Castello di Caccuri

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Castello di Caccuri
Castello caccuri dalla parte.JPG
Indirizzo Salita Castello
88833 Caccuri (KR)
Sito Sito ufficiale

Coordinate: 39°13′38.68″N 16°46′49.55″E / 39.22741°N 16.78043°E39.22741; 16.78043

Il maniero ha origini molto antiche, edificato probabilmente nel VI sec. d.C. dai bizantini come presidio difensivo a guardia della valle del Neto. La fortificazione, costruita su una rupe posta a circa 650 m di altitudine, garantiva una straordinaria visuale del Marchesato e delle coste del mar Jonio. Nei secoli successivi il “castrum” perde la funzione militare, divenendo la residenza di famiglie prestigiose.

La Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1418 il castello è incluso tra i lasciti del Conte Carlo Ruffo di Montalto alla figlia Polissena che va in sposa al figlio di Muzio Attendolo, Francesco Sforza, futuro duca di Milano. E‟ in virtù di questo matrimonio che il caccurese Cicco Simonetta (1410-1480) segue Francesco a Milano sino a divenire suo abilissimo cancelliere e segretario, illuminato amministratore del Gran Ducato e fine tessitore della politica milanese del Quattrocento. 

Nel 1651 Antonio Cavalcanti, facoltoso patrizio cosentino, acquista il feudo di Caccuri ed avvia i lavori di ristrutturazione che trasformano l‟antico castrum bizantino in Palazzo Ducale, dimora della sua discendenza per quasi due secoli. L'edificio, con pianta trapezoidale a corte centrale, presenta palesi richiami alle tipologie dei palazzi signorili del Settecento; un inventario del 1781 descrive dettagliatamente i vari ambienti del palazzo, ricco di affreschi con scene cavalleresche, candelieri in ottone e portieri in seta, specchiere e grandi quadri di Monarchi Spagnoli, Pontefici e Cavalieri di Malta. 

Nel 1830 il feudo di Caccuri viene acquisito dai potenti baroni Barracco ed annesso al loro im-menso latifondo (~30.000 ha); il castello diviene la stabile dimora del barone Gu-glielmo e della baronessa Giulia; nel 1885 l‟ingegnoso architetto napoletano Adolfo Mastrigli dirige i lavori di ampliamento e ristrutturazione che trasformano il palazzo in un imponente maniero dall‟aspetto medievale, con torre, muraglioni e merlature, residenza lussuosa e confortevo-le, di cui ancora oggi si possono ammirare le pregevoli finiture (pavimenti in maiolica napoletana, marmi, stucchi) e la straordinaria tecnologia (torre acquedotto, antiche cucine, sale da bagno, lavabi in porcellana inglese).

Dopo la morte di Guglielmo il Castello fu disabitato per anni, fino a quando, nella prima metà del ‘900, ai Barracco subentrarono, oltre agli attuali proprietari, la famiglia Fauci, originaria di Isola di Capo Rizzuto, la famiglia Lopez-Ambrosio, originaria di Caccuri. Successivamente gli eredi Lopez cedettero la loro quota parte al Comune di Caccuri e parte agli stessi Fauci. Di recente, grazie al meticoloso e prudente restauro conservativo, il Castello di Caccuri è divenuto una dimora storica “vissuta” ed arredata, volta ad ospitare attività culturali ed eventi di rappresentanza, oltre che B&B di charme di classe elevata.

La Cappella Palatina[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella è databile intorno al 1669, anno in cui Antonio Cavalcanti ottiene l‟indulto “oratorii privati in domo suae abitationis”. L‟interno è ad aula, ripartito da un arco di trionfo sul quale spicca lo stemma dei Cavalcanti e che segna l‟accesso alla zona presbiteriale, caratterizzata dall‟originario soffitto ligneo a cassettoni con decorazioni dipinte. L‟altare maggiore, in legno laccato e dorato, ha una fitta decorazione acantiforme, presente anche sulla esuberante cornice della pala d‟altare che raffigura Santa Barbara. L‟altare laterale, decorato con stucchi in stile rococò, è dedicato a San Gaetano da Thiene. Di grande interesse artistico è l‟inedita e originale collezione di dipinti Seicenteschi di Scuola Napoletana, tra cui la “Maddalena penitente con paesaggio” di Micco Spadaro(1610-1675) ed il “Miracolo di San Tommaso d’Aquino“ di Domenico Maria Muratori (1661-1742).

La Cappella, i cui altari sono entrambi consacrati, conserva intatti gli arredi e le res sacrae originali (candelieri, messali, paramenti sacri). 

Di particolare pregio la porta a vetri dipinti di gusto neorinascimentale, realizzata nel 1893. 

B&B di charme, location eventi[modifica | modifica wikitesto]

Le lussuose suite aperte all’ospitalità su prenotazione rendono il castello di Caccuri un B&B suggestivo ed assolutamente unico nel suo genere. Accoglienza familiare e servizio personalizzato, con la possibilità di vivere le atmosfere autentiche ed emozionanti della dimora, magari leggendo un vecchio libro della biblioteca, cenando a lume di candela nel salone dei banchetti, per poi sorseggiare un cognac nello studio sulle note di un sottofondo jazz, o ammirando il panorama mozzafiato dallo splendido giardino pensile. 

Nel cuore della Calabria, a soli venti minuti dal mare e a ridosso della Sila, il castello di Caccuri offre ai suoi ospiti la possibilità di ripercorrere gli antichi itinerari descritti magnificamente dai viaggiatori del “Grand Tour” nel XIX secolo, dalla natura incontaminata del Parco Nazionale della Sila, patrimonio dell'Unesco, ai promontori selvaggi della Riserva Marina di Capo Rizzuto. 

La location, elegante ed esclusiva, è ideale per matrimoni, mostre, manifestazioni ed eventi istituzionali e di rappresentanza. Gli antichi saloni del castello si aprono al pubblico per ospitare banchetti e convegni, cene di gala e vernissage di assoluto livello, grazie anche al supporto dei migliori catering.

Eventi unici, accuratamente costruiti per vivere tutti gli ambienti del castello (cortili, galleria, cappella, saloni di rappresentanza, giardino pensile e torre). 

L’autenticità della dimora storica, l’eleganza degli arredi, l’atmosfera di storia e magia, rendono il castello di Caccuri il luogo ideale per eventi di charme assolutamente esclusivi. 

Note[modifica | modifica wikitesto]