Pallagorio

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Pallagorio
comune
(IT) Comune di Pallagorio
(AAE) Bashkia e Puhëriut
Pallagorio – Stemma Pallagorio – Bandiera
Pallagorio – Veduta
Pallagorio in una foto degli anni trenta circa.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
SindacoUmberto Lorecchio[1] (Per Pallagorio) dal 17-5-2011
Territorio
Coordinate39°18′N 16°54′E / 39.3°N 16.9°E39.3; 16.9 (Pallagorio)Coordinate: 39°18′N 16°54′E / 39.3°N 16.9°E39.3; 16.9 (Pallagorio)
Altitudine554 m s.l.m.
Superficie44,48 km²
Abitanti1 164[2] (31-12-2017)
Densità26,17 ab./km²
Comuni confinantiCampana (CS), Carfizzi, Casabona, San Nicola dell'Alto, Umbriatico, Verzino
Altre informazioni
Cod. postale88818
Prefisso0962
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT101016
Cod. catastaleG278
TargaKR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantipallagoresi (o puhëriot)
PatronoSan Giovanni Battista Madonna del Carmine
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pallagorio
Pallagorio
Pallagorio – Mappa
Posizione del comune di Pallagorio nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Pallagorio (IPA: [pallaɡoˈrio][3], Puhëriu in arbëreshë, Paragùriu in calabrese[4]) è un comune italiano di 1.164 abitanti della provincia di Crotone, in Calabria.

Sorge nella fascia collinare presilana a nord del Marchesato ed è un paese arbëreshë di Calabria che conserva la lingua, gli usi e le tradizioni proprie, ma non più il rito bizantino-greco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paesaggio alle porte di Pallagorio.

Il borgo e il territorio circostante hanno una storia antichissima. L'area territoriale risulta abitata sin dal neolitico; ne sono testimonianza le numerose grotte sparse nel territorio, in particolare assume interesse paleontologico la cosiddetta "Grotta di S. Maurizio".

All'inizio dell'età storica, nel secondo millennio a.C., nell'area territoriale, venne ad insediarsi la popolazione enotrio-italica dei Choni, che lasciò rilevanti tracce della propria presenza, sia nella toponomastica che negli oggetti votivi rinvenuti in tutta l'area interessata.

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Tra il XII ed il X secolo a.C., la tradizione mitica antica (saga di Filottete) e le fonti storiche antiche (Strabone, Antioco di Siracusa, Licofrone, Stefano di Bisanzio)[senza fonte] segnalano insediamenti micenei sulle colline prospicienti l'alto Ionio crotonese, con il popolamento e fortificazione di centri autoctoni italici (Petelia, Crimisa, Makalla, Chone); e fu in questo periodo che sorse, nell'area territoriale del paese, dall'incontro tra gli autoctoni italici e le prime genti elleniche, l'antica "Chone", la città italico-ellenica, fondata, secondo la tradizione antica, dall'eroe greco Filottete, descritta e citata dalle fonti storiche antiche (Strabone, Licofrone, Apollodoro, Antioco di Siracusa, Stefano di Bisanzio), come una rilevante realtà urbana. Dalle evidenze archeologiche emerse, risulta che la città era abitata da italici ed elleni ed era estesa, nel territorio, per fattorie sparse, con concentrazioni abitative, in aree di intenso sfruttamento agricolo o strategiche di difesa, verosimilmente, presso l'attuale zona "Cona", in zona "Coni-celle" a ridosso del luogo in cui sorge oggi il borgo ed in contrada "Gardea", nelle quali località, sorsero tre distinti centri abitati. Rimangono, a testimonianza degli antichi nuclei urbani, le contrade circostanti l'attuale centro abitato, che conservano tuttora il nome di "Cona" ; a nord-ovest: " Tre fontane di Cona", "Terra di Cona" , "Serre di Cona", a sud: "Coni-cella" e "Coni-selle"; i rilevanti reperti archeologici (tombe, statuette votive, mura, anfore, monete) di età italico-ellenica rinvenute nelle suddette contrade e nelle zone immediatamente circostanti l'attuale centro abitato, e resti dell'antica necropoli con statuette votive riferibili al culto Orfico, rinvenuti nella contrada "Tre fontane di Cona", proprio nell'area territoriale indicata e descritta dallo storico Strabone.

