Cutro

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Cutro
comune
Cutro – Stemma Cutro – Bandiera
Cutro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
Sindaco Salvatore Divuono[1] (Cutro Città normale) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate 39°02′03″N 16°58′55″E / 39.034167°N 16.981944°E39.034167; 16.981944 (Cutro)Coordinate: 39°02′03″N 16°58′55″E / 39.034167°N 16.981944°E39.034167; 16.981944 (Cutro)
Altitudine 226 m s.l.m.
Superficie 133,69 km²
Abitanti 10 541[2]
Densità 78,85 ab./km²
Frazioni San Leonardo, Steccato
Comuni confinanti Belcastro (CZ), Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Mesoraca, Roccabernarda, San Mauro Marchesato, Scandale
Altre informazioni
Cod. postale 88842
Prefisso 0962
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 101012
Cod. catastale D236
Targa KR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cutresi
Patrono SS. Crocifisso e San Giuliano.
Giorno festivo 3 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cutro
Cutro
Cutro – Mappa
Posizione del comune di Cutro nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Cutro (IPA: [ˈkutro][3], Kyterion in greco, ossia "città della creta", Cùtru in calabrese[4]) è un comune italiano di 10.541 abitanti[5] della provincia di Crotone, in Calabria.

È soprannominata la "città degli scacchi"[6] o la "città del pane e degli scacchi"[7]. Si fregia del titolo di città per titolo onorifico concesso nel 1575 dal re Filippo II di Spagna, poiché un proprio concittadino divenne il primo campione di scacchi d'Europa e del Nuovo Mondo[6].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato su un altopiano a 226 metri sul livello del mare, nell'entroterra ionico calabrese. La collocazione collinare offre un clima temperato e mite per tutta la durata dell'anno.

Il territorio comunale è attraversato da una serie di fiumare, tra cui il fiume Tacina che delimita il confine ovest con la provincia di Catanzaro. Possiede circa 7 km lineari di costa, affacciata sul mar Ionio, costituiti da spiagge di sabbia bianca.

Cutro dista dal capoluogo di provincia, Crotone, circa 16 km. Situato nella Calabria centrale, dista 55 km dal capoluogo di regione, Catanzaro, 120 km da Cosenza, 120 km da Vibo Valentia e 289 km da Reggio Calabria. Dista 14 km dall'Aeroporto di Crotone e 85 km dall'Aeroporto di Lamezia Terme.

Oltre al capoluogo, fanno parte del territorio comunale anche due frazioni:

Cutro è nota anche per i suoi "calanchi", una serie di basse collinette ben visibili dall'altopiano, che, grazie al loro colore giallastro (dovuto alla coltivazione del grano), ripropongono lo scenario delle "dune del deserto". Pier Paolo Pasolini decise di girare in questo paesaggio alcune scene del film "Il Vangelo secondo Matteo".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cutro ha origine come antica località della Magna Grecia, fondata con il nome greco di "Kyterion".

Da Cutro proviene un ripostiglio di monete brettie (cfr. M.A. Mastelloni, Ripostiglio monetale rinvenuto a Cutro (CZ) e altri tesoretti di monete brettie di bronzo, in "Ricerche sui materiali e studi tipologici "Quaderni di Numismatica Antica " , I, Roma 1996, pp. 57-74)

Nel 1575 ottenne dal re di Spagna Filippo II il titolo di città e un'esenzione ventennale dalle tasse, in seguito alla vittoria in una sfida scacchistica che si tenne presso la corte e nella quale il cutrese Giò Leonardo Di Bona, detto "il Puttino" per la bassa statura, vinse contro Ruy Lopez. La sfida fu immortalata in una tela del pittore toscano Luigi Mussini ("Sfida scacchistica alla Corte di Spagna"), conservata presso il Monte dei Paschi di Siena.

L'8 marzo del 1832, all'1:15 del mattino, la città venne distrutta da un disastroso terremoto del 10° della scala Mercalli: buona parte delle case e dei fabbricati del paese fu rasa al suolo e centinaia di persone morirono sotto le macerie.

