Raggruppamento operativo speciale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Raggruppamento Operativo Speciale)

Coordinate: 41°56′04.8″N 12°30′30.3″E / 41.934667°N 12.508417°E41.934667; 12.508417

Raggruppamento operativo speciale
(ROS)
Distintivo ROS.jpg
Descrizione generale
Attiva3 dicembre 1990 - in attività
NazioneItalia Italia
ServizioArma dei Carabinieri
RuoloContrasto alla criminalità organizzata,
antiterrorismo
Dimensione6 reparti, 26 sezioni e 2 nuclei
SedeCaserma Talamo
via di Ponte Salario, 25, Roma
Parte di
Reparti dipendenti
  • I Reparto investigativo
  • II Reparto investigativo
  • III Reparto analisi
  • Reparto indagini tecniche
  • Reparto antieversione
  • Reparto crimini violenti
Comandanti
Comandante attualegen di brigata Pasquale Angelosanto

carabinieri.it

Voci su gendarmerie presenti su Wikipedia

Il Raggruppamento operativo speciale dell'Arma dei Carabinieri (più spesso indicato semplicemente con l'acronimo ROS) è l'unico organo investigativo dell'Arma con competenza sia sulla criminalità organizzata sia sul terrorismo. Il raggruppamento è a livello di brigata[1] ed è inserito ordinativamente nella Divisione unità mobili e specializzate "Palidoro" mentre dipende funzionalmente dal Comando generale sotto il profilo tecnico-operativo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque dalle ceneri del Nucleo speciale antiterrorismo creato intorno ai primi anni settanta del XX secolo dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per contrastare il fenomeno del terrorismo su tutto il territorio nazionale (aveva sedi a Genova, Napoli, Milano, Padova, Bologna, Roma e Torino).[senza fonte]

Venne istituito formalmente il 3 dicembre 1990 con il decreto legge 13 novembre 1990 n. 324[2] e successivamente con decreto legge 13 maggio 1991, n.152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, venne prevista l'istituzione di "Servizi centrali ed interprovinciali di polizia giudiziaria dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato (Servizio centrale operativo) e della Guardia di finanza (GICO)" al fine di assicurare il collegamento delle attività investigative relative ai delitti di criminalità organizzata.

Nel 1992, all'interno del ROS, fu creata un'unità speciale: il CRIMOR - Unità militare combattente, che pochi mesi dopo catturò il capo di Cosa nostra Totò Riina.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il ROS è organizzato in una sede centrale che ha il compito di raccordare le attività e fornire supporto tecnico-logistico alle sezioni anticrimine e ai due nuclei sparsi nel territorio.

Sede centrale[modifica | modifica wikitesto]

La sede centrale è articolata in sei reparti, di cui tre costituiscono il Servizio centrale di polizia giudiziaria del ROS[3]:

  • Servizio centrale di polizia giudiziaria, diviso in tre reparti, che si occupano:
  • Reparto anti eversione, deputato al contrasto dell'attività terroristica ed eversiva interna ed internazionale;
  • Reparto crimini violenti, nato il 15 novembre 2011 con scopi puramente investigativi, retto da un colonnello o tenente colonnello, è articolato in due sezioni comandate da un tenente colonnello o maggiore ciascuna composte da 16 uomini (2 U., 10 Isp., 1 Sovr. e 3 App./Car.), deputate alle indagini sui più efferati delitti che destano particolare allarme sociale[4][5].
  • Reparto indagini tecniche;

Sezioni periferiche[modifica | modifica wikitesto]

Territorialmente è strutturato in sette Reparti Anticrimine (Roma, Milano, Torino, Napoli, Catanzaro, Reggio Calabria e Palermo), 20 Sezioni Anticrimine e 2 Nuclei Anticrimine.[6] Le sezioni anticrimine sono servizi interprovinciali di polizia giudiziaria aventi sede nei Comandi provinciali dell'Arma dei carabinieri nel cui territorio è presente un capoluogo di distretto di Corte d’appello.

