps posizionato dalla squadra mobile milanese. Le cosche agivano nella zona dell'Ortomercato in via Lombroso e con il night club creato appositamente "For a King". Erano coinvolti politici, professionisti, ristoratori, dentisti, vigili urbani, società reali e fittizie. Secondo le indagini, il vertice dell'organizzazione era guidato da Salvatore Morabito. Il broker della cocaina è ritenuto fosse l'albergatore svizzero Pietro Luigi Giucovaz. L'uomo che intratteneva i rapporti tra la Calabria, Milano e il Brasile sarebbe Leone Autelitano.[84]

Il 16 ottobre 2013 viene sciolto il primo comune per mafia in Lombardia: Sedriano[72][73].Il 5 novembre 2014 il Tar del Lazio discuterà il ricorso contro lo scioglimento presentato da sette consiglieri comunali. L'8 febbraio 2017 viene assolto l'ex sindanco di Sedriano Alfredo Celeste[68].

Il 16 aprile 2016 si conclude l'operazione Mar Ionio, durata 5 anni, conclusasi con 6 arresti di presunti appartenenti Ruga-Metastasio-Loiero tra Milano e Monasterace. Avevo messo in piedi un traffico di droga con base logistica a Sesto San Giovanni, che importava cocaina dal Brasile e poi veniva venduta in Italia, Germania e Paesi Bassi[85].

Il 26 gennaio 2017 si conclude l'operazione Provvidenza che porta all'arresto di 33 persone collegate o affiliate ai Piromalli tra cui Antonio Piromalli, figlio di Pino Piromalli detto Facciazza, già in carcere. A Milano avevano messo in piedi in maniera illegale una serie di attività imprenditoriali in diversi settori: Pasquale Guerrisi si occupava dell'edilizia, si occupavano del settore turistico Francesco Cordì e Nicola Rucireta e Francesco Pronestì del settore abbigliamento. Il settore che gestivano in maniera internazionale era invece era quello alimentare ed in particolare la vendita di olio di sansa spacciato per olio di oliva negli Stati Uniti, grazie a Rosario Vizzari, amico di Antonio Piromalli in contatto con la società statunitense Olive oil company, e con le mafie del New Jersey, di Detroit, di Chicago e di Boston. L'olio veniva comprato in Grecia, Turchia e Siria, per poi passare dalla Calabria ed arrivare al mercato ortofrutticolo di Milano per poi essere spedito all'estero[86][87].

Località 'ndrine Attività illecite
Milano Barbaro, Branca, Criaco, Crisafulli, Flachi, Mazzaferro[15] , Morabito, Pangallo, Paviglianiti, Pesce
Assago[88]. (MI) Piromalli, Mammoliti
Bareggio Arena, Nicoscia, Paparo
Bollate Mandalari, Novella
Bresso
Buccinasco[88] Amanta, Barbaro, Catanzariti, Molluso, Papalia, Parisi, Perre, Trimboli, Violi
Cesano Boscone[88] Facchineri,[89] Piromalli, Mammoliti traffico di droga
Cesate Vottari
Cologno Monzese Arena, Nicoscia, Paparo sfruttamento immigrazione, favoreggiamento latitanti, infiltrazioni nelle grandi opere pubbliche e intimidazioni verso imprese
Cormano
Corsico[88] (MI) Amanta, Barbaro, Catanzariti, Molluso, Papalia, Parisi, Perre, Trimboli, Violi
Cuggiono Callipari
Inveruno Manno, Maiolo
Melzo Arena, Nicoscia, Paparo
Novate Mandalari, Novella
Pioltello[90] (MI) Manno, Maiolo
Rho Oliverio
Rozzano[88] Piromalli, Mammoliti
Sedriano
Senago Vottari
Trezzano sul Naviglio[88]
Solaro

Provincia di Bergamo[modifica | modifica wikitesto]

Località 'ndrine Attività illecite
Bergamo Pesce, Bellocco Traffico di droga

Provincia di Brescia[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 gennaio 2009 si conclude l'operazione Centauro, durata due anni, che porta all'arresto di 40 persone tra cui Domenico Mammoliti[91].

