Cirò Marina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cirò Marina
comune
Cirò Marina – Stemma Cirò Marina – Bandiera
Cirò Marina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
Sindaco Nicodemo Parrilla[1] (Lista civica) dal 20-6-2016
Data di istituzione 1952
Territorio
Coordinate 39°22′N 17°07′E / 39.366667°N 17.116667°E39.366667; 17.116667 (Cirò Marina)Coordinate: 39°22′N 17°07′E / 39.366667°N 17.116667°E39.366667; 17.116667 (Cirò Marina)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 41,68 km²
Abitanti 14 902[2] (01-01-2016)
Densità 357,53 ab./km²
Comuni confinanti Cirò, Melissa
Altre informazioni
Cod. postale 88811
Prefisso 0962
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 101008
Cod. catastale C726
Targa KR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona B, 845 GG[3]
Nome abitanti marinoti (o ciromarinesi)
Patrono San Cataldo
Giorno festivo 10 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cirò Marina
Cirò Marina
Cirò Marina – Mappa
Posizione del comune di Cirò Marina nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Cirò Marina è un comune italiano di 15.600 abitanti[2] della provincia di Crotone, in Calabria. La cittadina, sviluppatasi sulla costa ionica dell'alto crotonese e sull'area dell'antica colonia della Magna Grecia, Krimisa, è oggi il secondo comune più densamente popolato (364,8 ab./km²) della provincia. Fino al 1952 ha fatto parte del comune di Cirò.[4]

Per la bellezza del mare e la qualità dei servizi balneari è da molti anni una meta turistica rinomata, ottenendo nel 2017 per la 17ª volta la Bandiera Blu, e nel 2015 per la terza volta la Bandiera Verde delle spiagge.[5]

La città è nota per il vino Cirò DOC ottenuto dai vigneti composti dal vitigno Gaglioppo, per le Clementine di Calabria, prodotto IGP.

Cirò Marina è Città del Vino dal 2000.[6]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Fulmini a Cirò Marina nel 2005.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003[7]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona C, 845 GG[8]. Periodo di accensione degli impianti termici: dal 1º dicembre al 31 marzo (8 ore giornaliere), salvo ampliamenti disposti dal Sindaco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area di Cirò Marina, tra il VII e VI sec. a.c., si sviluppò un centro abitato con l'arrivo di coloni greci, che diedero vita alla città magno-greca di Krimisa (Crimisa o Cremissa). Durante le guerre puniche la città di Krimisa fu predata e saccheggiata ad opera dei Romani e dei Cartaginesi e distrutta diverse volte durante le guerre greco-gotiche.

A causa di tali devastazioni e saccheggi, la città, nella parte costiera, fu gradualmente abbandonata al suo destino e gli abitanti si rifugiarono sulle colline che rappresentavano un'ottima posizione strategica, contribuendo, così, a ripopolare il nucleo antichissimo dell'attuale cittadina di Cirò.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Cirò Marina in una foto dei primi anni novanta.

Lo stemma ideato da Emilio Frangone, noto artista locale, è diviso in due parti: il primo bianco con la testa di Bacco al naturale, posta di profilo; il secondo rosso con il tripode d'oro. Sotto lo scudo, su lista rossa con le estremità bifide svolazzanti, in caratteri maiuscoli romani in nero: Mari Felix Meroque. I colori utilizzati per il fondo richiamano il vestito degli antichi greci-italioti: il bianco ricorda la tunica, il granato il caratteristico mantello. L'iscrizione, Mari Felix Meroque, di Mons. Antonino Terminelli, celebra la ricchezza della zona il cui vanto è costituito dal mare e dal vino. Al vino rimanda anche la figura di Bacco, la cui capigliatura è formata da grappoli d'uva. Il tripode, invece, è un omaggio allo spirito sportivo che animò la cittadina fin dal suo primo sorgere.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Cataldo[modifica | modifica wikitesto]

