Limbadi

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Limbadi
comune
Limbadi – Stemma Limbadi – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia
Amministrazione
SindacoGiuseppe Morello (Lista Civica) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate38°34′N 15°58′E / 38.566667°N 15.966667°E38.566667; 15.966667 (Limbadi)Coordinate: 38°34′N 15°58′E / 38.566667°N 15.966667°E38.566667; 15.966667 (Limbadi)
Altitudine229 m s.l.m.
Superficie29,15 km²
Abitanti3 641[1] (30-9-2017)
Densità124,91 ab./km²
FrazioniBadia di Limbadi, Caroni, Mandaradoni, Motta Filocastro, San Nicola De Legistis
Comuni confinantiCandidoni (RC), Nicotera, Rombiolo, San Calogero, Spilinga
Altre informazioni
Cod. postale89844
Prefisso0963
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT102019
Cod. catastaleE590
TargaVV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantilimbadesi
Patronosan Pantaleone
Giorno festivo27 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Limbadi
Limbadi
Limbadi – Mappa
Posizione del comune di Limbadi nella provincia di Vibo Valentia
Sito istituzionale

Limbadi (Libàdion/λιβάδιον in greco - pianura -) è un comune italiano di 3.641 abitanti[1] della provincia di Vibo Valentia, in Calabria.

Ha una superficie di 28,90 km². Si trova a 29 km a sud-ovest dal capoluogo Vibo Valentia e sorge a 229 m sul versante meridionale del monte Poro. Il territorio del Comune di Limbadi comprende 5 frazioni: Badia di Limbadi, Caroni, Mandaradoni, Motta Filocastro e San Nicola De Legistis. L'economia è basata principalmente sull'agricoltura, numerose sono le aziende, a carattere familiare, in cui viene prodotto olio d'oliva di ottima qualità, vino rosso e agrumi. A Limbadi vi è uno stabilimento importante di liquori, tra i quali, il più celebre è il Vecchio Amaro del Capo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Limbadi sono incerte, ma si suppone che il primo borgo abitato sia stato fondato dopo l'XI sec. come villaggio annesso al più antico centro di Motta Filocastro. Sull'origine di quest'ultima non ci sono notizie certe. Alcuni affermano che furono i Locresi a fondare la città, in epoca magnogreca, altri da Annibale. In altri documenti, inoltre, si afferma che Motta è stata costruita dagli stessi abitanti di Nicotera dopo che la città fu distrutta dall'emiro Hasan-ibu-Alì (950 d. C.). In quell'epoca delle famiglie perbene, quali i Cafaro, i Massara e i Vinci, si sono insediati nella campagna di fronte a Motta.

Il piccolo villaggio divenne negli anni più popolati di Motta, tanto che i nobili del posto si diedero da fare per ottenere l’autonomia comunale, vista anche la disponibilità dimostrata dal Re Borbone che finanziò una nuova chiesa parrocchiale. Il nucleo abitato assunse la fisionomia di un centro medievale con imponente cinta muraria e castello. Vari furono i Feudatari tra cui: Nanno Scaglione (nel 1414), Covella Ruffo (nel 1442), suo figlio Marino Marzano, Tommaso Calatauth (nel 1506), il duca di Monteleone Ettore Pignatelli la cui famiglia mantenne la proprietà fino all'abolizione della feudalità (1806).

Purtroppo però, nel 1783, l'intero comune fu distrutto dal terremoto. Ricostruito con un vero e proprio piano regolatore - il primo dopo il sisma – Limbadi, divenuto ormai il centro abitato più grande del comune, divenne la sede decisionale della vecchia università di Motta, di cui era una frazione. Con una legge del 19 gennaio 1807 il re di Napoli Napoleone Bonaparte elevò Limbadi ad Università (cioè Comune autonomo) nel governo di Nicotera. Chiese l’autonomia già nel 1790, mentre un decreto del 4 maggio 1811, però, retrocesse nuovamente il paese a frazione di Motta Filocastro. Limbadi ottenne l'autonomia il 1 gennaio 1830 con un decreto emanato dal re delle Due Sicilie Francesco I.

Si trova nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Negli anni del fascismo Limbadi è stata sede di confino politico e ha accolto 38 perseguitati del regime fascista, ai quali il consiglio comunale nell'agosto del 2015 ha conferito la cittadinanza onoraria alla memoria.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario della Santa Croce (Motta Filocastro)
  • Chiesa di San Pantaleone (Limbadi)
  • Chiesa di San Nicola (San Nicola De Legistis)
  • Chiesa di Maria SS. della Neve (Mandaradoni)
  • Chiesa di Maria SS. Addolorata (Limbadi)
  • Chiesa dell'Immacolata (Caroni)
  • Chiesa della Madonna della Romania (Motta Filocastro)
  • Chiesa della Madonna del Carmelo, già del SS. Sacramento (Limbadi)
  • Chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria (Motta Filocastro)

Ville e palazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Cafaro
  • Palazzo Gabrielli
  • Palazzo Massara
  • Vignale

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 3.630 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 0,08% (nel 1991 ha registrato una popolazione pari a 3.627 abitanti).

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010[3] i cittadini stranieri residenti erano 234 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale: San Pantaleone, 27 luglio
  • Sagra del "Contadino", 3 agosto

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal Al Sindaco Partito
20 giugno 1989 16 giugno 1994 Giuseppe Morello PCI/PDS
16 giugno 1994 25 maggio 1998 Vincenzo Calzone PPI
25 maggio 1998 28 maggio 2002 Centro-destra
28 maggio 2002 28 maggio 2007 Pantaleone Sergi Centro-sinistra
29 maggio 2007 28 gennaio 2010 Rosario Spasari Lista Civica
23 febbraio 2010 23 marzo 2011 Saverio Ordine Commissario prefettizio/straordinario
23 marzo 2011 16 maggio 2011 Marco Oteri Commissario straordinario
16 maggio 2011 15 aprile 2014 Francesco Antonio Crudo Lista Civica
15 aprile 2014 22 luglio 2014 Lucia Iannuzzi Commissario prefettizio/straordinario
22 luglio 2014 31 maggio 2015 Anna Aurora Colosimo Commissario straordinario
1º giugno 2015 in carica Giuseppe Morello Lista Civica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Massara, Cenni su Limbadi e profili dei suoi figli migliori, Reggio Calabria, La procellaria, 1962.
  • Imperio Assisi, Saverio Di Pietro, Pasquale Barbalace, Salvatore Fioresta (a cura di), Limbadi (immagini e momenti storici) , Reggio Calabria, Falzea editore, 1982
  • Pantaleone Sergi, Confinati politici in un paese del Sud. I “villeggianti” di Limbadi. In: Ferdinando Cordova, Pantaleone Sergi (a cura di), Regione di confino: la Calabria, 1927-1943, Roma, Bulzoni, 2005
  • Pantaleone Sergi, Per me non penzati a niente. Limbadi: lettere di militari, prigionieri e civili mai consegnate ai destinatari, Rivista calabrese di storia del '900 - 2012
  • Pantaleone Sergi, Una famiglia di artisti da Limbadi a Mendoza, in "La Calabrtia dei migranti" (a cura di V. Cappelli, G. Masi, P. Sergi), Rivista calabrese di storia del '900, 2 (numero monografico), 2014
  • Umberto Zanotti Bianco, Antefissa da S. Nicola di Limbadi, in «Atti e memorie della Società Magna Grecia», II, 1958.

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