Cirò

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Cirò
comune
Cirò – Stemma Cirò – Bandiera
Cirò – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
SindacoFrancesco Paletta (Uniti per Cirò) dall'11/06/2017
Territorio
Coordinate39°23′N 17°04′E / 39.383333°N 17.066667°E39.383333; 17.066667 (Cirò)Coordinate: 39°23′N 17°04′E / 39.383333°N 17.066667°E39.383333; 17.066667 (Cirò)
Altitudine351 m s.l.m.
Superficie71,05 km²
Abitanti2 816[1] (30-6-2017)
Densità39,63 ab./km²
FrazioniLa Cappella, L'Attiva, Santa Venere
Comuni confinantiCarfizzi, Cirò Marina, Crucoli, Melissa, Umbriatico
Altre informazioni
Cod. postale88813
Prefisso0962
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT101007
Cod. catastaleC725
TargaKR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona A, 1,571 GG[2]
Nome abitanticirotani
PatronoSan Francesco di Paola
Giorno festivo2 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cirò
Cirò
Cirò – Mappa
Posizione del comune di Cirò nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Cirò (IPA: [ʧiˈro][3]) è un comune italiano di 2 816 abitanti della provincia di Crotone, in Calabria. Fino al 1952 ha avuto come frazione Cirò Marina.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È un comune della cinta collinare costiera dell'alto Mar Jonio, in Calabria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I rilevanti reperti archeologici emersi, in specie, resti di armi , manufatti, mura e tombe, risalenti ad un periodo compreso tra il XIII e X sec. a.c. ,venute alla luce nelle contrade "Cozzo Leone", "S. Elia" e "Serra Sanguigna", fanno risalire l'origine della storia millenaria di Cirò, all'eta del Bronzo.

Ma è tra il VII e VI sec. a.c., con l'arrivo di coloni greci, verosimilmente crotoniati, che venne intensamente popolato e fortificato l'antichissimo e preesistente centro italico, dando così vita alla città magno-greca di [Psycròn] originariamente e in un secondo momento Krimisa (Crimisa o Crimissa);

La posizione territoriale precisa della città di Krimisa è stata oggetto di discussione e tesi differenti tra gli archeologi : oggi, però, alla luce dei rilevanti reperti archeologici emersi, è univoca l'idea degli storici che individua la sede arcaica nell'area collinare ionica in prossimità dell'attuale cittadina di Cirò Superiore.

Secondo il mito sarebbe stata fondata da Filottete e chiamata "Crimissa; il geografo greco Strabone la pone in posizione collinare elevata rispetto al litorale costiero.

L'area monumentale arcaica sorgeva, verosimilmente, in Cirò, nella contrada "Cozzo Leone", mentre l'area necropolare si estendeva in prossimità della contrada "S. Elia". L'estensione dell'area urbana lungo la costa sino a Punta Alice, avvenne verosimilmente, in età classica, quando oramai la città aveva raggiunta una notevole floridezza economica che le assicurava una sufficiente difesa e controllo militare del territorio.

La città conobbe un fiorente periodo e vennero eretti alcuni templi per il culto in varie zone del territorio; quello dedicato ad Apollo Aleo è il più famoso grazie ai pochi ma inequivocabili rinvenimenti di alcuni capitelli e vari elementi architettonici ad opera dell'archeologo Paolo Orsi. Oggi infatti molte aree e zone presentano nomi locali che richiamano all'antichità ellenica nel dialetto locale degli abitanti: Santa Venere ne è un esempio molto esaustivo.

Durante le guerre puniche la città di Krimisa fu predata e saccheggiata ad opera dei Romani e dei Cartaginesi e distrutta diverse volte durante le guerre greco-gotiche.