Situata in Piazza Armando Diaz, nella piazza principale di Cirò Marina, è dedicata al santo patrono del paese, che fu anche vescovo di Taranto. Il manufatto, che nel 2001 ha celebrato il primo centenario dell'erezione canonica, è di costruzione recente ed è collocato nell'area dove si formò il primo sito abitato della cittadina, noto come Baracca. L'attuale edificio sacro fu costruito nel 1903 per poi essere ingrandito nel 1950. L'interno trinavato è scandito da due arcate. La navata centrale è affrescata con immagini sacre e presenta un soffitto a capriate in legno. La zona absidale semicircolare, anch'essa con dipinti su sfondo oro, racchiude l'altare maggiore a muro in marmi policromi con al centro la statua della Vergine con il bambino. Una delle cappelle laterali è dedicata a San Cataldo. Una particolare attenzione meritano sia il portale di bronzo, che celebra la storia locale della cittadina, realizzato nel dicembre del 2002 dallo scultore locale Elio Malena, sia i mosaici che impreziosiscono le pareti interne della chiesa.

Nel 2012 l'altare si è impreziosito di dieci candelabri in ottone grazie alla donazione di una devota.[9]

Chiesa di San Nicodemo Abate[modifica | modifica wikitesto]

Di impianto moderno è la chiesa di San Nicodemo abate, situata in Piazza Kennedy, per la cui progettazione ci si è ispirati alla tenda ebraica, a simboleggiare che la Chiesa è in continuo cammino. L'interno a unica navata con zona absidale asimmetrica presenta, al centro, la mensa eucaristica in marmo. Il crocifisso centrale è stato spostato sulla destra dopo l'aggiunta nel 2011 di un mosaico dell'Ultima Cena. Lungo le pareti dell'aula liturgica sono affisse le riproduzioni delle dodici stazioni della Via Crucis.

Chiesa di San Antonio[modifica | modifica wikitesto]

È stata costruita nel 1999 ed è in stile moderno. L'edificio, che ricorda la forma di una pagoda, ha la copertura in legno e ampie vetrate. L'interno, mononavato con soffitto ligneo, presenta al centro una mensa eucaristica, in marmo, alle cui spalle si erge un crocifisso in bronzo. Degna di nota la grande vetrata circolare a tessere multicolore.

Santuario Maria SS.ma d'Itria[modifica | modifica wikitesto]

Sorge dove un tempo era il castrum di Licia,Alice o Alichia lungo la strada per Cirò e prende il titolo dall'appellativo bizantino Odeghitria, cioè "Guida - Condottiera". Il suo antico titolo "Sancta Maria de Illirìa", cioè Santa Maria dell'Illiria, (l'Illiria è il sud dell'attuale Albania) testimonia la provenienza dell'antica icona originaria (attualmente perduta) scampata come molte altre alla lotta iconoclasta. Fu Commenda templare e poi affidata ai Cavalieri di Malta dalla sospensione dell'Ordine del Tempio fino alle soppressioni napoleoniche. La chiesa è documentata in un privilegio di metà XV secolo. Era sede di una grandiosa fiera fino a tutto il Settecento, il 14 settembre, giorno della festa della Madonna d'Itria. Il Servo di Dio Mons. Eugenio Raffaele Faggiano, Vescovo Passionista di Cariati, nel 1940 mise la prima pietra per la riedificazione del diruto Santuario, e lui stesso, secondo il suo desiderio, dal 1982 riposa nel Santuario, risorto e retto dai Padri Passionisti suoi confratelli. Al suo interno è custodita una tela in stile iconografico-bizantino della Vergine con il Bambino (autore ignoto dell'Ottocento). Di pertinenza della chiesa sono un salone per convegni, una biblioteca (aperta su richiesta) e una sala lettura. Il Santuario ha un proprio sito internet sul quale trovare molte e più ampie notizie.

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Edificio costruito tra il 2009 e il 2011, inaugurato il 17 marzo 2011. L'edificio ha la copertura in legno e ampie vetrate, dietro l'altare vi è un affresco che raffigura San Giuseppe lavoratore dipinto dall'artista cirotano Elio Malena.

Chiesa di San Michele[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo edificio religioso di costruzione moderna. Circondato dal verde nella zona Lipuda, vi si accede attraverso un semplice portale. L'interno, a una sola navata, ospita un altare in marmo e scanni alle pareti.

Santuario di Madonna di Mare[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nello stesso sito dei Mercati Saraceni, a circa 4 km dal paese. Dedicata alla Regina del cielo, sorge sul promontorio dell'Alice in località Madonna di Mare. La tradizione narra che l'Apostolo Pietro, approdato su questi lidi durante un suo viaggio da Antiochia a Roma, fondò sui resti di un tempio pagano il primo insediamento cristiano chiamato Santa Croce. Degna di nota è una tela di autore ignoto che riproduce l'effigie della Vergine.

