Giubileo universale della Chiesa cattolica

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Nella Chiesa cattolica il Giubileo è l'anno della remissione dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale.

Riprende il nome dal Giubileo ebraico, più precisamente la parola deriva dall'ebraico Jobel (caprone, in riferimento al corno di montone utilizzato nelle cerimonie sacre[1][2]).

L'anno giubilare è soprattutto l'anno di Cristo. Nel Nuovo Testamento Gesù si presenta come colui che porta a compimento l'antico Giubileo, essendo venuto a "predicare l'anno di grazia del Signore" (Isaia).

Il Giubileo, comunemente, viene detto "Anno Santo", non solo perché si inizia, si svolge e si conclude con solenni riti sacri, ma anche perché è destinato a promuovere la santità di vita. Il Giubileo può essere: ordinario, se legato a scadenze prestabilite; straordinario, se viene indetto per qualche avvenimento di particolare importanza.

storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Giubileo ha origine dalla tradizione ebraica che fissava, ogni 50 anni, un anno di riposo della terra (con lo scopo pratico di rendere più forti le successive coltivazioni), la restituzione delle terre confiscate e la liberazione degli schiavi, questo affinché non ci fossero comunque il troppo ricco o il troppo povero (Levitico, 25, 8 e sgg.). Per segnalare l'inizio del Giubileo si suonava un corno di ariete, in ebraico jobel, da cui deriva il termine cristiano Giubileo. Gesù cita esplicitamente un testo del profeta Isaia che segna così l'ingresso del tema giubilare nel Nuovo Testamento. Gesù infatti, recatosi a Nazareth, entra nella sinagoga e legge una pagina di Isaia che proclama "l'anno di grazia del Signore" (Luca, 4, 18-19; Isaia 61, 1-2). Un evento che anticipò e predisse il Giubileo fa parte più della leggenda che della storia: la cosiddetta "Indulgenza dei Cent'anni". Non esistono documenti del XII o XIII secolo al riguardo, ma fonti del 24 dicembre 1299 riportano come masse di pellegrini, a conoscenza di una leggendaria "Indulgenza Plenaria" che si sarebbe ottenuta al capodanno del secolo nuovo, cioè nel passaggio da un secolo all'altro, muovessero verso Roma fin dentro l'antica basilica di San Pietro per ottenere la remissione completa di tutte le colpe. Né il Papa dell'epoca, Bonifacio VIII, né i prelati sapevano nulla di questa usanza, ma memorie del cardinale Jacopo Caetani degli Stefaneschi nel documento De centesimo sive Jubileo anno liber parlano di un vecchio di 108 anni che, interrogato da Bonifacio, asserì che 100 anni prima, il 1º gennaio 1200, all'età di soli 7 anni, assieme al padre si sarebbe recato innanzi a Innocenzo III per ricevere l'"Indulgenza dei Cent'Anni". Nonostante la testimonianza di questo centenario esista, non abbiamo fonti coeve a Innocenzo o più antiche che testimonino di quest'usanza (per la quale Innocenzo è l'unico papa menzionato), né di altre indulgenze simili.[3]

Un altro evento che precorse davvero, per certi versi, il Giubileo, non si sa se ispirato a sua volta alla diceria dell'indulgenza dei cent'anni, fu la Perdonanza istituita da Papa Celestino V: il 29 settembre 1294 con la Bolla del Perdono egli stabilì che recandosi nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio nella città dell'Aquila, tra il 28 ed il 29 agosto, veniva concessa l'indulgenza plenaria a tutti i confessati e pentiti. La Perdonanza, che si ripete tuttora, ha in comune con il Giubileo l'indulgenza in cambio del pellegrinaggio.

Lo stesso Celestino (abruzzese d'adozione, ma di origini molisane), promulgò l'indulgenza plenaria anche per la città di Atri (di cui la bolla è andata perduta): il primo portale del lato destro della cattedrale è una porta santa che viene aperta il 14 agosto e chiusa 8 giorni dopo. Anche questa Indulgenza, la più lunga del mondo dopo quella di Roma, ha le stesse caratteristiche della Perdonanza aquilana[4].

