1º Reggimento carabinieri "Piemonte"

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1º Reggimento carabinieri "Piemonte"
Omerale tuta OP del Reggimento CC Piemonte.JPG
Omerale per uniforme operativa del 1º Reggimento carabinieri "Piemonte"
Descrizione generale
Attivo1915 - oggi
NazioneItalia Italia
ServizioCoat of arms of the Carabinieri.svg Arma dei Carabinieri
RuoloOrdine pubblico
Pubblica sicurezza
Polizia militare
SedeMoncalieri, viale del Castello 2
Comandanti
col.Stefano Russo [1]
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1º Reggimento carabinieri "Piemonte" è un reparto dell'Arma dei Carabinieri, ordinativamente inserito nella "Organizzazione Mobile" alle dirette dipendenze della Prima Brigata mobile carabinieri che esercita le funzioni di alto coordinamento e controllo verso i reparti dipendenti. Ha sede nella Caserma maggiore Alfredo Serranti di Moncalieri (TO) e ha alle sue dipendenze il 2º Battaglione carabinieri "Liguria", di stanza a Genova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera di guerra del 1º Reggimento carabinieri "Piemonte"
Monumento ai caduti presso il castello di Moncalieri

Le origini del reparto risalgono al 24 maggio 1915 quando, con decreto del Ministero della Guerra, vennero costituiti 18 Battaglioni Mobili dei Reali carabinieriin ambito nazionale per il concorso ai servizi di ordine e sicurezza pubblica, due dei quali dislocati a Torino con le denominazioni di "Battaglione mobile carabinieri Torino 1° e Torino 2°". Il Battaglione così formato fu schierato, durante la prima grande guerra, a Udine con funzioni di sicurezza e difesa del Comando Supremo nonché di proiezione esterna rispetto alla città.

Per cessate necessità belliche e post belliche, il Reparto, nella sua della duplice strutturazione su Torino, fu dapprima ridotto in 1º Battaglione Mobile Carabinieri e, poi, definitivamente sciolto con Regio Decreto n. 2980 il 30 dicembre 1923. Con l'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, il Reparto fu nuovamente ricostituito il 23 giugno 1940 quale “1º Battaglione Carabinieri Mobilitato” per essere da subito impiegato nelle proiezioni estere in Albania e Grecia. In Albania, frazionato in piccole unità, operò dal novembre 1940 al giugno 1941 per il disimpegno di servizi di rastrellamento e con funzioni di "polizia militare". In Grecia, invece, trovò impiego dal 7 giugno 1941 presso Atene con funzioni di polizia e controllo del territorio attraverso un assetto ordinativo, tipicamente territoriale, organizzato in compagnie, tenenze e stazioni di carabinieri.

Il "1º Battaglione carabinieri mobilitato" venne sciolto poco dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e nuovamente ricostituito il 31 agosto 1945 con la nuova denominazione di “1º Battaglione Carabinieri Torino” alle dipendenze del "Reggimento di Battaglioni mobili di Milano". Il 1º aprile 1963 assunse la denominazione più breve di "1º Battaglione carabinieri", senza peraltro cambiamenti ordinativi.

Dal 1969 ha sede di comando e logistica in quella che è stata la residenza sabauda del Castello di Moncalieri, dal 1997 inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Il 1º settembre 1977 assunse il rango giuridico-amministrativo di "comando di corpo" e fu ridefinita nuovamente la denominazione in 1º Battaglione carabinieri "Piemonte", con inquadramento gerarchico nella 11ª Brigata carabinieri (dal 1º settembre 2001 diventata "1ª Brigata mobile"). A complemento del nuovo status, il 16 dicembre 1977 il reparto divenne assegnatario della bandiera di guerra.

Il 10 settembre 2014 il battaglione è stato elevato al rango di 1º Reggimento, collocando alle sue dipendenze il 2º Battaglione carabinieri "Liguria". Nel 2017 è stato annunciato per il 2019 il suo trasferimento presso la caserma Cavour di Torino.[2]

Il 13 giugno 2018 si è svolta la cerimonia di commemorazione del quarantennale della concessione della bandiera di guerra. Nell'occasione è stato inaugurato il monumento ai caduti, in pietra di ardesia, che, posizionato sul piccolo belvedere davanti alle torri cilindriche, affaccia sul sottostante giardino all'italiana e guarda verso il Monviso.