Chiesa di San Francesco di Paola[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è delimitata da due palazzi di pochi piani in zona Piazza Krimisa. Fu aperta al culto nel 1961, per rispondere alle esigenze di quei rioni che gravitano nella parte nord della cittadina. Nel 1988 l'edificio sacro venne abbellito con artistiche finestre istoriate. Vi si accede da un semplice portale rettangolare e si caratterizza per un'alta struttura a vela in cui è custodita una campana.

Cappella di Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo edificio con campanile a vela posizionato sul timpano. Quest'ultimo e il portale rettangolare sono gli unici elementi decorativi della facciata. L'aula liturgica custodisce una statua di Santa Lucia che è collocata in una nicchia dietro la mensa eucaristica. La prima Chiesa a S. Lucia fu edificata da due santi fratelli sacerdoti, i fratelli Cristiano, uno Curato di Cirò Marina, l'altro Canonico Teologo di Cariati (a don Raffaele Cristiano, uno dei due, è dedicata una via in Cirò Marina), vissuti tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Dopo la loro morte, la chiesa fu demolita e spostata.

Statua del Cristo[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi del santuario dedicato alla Madonna dell'Itria, su un colle che domina un ampio panorama, è stata posta una grande statua di Cristo nell'atto di benedire l'abitato sottostante. Poggia su un basamento in cemento, costituito da un blocco rettangolare sovrastato da uno quadrato.

Monumento a San Rosa Gattorno[modifica | modifica wikitesto]

Sul Lungomare Stefano Pugliese Sud è stata collocata, nel 2000, una statua in bronzo posta su un basamento in marmo bianco, raffigurante la religiosa che ha fondato l'ordine delle Figlie di Sant'Anna. Suor Rosa fu beatificata proprio nel 2000 da papa Giovanni Paolo II..

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Mercati Saraceni[modifica | modifica wikitesto]

Mercati Saraceni

Un beneficio religioso di origine settecentesca venne creato, nella località oggi denominata Madonna di Mare, per iniziativa dei feudatari principi di Tarsia. Essi ottennero la possibilità di organizzare qui una fiera dall'1 al 3 maggio. Proprio in questa località, infatti, si trova il complesso mercantile che nel corso del Settecento fu sede di quella fiera, una delle più importanti del comprensorio, la fiera di Santa Croce, che richiamava, per la ricchezza e la qualità delle mercanzie, le vicine popolazioni arberesh (Carfizzi, San Nicola dell'Alto, Pallagorio). All'inizio del XIX secolo, a causa delle invasioni turche che interessarono l'intera fascia ionica, la fiera venne interrotta. Si narra infatti che, proprio nel corso della cerimonia d'apertura, alla presenza del principe giunto da Napoli e di una numerosa comunità di mercanti, la fiera venne cannoneggiata da navi turche, forse per questo i mercati portano il nome di mercati saraceni. Formati da due file di arcate in pietra che un tempo servivano al posteggio-merci, dopo la loro ristrutturazione, ultimata nel 1990, sono divenuti scenario di attività artistiche e teatrali. Durante la festa patronale, che si svolge dall'8 al 10 maggio, la statua di San Cataldo viene portata in questo luogo, dove rimane all'interno di una chiesetta per un'intera notte.

Fontana del Principe[modifica | modifica wikitesto]

Situata a Nord-Est del castello Sabatini, a ridosso della S.S. 106, è una fontana ottocentesca a specchio con tre archi sui quali è apposta una lastra di marmo, contenente lo stemma dei nobili signori Spinelli.

Palazzi Porti[modifica | modifica wikitesto]

Risale all'Ottocento, si trova in piazza Diaz, sono ospitati il Museo civico archeologico e gli uffici della Soprintendenza. Su due livelli, si caratterizza per i ricchi frontoni che adornano i balconcini balaustrati. Gli angoli sono rinforzati da finte paraste scanalate terminanti con capitelli aggettanti finemente decorati con stucchi. Diversi i punti di accesso tutti di forma rettangolare, tranne il portale principale che ha un arco a tutto sesto. Il tetto terrazzato è in parte occupato da un'ala rialzata, adibita a mostre, convegni e incontri.