Pochi anni dopo il successore di Celestino, papa Bonifacio VIII, istituì il primo Giubileo con la Bolla Antiquorum habet fida relatio emanata il 22 febbraio 1300 (che all'epoca era computato ancora 1299 e a circa un mese dal capodanno secondo l'uso ab incarnatione, che cadeva il 25 marzo), ispirandosi a un'antica tradizione ebraica di cui non esisteva traccia in quella cristiana se non nella leggenda dell'Indulgenza dei Cent'anni. Con questa bolla si concedeva l'indulgenza plenaria a tutti coloro che avessero fatto visita trenta volte, se erano romani, e quindici se erano stranieri[5], alle Basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le mura, per tutta la durata dell'anno 1300; questo Anno Santo si sarebbe dovuto ripetere in futuro ogni cento anni.

Dante riferisce nella Divina Commedia che l'afflusso di pellegrini a Roma fu tale che divenne necessario regolamentare il senso di marcia dei pedoni sul ponte di fronte a Castel Sant'Angelo:

« come i Roman per l'essercito molto,
l'anno del giubileo, su per lo ponte
hanno a passar la gente modo colto,

che da l'un lato tutti hanno la fronte
verso 'l castello e vanno a Santo Pietro,
da l'altra sponda vanno verso 'l monte. »

(Inferno XVIII, 28-33)

Nel 1350 Papa Clemente VI, per parificare l'intervallo a quello del Giubileo ebraico, decise di accorciare la cadenza a 50 anni. In seguito l'intervallo fu abbassato a 33 anni da Urbano VI, periodo inteso come durata della vita terrena di Gesù, e ulteriormente ridotto a 25 anni durante i papati di Niccolò V e di Paolo II.

Alcuni Pontefici hanno anche proclamato degli Anni Santi straordinari, al di fuori di questa scadenza. Ad esempio, Pio XI l'8 aprile del 1933 concesse il 24º Giubileo in occasione della ricorrenza centenaria della Redenzione. Nella sua bolla Quod nuper si bandisce l'anno santo, esaltando la pace. Giovanni Paolo II indisse un Anno Santo straordinario nel 1983, in occasione del 1950º anniversario della Morte e Risurrezione di Cristo.

Papa Benedetto XVI ha anche proclamato l'Anno Paolino, uno speciale anno giubilare dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009, dedicato all'apostolo Paolo di Tarso, in occasione del bimillenario della nascita del santo (collocata dagli storici tra il 7 e il 10 d.C.).

L'ultimo Anno Santo ordinario è stato il Grande Giubileo del 2000, mentre il prossimo sarà nel 2025.

Il 13 marzo 2015 Papa Francesco ha indetto un Giubileo straordinario a 50 anni dalla fine del Concilio Vaticano II, con inizio l'8 dicembre 2015 e fine il 20 novembre 2016.

Lista degli anni giubilari e relativi papi[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1300 : Bonifacio VIII
  2. 1350 : Clemente VI
  3. 1390 : indetto da Urbano VI, presieduto da Bonifacio IX[6]
  4. 1400 : secondo giubileo di Bonifacio IX
  5. 1423 : Martino V
  6. 1450 : Niccolò V
  7. 1475 : indetto da Paolo II, presieduto da Sisto IV
  8. 1500 : Alessandro VI
  9. 1525 : Clemente VII
  10. 1550 : indetto da Paolo III, presieduto da Giulio III
  11. 1575 : Gregorio XIII
  12. 1600 : Clemente VIII
  13. 1625 : Urbano VIII[7]
  14. 1650 : Innocenzo X
  15. 1675 : Clemente X
  16. 1700 : aperto da Innocenzo XII, concluso da Clemente XI[8]
  17. 1725 : Benedetto XIII
  18. 1750 : Benedetto XIV[9]
  19. 1775 : indetto da Clemente XIV, presieduto da Pio VI
  20. 1825 : Leone XII[10]
  21. 1875 : Pio IX[11]
  22. 1900 : Leone XIII[12]
  23. 1925 : Pio XI
  24. 1933/1934 : secondo giubileo di Pio XI[13]
  25. 1950 : Pio XII[14]
  26. 1966 : Paolo VI[15]
  27. 1975 : secondo giubileo di Paolo VI
  28. 1983/1984 : Giovanni Paolo II[16]
  29. 2000 : secondo giubileo di Giovanni Paolo II
  30. 2015/2016 : Francesco[17]

Riti attuali del Giubileo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Porta santa.