Campagne di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Retto da ufficiale superiore col grado di Colonnello, è un "comando di corpo" strutturalmente organizzato sulle seguenti aree funzionali:

  • una struttura di staff a supporto del comandante di Reggimento che si occupa dell'amministrazione del personale e delle operazioni;
  • una struttura operativa incardinata su due Compagnie per lo svolgimento dei servizi istituzionali di ordine e sicurezza pubblica;
  • una struttura con funzioni logistiche (minuto mantenimento, trasporti, armeria) e di sicurezza interna (corpo di guardia e vigilanza);
  • una Infermeria Presidiaria retta da ufficiale medico, coadiuvato da infermieri professionali.
  • 2º Battaglione Carabinieri "Liguria"

Stemma araldico[modifica | modifica wikitesto]

Stemma araldico del 1º Reggimento carabinieri "Piemonte"

Lo stemma araldico di reggimento nasce in occasione dell'elevazione di rango del previgente Battaglione. La simbologia ispiratrice si prefigge di unire sotto un'unica insegna due reparti con una lunghissima storia ovvero il Battaglione di Moncalieri, ora Reggimento, e il Battaglione di Genova. I "Battaglioni mobili autonomi Carabinieri" vennero già previsti con Regio Decreto nr. 1802 del 2 ottobre 1920, istituiti nel numero di 18 con decreto ministeriale del 2 maggio 1920 "per concorrere con le Legioni territoriali della stessa Arma nei servizi di ordine pubblico e pubblica sicurezza. Qualora le esigenze lo richiedano, in taluno dei Battaglioni una o più Compagnie potranno essere costituite con militari dell'Arma a cavallo. I Battaglioni mobili saranno formati in linea normale con carabinieri ausiliari, comandati da ufficiali, sottufficiali ed appuntati dell'Arma dei Carabinieri, ed avranno in aggregazione il numero di meccanici e conducenti necessari per gli automezzi [...]".

Lo stemma araldico, quadripartito da due diagonali, poggia su uno scudo francese moderno anche detto "sannitico". Contrassegno di vittoria, potenza e prosperità, nella porzione superiore è posta l'aquila su fondo blu principe di Savoia che richiama la cosiddetta "bandiera colonnella" simbolo dei comandanti di reggimento. La porzione triangolare inferiore raffigura la granata a tredici punte dell'Arma dei Carabinieri sui colori istituzionali blu e rosso. A sinistra è invece posizionato un leone rampante che simboleggia coraggio e forza su croce bianca a fondo rosso, proprio della città di Moncalieri. Nel triangolo di destra troviamo, in ultimo, il grifone che assomma in sé i caratteri di custodia e vigilanza. È raffigurato su croce rossa e fondo bianco, propri della città di Genova.

Lo stemma, di tipo composto, è sormontato dalla corona muraria o turrita alla guelfa, con otto torri di cui cinque visibili, simbolo dell'unità militare. Tra lo scudo e la corona turrita è posta l'insegna con il nome del reparto. Sotto lo scudo, il cartiglio svolazzante che reca il motto dell'Arma dei Carabinieri Nei secoli fedele cui il reggimento appartiene.

La caserma[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Moncalieri.
Castello di Moncalieri

La caserma maggiore Alfredo Serranti del 1º Reggimento Carabinieri "Piemonte" è l'odierna struttura del Castello di Moncalieri, che affonda le proprie radici nel lontano 1277.

Il 20 novembre 1945, per la prima volta, il Castello venne adibito a caserma dell'Arma dei Carabinieri ospitando il Battaglione Allievi di Torino. Il 15 ottobre 1948, dopo lavori di ristrutturazione e adeguamento, vi vennero trasferiti i corsi di formazione basica per aspiranti sottufficiali che vi sarebbero rimasti fino al 1969, anno in cui il I Battaglione Allievi Sottufficiali fu trasferito nella nuova sede di Velletri. In ragione delle mutate esigenze socio politiche, infatti, e per accogliere un maggior numero di frequentatori, era stata ivi creata, nel frattempo, una struttura moderna più grande, efficiente e funzionale intitolata all'eroe di guerra Salvo d'Acquisto, vice-Brigadiere Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Nel 1969, il castello reale venne così destinato all’Organizzazione Mobile dislocandovi il I Battaglione Carabinieri "Piemonte" che, nel periodo dal 19 dicembre 1969 al 31 marzo 1970, vi trasferì le proprie unità dalla caserma "Pietro Micca" di Torino.

Targa M.O. Magg Serranti

La caserma è intitolata al Maggiore Alfredo Serranti, Medaglia d'Oro alla Memoria per i fatti accaduti e gli atti compiuti nella battaglia di Culqualber in Abissinia durante lo scontro tra italiani e britannici sul finire del 1941. Nelle motivazioni si legge:

«Nel corso di aspro e sanguinoso combattimento, instancabile nell’accorrere con pieno sprezzo del pericolo nei punti più minacciati, infondeva nei propri subordinati tenacia, saldezza, alto senso di abnegazione e indomito ardire combattivo. In successiva lotta serrata e cruenta contro preponderante forze avversarie, guidava carabinieri e zaptié al compimento di eroiche gesta. Colpito una prima volta da arma da fuoco, rifiutava di farsi medicare per non lasciare il suo posto alla testa dei propri uomini che, attorno a lui, si immolavano numerosi nella visione ideale della Patria e nell’adempimento del dovere. Travolto da una furibonda mischia all’arma bianca e trafitto da una tremenda baionetta che gli squarciava l’addome, raccoglieva le languenti forze per lanciare al nemico l’ultima sfida e rivolgere ai pochi superstiti le ultime parole di incitamento alla più strenua resistenza. Fulgido esempio di eroismo che nobilita le tradizionali virtù ed il secolare valore dell’Arma.»