Palazzo Siciliani[modifica | modifica wikitesto]

È un imponente costruzione in pietra facciavista su due livelli. Al piano terra si apre il grande portale con arco a tutto sesto. Degni di nota i balconcini in ferro battuto e le cornici in pietra delle finestre. È ubicato in Via Vittorio Emanuele.

Palazzo Caparra[modifica | modifica wikitesto]

Si eleva su tre livelli è stato più volte rimaneggiato. Nel corpo centrale si nota una costruzione tipo torretta, ha una corte a cielo aperto, sorge in via Tirone.

Monumento a Giuseppe Gangale[modifica | modifica wikitesto]

Al filosofo e glottologo Giuseppe Gangale è stato eretto un busto collocato su un basamento rivestito in lastre di marmo. A lato, su un blocco di pietra grezza, sono scolpiti alcuni libri. Il monumento è posto nella villetta sul Lungomare Stefano Pugliese alle spalle della chiesa principale. Realizzato dall'artista Raffaele Elio Malena.

Monumento ai Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Ai caduti di tutte le guerre è stato innalzato un monumento che si compone di un alto basamento rivestito in marmo su cui è collocata una statua della Vergine con il Bambino. Per i marinai morti in mare è stata inserita una grande ancora in ferro.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Sabatini[modifica | modifica wikitesto]

È una costruzione di tipo militare a pianta quadrilatera con torri angolari speronate. Edificato nei primi decenni del XVI secolo dai Carafa marchesi di Cirò, è noto pertanto anche come castello dei Carafa, fu nel tardo Settecento trasformato dagli Spinelli, feudatari principi di Tarsia, che del manufatto militare fecero un'elegante dimora gentilizia. Il castello fu acquistato dalla famiglia Sabatini nel 1845 dalla quale prende oggi il nome.

Torre Nuova[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel 1596 per volontà del marchese Vespasiano Spinelli, è situata nella contrada Brisi. La struttura rappresenta, insieme alla Torre Vecchia, il cardine di un sistema difensivo e di avvistamento.

Torre Vecchia[modifica | modifica wikitesto]

Torre vecchia

Lungo il pendio che unisce Madonna di Mare alla costa si trova una struttura difensiva. È una torre di avvistamento a pianta quadrata, costruita proprio in seguito alle prime invasioni saracene.

Nel 2009, probabilmente a causa delle forti piogge, sono crollati una parte del tetto e gran parte della parete sovrastante la scala esterna.

Torre di Pozzello[modifica | modifica wikitesto]

Ricade nel territorio del comune di Ciro' Marina, nella località omonima, non molto distante dal Casino del Principe (Castello Sabatini) e dalla Torre Nuova. Si tratta di una torre feudale, la cui costruzione è anteriore all'epoca viceregnale, è una torre quadrata con pareti verticali.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Tempio di Apollo Haleo[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli scavi del 1924 l'archeologo Paolo Orsi, individuò in località Punta Alice, l'antico tempio arcaico dedicato ad Apollo Haleo. Che in località Punta Alice fosse già presente un'area di culto non ancora strutturata, almeno a partire dalla fine del VII secolo a.C. sembra confermato da una serie di manufatti tipici quali l'idoletto schematico in argento, il kouros dedalico e la statuina fittile di tipo locrese, rinvenute sul posto. Soltanto dopo la metà del VI secolo a.C. si monumentalizza l'area sacra di Punta Alice con la costruzione del tempio dedicato ad Apollo Haleo. Nella sua fase più antica, fine del VI secolo a.C. il tempio dedicato ad Apollo Haleo era costituito da una cella (naos) fortemente allungata 27x7,90 metri, orientata in senso est-ovest, completamente aperta sul lato orientale e divisa in due navate da un colonnato di cui restano le basi lapidee. Tutte le colonne, esterne ed interne, si suppone fossero in legno. La cella era conclusa ad ovest da un ambiente quadrangolare (adyton) chiuso da un muro divisorio ed articolato da quattro pilastri. Questo spazio conteneva la statua di culto del dio Apollo. La struttura era formata da un basso zoccolo costituito da due filari di blocchi di calcare, su cui poggiavano i muri in mattoni crudi. Il tempio di Punta Alice dedicato ad Apollo Haleo, rimase in uso fino alla fine del IV secolo a.C. momento in cui l'edificio venne trasformato in un periptero dorico di maggiori dimensioni 46x19 metri. Il nuovo edificio completamente in pietra, fu circondato da otto colonne sui lati brevi e diciannove su quelli lunghi. La cella arcaica fu inglobata nel nuovo edificio, mentre il colonnato fu raddoppiato solo sul lato orientale. La seconda fase del Tempio di Apollo Haleo documenta invece gli ultimi interessanti sviluppi dell'architettura dorica templare in occidente, costituendo l'unico edificio periptero postclassico noto. L'area sacra di Punta Alice rimase fino al IV secolo a.C. in orbita crotoniate, come del resto la città di Krimisa. Dagli scavi effettuati nell'area del Tempio di Apollo Haleo sono state rinvenuti la testa, entrambi i piedi e parte della mano distrutta, oggi esposti al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Nel 2012 la Regione Calabria finanzia la valorizzazione dell'area archeologica, ormai da anni abbandonata, con un importo di 700 000 euro.[10]