Successivamente, agli inizi della fioritura della civiltà della Magna Grecia, tra il VI ed il IV secolo a.C., coloni greci, verosimilmente crotoniati, avviarono una proficua colonizzazione dell'area territoriale, venendo così ad insediare fattorie in tutto il territorio circostante ed a popolare, in maniera intensa, i tre insediamenti abitativi, già esistenti. Di tale periodo rimane memoria e testimonianza il nome del paese, di chiara derivazione ellenica (Palaios - Chorion: vecchio paese), la toponomastica ellenica delle contrade situate in tutto il territorio circostante ("Patamò", "Coracciti", "Coniselle"," Scea", "Gardea","Coraco", "Cona" ecc.) e i rilevanti reperti archeologici di età classica (frammenti di statuette votive, anfore, suppellettili, mura, monete) rinvenute all'interno dell'attuale centro abitato nelle contrade "Scea" e "Conicella" e nelle contrade circostanti il paese, in specie nelle contrade di "Rosicelle", "Coniselle", "Spolingari", "Coracciti", "Pastinella". Lungo la zona compresa tra le contrade "Pietre Bianche" , "Furci" e "Suvero", fino al Monte Tigano, in prossimità del centro abitato, è emersa una vasta area necropolare con numerose tombe di età arcaica e magno-greca; mentre nella zona di "Gardea", sono emersi numerosi frammenti di anfore, di statuette votive, resti sparsi di mura di antiche fattorie con numerose tombe, di età classica; inoltre, in località "S. Antonio di Gradea", sono stati rinvenuti importanti reperti di età classica, tra cui, notevoli e suggestive, alcune antefisse tipo "bendis-tarantino", riferibili ad un antichissimo santuario rurale del VI-V secolo a.C.

All'ingresso dell'attuale centro abitato, nella zona sud-est, vi è tuttora una contrada che conserva l'antico nome di "Scea-Purtuni" o "Porta Scea", probabile porta d'ingresso dell'antichissimo borgo, ove sono stati rinvenuti resti di mura ed importanti reperti che testimoniano una presenza ellenica, sin dai tempi più antichi.

In età romana, coloni latini si insediarono nell'area prospiciente il borgo, lungo la vallata del fiume Vitravo, avviando un'intensa colonizzazione; di tale periodo rimangono testimonianza le significative tracce di resti di ville agricole latine rinvenute lungo tutto il corso d'acqua.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

In età medievale, a causa delle frequenti guerre, carestie ed insicurezza del territorio, vengono gradualmente abbandonati i centri abitati, antichissimi, sorti in località "Cona" e "Gradea" ed il paese si arrocca nell'abitato, pur esso antichissimo, situato nelle attuali contrade di " Scea-Cucinaro" e "Conicelle-Valle"; assume, così, il nome di "San Giovanni di Palagorio"; ed è un casale, oramai, con poche centinaia di abitanti, per lo più contadini, alle dipendenze dei Signori e della Diocesi di Umbriatico.

In età altomedievale, tra VIII ed il X sec. d.c., si segnalano, altresì, insediamenti monastici basiliani, con edificazione di due centri conventuali :

il primo, con vocazione anacoretica, in contrada "Gardea", ove sorse la Chiesa di S. Antonio;

il secondo, in località S. Cristoforo, in prossimità del paese, ove è stata poi edificata l'omonima chiesa.

Intorno alla metà del XV secolo, soldati mercenari greco-albanesi, provenienti dall'Epiro, Morea e Peloponneso, sotto la guida di Demetrio Reres, si aggiungono alla popolazione locale, dopo aver combattuto nella guerra tra Angioini e Aragonesi, venendo così ad arricchire il quadro linguistico e culturale del paese.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Dal Quattrocento, il paese è feudo dei Riario, poi dei Coppola e, agli inizi del XVI secolo, dei Borgia, per poi passare ai nobili Spinelli fino allo spirare del XVII secolo[5]. Infine passa ai principi Rovegno, che lo tengono sino alla fine del Settecento.