Il 15 marzo 2014 si conclude l'operazione Mamerte che indaga sul Locale di Lumezzane, nell'omonimo paese e al suo traffico di droga e riciclaggio. Viene scoperta una riunione, in tal proposito, in una cascina ad Orzinuovi tra esponenti di Lumezzane ed esponenti del locale di Oppido Mamertina in Calabria. Tra gli indagati anche Luca Sirani, riciclatore di denaro per i Facchineri e la Banda della Magliana[92][93]. Dal processo è scaturito il processo Mamerte, ancora in corso, tra gli imputati Giuseppe Piromalli (1963)[94].

Località 'ndrine Attività illecite
Brescia Pesce, Bellocco Traffico di droga
Lumezzane Mazzaferro[15]

Provincia di Como[modifica | modifica wikitesto]

La prima presenza mafiosa risale agli anni '50 quando ndranghetisti di Giffone, in Provincia di Reggio Calabria. Tra il 1965 e il 1975 con il provvedimento del soggiorno obbligato nella provincia di Como arrivano 44 boss[95]. Nascono quindi le prime locali a Como, Socco (frazione di Fino Mornasco), Cermenate e Mariano Comense. Dagli anni '70 fino al 1992 il territorio del comasco ed in parte della Brianza ha conosciuto la presenza del boss Franco Coco Trovato di Marcedusa che in quegli mise in piedi una rete di narcotraffico insieme a Giuseppe Flachi di Milano e ad Antonio Papalia di Buccinasco (Provincia di Milano). Con i soldi ricavati dal traffico di droga diventa proprietario di ristoranti e pizzerie[96], imparentato coi De Stefano di Reggio Calabria. Nello stesso periodo Giuseppe Mazzaferro di Marina di Gioiosa Jonica, dal soggiorno obbligato a Cornaredo (Provincia di Milano) inizia a gestire un clan creando o presenziando in tutta la Lombardia in ben 16 locali di cui 6 in Provincia di Como[15].

Nel 1994 con l'operazione Notte di San Vito vengono scoperti ben 6 locali in Provincia di Como creati dai Mazzaferro: Como, Fino Mornasco, Appiano Gentile, Cermenate, Mariano Comense e Senna Comasco[15][97][98][99][100]

Nel 2004, nel carcere di Como si incontrano Luciano Nocera e Luigi Vona, il primo in due settimane diete la dote di camorrista e poi di santa[101].

Nel 2010 con l'operazione Infinito e l'omonimo processo vengono svelati e confermati l'esistenza dei locali di Canzo-Asso, Cermenate, Erba e Mariano Comense[102]. A Canzo era capo-locale il santista Luigi Vona e si era recentemente distaccato dal locale di Erba, comandato da Pasquale Giovanni Varca Il 18 novembre 2014 si conclude l'operazione Insubria vengono arrestate 40 persone, presunte affiliate ai locali di Fino Mornasco, Cermenate[75][76][77]

Il 18 febbraio 2016 si conclude l'operazione Crociata dei carabinieri che porta all'arresto di 28 persone tra cui alcuni presunti affiliati al locale di Mariano Comense. Gli arrestati sono accusati di traffico internazionel di droga, estorsione e rapina. Facevano venire l'hashish dal Marocco, la mariuana dall'Albania e la cocaina dalla Romania[103].

Il 25 gennaio 2017 vengono arrestate Fortunato Bartone (già in carcere) ritenuto vicino al clan Galati di Cabiate, Marcello Stagno e Rocco Gatto ritenuto affiliato al Locale di Seregno accusate di avre pratico usura a Mariano Comense negli ultimi 3 anni e considerati vicini ai Galati di Cabiate[104][105].

Località 'ndrine Attività illecite
Como Bellocco, Mazzaferro[15], Pesce Traffico di droga
Appiano Gentile[15] Mazzaferro[15]
Bregnano[106][107] Chindamo-Lamari[107] Traffico di droga, riciclaggio
Cabiate Galati[27]
Canzo[102]
Cermenate[15][102] Mazzaferro[15]
Erba[102]
Fino Mornasco[15] Mazzaferro[15]
Mariano Comense[15][102] Mazzaferro[15], Mancuso, Muscatello[103] Traffico di droga[103] internazionale[103], estorsioni[103]
Senna Comasco[15] Mazzaferro[15]

Provincia di Cremona[modifica | modifica wikitesto]

È ancora in corso il processo Pesci contro esponenti dei Grande Aracri che opererebbero a Mantova e Cremona[108][109].