Il 1º aprile 2015 dopo 91 anni la testa, i piedi, e la mano tornano a Cirò Marina in occasione dell'inaugurazione del museo cittadino.[11]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Pineta: ubicata a ridosso della fascia costiera che da Punta Alice si estende fino a Madonna di Mare, ricopre una parte di territorio pari a circa 62 ettari. Da dicembre 2011 il sindaco con un'ordinanza ha vietato l'accesso all'interno con mezzi meccanici[12]. Il 1º maggio 2013 è stato inaugurato il Bosco dei Cacci, area pic nic attrezzata all'interno della Pineta[13].
  • Parco Giochi (Zona Punta Alice)
  • Villetta Comunale (Via Roma)
  • Lungomare sud - Via Torrenova
  • Villetta Via Stilo
  • Villetta Sant'Antonio
  • Villetta San Giuseppe
  • Villetta Giuseppe Gangale

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 30 novembre 2016 a Cirò Marina risultano residenti 981 cittadini stranieri. Le nazionalità più numerose sono le seguenti:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º marzo 2013 è stata inaugurata la nuova Biblioteca Comunale Capoano-Scarpelli in Via della Liberta'. La struttura sarà gestita dall'Associazione Culturale Luigi Lilio. All'interno della stessa è stato istituito dal Lions Club Cirò Krimisa "L'angolo lettura Lions" che dispone di numerosi testi di narrativa e saggistica.[15]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Civico[modifica | modifica wikitesto]

Il museo civico ha sede in Piazza Diaz, al piano terra ed al primo piano di Palazzo Porti, struttura acquistata dal comune di Cirò Marina nel 1981 e completamente ristrutturata nel 1985. Il progetto di allestimento del museo è stato ottenuto con l'approvazione della Sovrintendenza nel 1992 ma vide la luce il 12 luglio 1999. Nelle sale al piano terra sono ospitati materiali provenienti dal tempio di Apollo Haleo rinvenuti negli scavi di Punta Alice, in particolare il calco della testa di Apollo e dei piedi (la testa marmorea originale e i piedi risalenti al 440 a.C. sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria). Nelle sale al primo piano vi è ospitata una mostra fotografica e cartografica sull'archeologia subacquea calabrese degli ultimi trent'anni. Orario di apertura al pubblico: invernale, dal lunedì al venerdì mattina 9:00-14:00, estivo 9:00-14:00 e 19:00-22:00. Chiuso sabato. Ingresso gratuito.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Centro Polivalente Alikìa sito in via Pola, Alikìa era l'antico nome dell'abitato di Cirò Marina, è stato inaugurato il 22 marzo 2009[16]. Il centro Alikìa è una struttura polivalente per congressi ed eventi culturali per il tempo libero, dove è possibile svolgere convegni, rappresentazioni teatrali, saggi, concerti, proiezioni cinematografiche. La struttura ha una superficie coperta di circa 700  e una superficie esterna di circa 2 500 m², in corso di ampliamento per altri 1 800 m² da destinare a parcheggio. La capienza attuale è di circa 300 posti a sedere, aumentabili fino a 450. La progettazione e la direzione lavori è stata curata dagli architetti Giovanni Gentile, Elio Amelio, Quintino Ferrara e Cataldo Marino in collaborazione con l'ufficio tecnico comunale. L'opera è stata realizzata con un finanziamento nell'ambito della programmazione del Pit 11 Alto Crotonese, Por Calabria 2000-2006 misura 4.4, Fondi Fesr. L'importo complessivo del finanziamento è stato pari a 725 000 euro, di cui ne sono stati utilizzati 465 000 per lavori e il resto per espropri, spese generali e allacci.