Fino alla metà del Novecento Cutro era il più popoloso centro della zona, ma in seguito subì una notevole emigrazione inizialmente verso la Germania e in seguito verso l'Italia settentrionale: in particolare in Emilia-Romagna e in Lombardia attualmente risiedono circa 20 000 persone d'origine cutrese. La più folta comunità d'origine cutrese si trova a Reggio Emilia (le due città tra l'altro sono anche gemellate), dove, ormai presente da più generazioni, dopo le difficoltà iniziali si è attualmente integrata nel tessuto sociale e svolge soprattutto attività imprenditoriale nel campo dell'edilizia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Concessione di re Filippo II di Spagna»
— 1586

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre

Dedicata alla Santissima Annunziata venne ricostruita nel 1832 dopo che era stata distrutta dal terremoto dell'anno precedente. La chiesa presenta tre navate. La navata centrale porta al settecentesco altare marmoreo il quale è sormontato da una stampa in oro zecchino del Cristo di Giotto. Ai lati dell'altare due nicchie ospitano le statue lignee di S. Lucia e San Francesco di Paola. Due tele del Pollani di Andali, poste sulle pareti laterali del presbiterio, l'una la Madonna del Carmine (1858/9) l'altra la Natività (1854). La Chiesa della Santissima Annunziata è retta dal 1977 dal parroco don Francesco Poerio. Le origini della chiesa, dedicata all'Annunciazione, non sono del tutto certe. Sembra che esistesse già nel 1400. Nel 1700 fu sede arcipretale; conquistò una posizione di prestigio nella diocesi di Santa Severina quando, nel 1732/33, per interessamento dell'abate Fabio Di Bona presso papa Clemente XII, divenne “Insigne Collegiata”, con un corpo capitolare composto da venti membri. Fu completamente ricostruita dopo il sisma del 1832 che l'aveva rasa al suolo; ampliata, fu riaperta al culto nel 1859. Nel corso del tempo è stata oggetto di numerosi restauri. In quello realizzato negli anni sessanta, venne demolita un'artistica cupola e deturpata la facciata che con il restauro del 1997 è stata riportata allo splendore originale.

Il convento dei Frati Minori[modifica | modifica wikitesto]

Il convento dei Frati Minori presenta un campanile con una grande campana di bronzo. All'interno si trova il famoso Crocifisso ligneo risalente al XVII secolo; di questo ne fu autore frate Umile Pintorno da Petralia Soprana (Palermo). Lo scultore venne chiamato a Cutro da Padre Benedetto e Padre Daniele. Frate Umile, dopo aver abbozzato la statua, cominciò a modellarla secondo l'immagine che aveva sempre presente nella mente e nel cuore. La costruzione del convento risale al secolo XVI, come afferma lo storico P. Primoldo Coco. Da altri documenti risulta che nel secolo XIII, nell'orto che tuttora si chiama “Vignale di S Basilio”, sorgeva a Cutro un monastero che per molto tempo venne custodito da monaci greci appartenenti all'ordine di San Basilio. Risulta che nell'anno 1315 il Papa Martino V passò questo monastero ai Frati Francescani che lo fecero sempre più progredire dotandolo di molte opere d'arte. Il convento, che ospitava i religiosi appartenenti al ramo dei “riformati”, prese il nome di “Riforma”, nome che è rimasto in uso ancora oggi. Più volte distrutto, a causa di terremoti, il convento risorse sempre per volontà dei frati minori, ai quali mai mancò l'aiuto della popolazione. I Frati apportatori di miglioramenti al convento sono stati: P. Antonio Campanella che lo dotò di opere pregevoli; P. Pacifico Zaccaro che realizzò il bellissimo campanile e installò una grande campana di bronzo inaugurata l'otto dicembre 1949 e tenuta a battesimo dai baroni Emma Fabiani e Giovanni Barracco.

Chiesa della Pietà

Chiesa di Santa Maria della Pietà[modifica | modifica wikitesto]

Fu edificata nel 1730. In essa si conserva una tela raffigurante la Pietà, opera di un discepolo della scuola del domenicano Mattia Preti di Taverna. Cappella privata dei marchesi Di Maida, originari anch'essi di Taverna, fu distrutta dal terremoto dell'otto marzo 1832. Fu riedificata ed ampliata nel 1839. Nella cappella è conservata una tela che raffigura S. Alfonso M. Dei Liguori fondatore dei padri Redentoristi e il cui corpo si trova nel duomo di Pagani in provincia di Salerno. Il fonte battesimale, a forma di conchiglia in marmo, è del 1887; la pavimentazione è in mattonelle di disegno orientale. Adesso viene aperta al pubblico soltanto in occasione di qualche festa. Rimane attualmente uno dei più antichi edifici di Cutro.