Personale e attività[modifica | modifica wikitesto]

Il personale del ROS è estremamente specializzato in indagini di polizia giudiziaria specificamente per i reati di sequestro di persona, lotta alla criminalità organizzata (mafiosa, terroristica o eversiva) e traffico di armi e droga[3]. Esso è costituito solo per un quarto da agenti di polizia giudiziaria, i rimanenti sono tutti ufficiali e sottufficiali dell'Arma che hanno la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria.

Al ROS è anche affidato il compito di supportare informativamente gli altri reparti speciali dell'Arma (Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente, Comando carabinieri per la tutela della salute, Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e Comando carabinieri antifalsificazione monetaria)[3].

Allo scopo d'incoraggiare la sinergia con i reparti territoriali, il personale del ROS frequenta spesso corsi di aggiornamento professionale con altri militari oltre che conferenze di servizio insieme ai corrispondenti organi centrali della Polizia di Stato e della Guardia di finanza (GICO).

Fra gli strumenti di indagine utilizzati dal ROS vi è anche l'infiltrazione nelle bande criminali attuata soprattutto nei settori dei sequestri, del riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti e nel traffico di stupefacenti, armi, munizioni ed esplosivi.

Arresti latitanti eccellenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Riina, arrestato il 15 Gennaio 1993 a Palermo, capo di “cosa nostra”, latitante da 23 anni.[7]
  • Giuseppe Morabito, detto "u tiradrittu" arrestato il 18 febbraio 2004 in Aspromonte latitante da 12 anni, considerato l’esponente più importante della ‘Ndrangheta.[8]
  • Paolo Di Lauro, arrestato il 16 settembre 2005 a Napoli, latitante da 3 anni, protagonista della nota faida di Scampia.[9]
  • Pasquale Condello detto il supremo, arrestato il 18 febbraio 2008 a Reggio Calabria, latitante da 18 anni. [10]
  • Gerlandino Messina, arrestato il 23 ottobre 2010 a Favara (AG) latitante da 12 anni, capo di “cosa Nostra” della provincia di Agrigento.[11]

Operazioni[modifica | modifica wikitesto]

Contrasto alla criminalità organizzata e narcotraffico[modifica | modifica wikitesto]

  • Indagine “Ghiaccio”, conclusa nel dicembre 2002 con l’esecuzione di un provvedimento cautelare nei confronti di 44 affiliati al mandamento palermitano di Brancaccio, articolazione di Cosa Nostra già diretta dai fratelli detenuti Filippo e Giuseppe Graviano, esponenti di vertice dello schieramento “corleonese”. L’indagine consentiva di ricostruire le strategie “militari” ed economiche di “cosa nostra” ed i molteplici rapporti con esponenti di altre famiglie mafiose e con qualificati ambienti amministrativi e professionali del capoluogo, volti a condizionare scelte elettorali, concorsi ed appalti.[12]
  • Indagine “Decollo”, conclusa nel gennaio 2004 con l’arresto di 112 affiliati alle cosche ‘ndranghetiste Mancuso di Limbadi (VV) e Pesce di Rosarno (RC), facenti parte di un’articolata struttura criminale capace di movimentare ingentissimi quantitativi di cocaina tra il Sud America (Colombia e Venezuela), l’Europa (Italia, Francia, Spagna, Olanda e Germania), l’Africa (Togo) e l’Australia, riciclandone i proventi con le più diversificate tecniche.[13]
  • Indagine “Dionisio/Iblis” sviluppatasi tra il 2002 e 2010 che ha portato all’arresto, in due fasi, di 133 affiliati a “cosa nostra” della provincia di Catania. La complessiva manovra investigativa ha fatto emergere gli interessi mafiosi negli appalti pubblici, le infiltrazioni nella pubblica amministrazione, la capillare attività estorsiva sul territorio, le dinamiche conflittuali interne all’organizzazione con la scoperta degli autori di 5 omicidi.[14]
  • Indagine “Mondo di mezzo, conclusa nel maggio 2015 con l’esecuzione di 81 provvedimenti cautelari nei confronti dei componenti un’organizzazione criminale radicata nella Capitale, facente capo a Massimo Carminati, già appartenente all’organizzazione terroristica dei N.A.R. e legato alla “Banda della Magliana”. Avvalendosi dello storico legame con esponenti dell’estrema destra romana, il sodalizio si è gradualmente dimensionato in organizzazione di tipo evoluto dedita alla sistematica infiltrazione del tessuto economico ed istituzionale, con un apparato in grado di gestire interessi illeciti, in particolare nel settore degli appalti pubblici.[15]