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

Il reggimento, unitamente al resto della compagine dipendente dalla 1ª Brigata mobile, fornisce una serie eterogenea di servizi alla collettività e svolge i seguenti servizi istituzionali:

  • partecipa alla gestione dell'ordine pubblico;
  • svolge servizi di prevenzione e repressione di possibili minacce legate al terrorismo internazionale attraverso la componente SOS (Squadre Operative di Supporto);
  • supporta l'Organizzazione Territoriale dell'Arma dei Carabinieri per incrementare il controllo del territorio nelle zone più sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica;
  • vigila obiettivi sensibili militari e di natura civile definiti, di volta in volta, dall'Autorità di Pubblica Sicurezza;
  • concorre alla difesa integrata del territorio nazionale;
  • predispone assetti da impiegare nelle missioni cosiddette "fuori area" per l'assolvimento delle funzioni di polizia militare e di sostegno ad alcune attività logistiche;
  • concorre alle esigenze di protezione civile, fornendo supporto operativo e logistico nei soccorsi in caso di calamità di origine naturale e non.

Mezzi[modifica | modifica wikitesto]

Il reggimento utilizza, per il trasporto di uomini e materiali, diversi mezzi di trasporto con caratteristiche peculiari in funzione delle esigenze di impiego. Per i servizi più comuni vengono utilizzati:

  • IVECO C-18 e IVECO C-17, caratterizzati da una buona capacità di trasporto, confort e celerità di marcia;
  • IVECO TurboDaily, dotati di una minor numero di posti a sedere rispetto ai precedenti ma caratterizzati da una maggior rusticità di impiego e motricità in condizioni di terreno accidentato e impervio per via del loro assetto rialzato;
  • Land Rover Discovery, fuoristrada con un ottimo combinato di capacità fuoristradistiche e stradali. Nelle versioni più recenti questi mezzi sono anche assistiti da una efficace elettronica;
  • Subaru Forester "protetto" in uso alle Squadre Operativo di Supporto per utilizzi nei servizi anti terrorismo.

Sono poi in uso anche altri veicoli per esigenze più settoriali e con un utilizzo assai meno frequente, come gli Iveco VM90P, che presentano elevate caratteristiche di protezione balistica.

Cronotassi dei comandanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Battaglione
    • Ten. Col. Pietro Leone DEMICHELIS dal 1949 al 1951
    • Magg. Raffaele SAVE dal 1952 al 1954
    • Magg. Augusto IZZO dal 1955 al 1956
    • Magg. Giovanni MONTECUCCHI dal 1957 al 1958
    • Magg. Giovanni ROBECCHI dal 1959 al 1962
    • Ten. Col. Giovanni MONTECUCCHI dal 01.09.1956 al 07.11.1958 e dal 12.06.1962 al 17.08.1962
    • Ten. Col. Guido PEPE dal 18.08.1962 al 28.09.1966
    • Ten. Col. Emilio CANTONI dal 29.09.1966 al 18.09.1969
    • Ten. Col. Giovanni LUCCHETTI dal 19.09.1969 al 24 agosto 1972
    • Ten. Col. t.SG Biagio BUONO dal 25.08.1972 al 3.10.1975
    • Ten. Col. Giuseppe PIRA dal 01.11.1975 al 19.09.1976
    • Ten. Col. t.SG Mario COCCO dal 20.09.1976 al 03.09.1979
    • Ten. Col. Vittorio BONFANTI dal 04.09.1979 al 10-07.1982
    • Ten. Col. Manlio MORELLI dal 11.07.1982 al 23.10.1984
    • Ten. Col. Vincenzo SPALLINO dal 24.10.1984 al 24.08.1986
    • Ten. Col. Antonino BORZI dal 25.08.1986 al 19.09.1988
    • Ten. Col. Carlo LEPORE dal 20.09.1988 al 08.01.1991
    • Ten. Col. Giorgio Vincenzo PIRAS dal 03.05.1991 al 02.11.1992
    • Ten. Col. Giambattista GIACCHERO dal 20.03.1993 al 15.09.1995
    • Ten. Col. Paolo FABIANO dal 16.09.1995 al 31.08.1998
    • Ten. Col. Salvatore FAVAROLO dal 28.09.1998 al 18.08.2000
    • Ten. Col. Benedetto LAURETTI dal 19.08.2000 al 18.09.2002
    • Ten. Col. Giacinto PRENCIPE dal 19.09.2002 al 03.09.2005
    • Ten. Col. Pierfranco DIANA dal 04.09.2005 al 04.09.2008
    • Col. Mario METTIFOGO dal 23.09.2008 al 09.09.2014
  • Reggimento
    • Col. Cristiano DESIDERI dal 10.09.2014 al 17.09.2018
    • Col. Stefano Fernando RUSSO dal 17.09.2018 in comando.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]