Chiesa di Santa Chiara[modifica | modifica wikitesto]

All'ingresso si può ammirare un portale esterno in bassorilievo di pietra tufacea bianca in stile rinascimentale e di grande valore artistico. Si accede alla chiesa attraverso una scalinata composta da sei gradoni in pietra. L'ingresso è costituito da un piccolo vano trapezoidale che immette al campanile. Attualmente la chiesa, che fino a qualche anno fa versava in condizioni gravissime, precarie e di abbandono, risulta ristrutturata magnificamente e riportata agli antichi splendori. La chiesa di Santa Chiara, o delle Monachelle, fu costruita intorno al 1500 sulle stesse rovine della chiesa di Santa Caterina. Con molta probabilità, parte dell'impianto della chiesa precedente fu mantenuto intatto e vi si aggiunsero altri elementi per adattare la pianta della nuova chiesa alle funzioni che doveva svolgere in collegamento con il Monastero che ad essa fu annesso. Infatti, annesso alla chiesa delle Monachelle si trovava il monastero di Santa Chiara. Oggi, la sede dell'ex monastero delle Clarisse (le cosiddette "monachelle di Santa Chiara") è adibita a sede del Municipio di Cutro.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La struttura presenta una sola navata. All'interno vi si trova la statua di San Rocco. Fu costruita nel 1600 con le donazioni del popolo, accanto al convento dei Cappuccini edificato nel 1500. La prima pietra fu benedetta dal vescovo di Isola Mons. Monteallegro. Originariamente ere dedicata all'Assunta. La chiesa seguì le stesse sorti del convento, infatti l'intero complesso fu distrutto dal terremoto del 1783. Fu riaperto nel 1828, nuovamente chiuso nel 1860, riaprì nel 1865. All'inizio del Novecento fu abbandonato dai frati e restituito al Municipio. La chiesa fu affidata ad un prete di Cutro ed il convento fu adibito ad ospizio fino al 1920, anno in cui fu abbattuto perché pericolante. La chiesa fu restaurata nel 1930: fu rifatto il tetto, l'abside dell'altare maggiore ed il campanile.

Palazzo Grisi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Grisi si eleva su tre livelli. L'accesso è consentito da una bella scala che giunge fino al portale lapideo. Ampie finestre rendono luminoso l'interno. Al centro della facciata una vetrata su cui è scolpito uno stemma.

La Torre ed il Fortino di Chirizzi[modifica | modifica wikitesto]

A causa delle scorrerie degli Ottomani, nel XII sec., Cutro che già era un importante centro di approvvigionamento del grano, divenne piazza d'armi, autonoma anche rispetto a Crotone. Tale stato, se da un lato rendeva più tranquilla e serena la vita dei cittadini, dall'altro comportava conseguenze negative, soprattutto sul piano economico, dato che le spese di alloggio e mantenimento dei militari erano a carico dell'università di Cutro. Con molta probabilità, i soldati, oltreché dormire nelle case nobiliari, occupavano il fortino di Chirizzi, costruito verso la fine del Quattrocento, periodo in cui Cutro diventò, per la prima volta piazza d'armi. Di forma quadrangolare con torrette pentagonali agli angoli, il fortino apparteneva alla famiglia Guaranj. Versa attualmente in stato di abbandono come l'altro rudere, la Torre quadrata, che venne costruita tra il 1597 e il 1603, in località Mascino, posizione strategica per il controllo della costa che va da Steccato a Le Castella. Torri di guardia marittime furono costruite, in quel periodo, lungo tutto il litorale ionico. Erano rifornite di polvere da sparo e di palle da cannone. Erano comandate da un caporale assistito da due guardiani i quali, nel caso di avvistamento di navi sospette, dovevano segnalarle e bersagliarle con l'artiglieria, mentre i cavalieri allertavano la popolazione con segnali di avvertimento concordati, approntavano le prime difese, davano il passaparola. La presenza delle torri di guardia non valse a fermare le incursioni turchesche, infatti nel 1644 tutta la fascia costiera del Marchesato era spopolata e l'abitato di Le Castella abbandonato per ordine della corte regia.