Cirò Marina vanta anche la Compagnia Teatrale Krimisa, nata dal 1981, che ha contribuito al recupero di tradizioni, usi e costumi tipici grazie alle commedie in vernacolo.

L'8 marzo 2015, dopo i lavori all'interno, il teatro riapre i battenti.[17]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il vino Cirò Doc[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cirò (vino).

I primi coloni greci sbarcati sulle coste cirotane rimasero impressionati dalla fertilità di questa terra, per questo motivo fu chiamata Enotria e cioè terra dove si coltiva la vite alta da terra. I contadini ellenici portarono nuovi vigneti da impiantare: sono infatti di probabile origine greca alcuni tipi di vite ancora presenti sia sul suolo calabrese come il gaglioppo e greco bianco.

Il vino prodotto chiamato Cremissa, divenne il vino ufficiale delle Olimpiade e probabilmente è stato il primo esempio di sponsor secondo l'attuale definizione. La tradizione è stata riportata in auge, soprattutto per rilanciare l'immagine del Vino Cirò, alle Olimpiade di Città del Messico nel 1968 dove tutti gli atleti partecipanti hanno avuto la possibilità di gustare il Cirò come vino ufficiale.

La fase di maggiore crisi della viticoltura calabrese e cirotana si manifestò nell'Ottocento con l'arrivo della fillossera, che causò la decimazione dei vigneti e la quasi scomparsa delle coltivazioni. In questi ultimi anni il Cirò, soprattutto nella tipologia Rosso, sta riacquistando la sua antica grandezza anche per merito di numerose aziende che hanno saputo rinnovarsi, pur non rinnegando la tradizione, sia per quanto riguarda i vitigni veri e propri che per le tecniche di vinificazione.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Mercato Rionale[modifica | modifica wikitesto]

Il mercato rionale si tiene ogni primo e terzo martedì del mese in via Mario Rotondo, dal 2010 spostato sul nuovo lungomare sud per motivi di ordine e di spazio.

Persone legate a Cirò Marina[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina si è sviluppata nella seconda metà del XX secolo per la crescita dei settori agricolo e peschereccio, con le relative industrie di trasformazione. Sono sorte inoltre attività artigianali, legate al turismo archeologico. Negli anni settanta su Punta Alice è sorto lo stabilimento della "Sali italiani" del gruppo Montedison, ora inattivo, mentre l'Agip ha scoperto in marea 4 km dalla costa di Cirò Marina il giacimento "Lavinia", in acque con profondità compresa tra 70 m e 150 m.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del porto di Cirò Marina.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Cirò Marina è interessata dalla Strada statale 106 Jonica.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La località è servita dalla stazione di Cirò posta sulla linea complementare Jonica.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Entrata Porto

Il porto di IV classe turistico peschereccio è destinato alla pesca locale e al diporto. È composto da due darsene e da un bacino di espansione, da un molo foraneo principale, da un molo di sottoflutto, una banchina nord ed una banchina sud. Nella darsena n. 2 sono stati installati due pontili galleggianti per le imbarcazioni da diporto. Il fondale in banchina varia dai 3 ai 5 m. Sono previsti 342 posti barca per imbarcazioni da diporto, che possono avere una lunghezza massima di 15 m. L'opera è stata finanziata dalla Regione Calabria con la somma di lire 38 miliardi il 9 giugno 1986, su richiesta del Comune di Cirò Marina, i lavori sono iniziati il 22 marzo 1993 e, durante la loro esecuzione, sono stati contrassegnati da proroghe e da ritardi. Il porto è stato completato e inaugurato nel 2001. Il 13 gennaio 2009 una violenta mareggiata ha provocato gravissimi danni alla struttura portuale ed alle attrezzature. È stato ristrutturato nel 2011.[18]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • La principale società calcistica è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Cirò Marina, che si pone come successore della storica società Cremissa Cirò 1920, la quale ha trascorso numerose stagioni tra i massimi campionati dilettantistici regionali e nazionali. Disputa le partite casalinghe nello stadio Comunale Punta Alice. Il colore della squadra è il granata. Milita in Terza Categoria Calabria (2014-2015).