Località 'ndrine Attività illecite
Cremona Grande Aracri Edilizia, estorsione

Provincia di Lecco[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 viene creato il locale di Calolziocorte con a capo, l'ora pentito, Raffaele Iaconis[110].

Negli anni '90 l'operazione Wall Street conferma per la prima volta la presenza della 'ndrina capeggiata da Franco Coco Trovato tra la provincia di Lecco e di Como nonché l'omonima sentenza condanna all'ergastolo il medesimo.

Il 2 aprile 2014 si conclude l'operazione Metastasi con l'arresto di 10 persone, accusate di estorsione, turbativa d'asta e corruzione, tra cui Mario Trovato, fratello di Franco Coco Trovato. L'operazione vengono coinvolti anche il sindaco di Valmadrera, 2 consiglieri comunali di Lecco. Dall'operazione si evincono i legali tra il locale di Lecco e di Calolziocorte[111].

Il 18 novembre 2014 si conclude l'operazione Insubria vengono arrestate 40 persone, di cui alcune presunte affiliate al locale di Calolziocorte in provincia di Lecco[75][76][77]

Località 'ndrine Attività illecite
Lecco Trovato Narcotraffico
Calolziocorte

Provincia di Lodi[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Mantova[modifica | modifica wikitesto]

Dal terzo rapporto trimestrale 2016 dell'Osservatorio sulla criminalità organizzata dell'Università degli Studi di Milano viene menzionata la presenza di esponendi di 'ndrangheta ad oggi evidenziata dal raddoppiamento rispetto all'anno precedente dei numeri di reati di estersione e incidenti intimidatori [109]. Da segnalare in oltre che è ancora in corso il processo Pesci contro esponenti dei Grande Aracri che operavano a Mantova e Cremona[108].

Località 'ndrine Attività illecite
Mantova Grande Aracri Edilizia, estorsione

Provincia di Monza e Brianza[modifica | modifica wikitesto]

I locali della provincia accertati sono il locale di Seregno che sarebbe attivo sin dalla fine degli anni '80 con a capo Cosimo Priolo, secondo l'indagine infinito del 2010[11], il locale di Desio degli Iamonte-Moscato con a capo Annunziato Moscato e Pio Candeloro attivo si dagli anni '70 ed il locale di Giussano nato nel 200 e retto da Antonino Belnome, con dote di Padrino e pentito dal 2010[112]. Quest'ultimo locale in particolare aveva come esponenti: Ulisse Panetta con il ruolo di "contabile" e dote di Santa che dopo l'operazione infinito del 2010 e gli arresti conseguenti diventa capo-società e quindi vice del nuovo capo-locale di Michele Panajia che a sua volta sostituisce Antonino Belnome; ci sono i fratelli Pasquale con dote di Santa, e a cui successivamente viene conferita quella di vangelo[113][114]. Nel 2012 l'operazione Ulisse colpisce il locale e a marzo 2016 l'omonimo processo commina diverse condanne, tra cui a Rocco Cristello, cugino dell'omonimo boss ucciso nel 2008 e considerato capo-locale, Claudio Formica considerato capo-società; processo che solo un anno prima stava per saltare per un’eccezione di incompetenza territoriale[113][114].

Nel 2010, l'operazione infinito che mette allo scoperto la struttura ndranghetistica denominata Lombardia, in questa provincia disarticola i tre locali di Seregno, Giussano e Desio[112].

Dopo l'arresto ed il pentimento del capo locale di Giussano Antonino Belnome, il nuovo capo-locale diventa Micheal Panajia, originario di Sant'Ilario dello Jonio per poi essere arrestato e pentirsi 2 anni più tardi, nel 2012[115][116].