Palazzo Santa Chiara[modifica | modifica wikitesto]

Attuale sede del consiglio comunale. Originariamente faceva parte del monastero di Santa Chiara, che fu costruito per volere e con il consistente lascito del sacerdote cutrese Gio Leonardo Quercia. La costruzione incominciò nel 1660 e durò ben 25 anni. Inizialmente poteva ospitare dodici monache, in seguito arrivò ad ospitarne 23. Ovviamente le monache erano ragazze provenienti da famiglie nobili. Per poter accedere alla professione di clarisse la famiglia della novizia doveva pagare la somma di 200 ducati. La comunità delle clarisse possedeva discrete proprietà fondiarie e svolgeva, oltre ad un'attività educativa a favore delle figlie dei nobili, anche e soprattutto un'attività creditizia a favore del ceto nobiliare ed ecclesiastico. Il fabbricato si sviluppava intorno al chiostro quadrato ancora esistente. Al piano terra erano ricavate i locali di refettorio, cucina, foresteria, cappella privata delle suore e vari magazzini. Al secondo piano erano situati gli alloggi delle suore. Il terremoto del 1832 distrusse il secondo piano lasciando intatti il piano terra, il chiostro e alcune volte che coprivano i locali del piano terra. Fu ricostruito dopo parecchi anni. L'attività del monastero durò appena 115 anni. Durante il periodo dell'occupazione francese del Regno di Napoli, le monache lo abbandonarono per salvarsi dalla furia dei rivoluzionari e si rifugiarono a Crotone. Nel 1808 fu soppresso e mai più riaperto. Diventò quindi di proprietà del Comune e per molto tempo fu abbandonato. Soltanto verso la fine dell'Ottocento fu deciso di utilizzarlo; infatti in una parte, quella su via Roma, fu trasferito il Municipio, l'altra fu utilizzata come sede provvisoria del ginnasio di Cutro. Il Municipio il 27 novembre 1967 fu dato alle fiamme dopo una manifestazione di protesta popolare che lo distrusse quasi completamente. Ristrutturato, è stato aperto al pubblico nel 1998.

Villa Margherita[modifica | modifica wikitesto]

Villa Margherita è ritenuta una delle più belle ville del crotonese. È situata in località Sant'Anna e si affaccia su un ampio giardino. La struttura è di stile ottocentesco. Fino al 1800 fu di proprietà del barone De Nobili di Catanzaro e del barone Doria di Massanova; in seguito fu acquistata dalla famiglia Barracco. È una vera oasi di pace; vi si trovano alberi secolari, che insieme ad altre piante, formano una boscaglia quasi impenetrabile. Il barone Guglielmo Barracco la utilizzò come sua abituale residenza. Trascurata per diversi anni, fu fatta ristrutturare intorno al 1930 dal barone Luigi Barracco che la denominò “Villa Margherita” in onore della regina Margherita o forse di una sua figlioletta scomparsa in tenera età. Nella villa sorge una cappella dove si può ammirare il busto di una giovane fanciulla. Negli anni cinquanta l'edificio con i terreni annessi furono espropriati dallo Stato, i locali utilizzati dall'O.V.S. (Opera Valorizzazione Sila) per l'amministrazione dell'Ente. La Villa può essere raggiunta attraverso la S.S. 106. In essa si ritrovano animali di ogni genere in particolari uccelli che si fermano per nidificare.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Nel 2008, per la prima volta dopo il 1981, si è rilevata un'inversione di tendenza passando da 10.168 abitanti a 10.176. Da allora, il numero degli abitanti ha ripreso a crescere fino a raggiungere i 10.536 abitanti nel novembre 2014.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 446, ovvero il 4,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[9]:

  1. Romania, 150
  2. Marocco, 120
  3. Albania, 44
  4. Ucraina, 43
  5. Polonia, 22

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il Crocifisso di Cutro: una statua "miracolosa"[modifica | modifica wikitesto]