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Softair: A.S.D. Krimisa K. Softair fondato nel 2007;
  • Tennis Tavolo: A.S.D. Tennis Tavolo Krimisa;
  • TennisClub Cirò Marina A.S.D. riconosciuta dal Coni ed affiliata ANSPI;
  • Calcio a 5: Hellas Cirò Marina Calcio a 5 milita nella stagione 2012/2013 nel campionato regionale di Serie D "Girone A". La squadra disputa le partite casalinghe nel Palazzetto Comunale di Cirò Marina;
  • Pallavolo: L'Asd Volley Fidelis Cirò Marina milita nella stagione 2012/2013 nel campionato regionale di Serie D "Girone A". La squadra disputa le partite casalinghe nel Palazzetto Comunale di Cirò Marina. La Polisportiva Punta Alice milita nel campionato di Seconda Divisione. La squadra disputa le partite casalinghe nel Palazzetto Comunale di Cirò Marina;
  • Taekwondo: Centro Taekwondo Demo Cirò Marina fondato nel 1972.
  • Warpedo: Warpedo (MMA) Cirò Marina del maestro Francesco Pirillo.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Comunale di Cirò Marina in erba
  • Campo da Calcio in terra battuta
  • Palazzetto dello Sport di Cirò Marina in parquet
  • Campi da Tennis due in erba sintetica
  • Piscina Comunale di Cirò Marina, inaugurata il 7 maggio 2011[19], entrata in funzione il 9 luglio 2012 dopo l'affidamento a privati tramite bando.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amministrative 2016 a Ciro’ Marina, i voti dei candidati lista per lista, ilcirotano.it. URL consultato il 20 giugno 2016.
  2. ^ a b [1] Popolazione residente al 1º gennaio 2016
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Erezione in Comune autonomo della frazione Ciro' Marina, normattiva.it.
  5. ^ Spiagge a misura di bambino, 12 bandiere verdi in Calabria, www.ilcirotano.it. URL consultato il 13-04-2015.
  6. ^ Elenco Città del Vino, terredelvino.net. URL consultato il 07-10-2012.
  7. ^ Protezione Civile - Classificazione sismica, su www.protezionecivile.gov.it.
  8. ^ Dati Confedilizia, confedilizia.it. URL consultato il 15-12-2010.
  9. ^ Donati 10 candelabri in ottone alla Chiesa di San Cataldo, ilcirotano.it. URL consultato il 18-03-2013.
  10. ^ Al via piano regionale dei beni culturali, ilcirotano.it. URL consultato il 18-11-2012.
  11. ^ Il museo di Ciro’ Marina apre le porte: bentornato Apollo, ilcirotano.it. URL consultato il 3 aprile 2015.
  12. ^ Ordinanza urgente sulla salvaguardia della pineta comunale, secom.it. URL consultato il 07-10-2012.
  13. ^ Inaugurato il ‘Bosco dei Cacci’ nella Pineta di Ciro’ Marina, ilcirotano.it. URL consultato il 04-05-2013.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Inaugurata la biblioteca comunale a Ciro’ Marina, ilcirotano.it. URL consultato il 07-03-2013.
  16. ^ Inaugurazione del Centro Polivalente Alikia a Cirò Marina, secom.it. URL consultato il 07-10-2012.
  17. ^ Riapre le porte il teatro Alikia di Ciro’ Marina, ilcirotano.it. URL consultato il 9 marzo 2015.
  18. ^ Completati i lavori di ristrutturazione del porto di Cirò Marina, secom.it. URL consultato il 07-10-2012.
  19. ^ Inaugurazione della Piscina Comunale a Cirò Marina, secom.it. URL consultato il 07-10-2012.
  20. ^ Tutto pronto per l'apertura della Piscina Comunale di Cirò Marina, ilcirotano.it. URL consultato il 07-10-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN153784915 · LCCN: (ENn98036085 · GND: (DE4513811-4
Calabria Portale Calabria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Calabria