Il locale di Seregno con a capo Rocco Cristello, ucciso il 27 marzo 2008 a Verano Brianza, ucciso secondo il pentito Antonino Belnome per contrasti in seno alla 'ndrina dei Gallace-Novella. Il nuovo capo locale di Seregno fu un certo Cosimo Priolo[112]. Dal quel momento il reggente della 'ndrina dei Cristello, secondo Belnome, sarebbe Valeriano Siragusa, arrestato insieme ad altri 8 elementi della sua organizzazione per traffico di droga tra Seregno, Giussano e Mariano Comense, tra cui anche Domenico ed Emanuele Cristello il 30 novembre 2015[117][118].

L'ultimo evento giunto alle cronache dopo l'operazione Infinito che colpì tutta la Lombardia, nella provincia di Monza e Brianza è del 30 novembre 2015 quando con l'operazione dei Carabinieri che ha portato all'arresto di 9 persone accusate di dentenzione di armi, traffico di stupefacenti, tentato omicidio e altri reati, presunte affiliate dei Cristello. I 9 operavano anche nella provincia di Milano e Como[112]. La droga veniva venduta a Seregno, Giussano e Mariano Comense, a Seregno un bar e una sala giochi erano usati come logistica[112].

Il 26 gennaio 2016 la DDA di Milano arresta il chirurgo plastico Arturo Sgrò e il carrozziere Ignazio Marrone, accusati di essere membri degli Iamonte-Moscato del locale di Desio retto ora da Giuseppe Pensabene. Il primo visitava e curava membri della 'ndrangheta mentre il secondo metteva a disposizione la sua officina per gli incontri. Sono accusati entrambi di aver riscosso crediti per i membri detenuti. Marroni fu coinvolto nel processo Infinito del 2010.Marrone in quanto siciliano era autorizzato dal locale a risolvere le questioni anche con famiglie di Cosa Nostra, in particolare i Rinzivillo di Gela; per la Calabria invece era in contatto con i Molluso e i Mancuso[17][78].

Ormai dal 2008 nell'area di Seregno per le famiglie dei Cristello e degli Stagno, intercettando Paolo De Luca affiliato alla 'ndrina distaccata degli Stagno a Seregno ed in contatto con i Mancuso di Limbadi (VV) si delineano i rapporti tesi, tra cui gli omicidi di Rocco Stagno e Rocco Cristello. In occasione dell'uscita di carcere di Umberto Cristello il 18 febbraio 2016 De Luca insieme ad un sodale prendono in considerazione la venuta di uomini dalla Calabria a sostegno del conflitto con la famiglia rivale. Queste intercettazioni il 26 giugno 2017 portano alla richiesta di una nuova misura cautelare nei suoi confronti[119].

Località 'ndrine Attività illecite
Monza Arena, Iamonte, Mazzaferro[15] Narcotraffico
Desio Iamonte, Moscato Appalti, traffico d rifiuti, furto
Giussano Gallace, Novella Risiede un locale attivo dal 2008 con a capo Antonino Belnome e dipendente dal locale di Guardavalle (Gallace-Novella)[120]
Lentate sul Seveso Mazzaferro
Limbiate Iamonte
Seregno Cristello, Mancuso, Mazzaferro, Stagno Estorsione, Agenzia di sicurezza (Buttafuori), traffico di droga
Vimercate Miriadi-Iamonte, Flachi Estorsioni, traffico di droga

Provincia di Pavia[modifica | modifica wikitesto]

Località 'ndrine Attività illecite
Pavia Mazzaferro[15]
Vigevano Valle
Voghera[107] Chindamo-Lamari[107] Traffico di droga[107], riciclaggio[107]

Provincia di Sondrio[modifica | modifica wikitesto]

Località 'ndrine Attività illecite
Sondrio Pesce, Bellocco Traffico di droga

Provincia di Varese[modifica | modifica wikitesto]

Il primo capobastone di rilievo ad arrivare in Lombardia è Giacomo Zagari di San Ferdinando nel 1954, della piana di Gioia Tauro. Vive per un periodo a Malnate e poi si trasferisce a Buguggiate[29].

Località 'ndrine Attività illecite
Varese Mazzaferro[15]
Busto Arsizio Sergi estorsioni
Gallarate Sergi estorsioni

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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