Esattamente il Giubileo dura un anno più alcuni giorni, infatti inizia con il Natale precedente (25 dicembre) e termina con l'Epifania successiva (6 gennaio).

Il rito più conosciuto del Giubileo è l'apertura della porta santa: si tratta di una porta che viene aperta solo durante l'Anno santo, mentre negli altri anni rimane murata. Hanno una porta santa le quattro basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore. Il rito della porta santa esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un "percorso straordinario" verso la salvezza.

L'inizio ufficiale del Giubileo avviene con l'apertura della porta santa della basilica di San Pietro. Le porte sante delle altre basiliche vengono aperte nei giorni successivi. In passato la porta veniva smurata parzialmente prima della celebrazione, lasciando un diaframma che il Papa rompeva con un martelletto; quindi gli operai completavano la demolizione. In occasione del Giubileo del 2000, invece, il papa Giovanni Paolo II ha introdotto un rito più semplice e immediato: il muro è stato rimosso in anticipo lasciando solo la porta chiusa, che il papa ha aperto spingendo i battenti.

Le porte sante rimangono aperte (a parte la normale chiusura notturna) fino al termine dell'Anno santo, quindi vengono murate di nuovo.

Curiosità storiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Giubileo del 1350 fu senza Papa poiché Clemente VI, viste le circostanze politiche del momento, non scese in Italia e restò nella sua sede ad Avignone. Il Giubileo del 1450 fu detto "Giubileo dei Santi" poiché furono presenti, fra i pellegrini, figure importanti della Chiesa che poi sarebbero divenuti santi: Giovanni da Capestrano, Pietro Regalado, Diego d'Alcalá e la futura Santa Caterina da Bologna. Fu anche il "Giubileo d'oro" perché vi affluì moltissimo denaro in gran parte investito in opere di mecenatismo da papa Niccolò V. Tra gli artisti che lavorarono a Roma ci fu il Beato Angelico. Nel 1470 il papa Paolo II stabilì la scadenza venticinquennale del Giubileo con la bolla Ineffabili providentia. Nel Giubileo del 1515, al tempo della ribellione di Martin Lutero, il papa tolse l'obbligo dell'elemosina per i partecipanti ai riti a Roma. Assenza di sfarzo e rigore fu voluta da papa Gregorio XIII nel 1575. Nel 1600 papa Clemente VIII serviva personalmente i dodici poveri che quotidianamente venivano scelti come ospiti alla sua mensa. Nel 1650 papa Innocenzo X ebbe come direttrice dei lavori giubilari Olimpia Pamphili, sua cognata, caratterizzata da un forte protagonismo nelle cerimonie pubbliche. Il Giubileo del 1700 fu aperto da papa Innocenzo XII e chiuso da papa Clemente XI poiché il primo Pontefice era morto. Grazie all'attività dei padri dell' Ordine di Santa Maria della Mercede nel 1725 giunse a Roma un gruppo di centosettanta schiavi riscattati, in occasione dell'Anno Santo. Molto sfarzoso per spese e lavori ai pubblici edifici fu l'Anno Santo del 1775 indetto da papa Pio VI; fu invece all'insegna del massimo rigore il Giubileo del 1800 di papa Leone XII. Nel 1875 papa Pio IX, dopo la dissoluzione dello Stato Pontificio (1870), non aprì la Porta Santa, ignorò la città e i pellegrini, evitò i cerimoniali. Il Pontefice si era autorecluso nei Palazzi Vaticani. Le forze avverse al Papa organizzarono a Roma un "giubileo dei folli", una carnevalata con uomini e donne vestiti da cardinali e guardie svizzere che si