A causa di tali devastazioni e saccheggi, la città, nella parte costiera, fu gradualmente abbandonata al suo destino e gli abitanti si rifugiarono sulle colline che rappresentavano un'ottima posizione strategica, contribuendo, così, a ripopolare il nucleo antichissimo dell'attuale cittadina di Cirò.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Carafa. Posto nella parte alta del vecchio borgo e si presenta con una vasta pianta a forma trapezoidale con due torri angolari circolari scarpate e un bastione pentagonale merlato. Alla corte interna, con all’intorno magazzini e stalle che sovrastano i sotterranei, si accede mediante un androne con una volta a botte. Il lastricato della corte presenta nel disegno una stella a nove punte attribuita al matematico astronomo Luigi Lilio. L’epoca in cui viene collocato il castello fa capo ai secoli XIV-XVI. “Ricordato in epoca angioina, a cui possono risalire le torri tonde scarpate, fu rinforzato dai Carafa in epoca aragonese con la costruzione del baluardo pentagonale”. Nel tempo si susseguirono diversi interventi di restauro: “nel 1712 fu aggiunto un corpo a due livelli tra il bastione e il corpo ad est. Nel 1842 fu consolidato il lato ovest. Nel 1923 furono rifatti gli interni”. “L’edificio trasformato in palazzo fu abitato fino alla metà degli anni ‘50” ed ospitò personaggi illustri quali Casoppero, Re Carlo III di Borbone, Luigi Lilio che contribuirono ad accrescere la sua fama [4].
  • Casa-Chiesetta di San Nicodemo da Cirò, o anche Nicodemo di Mammola (Cirò, X secolo – Mammola, 25 marzo 990), situata nel primo quartiere nato a Cirò, il Portello (A ruga dù Porteddù in dialetto cirotano). È un edificio modesto, composto da un unico ambiente che contiene al centro un altare a muro in marmo policromo sormontato dalla statua del santo. Sul portale rettangolare c'è una targa ricordo. [5]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Cirò nei proverbi di Calabria[modifica | modifica wikitesto]

  • "Cirò, 'a sira ca sì, a matina ca no!"
  • "Cirotani scorcia cani, tira pirucchji e sona campani!"
  • "Marinoti nivur e cioti, vena a sira e bi pija u mot".

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Vino Cirò DOC

Il Cirò Rosso DOC e il Rosato DOC sono prodotti con uve "gaglioppo", il Cirò Bianco con uve "greco bianco". Uvaggi di trebbiano toscano sono consentiti in misura massima del 5% per i rossi e del 10% per i bianchi.

Sardella ("Sardedda")

Pasta a base di neonato di sarda ("bianchetto"), sale, peperoncino e semi di finocchio selvatico. Originaria di queste zone (tra Crucoli e Cirò Marina), molto prelibata e facilmente conservabile grazie al peperoncino, la "sardella" ha garantito alle popolazioni locali un importante apporto nutritivo in termini di antiossidanti e proteine. Si consuma spalmandola su pane, in tal caso è servita in piattino da portata guarnita con pezzettoni di cipolla, oppure usandola come condimento (crudo o saltato lievemente, a volte con mollica di pane tostato) per gli spaghetti.

Pitte con Sarde ("Pitt cù Sard")

Ricetta a base di Sardine del Mar Jonio, con l'aggiunta della Sardella per un contrasto di sapori eccezionale, le pitte (che sono delle girelle salate) vengono cotte al forno (possibilmente a legna)

Peperoni e patate ("Pip'e patat'")

Ricetta a base di peperoni di specie locale e patate fatte cuocere in padella con abbondante olio d'oliva e in alcune varianti con aggiunta di cipolla e pomodori freschi tagliati a pezzettini e aggiunti a fine cottura.

Saviza

Bucce di fava sbollentate in acqua e aceto e successivamente saltate con fave e cipolle.

Salsiccia di Maiale piccante ("U Sozizz'")

la carne di maiale viene trattata con più spezie (origano, limone) poi viene messa nell'intestino del Maiale che costituirà la buccia (prima l'intestino subisce una lunga disifezione, a base di erbe naturali e metodi che la lasciano pulita e priva di parassiti).

Persone legate a Cirò[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 gennaio 2015 il TAR del Lazio in accoglimento del ricorso degli ex amministratori del comune di Cirò, ha annullato il provvedimento di scioglimento dell'Amministrazione com. ex art.143 TUEL emesso il 15/10/2013, ripristinando la precedente Amministrazione con Sindaco Mario Caruso[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato il 22 marzo 2014.
  4. ^ Castello di Carafa - Atlante dei Beni Culturali della Calabria, su atlante.beniculturalicalabria.it. URL consultato il 20 giugno 2017.
  5. ^ Giuseppe Celsi, Casa-Chiesetta di San Nicodemo da Cirò, o anche Nicodemo di Mammola, in Calabria Local Guides, 5 gennaio 2017. URL consultato il 20 giugno 2017.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Per il Tar Lazio: il comune di Ciro' non andava sciolto, ilcirotano.it. URL consultato il 10 febbraio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN143147668 · LCCN: (ENn86008544 · GND: (DE4495288-0
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