Caccuri

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« Appena, solo appena, ti intravedo, paese mio, tra tetti di case sconce e morte, abbarbicato alla collina antica... »

(Giuseppe Marino)
Caccuri
comune
Caccuri – Stemma Caccuri – Bandiera
Caccuri – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
SindacoMarianna Caligiuri[1] (lista civica "Insieme Si Può") dal 7-6-2009 (3º mandato dal 26-5-2019)
Territorio
Coordinate39°14′N 16°47′E / 39.233333°N 16.783333°E39.233333; 16.783333 (Caccuri)Coordinate: 39°14′N 16°47′E / 39.233333°N 16.783333°E39.233333; 16.783333 (Caccuri)
Altitudine646 m s.l.m.
Superficie61,38 km²
Abitanti1 591[3] (31-8-2020)
Densità25,92 ab./km²
FrazioniSanta Rania, Acquafredda[2]
Comuni confinantiCerenzia, Castelsilano, Cotronei, Roccabernarda, San Giovanni in Fiore (CS), Santa Severina
Altre informazioni
Cod. postale88833
Prefisso0984
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT101002
Cod. catastaleB319
TargaKR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[4]
Nome abitanticaccuresi
Patronosan Rocco
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caccuri
Caccuri
Caccuri – Mappa
Posizione del comune di Caccuri nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Caccuri (IPA: [kakˈkuri][5], Kakòros in greco bizantino) è un comune italiano di 1 591 abitanti della provincia di Crotone in Calabria. È caratterizzato dalla torre del Castello, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, il rosone della Badia di Santa Maria del Soccorso e i vari scorci paesaggistici e architettonici. Il tessuto urbano conserva le caratteristiche del vecchio centro costituito da un intreccio di strade e vicoli che portano tutti al castello, un imponente maniero risalente al VI secolo.

Dal 2019 fa parte del circuito dei I borghi più belli d'Italia.

È noto per il Premio Letterario Caccuri per la Saggistica, che si svolge ogni anno dal 6 al 10 agosto[6].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Caccuri si sviluppa attorno all'antico borgo, arroccato su uno sperone di roccia e circondato principalmente da uliveti che costituiscono la principale fonte del reddito agricolo del paese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni reperti archeologici ritrovati all'interno del territorio comunale fanno pensare che la zona di Caccuri fosse già abitata durante il Neolitico.[7]

In età romana fu abitato in case sparse, mentre nel X secolo fu sede di tre piccoli monasteri basiliani: quello detto dei Tre fanciulli, il Monastero dell'Abate Marco e quello di Santa Maria.[7]

Il paese fu feudo di Polissena Ruffo (moglie di Francesco Sforza, di cui è ancora visibile la stanza nel castello) e delle famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti (veri mecenati artistici del borgo), Barracco. Gli ingressi al borgo un tempo erano tre: Porta Grande (attuale Piazza Umberto I), Porta Piccola (nei pressi del santuario di San Rocco) e Porta Nuova, così chiamata perché più recente rispetto alle prime due.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il castello e la villa comunale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Caccuri.

Il paese è dominato dall'antico castello medioevale. Ai piedi del Castello vi è la Villa Comunale, un parco suggestivo per le sue rocce calcaree dalle forme insolite, che si stagliano tra il castello e i pini del parco, in cui ha sede il Municipio.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Tra ripide salite e discese, tra viuzze e costoni rocciosi, si dipanano strade tortuose interrotte dalle cosiddette "rughe", piazzette verso le quali si rivolge l'ingresso di ogni casa e che un tempo costituivano luoghi di socialità.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

All'ingresso del paese si presenta l'ottocentesca fontana di Canalaci, al cui lato è scolpito uno stemma dell'Università di Caccuri del XVI secolo in pietra serena.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie (sec. XIV), meglio nota come Chiesa Madre o Matrice, domina il centro storico. Gli affreschi che adornavano la volta della chiesa, con innumerevoli putti e cherubini, sono stati cancellati da un malsano evento di ristrutturazione. Scampato all'ultimo "restauro" è il campanile, che custodisce una preziosa campana dedicata alla Madonna del 1578 che l'Università di Caccuri commissionò ad Angelo Rinaldi.

A tre navate, la chiesa sfoggia al suo interno lo stile rinascimentale ed è adornata simmetricamente da altari che ospitano statue e tele di grande valore, come la Trasfigurazione (XVII sec.) e la grande tela mariana che domina l'angusta sagrestia. Dello stesso periodo è la statua lignea della Madonna delle Grazie (XVII secolo)[8]. Al lato della navata destra si trova la Cappella di San Gaetano (o De Franco), da molti ritenuta l'antico battistero del paese, unico nel suo genere, perché non dovrebbe essere al lato della chiesa, ma di fronte.

Santuario di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario di San Rocco risale al 1908, edificato forse in occasione di un'epidemia in onore del Santo Patrono. È situato ai margini del centro abitato e in prossimità della “Porta Piccola”, via d'accesso alle campagne ed uliveti del paese. Il santuario si trova nelle vicinanze di via Murorotto, ovvero la via che costeggia l'antico tracciato delle mura che proteggevano il borgo dagli assalti, in cui si può ammirare un pregevole arco in cotto (chiamato dai caccuresi appunto arco di Murorotto). Nelle vicinanze è situata anche l'antica via Judeca, un tempo sede di una sinagoga ebraica, come possono dimostrare i bassorilievi presenti.