concluse con una processione blasfema a scherno del Corpus Domini. Nel 1925 papa Pio XI indisse un "Giubileo della pace" dopo gli eventi della Prima guerra mondiale e parlò ogni giorno ai pellegrini (fu chiamato "Papa missionario"). Per l'Anno Santo straordinario indetto nel 1933 da papa Pio XI la cerimonia di apertura fu trasmessa alla radio. "L'anno del grande ritorno e del grande perdono" fu il titolo dato da papa Pio XII al Giubileo del 1950 dopo le immani devastazioni del secondo conflitto mondiale. Alla Carta del pellegrino fu, in quell'anno, riconosciuto un valore pari al passaporto per l'Italia al fine di favorire l'arrivo dei pellegrini.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. Paolucci e G. Signorini, L'Ora di Storia 1, EDIZIONE ROSSA, p. 277.
  2. ^ Tina Squadrilli,Vicende e monumenti di Roma, Staderini Editore,1961,Roma,pag.385
  3. ^ Claudio Rendina, La vita segreta dei Papi, Cap 17: "L'invenzione dell'Anno Santo", p. 87, Mondadori
  4. ^ La Piu' Bella Cattedrale D'Abruzzo È Ad Atri - Vieni A Scoprirla
  5. ^ Juan Marìa Laboa, Momenti cruciali nella storia della Chiesa, Jaca Book, Milano, 1996
  6. ^ Per conseguire l'indulgenza era necessario recarsi in visita alle quattro basiliche maggiori di Roma.
  7. ^ Fu decretato che i religiosi di clausura, gli infermi e i prigionieri potessero acquistare l'indulgenza senza recarsi a Roma.
  8. ^ Il regolare svolgimento del giubileo venne perturbato dalla malattia e morte di Innocenzo XII, cui seguirono 2 mesi di sede vacante e uno straripamento del Tevere; sicché il successore, Clemente XI, lo protrasse fino al 25 febbraio 1701, anche per accogliere i pellegrini venuti a riverire il nuovo papa.
  9. ^ In questa occasione furono erette le 14 edicole della Via Crucis e la croce in mezzo al Colosseo.
  10. ^ Il Giubileo numero 20, che si sarebbe dovuto celebrare nel 1800, regnando il neoeletto Pio VII, non fu realizzato per le vicissitudini legate al periodo napoleonico.
  11. ^ Dei due giubilei che si sarebbero dovuti celebrare durante il lungo pontificato di papa Mastai, il primo - quello del 1850 - non fu celebrato perché il papa era stato appena riportato a Roma dai francesi dopo la Repubblica Romana, il 12 aprile 1850; il secondo, nel 1875, avvenne in sordina, senza le grandi cerimonie cittadine, essendo la città di Roma divenuta capitale del nuovo Regno d'Italia, e non ancora regolata la questione romana, con il papa autorecluso in Vaticano.
  12. ^ Già vecchissimo (aveva 90 anni) il papa Pecci proclamò un "anno santo secolare" chiedendo ai cattolici di celebrarlo con 19 statue del Cristo, una per ogni secolo di cristianesimo (per la lista delle montagne sui cui cucuzzoli furono posizionate le statue si veda qui).
  13. ^ Giubileo straordinario. La ricorrenza non canonica intendeva commemorare i 1900 anni della morte e resurrezione di Cristo.
  14. ^ Il primo giubileo dopo la seconda guerra mondiale, e anche il primo da turismo di massa.
  15. ^ Giubileo straordinario per la chiusura del Concilio Vaticano II
  16. ^ Giubileo straordinario per i 1950 anni della morte e resurrezione di Cristo, e prova generale per quello del 2000.
  17. ^ Giubileo straordinario per i 50 anni della chiusura del Concilio Vaticano II
  18. ^ Guida al Giubileo della Miseriordia. L'Anno Santo con papa Francesco. Edizioni Piemme, 2015, pag. 143-172.

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