Castelsilano

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Castelsilano
comune
Castelsilano – Stemma Castelsilano – Bandiera
Castelsilano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
SindacoFrancesco Durante[1] (lista civica "Liberi") dal 25-5-2014 (2º mandato dal 26-5-2019)
Territorio
Coordinate39°16′N 16°46′E / 39.266667°N 16.766667°E39.266667; 16.766667 (Castelsilano)Coordinate: 39°16′N 16°46′E / 39.266667°N 16.766667°E39.266667; 16.766667 (Castelsilano)
Altitudine900 m s.l.m.
Superficie40,06 km²
Abitanti890[2] (1-1-2021)
Densità22,22 ab./km²
FrazioniGradia-San Lorenzo
Comuni confinantiBelvedere di Spinello, Caccuri, Casabona, Cerenzia, San Giovanni in Fiore (CS), Santa Severina, Savelli, Verzino
Altre informazioni
Cod. postale88834
Prefisso0984
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT101005
Cod. catastaleB968
TargaKR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Nome abitanticastelsilanesi
Patronosan Leonardo di Noblac
Giorno festivo6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelsilano
Castelsilano
Castelsilano – Mappa
Posizione del comune di Castelsilano nella provincia di Crotone
Sito istituzionale
Cartello Bivio Castelsilano sulla SS 107 in direzione Cosenza
Cartello all'ingresso di Castelsilano

Castelsilano (fino al 1950 nota come Casino di Calabria, IPA: [kasˈtɛlsiˈlano][4]) è un comune italiano di 890 abitanti[2] della provincia di Crotone in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale denominazione Castelsilano risale al 13 maggio 1950, quando il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi concesse alla popolazione locale un cambio della precedente dicitura di Casino di Calabria, motivo di scherno degli abitanti per via dell'ambiguo significato del termine "casino".[5]

Secondo una leggenda, il toponimo "Casino" sarebbe invece legato a un casino di caccia eretto dal Scipione Rota, principe di Cerenzia, al termine di una contesa fra due feudatari confinanti, Nicola Cortese, duca di Verzino, e Franco Cavalcanti, duca di Caccuri.[5] Stando a questa leggenda, il Rota si sarebbe posto come intermediario tra i due litiganti e li avrebbe invitati nel proprio feudo per una battuta di caccia che, conclusasi con un cospicuo bottino e con un abbondante banchetto, portò alla riappacificazione dei litiganti, con il Rota che maturò la decisione di costruire un "casino" di caccia dove i tre si sarebbero potuti di nuovo riunire per ulteriori battute.[5] A prescindere dalle motivazioni dietro alla costruzione dell'edificio, il casino di caccia del Rota fu evvettivamente costruito nel 1650.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Castelsilano fu creato ufficialmente il 14 agosto 1811 con il nome di Casino di Calabria, sebbene la fondazione del paese risalga al 1685 con il toponimo di Castrum Casini. Solo il 13 maggio 1950, dietro petizione popolare al Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il nome venne sostituito con quello attuale[5][7].

Il paese, caratterizzato da una forte vocazione agricola, fu interessato da un rilevante fenomeno di emigrazione verso il Sudamerica.[6]

Durante gli eventi successivi alla strage di Ustica si verificò un episodio che si presume legato ad esso: la caduta di un MiG-23 dell'aviazione libica, che attirò l'attenzione di tantissimi giornalisti, curiosi, poliziotti e agenti segreti.[5] Nel film di Marco Risi Il muro di gomma vengono mostrate alcune immagini di un paese in provincia di Palermo, Altofonte, spacciato per Castelsilano a causa di impossibilità di ripresa nel comune calabrese.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Strage di Ustica e Incidente aereo di Castelsilano.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Casino dei principi Rota di Cerenzia[8]
  • Chiesa parrocchiale di San Leonardo.[6] Al suo interno, sono conservati paramenti risalenti ai secoli XVII-XVIII e una tela del 1736, di scuola napoletana.[6][8] Il dipinto raffigura l'Immacolata.[6]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Un importante contributo all'economia del paese è stata per molto tempo la raccolta e il commercio di castagne.[5]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, che si distinguono per l'arte della tessitura, finalizzata alla realizzazione di arazzi e di coperte, oltreché per la produzione di mobili intagliati.[10][11]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Castelsilano è collegata con la Strada statale 107 Silana Crotonese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Castelsilano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amministrative 2014 a Castelsilano, i voti dei candidati lista per lista, su ilcirotano.it. URL consultato il 27-05-2014 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2014).
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2021 (dato provvisorio).
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato il 22 marzo 2014.
  5. ^ a b c d e f Salvatore Anastasio, Azienda Promozione Turistica Crotone e Regione Calabria - Assessorato al Turismo, Crotone - Una provincia nuova tra miti e realtà, Crotone, Grafiche Cusato, p. 14.
  6. ^ a b c d e Mario Candido et al., Prime luci sullo Jonio - Guida turistica, a cura di Comunità montana "Alto Crotonese", Catanzaro, Sinefine edizioni, 1988, p. 30.
  7. ^ Renzo Ambrogio, Nomi d'Italia, De Agostini, 2006 - ISBN 88-511-0983-4
  8. ^ a b Mario Candido et al., Prime luci sullo Jonio - Guida turistica, a cura di Comunità montana "Alto Crotonese", Catanzaro, Sinefine edizioni, 1988, p. 48.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 14,15.
  11. ^ La tessitura in Calabria, su tessituralongobucco.it. URL consultato il 26 maggio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]