Complesso monumentale della Badia di S. Maria del Soccorso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Badia di Santa Maria del Soccorso.

Fondato nel 1518 dal frate domenicano Andrea da Gimigliano, il complesso monumentale della Badia di S. Maria del Soccorso è chiamato dagli abitanti del paese il "convento", perché solo alla fine dell'Ottocento i frati abbandonarono la struttura religiosa, per la vendita dello stabile al barone Barracco, grazie alle dibattute leggi Siccardi. Abitato prima dai domenicani e indi dai francescani, la Chiesa di S. Maria del Soccorso è anche detta Chiesa della Riforma perché nell'Ottocento passò sotto l'egida dei francescani riformati. Vera perla artistica del patrimonio caccurese, presenta notevoli tesori al suo interno: appena entrati, si viene coinvolti da un forte senso di austerità.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Molte sono le edicole votive sparse nel territorio: S. Famiglia, S. Filomena, S. Andrea (nei pressi della pineta e del centro ricreativo detti appunto di S. Andrea), S. Biagio e S. Chirico.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • In località Pantano: reliquie di sepoltura antica.[8]
  • Contrade Patia, Lepore e Montagna: resti di antichi monasteri basiliani.[8]
  • Località Timpa Grande: grotte rupestri.[8]
Caccuri: l'antico convento domenicano, meglio conosciuto come Chiesa della Riforma o di S.Maria del Soccorso
Caccuri, cappella della Congreg. del SS. Rosario

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Tra i riti tradizionali della Settimana Santa spicca il dramma de I Giudei, riproposto ogni sette anni circa. L'ultima edizione è stata nel 2011.

Fra le tante curiosità è da ricordare la rivalità che vi è con il paese limitrofo di Cerenzia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Caccuri venne girato Il brigante Musolino di Mario Camerini, con Silvana Mangano.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tra le specialità del luogo si citano il calzone con la sardella, i mastacciuoli, le pitte 'mpigliate (tipiche del periodo natalizio), le cuzzupe e i muccellati (tipici invece di quello pasquale) e il pane tipico, ovvero la pitta, nonché il vino rosso di produzione locale.

Le specie di funghi più raccolte sono (con i nomi in dialetto caccurese): i porcini, i vavusi, i rositi, i cocolini, i mucchiaruli, gli ovoli, i mussi e vovi, i chiodini, le pinnelle.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato nella Presila crotonese ed è facilmente raggiungibile dalla S.S.107 che collega Cosenza con Crotone. Attualmente il paese è diviso in quattro rioni: Centro storico, Croci, Parte, San Nicola. Ultimamente, con l'edilizia popolare e privata, si sta sviluppando particolarmente il rione San Nicola.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Sono molti gli agriturismi nel comune di Caccuri, uno dei quali è stato ricavato nella masseria del Bordò (Grancia del Vurdoj), dove i patriottici fratelli Bandiera passarono la notte prima di essere fucilati nel vallone di Rovito.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Enzo Megali Partito Popolare Italiano sindaco
13 giugno 1999 13 giugno 2004 Nino Sandro Falbo lista civica sindaco
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Arcangelo Rugiero lista civica sindaco
7 giugno 2009 25 maggio 2014 Marianna Caliguri lista civica "Nuovi Orizzonti" sindaco [10]
25 maggio 2014 26 maggio 2019 Marianna Caliguri lista civica "Nuovi Orizzonti" sindaco [1]
26 maggio 2019 in carica Marianna Caliguri lista civica "Insieme Si Può" sindaco

Nel 2009 viene eletta l'avv. Marianna Caligiuri con la lista civica "Nuovi Orizzonti"[10]. Nonostante i continui tagli ai comuni, durante tale legislatura, sono stati effettuati vari lavori, come la nuova pavimentazione delle vie principali del centro storico e l'illuminazione esterna del Castello[11].

Alle elezioni amministrative del 2014 l'avv. Caligiuri è stata riconfermata alla guida del paese con il 58% dei consensi[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Amministrative 2014 a Caccuri, i voti dei candidati lista per lista, ilcirotano.it. URL consultato il 27 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2014).
  2. ^ CACCURI - FRAZIONI, su caccuri.info, 13 ottobre 2009. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2012).
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  4. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  5. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato il 20 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2018).
  6. ^ Luisella Costamagna, Bellezza, entusiasmo, buone idee. È il Sud che smonta i luoghi comuni. agenzia Stampa Italiana, 1º settembre 2013 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive..
  7. ^ a b Mario Candido et al., Prime luci sullo Jonio - Guida turistica, a cura di Comunità montana "Alto Crotonese", Catanzaro, Sinefine edizioni, 1988, p. 19.
  8. ^ a b c d Mario Candido et al., Prime luci sullo Jonio - Guida turistica, a cura di Comunità montana "Alto Crotonese", Catanzaro, Sinefine edizioni, 1988, p. 20.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ a b Speciale elezioni 2009 - Elezioni Amministrative 6-7 giugno 2009 - Comunali - Caccuri, su repubblica.it. URL consultato il 28 maggio 2014 (archiviato il 29 maggio 2014).
  11. ^ Copia archiviata, su comune.caccuri.kr.it. URL consultato il 28 maggio 2014 (archiviato il 29 maggio 2014).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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