Contrasto al fenomeno eversivo e terroristico[modifica | modifica wikitesto]

  • Indagine "Pontelungo", conclusa nel 1996 con l’arresto di 21 componenti, ritenuti i promotori, gli organizzatori e i partecipanti ad un’associazione diretta a sovvertire gli ordinamenti economici e sociali dello Stato. L’indagine, iniziata nel 1994, ha documentato l’esistenza di un’associazione sovversiva denominata Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica Insurrezionalista - ORAI responsabile di aver compiuto rapine ai danni di istituti di credito e sequestri di persona, oltre che attiva nella propaganda, nel proselitismo e nel sostegno logistico di latitanti ed anarchici detenuti[16].
  • Indagine "Moskea", conclusa nel 1995 e incentrata su un gruppo di algerini gravitanti in Italia e componenti di una rete internazionale di supporto alle organizzazioni terroristiche integraliste (Fronte Islamico di Salvezza F.I.S. – Gruppo Islamico Algerino G.I.A. – Esercito Islamico di Salvezza A.I.S.). L’indagine che ha portato all’arresto del leader del gruppo, ha rivelato le modalità di procacciamento, occultamento e trasporto (per vie diversificate e tramite vettori sperimentati), delle armi necessarie ai gruppi armati clandestini algerini operanti in Europa[16].
  • Indagine "Bazar", conclusa nel 2005 con l’arresto a Milano di un gruppo di integralisti tunisini per associazione sovversiva con finalità di terrorismo internazionale e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre che lo smantellamento di due cellule terroristiche, era dedita a reati in materia di immigrazione clandestina, ricettazione e contraffazione di documenti d’identità, operando in correlazione con un gruppo Salafita a sua volta in diretto collegamento con una rete di analoghi ed affini gruppi attivi in alcuni Stati europei (Germania, Inghilterra, Spagna, Belgio e Francia) ed extraeuropei (Algeria, Pakistan, Afghanistan e Tunisia)[16].
  • Cattura di Scrocco Rose Ann, conclusa il 16 gennaio 2006 con l’arresto in Olanda e la successiva estradizione in Italia di Scrocco Rose Ann, nome di battaglia “Lucia”, militante anarco – insurrezionalista inserita nell'elenco dei cosiddetti “30 grandi latitanti” e irreperibile dal 1991. La donna era stata condannata nel 1996 per il sequestro di persona e l’omicidio di Mirella Silocchi, oltre che ritenuta colpevole di associazione terroristica e banda armata, in quanto appartenente all’organizzazione sovversiva denominata Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica Insurrezionalista - ORAI[16].
  • Indagine "Jweb", conclusa nel 2015 dopo 4 anni di indagine e incentrata su cittadini curdo iracheni attivi sulla piattaforma internet nello svolgimento di diffusione di materiale dal contenuto jihadista di Al Qaida. L’indagine, portava all’arresto di 17 indagati, di cui 7 localizzati in Italia e gli altri 10 in Inghilterra, Norvegia, Finlandia e Svizzera, ha disvelato l’esistenza di un’organizzazione terroristica transnazionale denominata Rawti Shax, facente capo al Mullah Krekar con vertice in Norvegia e cellule operative in Europa e Medio Oriente e avente l’obiettivo di creare un Califfato islamico in Kurdistan. Contestualmente è stata individuata una cellula terroristica islamista attiva sulla rete nella pubblicazione di materiale di propaganda jihadista, oltre che sull’utilizzo di armi e sostanze chimiche per compiere azioni violente in Europa e nei Paesi musulmani apostati[16].