Crocifisso di Cutro

Nel santuario dei frati minori francescani è custodita una statua lignea raffigurante il "Cristo sulla Croce", scolpita nel XVII secolo da frate Umile Pintorno da Petralia. È particolare la triplice espressione del volto a seconda delle angolazioni da cui lo si osserva: dal centro sorridente, da sinistra sofferente, da destra l'aspetto del Cristo morto. La scultura è stata dichiarata “monumento nazionale” nel 1940 ed è stata restaurata nel 1999. La tradizione popolare narra che nel 1854 vi fu una forte siccità, che colpì fortemente le colture di cereali. I contadini si rivolsero ai frati del santuario affinché, grazie alle loro preghiere, il Santissimo Crocifisso mandasse la pioggia tanto desiderata. Monsignor Antonio Piterà, primicerio della collegiata decise di portare la statua in processione per le vie del paese, in segno di penitenza, e durante la processione, finalmente arrivo la pioggia che pose fine alla siccità, salvando il raccolto, le abbondanti ed improvvise precipitazioni costrinsero i Cutresi ad interrompere la processione e portare il Crocifisso al riparo nell'edificio più vicino, cioè la chiesa della Santissima Annunziata, ivi rimase fino alla fine delle piogge, cioè il 3 maggio, giorno in cui fu riportata nel santuario con sentita devozione e giubilo.

In seguito, la festa del Santissimo Crocifisso è diventata la festa patronale del paese, celebrata ogni anno nella giornata del 3 maggio, preceduta da 9 giorni di preghiere, la cosiddetta "Nuvena" (tipica per le litanie in dialetto cutrese) in memoria delle penitenze che i cutresi e i frati francescani fecero per ricevere il così desiderato miracolo. Inoltre, in ringraziamento per la grazia ricevuta fu deciso di celebrare ogni sette anni una festa speciale che dura dal 30 aprile al 3 maggio. Nella sera del 30 vi è la così detta "Calata", durante la quale il Crocifisso viene traslato dall'altare e disteso, fissato alla portantina, per poi essere issato, richiamando simbolicamente la scena del martirio sul Golgota.

Festa del Crocifisso nel maggio 2016

Nei tre giorni seguenti vi sono le due processioni, nelle quali, oltre al crocifisso, vengono portate a spalla le statue di San Giuliano (ex patrono del paese), San Rocco (protettore dell'omonimo rione), San Giuseppe e la Beata Vergine assunta in cielo. La prima processione, cioè quella del 1º maggio, è di penitenza, accompagnata dal suono di marce funebri e va dal Santuraio del Crocifisso alla chiesa Madre (lungo le vie principali e storiche del paese) al termine della quale vi è l'ostensione del Crocifisso nella chiesa Madre che dura fino al 3 maggio. La seconda processione, cioè quella del 3, invece, seguendo il tragitto inverso, è caratterizzata da segni di giubilo per il dono divino. Una festa straordinaria si è svolta nel 2000, in occasione del Giubileo. L'ultima festa settennale ordinaria si è svolta invece nel 2016; la prossima si terrà nel 2023.

Gli scacchi[modifica | modifica wikitesto]

Scacchi viventi

La sfida scacchistica che vide la vittoria di Giò Leonardo Di Bona è stata riscoperta negli anni novanta, in un programma di recupero culturale: la piazza centrale del paese è stata intitolata al vincitore ed è stata costruita una scacchiera pavimentale gigante in marmo, con un obelisco dedicato al "Puttino". Dal 1997 ogni anno, la sera del 12 agosto si svolge una grande rievocazione storica dell'impresa scacchistica: centinaia di figuranti tra scacchi viventi, cavalli, personaggi coinvolti nell'evento cortigiano e gruppi d'animazione si alternano sulla scacchiera gigante per uno spettacolo suggestivo.

Dal 1995, inoltre, Cutro ospita ogni anno un torneo internazionale di scacchi, che si svolge dal 24 aprile al 1º maggio e a cui partecipano campioni provenienti da tutto il mondo.

Persone legate a Cutro[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia della città, nel corso della sua storia, è stata basata fondamentalmente sull'agricoltura e sul commercio. Particolarmente importante era la produzione del grano, tant'è che Cutro si guadagnò nel tempo l'appellativo di “granaio della Calabria”.

Più recentemente, è stata istituita una piccola zona industriale ("Valle del Tacina"), a servizio di tutto il comprensorio. L'area è sorta grazie all'utilizzo di agevolazioni statali (misure di Sovvenzione globale e Contratto d'area).

Un altro progetto di sviluppo è quello della costruzione della caserma militare dell'Esercito Italiano: Cutro è stata scelta come sede per l'insediamento di un reggimento di fanteria che, a regime, dovrebbe ospitare circa mille militari. I lavori di costruzione sono iniziati nel 2003.

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Il pane di Cutro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pane di Cutro.