Dagli inizi del Settecento, il borgo è oggetto di un'intensa e continua migrazione di famiglie provenienti dai paesi dell'altopiano silano, attratti dalla fertilità del territorio e dalla mitezza del clima.

Nel 1799 viene riconosciuto casale autonomo con il nome di "S. Giovanni in Pallagorio" e compreso nel circondario di Corigliano. Dopo le vicende napoleoniche e la riforma murattiana, il paese, nel 1834 diventa comune autonomo. Successivamente, seguirà le sorti dello Stato Borbonico e del Regno d'Italia.

Nel 1818, con la soppressione della Diocesi di Umbriatico, e dopo una breve appartenenza alla Diocesi di Cariati, il paese è entrato a far parte dell'Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il paese conserva, come monumenti degni di nota:

  • La Chiesa Matrice S. Giovanni Battista, di età medievale, ampliata e restaurata nel XVI secolo in stile cinquecentesco a tre navate, con abside bizantina;
  • La Chiesa della Madonna del Carmine, edificata agli inizi del XVII secolo, in stile neogotico ad una navata, con campanile toscaneggiante, più volte restaurata ed ampliata nel corso dei secoli moderni;
  • La Chiesa di S. Filomena, del XIX secolo, in stile neoclassico con cupola neo-bizantina;
  • La Chiesa di S. Antonio, a pochi Km dal centro abitato, con strutture murarie originarie di età bizantina: fu piccolo convento abitato da monaci basiliani.
  • La Chiesetta di S. Cristoforo, edificata, in età moderna, su un antico centro monastico basiliano risalente all'VIII sec. d.c., e, sottoposta, poi, a vari restauri;
  • Area archeologica: tutto il territorio circostante il paese ha grande interesse archeologico; rilevanti le evidenze archeologiche, in contrada "Tre fontane di Cona" con resti di un'antica necropoli e reperti riferibili al culto orfico, oltre a resti sparsi e cospicui di mura di abitazioni, frammenti di statuette ed anfore di età classica; In contrada "Gradea", sono emersi frammenti di mura, anfore, statuette votive, tombe a cappuccina di età classica ed in località S. Antonio, sono state rinvenute antefisse tipo "bendis" riferibili ad un antichissimo Santuario del VI-V sec. A.C.; nelle contrade: "Scea", "Conicelle", Rosicelle", "Spolingari", situate in prossimità del paese, sono venuti alla luce resti di mura in mattone cotto, frammenti di anfore per uso domestico di età magno-greca.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cartello bilingue italiano-arbëreshe all'ingresso di Pallagorio.

La festa patronale è in onore a San Giovanni Battista, e si tiene il 24 giugno. In questo borgo è molto diffuso l'artigianato dei tessuti, finemente lavorati a mano.

Il paese ha conservato sino alla metà del Seicento, oltre al rito cattolico-latino, il rito greco-bizantino dei soldati greco-albanesi; poi, la prevalenza della popolazione latina e la volontà delle autorità ecclesiastiche cattoliche fecero, via via, affermare il rito latino. Conserva, tuttora, la lingua arbëreshe, un idioma che alla base linguistica albanese, aggiunge un ricco lessico greco, con notevole impasto, negli ultimi cinque secoli, del dialetto calabrese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci di Pallagorio dal 1946[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1948 1952 Antonio Berardi Sindaco
1952 1978 Mario Tassone PCI Sindaco
1978 1983 Antonio Pontieri Sindaco
1983 1993 Rosario Ceraudo Sindaco
1993 1997 Basilio Iocca Sindaco
1997 2006 Antonio Blandino Sindaco
2006 2011 Francesco Rizzuti Sindaco
17 maggio 2011 in carica Umberto Lorecchio Per Pallagorio Sindaco [1]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Amministrative 2016 a Pallagorio, i voti dei candidati lista per lista, ilcirotano.it. URL consultato il 6 giugno 2016.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato il 22 marzo 2014.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 470.
  5. ^ ITALIAPEDIA | Comune di Pallagorio - Storia, su www.italiapedia.it. URL consultato il 03-09-2015.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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