Vicissitudini giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei suoi vertici sono stati sottoposti a indagini e/o procedimenti giudiziari:

Processo Ganzer[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 luglio del 2010 il capo del Ros, il generale Giampaolo Ganzer, e altri 13 carabinieri sono stati condannati in primo grado a pene varie fino a 18 anni di reclusione. Ganzer è stato condannato a 14 anni. Le condanne si riferiscono a singoli episodi commessi nel corso di alcune importanti operazioni antidroga compiute «sotto copertura» dal Ros («Cobra» del 1994 e «Cedro 1» del 1995).[17][18] In secondo grado, la prima sezione della Corte di Appello di Milano ha confermato la condanna all'ex generale, riducendo però la pena a 4 anni e 11 mesi di reclusione.[19]. Nel gennaio 2016 la terza sezione penale della Cassazione ha riqualificato i fatti imputati al generale come di lieve entità, e pertanto è scattata la prescrizione [20].

Inchiesta Palazzo[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Sabato Palazzo è stato indagato per corruzione, falso, abuso d'ufficio e favoreggiamento nel 2005 da parte della Dda di Napoli [21]. Nel 2007 il Gip del tribunale di Napoli ha archiviato il procedimento penale [22].

Processo Subranni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 su richiesta della la Procura di Palermo, in riferimento all'indagine sulla Trattativa Stato-Mafia degli anni 1992/93, il Gip ha rinviato a giudizio il generale Antonio Subranni e altri 9 indagati, accusati di "concorso esterno in associazione mafiosa" e "violenza o minaccia a corpo politico dello Stato" [23].

Procedimenti su Mori[modifica | modifica wikitesto]

Per l'attività al ROS il generale Mario Mori subisce un processo per favoreggiamento per ritardata perquisizione del covo di Totò Riina, da cui viene assolto nel 2006. Viene anche assolto nel 2013 nel processo per l'accusa di aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano nel 1995. È invece rinviato a giudizio nel 2013 insieme a Subranni nel processo per la Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra.

Comandanti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ carabinieri.it - R.O.S. (Raggruppamento operativo speciale), su carabinieri.it.
  2. ^ Decreto entrato in vigore il 13/11/1990, ma de decaduto per mancata conversione
  3. ^ a b c legislature.camera.it - La presenza mafiosa in aree nazionali non tradizionali, su legislature.camera.it.
  4. ^ Rassegna stampa della camera, su rassegna.camera.it.
  5. ^ effettotre.it - pagina 40 (PDF), su effettotre.com.
  6. ^ http://www.carabinieri.it/arma/oggi/reparti/organizzazione-mobile-e-speciale/ros
  7. ^ Arresto di latitanti pericolosi, su carabinieri.it.
  8. ^ Arresto di latitanti pericolosi, su carabinieri.it.
  9. ^ Arresto di latitanti pericolosi, su carabinieri.it.
  10. ^ 'ndrangheta, arrestato il boss Condello, in corriere.it, 18 febbraio 2008. URL consultato il 19 febbraio 2008.
  11. ^ Arresto di latitanti pericolosi, su carabinieri.it.
  12. ^ Contrasto alla criminalità organizzata e narcotraffico, su carabinieri.it.
  13. ^ Contrasto alla criminalità organizzata e narcotraffico, su carabinieri.it.
  14. ^ Contrasto alla criminalità organizzata e narcotraffico, su carabinieri.it.
  15. ^ Contrasto alla criminalità organizzata e narcotraffico, su carabinieri.it.
  16. ^ a b c d e Contrasto al fenomeno eversivo e terroristico, su carabinieri.it.
  17. ^ 14 anni al comandante del Ros
  18. ^ Ganzer, il generale del Ros condannato ma al comando
  19. ^ Giampaolo Ganzer, l'ex comandante dei Ros, condannato a 4 anni per traffico di droga
  20. ^ http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Inchiesta-Ros-la-Cassazione-decide-la-prescrizione-per-il-generale-Ganzer-7b418ad3-0f30-4cb2-a4f8-43c0ba199f6c.html
  21. ^ http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/155000/154370.xml?key=Massimiliano+Amato&first=571&orderby=0
  22. ^ http://ricerca.gelocal.it/lacittadisalerno/archivio/lacittadisalerno/2007/11/01/13wx10111_A4.txt.html
  23. ^ http://www.narcomafie.it/2013/03/08/trattativa-stato-mafia-rinvio-a-giudizio-per-tutti-i-dieci-imputati/
  24. ^ Il Messaggero

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]