Cutro è rinomata in tutto il territorio regionale per la produzione del pane, caratterizzato da una freschezza a lunga durata. Tale prodotto è stato candidato per ricevere il marchio D.O.P..

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci dal 1946[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco Periodo Partito
Pierantonio Grisi 1946-47 PCI
Alfonso Sestito 1948-49 PSI
Salvatore Le Rose (f.f.) 1949 PCI
Alfonso Frijio 1949-52 PCI
Vincenzo Mancuso 1952-60 DC
Domenico Ruperto 1960-62 PCI
Luigi Camposano 1963-64 PCI
Angelo Raffaele Carella 1965 PCI
Ercole Foresta 1965-66 PCI
Antonio Cutruzzolaro 1967-69 PSI
Nunzio Musumeci 1970-72 comm. prefettizio
Antonio Stirparo 1972-74 PSI
Luigi Chiellino (f.f.) 1974 PCI
Antonio Cutruzzolaro 1974-75 PSI
Domenico Macrì (f.f.) 1975 PCI
Giuseppe Sestito 1975-78 PSI
Francesco Voce 1978-88 DC
Luigi Chiellino 1988-90 PCI
Salvatore Migale 1990-91 PCI
Francesco Voce 1991-92 DC
Francesco Mazza 1992 comm. prefettizio
Salvatore Migale 1993-2001 PDS-DS
Francesco Sulla 2001-2005 L'Ulivo
Santino Gerace (f.f.) 2005-2006 L'Ulivo
Salvatore Migale 2006-2011 L'Unione per Cutro
Salvatore Migale 2011-2015 Uniti per Cutro (PD - IDV - SEL - Verdi)
Maria Carolina Ippolito 2015-2016 comm.prefettizio
Salvatore Divuono[1] 2016-in carica Lista Cutro città normale

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • Calcio: l'Associazione Sportiva Cutro Calcio, fondata nel 1965 con la denominazione sociale di Unione Sportiva Cutro, è l'associazione calcistica più longeva dell'intera Provincia di Crotone. Dopo gli esordi e le vittorie dei campionati minori, dalla fine degli anni '70 partecipando con continuità ai campionati di Promozione, è diventata una delle squadre di calcio più importanti nell'ambito calcistico calabrese. Ha militato per sedici anni nella massima categoria regionale, l'Eccellenza, divenendo la società sportiva Calabrese che per il maggior numero di anni ha disputato il campionato più importante a livello Regionale. Tra il 2005 e il 2007 ha disputato due campionati in Promozione vincendolo nel 2007. Successivamente l'A.S. Cutro ha disputato quattro campionati in Eccellenza (2007/08, 2008/09, 2009/10, 2010/11) e attualmente milita nel Campionato Regionale di Promozione (2013/14). Il 6 aprile 2014, con la vittoria per 2 a 0 nella trasferta di Grimaldi, l'A.S. Cutro vince il campionato di Promozione con una giornata di anticipo e ritorna nella massima serie del calcio dilettantistico della Calabria, l'Eccellenza.
  • Pallavolo: La ASD Pallavolo Cutro, società fondata nel 1986, è stata per lunghissimo tempo una delle squadre calabresi più rappresentative nel settore femminile. In virtù di tali successi nel 2011 è stata insignita della Medaglia di Bronzo al merito sportivo dal Presidente del CONI Gianni Petrucci. Nel 2013, dopo aver partecipato a quindici campionati nazionali consecutivi tra serie B2 e B1 e aver raggiunto i playoff del campionato nazionale di B2 nella stagione 2012/2013, ha dovuto rinunciare alla serie B ripartendo dal campionato di prima divisione, dominato senza perdere neppure un set, ed avviando una politica di sviluppo del settore giovanile. Attualmente è sola al comando nel campionato di serie D.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Amministrative 2016 a Cutro, i voti dei candidati lista per lista, ilcirotano.it. URL consultato il 6 giugno 2016.
  2. ^ Abitanti, tuttitalia.it.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, dipionline.it. URL consultato il 22 marzo 2014.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 245.
  5. ^ Cutro (KR), su Tuttitalia.it. URL consultato il 18 giugno 2016.
  6. ^ a b Città degli scacchi su consiglioregionale.calabria.it
  7. ^ Città del pane e degli scacchi su mondodelgusto.it
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 28 novembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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